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Father Fucker

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Una storia autobiografica: Uchida, come la Shizuko del romanzo, ha subito da ragazzina la violenza del patrigno, con conseguente gravidanza e aborto. Il libro ripercorre la vicenda, i soprusi, il rapporto con una figura materna assente, anzi consenziente con il patrigno morboso e violento; il mondo parallelo, tutto di fantasia, che la ragazza si costruisce per evadere dalla squallida realtà domestica.

159 pages, Paperback

First published January 1, 1993

123 people want to read

About the author

Shungiku Uchida

60 books6 followers
Shigeko Uchida (内田 滋子 Uchida Shigeko), known by the pen name Shungiku Uchida (内田春菊 Uchida Shungiku), is a Japanese cartoonist, novelist, essayist, screenwriter, actress and singer.
She rose to fame in the 80's and early 90's, through her manga, drawn in a simplistic style and blending humour, sex and various social themes.
Her semi-autobiographical novel 'Fatherfucker', among other things depicting the abuses she received as a teenager from her step father, became a best-seller.
Besides some original screenplays, many of her books have been adapted into movies and tv. Uchida herself has starred as an actress in a number of these productions.

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Chiara.
362 reviews57 followers
April 10, 2018
Agghiacciante. Tutto quello che subisce la protagonista viene raccontato in maniera fredda, distaccata, come se l'autrice volesse creare un muro tra lei e Shizuko, anche se in realtà non è possibile, trattandosi della SUA storia.
Profile Image for DoctorFeddy.
254 reviews1 follower
December 28, 2017
“La voce del mio patrigno che mi chiamava come se fosse un fidanzato era per me più raccapricciante dei lamenti di un mostro. A pensarci ora, aveva la voce rotta dal desiderio”

Questo libro è letteralmente un pugno nello stomaco da toglierti il fiato ed è davvero Irritante al punto tale da farti innervosire ma tenerti incollato alla lettura nella speranza che quella situazione finisca o che la protagonista prenda una decisione che gli cambierà la vita, la storia parla di questa famiglia giapponese formata dalla protagonista, da sua sorella e sua madre, il padre naturale della protagonista è assente o si vede di rado nella vita di queste tre persone, e s’intrufola una quarta persona, il patrigno che, dalla sua comparsa, si comporta da despota, sia nella vita della protagonista che nelle vite degli altri due membri della famiglia. Da lì in poi la vita della protagonista sarà un calvario continuo, già lo è stata dalla sua nascita con la madre che la incolpa d’essere uguale al padre naturale, che le ha lasciate da sole per non prendersi le responsabilità, la protagonista ne passa di tutti i colori senza qualcuno che s’intromette e facesse smettere quelle situazioni, dalla prima esperienza del rapporto sessuale, la scoperta della maternità, l’aborto che è la parte massima dell’irritazione di cui parlavo prima e i numerosi rapporti sessuali avuti con il patrigno, sino alla decisione estrema di andarsene di casa. L’autrice rende gli uomini in questo libro degli opportunisti, malati di sesso e prepotenti soprattutto individui sì cui non si può fare affidamento, accanita sostenitrice del “ noi donne non abbiamo bisogno dell’uomo per sopravvivere, l’uomo servo solo per fecondare l’uovo nelle ovaie” e detta in un paese, Il Giappone dove i maschi regnano incontrastati sulle donne è tutto dire, anche se mi fa un pò strano perché gli estremismi da ambe due, le parti( mi riferisco al maschilismo e al femminismo) m’irrita non poco, va bene che questo è un romanzo autobiografico con il cinquanta percento d’autobiografico e l’altro cinquanta è romanzo. La famiglia della protagonista è completamente terrorizzata da nuovo compagno della madre che dal canto suo gli lascia fare ciò che vuole, anche le cose più cattive solo per non essere picchiata come insultare Shizuko ( la protagonista) definendola imbecille o “bagascia” o altre cose che sono successe nel libro. Questo racconto, è svolto in prima persona quindi è la stessa protagonista ormai grandi ripercorre la sua infanzia sino alla fuga, una ragazzina in fase di crescita, ma ancora piccola mentalmente che ha dovuto scoprire il mondo tutta sola, ci racconta uno spaccato della Società giapponese e del fatto che molte donne rimangono con uomini violenti solo perché poter illudersi di cambiare queste persone o perché credono che di non poter sopravvivere senza la figura maschile o semplicemente per paura per la persona stesse o per i figli, cosa che è tuttora attuale e con la forte emancipazione della donna, molti uomini non riescono ad accettare e cosi ogni volta si sente un femminicidio, non solo in Italia ma nel resto del mondo ( specialmente dove esiste il concetto l’emancipazione).
Un libro che mi ha tenuto incollato per tutta la lettura dell’inizio alla fine e con la finezza di particolari tanto da innervosire nelle scene più cruente e inorridire quando descrive come e cosa è un aborto al sesto mese di gravidanza o quando descrive i rapporti con il patrigno. Mi piacerebbe leggere qualche manga di quest’autrice che non è solo una scrittrice ma anche una disegnatrice di manga, e da alcuni manga e racconti sono stati tratti un anime e un film per il cinema proprio su questo racconto. Alla fine della lettura avevo la testa confusa che voleva comprendere tutto quell'astio per l’uomo come individuo e lo stomaco in subbuglio da tutta l’irritazione provata leggendo il romanzo.
Do un 9 al libro che è riuscito nel suo intento.
Profile Image for Dolceluna ♡.
1,265 reviews165 followers
November 24, 2025
“Che carina la copertina! Un manga?” verrebbe da pensare.
E invece…e invece ho avuto vergogna a chiedere il titolo alla bibliotecaria, perché “Father fucker” non lascia presagire niente di buono. La protagonista è una ragazzina che vive la più infelice delle esistenze: il padre naturale l’ha abbandonata, la madre non la ama, la sorella minore le è distante e pare non capire nulla e il patrigno le usa ogni forma di violenza psicologica e sessuale. Nel frattempo, Shizuko si rifugia in una realtà parallela fatta di sogni e disegni fino alla fuga liberatoria da questa quotidianità aberrante e squallida.

