Alla fine di un dibattito che ha attraversato l'intero Novecento, il significato ultimo della nozione di "teologia politica" continua a sfuggirci. Nonostante i tentativi di venirne a capo, parliamo ancora il suo linguaggio, restiamo ancora nel suo orizzonte. Il motivo, per Roberto Esposito, sta nel fatto che la teologia politica non è né un concetto né un evento ma il perno intorno al quale ruota, da più di duemila anni, la macchina della civiltà occidentale. Al suo centro vi è l'articolazione tra universalismo ed esclusione, unità e separazione. La tendenza del Due a farsi Uno attraverso la subordinazione di una parte al dominio dell'altra. Tutte le categorie filosofiche e politiche che adoperiamo, a partire da quella, romana e cristiana, di persona, riproducono ancora questo dispositivo escludente. Perciò il congedo dalla teologia politica - in cui risiede il compito della filosofia contemporanea - passa per una radicale conversione del nostro lessico concettuale. Solo quando avremo restituito al pensiero il suo "posto" - relativo non al singolo individuo ma all'intera specie umana - potremo sfuggire alla macchina che da troppo tempo imprigiona le nostre vite.
Roberto Esposito was born in Naples where he graduated at University of Naples 'Federico II'. He is Vice Director of the Istituto Italiano di Scienze Umane, is Full Professor of Theoretical Philosophy and the coordinator of the doctoral programme in Philosophy. For five years he was the only Italian member of the International Council of Scholars of the Collège International de Philosophie in Paris. He was one of the founders of the European Political Lexicon Research Centre and the International Centre for a European Legal and Political Lexicon, which was established by a consortium made up of the Universities of Bologna, Florence, Padua, Salerno, Naples L'Orientale and Naples S. Orsola Benincasa. He is co-editor of Filosofia Politica published by il Mulino, the 'Per la Storia della Filosofia Politica' series for publishers Franco Angeli, the series 'Storia e teoria politica' for publishers Bibliopolis and the series 'Comunità e Libertà' for Laterza. He is editor of the 'Teoria e Oggetti' series published by Liguori and also acts as a philosophy consultant for publishers Einaudi.
La teologia politica condiziona il nostro pensiero politico: qualsiasi tentativo di svincolarsi da essa è risultato una sua mera negazione, un suo porla con segno negativo. E' una struttura dalla quale siamo condizionati, alla quale non riusciamo a sfuggire e alla quale ritorniamo.
Il potere politico si fonda sulla scissione in due parti dell'Uno, affinché una delle due prenda il sopravvento sull'altra. L'Uno trova la sua identità quando una sua parte scaccia l'altra. La parte ha bisogno di eliminare l'altra parte per poter esistere e definirsi come Uno, nonostante l'originaria scissione. Tale situazione si origina dalle riflessioni sull'Incarnazione, che hanno visto il Cristo scindersi in due parti, umano e divino, per poter essere propriamente quell'Uno così diverso dagli altri. La riflessione trinitaria, infatti, il più delle volte si è interessata a soli due termini: Dio e suo figlio.
La struttura duale non è solo legata alla comunità politica, ma anche all'individuo, attraverso il dispositivo della persona. Infatti, l'uomo è sempre stato formato da due parti: la prima è la nuda carne, la seconda è la persona, cioè quella parte che ha valenza giuridica. Per tale motivi sono esistite strutture schiavistiche, poiché veniva meno nell'individuo la parte "personale", facendo sì che il singolo risultasse come mera carne.
Infine, il testo si concentra sulla scissione del pensiero: un'interessante analisi di tutti quegli autori che hanno si sono attirare numerose critiche poiché non hanno posto il soggetto come luogo del pensiero, bensì l'esterno al soggetto stesso. Questo perché hanno avuto una visione meno individualistica intorno al pensiero umano, considerando l'individuo come espressione di un pensiero più vasto, appartenente alla comunità. Quindi si è rovesciato il rapporto logico che vedeva l'individuo precedere il pensiero: in realtà è quest'ultima a essere condizionato dal pensiero collettivo, in cui noi tutti nasciamo e dal quale siamo condizionati fin dall'infanzia.
Un testo che aiuta a guardare la storia delle filosofia in maniera diversa: l'importanza di Esposito non sta nell'aver pensato qualcosa di nuovo, ma nell'aver pensato altrimenti quanto detto prima.
An advanced theoretical study on the mechanism of exclusionary-inclusion conceptualized by Giorgio Agamben in his work Homo Sacer. Esposito claims it can also be thought of as unification through division. According to him, there is always One which subjugates the Other, and this "dispositif" appears in polities as well as anthropology (body and soul, conscious control and subconscious drives, humanity and animality, etc.). The subject must always be subjugated, either to himself or to others; he must always be possessed, i.e. controlled, either by himself or by others.
Just as Rome was born from fratricide, so the stability and strength, the unity of the Empire was guaranteed by merciless warfare against "domestic enemies" (as well as external ones).
Il libro non si merita le 5 stelle perché ha una prima parte (circa 140 pagine) molto lenta e complicata. La tesi espressa nella parte finale, la migliore, davvero eccellente, poteva essere preceduta da un lavoro preparatorio più breve e conciso. Comunque: un ottimo libro, che "canta fuori dal coro", e che ci permette di allargare lo sguardo su molti problemi reali. Come al solito, a fondamento di tale possibilità c'è lo studio della Filosofia, ma questa non è più una novità.