Quando scendono dal treno nella stazione di una cittadina di provincia, si conoscono da un paio di mesi appena. Quel quarantenne un po' sciupato ma ancora di bell'aspetto, e con qualche pretesa di eleganza – un cappello a larghe tese, un bastone da passeggio con l'impugnatura d'oro –, che si fa chiamare De Ritter, Léa lo ha incontrato nella casa chiusa di Clermont-Ferrand dove lavorava; se lo ha seguito è solo perché lui le ha fatto baluginare la possibilità di una combine che frutterà loro parecchio denaro. Da subito, però, Léa sente che c'è qualcosa di poco chiaro, di inquietante perfino, nella scelta del luogo: perché mai De Ritter ha deciso di tornare proprio lì, in quel buco dov'è nato e che ha lasciato a diciott'anni, nella convinzione che avrebbe fatto grandi cose? Per di più, adesso che ci sono, di denaro non se ne vede, e lei riprende a rimorchiare gli uomini nei caffè – gli stessi caffè dove lui tiene banco con il racconto delle sue mirabolanti avventure in giro per il mondo. Quello che non dice è che in quei luoghi esotici, Tahiti, Giava, Rio de Janeiro, Bombay, ha vissuto di lavoretti umilianti, di piccole truffe; e che da Panama è stato perfino costretto a fuggire per evitare di farsi un paio d'anni di galera... In questo romanzo attraversato da oscure tensioni Simenon delinea magistralmente una febbrile ricerca del tempo perduto che non può sfociare in altro che nel disgusto di sé e nel delitto.
Georges Joseph Christian Simenon (1903 – 1989) was a Belgian writer. A prolific author who published nearly 500 novels and numerous short works, Simenon is best known as the creator of the fictional detective Jules Maigret. Although he never resided in Belgium after 1922, he remained a Belgian citizen throughout his life.
Simenon was one of the most prolific writers of the twentieth century, capable of writing 60 to 80 pages per day. His oeuvre includes nearly 200 novels, over 150 novellas, several autobiographical works, numerous articles, and scores of pulp novels written under more than two dozen pseudonyms. Altogether, about 550 million copies of his works have been printed.
He is best known, however, for his 75 novels and 28 short stories featuring Commissaire Maigret. The first novel in the series, Pietr-le-Letton, appeared in 1931; the last one, Maigret et M. Charles, was published in 1972. The Maigret novels were translated into all major languages and several of them were turned into films and radio plays. Two television series (1960-63 and 1992-93) have been made in Great Britain.
During his "American" period, Simenon reached the height of his creative powers, and several novels of those years were inspired by the context in which they were written (Trois chambres à Manhattan (1946), Maigret à New York (1947), Maigret se fâche (1947)).
Simenon also wrote a large number of "psychological novels", such as La neige était sale (1948) or Le fils (1957), as well as several autobiographical works, in particular Je me souviens (1945), Pedigree (1948), Mémoires intimes (1981).
In 1966, Simenon was given the MWA's highest honor, the Grand Master Award.
In 2005 he was nominated for the title of De Grootste Belg (The Greatest Belgian). In the Flemish version he ended 77th place. In the Walloon version he ended 10th place.
Un bizzarro personaggio arriva in una città di provincia destando la curiosità di chi lo vede farsi consegnare in albergo un baule altezza uomo. Si fa chiamare De Ritter, sfoggia pietre preziose e modi accattivanti..
Il consueto Simenon grande artista nel dipingere le scene e dare rilievo alle atmosfere. Qui una storia che decolla a mio avviso malamente ma pur sempre con classe..
Un cacciaballe, un truffatore di mezza tacca che non ha mai fatto il salto di qualita' o peggio, un dilettante, come si dice nel giro. Questi torna al paese natale con l'indefinita voglia di combinare qualcosa, di rivalersi su quel mondo apparentemente immutabile ma al tempo stesso di riconciliarsi con esso. Da perdente qual e', avendo forse i mezzi per fare il grande colpo, resta invece nel limbo dell'irresolutezza. Un Simenon minore ma di qualita', con pagine che molto spesso colpiscono.