La voce del mio patrigno che mi chiamava come se fosse un fidanzato era per me più raccapricciante dei lamenti di un mostro. A pensarci ora, aveva la voce rotta dal desiderio.

Un romanzo autobiografico, agghiacciante e terribile.
Profile Image for Kaonashi.
26 reviews
August 16, 2015
Irritante, e non per quello che viene narrato. E’ una semi-autobiografia, che trae alcuni elementi dalla vita dell’autrice e li traspone sullo scritto. In virtù dell’essere una autobiografia veritiera solo in parte e quindi utilizzante i meccanismi tipici della narrazione, si poteva decisamente fare di più. E’ pressoché un resoconto cronologico di una serie di maltrattamenti, che vengono poco approfonditi psicologicamente e ad un certo punto, dopo il disgusto iniziale, assumono la connotazione di “serie di maltrattamenti a cui il lettore rimane del tutto indifferente”, perché sono presentati sempre nello stesso modo e con la stessa formula. Lecito sperare che almeno le implicazioni psicologiche siano affrontate, perlomeno in modo superficiale, nel corso del finale, la catarsi che si auspica sin dalla prima pagina. Invece no, 150 pagine di maltrattamenti vengono liquidate con due paginette altrettanto indifferenti, scritte non con freddezza o asetticismo, ma con vera e propria superficialità e disinteresse nel creare un’opera che possa risultare interessante al lettore. Perlomeno riesce nel suo intento: far colpo. Ma è l’unica cosa che riesce a fare.

I actually found it irritating, not because of what is told, but because of how it is told. Father Fucker is a semi-autobiographical novel, taking some elements from the author's real life into the novel itself. Being semi-autobiographical, i honestly think it could have been much better. It is pretty much a chronological report of several abuses whom, after the initial disgust, will be perceived by the reader with indifference, because they are told in the very same way every single time. You would expect that psychological aspects of what you are reading would be faced at least at the end of the book, in an ending catharsis that you learn to wait for from the very first page. But even in this, you are going to get disappointed. The writing is not cold, it is simply superficial and totally uninterested in finding a way to be interesting to the reader. It sure will surprise and disgust you a few times. But that's all there is to it.
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