Tioma, Anton, Marina et la Coréènne Kho, jeunes noctambules éclectiques et branchés, errent dans Saint Petersbourg à la recherche d'un avenir meilleur. Accessoirement, ils gagnent leur vie avec de petits boulots: maquillage de cadavres, vente de vibromasseurs, web-design..Jusqu'au jour où Marina et Kho se retrouvent en possession du téléphone portable d'un tueur à gages. Par jeu, elles acceptent en son nom un premier contrat. Eviemment, les catastrophes vont s'enchaîner et le portable continuera de sonner...
Mi sono avvicinata a questo romanzo senza nessuna aspettativa, perché non conoscevo nulla nè del contesto nè dell'autore.
È la storia di due giovani innamorati, Tëma e Marina, che nella San Pietroburgo caotica e criminale della fine degli anni '90 si trovano casualmente coinvolti negli affari di un boss mafioso. Sbandati, precari, abbandonati a loro stessi (da cui il titolo originale), Tëma, Marina e i loro amici prendono la vita giorno per giorno senza pensare troppo al futuro, sognano più che fare progetti, sembrano sonnambuli persi in un mondo che non possono comprendere, ma che sfruttano a proprio vantaggio dimostrando di volta in volta spietato cinismo o disarmante candore.
L'atmosfera del libro, più che da thriller vero e proprio, mi è sembrata claustrofobica, con un punto di vista ristretto sempre su un piccolo particolare della scena che suggerisce, ma non rivela, quello che succede intorno, come se si osservasse il tutto dal buco di una serratura. I cliché sulla Russia dei "selvaggi" anni della transizione abbondano (sparatorie, boss, killer di professione, preti, racket, vodka e tutto il resto) e a volte il ritmo lento e l'insistenza su minuscoli particolari e sui viaggi mentali dei personaggi ha reso la lettura un po' pesante, ma ho trovato alcune pagine bellissime, piene di un incanto tutto particolare.