Possibile che un pericoloso killer si aggiri indisturbato nelle impervie eppur domestiche Alte Langhe piemontesi? Parrebbe di sì, dato che fra residenze di campagna, calici di sauternes, bagna cauda e barbera, fastosi o scombinati matrimoni, avvenenti - o meno, alcune parecchio meno - signore firmate, pattuglie della polizia, castelli aviti, cascine crollate, lugubri marchesi, giovani formaggiai, astuti pataccari, vedove, cani, gatti, caprioli, cinghiali, volpi, tassi e ghiri, boschi, pizzerie, barche in costruzione nel porto dei Savona, scrittrici fasulle e giovinastri di paese, atavici odii fra vicini e patrimoni trafugati (ma altri solidissimi), un assassino misterioso semina in una manciata di ore una serie di sanguinosi omicidi. Una commedia nera, nerissima, e un inestricabile rompicapo di mezza estate (giugno, tempo stupendo, nelle più grandiose e segrete colline del nord Italia) risolto, com'è naturale, dal flemmatico maresciallo Giuseppe (Beppe) Buonanno comandante della stazione CC di Monesiglio coadiuvato da Sebastiano Guarienti, noto - molto noto agli affezionati lettori della saga farinettiana - sceneggiatore nato a Bra (Cn). Finale, dunque nella tradizione. Forse. - See more at: http://www.marsilioeditori.it/libri/s...
Gianni Farinetti (Bra, 1953) ha esordito con Marsilio nel 1996 con il romanzo Un delitto fatto in casa (premio Grinzane Cavour autore esordiente 1997, premio Premier Roman di Chambéry 1997). Con Marsilio ha pubblicato anche L’isola che brucia (1997, premio Selezione Bancarella 1998), Lampi nella nebbia (2000), Regina di cuori e La verità del serpente (2011), Rebus di mezza estate (2013), Prima di morire (2014), Il segreto tra di noi (2016, premio Via Po 2009) e Il ballo degli amanti perduti (2016, premio Racalmare Leonardo Sciascia 2016, premio La Provincia in Giallo 2017, premio NebbiaGialla 2017). I suoi libri sono tradotti nei maggiori paesi europei. Vive fra Torino e le Langhe.
he dare una definizione è fargli un torto. I suoi libri sono un mix magistrale: il racconto delle Langhe, gli attori di una nobiltà decadente e decaduta, l'onnipresente tema della famiglia e degli affetti sono solo alcuni degli ingredienti mescolati nella giusta misura. Rispetto ad altri romanzi forse la parte del giallo, dell'enigma, in questo caso è piuttosto ovvia, prevedibile o quantomeno fra i diversi possibili scenari è uno di quelli che il lettore, che rimarrà comunque incollato fino all'ultima pagina, riesce a prefigurarsi. Menzione d'onore alle risate di gusto che vecchi e nuovi personaggi tragicomici immancabilmente regalano (dalla ormai immancabile Usuelli alla Ramasco senza tralasciare l'amico gayssimo!) e al maresciallo Buonanno, investigatore che per la prima volta dopo anni in cui nei romanzi di Farinetti i misteri sembravano risolversi da soli, fa il suo ingresso in gioco.
Un'altra storia ambientata nelle langhe, tornano molti dei personaggi che abbiamo conosciuto in romanzi passati e attorno a loro si snodano nuovi intrecci e si dipanano vecchi e nuovi legami e intricate relazioni e parentele. Questa volta il colpo di scena finale è più inaspettato del solito. Tutto da leggere.
Farnetti non delude mai:le descrizioni delle basse Langhe sono eccelse,ti trasportano in un'atmosfera bucolica reale e ti invogliano ad andare a visitare. I personaggi,che spesso ritornano,nei suoi romanzi sono simpatici e ben caratterizzati. Lettura piacevole
Dopo aver letto "Il ballo degli amanti perduti" ero curiosa di sapere di più su Sebastiano, le Vignole, i rumeni, Duccio e tutti i personaggi di questa simpatica saga. Anche stavolta è stato un successo ma ho trovato alcune parti un po' più lente e altre completamente fuori luogo. Non ho capito la motivazione dietro alle informazioni su cosa succederà ai personaggi in futuro, per esempio. A parte ciò ripeto che il Piemontese, i personaggi e le ambientazioni sono davvero unici e meravigliosi.
Dare un giudizio su un libro che parla di Langa per me è sempre difficile, amo queste colline e tutto ciò che accade intorno a loro. Farinetti non lo conoscevo e devo dire che mi è piaciuto, forse un po' troppo lungo, a volte l'essenzialità è sinonimo di maggiore e facile leggibilità.