Chiariamoci: Kentaro Yabuki ha 4 anni meno di me e ha piazzato non una ma TRE serie di successo su Shonen Jump: 20 volumi di Black Cat, 36 di To Love-Ru (col seguito To Love-Ru Darkness) e adesso ha in corso Ayakashi Triangle che è già al 14° tankobon.
Una colonna portante di Shonen Jump e della Shueisha, quindi, e non si discute.
Detto questo: incredibile che una serie scialba come Black Cat sia arrivata a 20 volumi.
Il talento del sensei nel disegno - elegantissimo - è indiscutibile, ma si tratta davvero di una serie di stereotipi del jumpismo senza che ci sia mai un guizzo o una trovata originale.
Il percorso è quello stabilito nel "manuale del battle manga": eroe, amici, arcinemico, vittoria grazie a una superiore forza di volontà e all'amicizia (o all'amore, il manga è stranamente pudico sull'argomento).
I potenziamenti e i colpi speciali non vengono setuppati, a tal punto che a volte pare di stare dalle parti di Otoko Juku (senza la stupidità demenziale che rendeva il manga di Miyashita esilarante - che sia arrivato anche quello a 20 volumi di pubblicazione è proprio una di quelle cose che possono succede in un mercato così peculiare come quello giapponese).
L'umorismo c'è, ma raramente, e non viene mai sfruttato a sufficienza il deformed (forse Yabuki non ci si trova a proprio agio), col risultato di rendere tutto molto mono-tono.
E le emozioni dei personaggi, così fondamentali per il manga e per il suo successo mondiale... beh, qui sono tutte artefatte, preconfezionate, stereotipate.
Ripeto: un grande maestro, con una carriera invidiabile.
E un manga che ai suoi tempi ha raggiunto un successo inspiegabile: ma forse non è un caso che come per molti titoli di quel periodo di Jump (penso a Psyren, Belzebuub, Toriko - 43 volumi... - , Tutor Hitman Reborn - 42 volumi...-, Sket Dance o Nurarihyon no mago) oggi sia stato quasi totalmente dimenticato se non da pochi cultori.
Ma intanto Yabuki i manga continua a farli, e con successo.
Beato lui.