Che dire di questo libro? La prima definizione che mi viene in mente è Giano bifronte.
Difficilmente sono così combattuta sul giudizio di un libro – o di qualunque altra cosa se è per questo!!! Qui invece sono veramente combattuta, su due fronti opposti.
Il libro nel complesso alla fine mi è anche piaciuto (con 700 pagine di troppo, come dice una mia amica!), ha delle bellissime pagine poetiche, delle descrizioni eccezionali e offre uno spaccato accurato(?) della storia d’Italia e d’Europa del secolo scorso. Perché il punto interrogativo? Perché per me la sua analisi è veramente troppo partigiana per essere veramente accurata. Non discuto la veridicità delle sue affermazioni di avvenimenti storici (lager stalinisti, pogrom, stupri di massa, atti inveterati e ripetuti di violenza tra i partigiani prima e dopo la liberazione), non ho la competenza storica per farlo. Ma sono certa che il voler vedere il tutto sempre e solo da una parte porta a considerare i fatti in una prospettiva distorta – fino alla malafede. Ma sti comunisti veramente sempre e solo diavoli? Ma se non era per i partigiani delle brigate Garibaldi – a cui apparteneva mio nonno, mi si lasci la nota di orgoglio! – come sarebbe andata la guerra? E soprattutto come l’Italia post bellica? Sull’analisi filosofica poi non commento, non sono d’accordo, ma quello… ca va sans dire!!!
Ultima notazione, l’estrema misoginia dello scrittore: che ci fosse gente nel 1983 che vedesse le donne in quel modo a me lascia a dir poco esterrefatta. Che dire, per fortuna l’Italia allora non ha dato retta a certe istanze e, anche se in maniera imperfetta e ancora MOOOLTO migliorabile, la libertà civile negli 70 ha raggiunto traguardi imprescindibili, che vanno ancora difesi, ma che comunque restano ancora oggi a baluardo della libertà delle donne, ma non solo loro, delle libertà di tutti.
Alcune frasi a seguire con le mie impressioni a caldo. A un certo punto ho smesso di segnarle: la bile montava troppo!
“Va bene che adesso la guerra non c’era, quanto meno non c’era ancora (per fortuna! questa sì era una buona cosa!) Rimaneva comunque il fatto, per ciascuno dei tre, che tra poco si sarebbe trovato, del tutto privo di gradi, alla mercé di chiunque un grado ce l’avesse: e in più, per la prima volta in vita sua, fuori del proprio ambiente natale, in un mondo sconosciuto.” Così è la vita militare: essere alla mercé di chi i gradi li ha, a prescindere dal valore…
“Gli si affacciavano alla mente, mentre procedeva, gli anni lontani della sua militanza politica nel partito popolare, le sue cocenti delusioni d’allora. “Eccoli i risultati di quelle beghe senza fine, di quelle lotte immonde tra i partiti democratici, che nel ‘22 hanno condotta la nazione alla paralisi, e a un tale bisogno di ordine, da farla cadere come una mela marcia nelle mani dei fascisti...” Lui e i militanti periferici non avevano potuto fare proprio nulla contro quelle beghe irresponsabili dei vertici.” Ecco, per paura del “diavolo comunista” i popolari hanno consegnato l’Italia tutta a Mussolini e Hitler!
“Egli conosceva il giudizio ripetuto dal papa Pio XI – milanese, anzi brianteo – ai visitatori più preparati della sua ex diocesi di Milano: essere i nazisti dei veri e propri anticristi nel senso evangelico del termine.” Ricordiamo che questo è il papa dei patti lateranensi!!!!!!!
“Si ritrovò a desiderare che l’Italia non fosse una nazione così parolaia, che non avesse un peso militare così modesto; provò struggente il desiderio giovanile che la sua patria fosse gagliarda, e che spendesse la propria forza nel bene: non solo nel proprio, ma anche degli altri popoli. La concezione cavalleresca della guerra, che talvolta riaffiora nel cattolico...” Bravino lui!!!!
Le ragazze sono esseri più deboli di noi » si limitò a dire, « più fragili. Se un impostore approfitta di un momento in cui una si trova indifesa... Dopo vorresti lasciarla continuare per la strada sbagliata? Ma queste son cose da parlarne solo seriamente. » - C’è bisogno di commentare?????
“Ma lui in fin dei conti era credente o no? Avvertì che si trattava d’una domanda con implicazioni non da poco: il problema dell’aldilà... C’è chi ci crede e chi no, sia tra la gente abituata a riflettere, sia tra quella che non riflette mai, tra i colti come tra gli incolti. “E io? Mah, non lo so nemmeno io...” Fu tentato di approfondire almeno stavolta, di non restare così in superficie. “Proprio adesso dovrei approfondire? Con questo impegno che ho alle mani e ’sto freddo? Ci mancherebbe...” Finì col disattendere l’ispirazione, come tante altre volte aveva fatto; ci sono persone – anche tra le più generose nell’adempimento dei propri doveri civili – che non riescono mai a trovare un po’ di tempo per approfondire seriamente le cose più determinanti per il loro destino.” – Ecco, proprio quelle erano le cose determinanti per il destino dei poveri cristi in Russia!!!!!
“Ecco perché, quando i tedeschi avevano invaso il paese, la maggioranza dei russi, e lui con gli altri, s’era augurata che venissero avanti, che togliessero di mezzo una volta per tutte la peste comunista...” Mah, sarà…
“Reverberi, che tutti gli alpini della divisione chiamavano con fiducia ‘nostro padre’. (Nelle loro semplici menti non esisteva un termine più appropriato per esprimere il concetto di autorità; e giustamente, se ci si consente di manifestare qui il nostro parere, in barba a tutte le scemenze, anche dotte, che nei decenni a venire si sarebbero conclamate contro il ‘paternalismo’.)” E se ti piace il paternalismo, rimanici!!!!