“Presto o tardi finisci per rimpiangere quel che hai rifiutato.” Mentre leggevo un altro libro mi è venuta sotto gli occhi questa frase, che mi ha fatto pensare a Faubourg e al suo protagonista, De Ritter, un avventuriero senza ventura che ritorna al suo paese natale, nella tranquilla provincia borghese, dopo oltre vent’anni di vagabondaggi per il mondo fatti di piccole truffe e di lavoretti arrangiati. Ad accoglierlo c’è il solito mondo piccolo borghese fatto di rancori e pulsioni ben nascoste sotto una facciata di rispettabilità, tante miserie insomma. Faubourg ci conduce per mano nella storia del ritorno a casa di quest’uomo che si dibatte oppresso da un lato dall’attrazione fatale verso quell’esistenza già prestabilita da cui era fuggito anni prima e spinto dall’altro al rifiuto di farsi incasellare tra i tanti, con un ossessivo desiderio di primeggiare e di essere al centro dell’ammirazione di chi gli vive vicino. Fino all’ultimo si sente che sta per succedere qualcosa, che l’inquietudine che trapela tra le righe troverà sfogo presto, e così avviene nel finale che, seppur coerente con il personaggio così come presentato fino ad allora, mi è parso affrettato e poco convincente. Per me non è uno dei migliori Simenon letti.
Forse non è il romanzo più geniale di Simenon ma la sua capacità di scavo psicologico offre comunque degli schizzi degni di nota: il rapporto tra la signora Chevalier e la sua inquilina; il rapporto tra zia Mathilde e il protagonista; la gelosia quieta e ansiosa della moglie di Albert; la strana intesa tra Léa e l’affittacamere... Su tutto domina l’attesa di scoprire come il protagonista riuscirà a rovinare ancora la sua vita, proprio quando sembra vincere su tutti i tavoli.
— il sole si stava facendo caldo. In un primo tempo pensò di comprare dei guanti bianchi, come da tradizione, poi si limitò a un enorme mazzo di rose bianche.
Un petit voyou, un peu souteneur, un peu arnaqueur et un peu instable arrive désargenté dans la petite ville de son enfance en compagnie d’une ex prostituée.
Le décor parfait de Simenon pour y tirer le portrait d’un homme tiraillé par ses rêves et ses frustrations dans un monde (une époque ?) où les hommes sont rois et les femmes à leur service, amoureuses, aimantes, soumises, travailleuses, sacrifiées
Olvidemos por un momento al Simenon del inspector Maigret, al genio de la novela negra. Aquí encontramos la historia de un hombre egocéntrico, vividor y miserable. No creo volver a leerla, pero valió la pena (novela corta).
Storia breve ma intensa. Un protagonista squallido descritto, come sempre, a meraviglia; un buon numero di comprimari tutti ben descritti, anche solo con qualche accenno, e nessuno unidimensionale. Finale splendido.
lettura lenta anche se libro breve. Mi è sembrato troppo simile a "Delitto e castigo" solo con molta meno introspezione. Il protagonista è abbastanza interessante, ma forse non del tutto sviluppato. Rimane un libro di passaggio.
Simenon recrea mundos extraordinarios. Está vez un regreso al pueblo de la infancia y un escape dentro de lo cotidiano para esconder la nueva esencia construida treinta años fuera de casa.
Un uomo e una donna si trovano in un piccolo paese francese. Sono appena arrivati. Lui ha abitato qui fino a 18 anni. Lei è andata con lui affascinata dall’idea di cambiare vita (lavorava in una casa chiusa a Clermont- Ferrand). Perché l’uomo è voluto tornare a casa nonostante fosse un amante dell’avventura? Il solito Simenon che scandaglia animi umani come pochi. Le solite descrizioni dell’ambiente che rendono sempre piacevole la lettura.
Non è uno dei migliori . Ma sarebbe ingeneroso attribuire un voto più basso. Trovo sempre eccezionale l'abilità di Simenon di costruire una storia gradevole con così pochi elementi, riuscendo a coinvolgere nonostante ci sia ben poco di sensazionale e sconvolgente