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Il Cigno

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Palermo 1893-1920: un omicidio eccellente, uno scandalo bancario, un finto terremoto politico. È la storia di una Sicilia di cent'anni fa. E sembra storia d'oggi. Un altro capitolo dell'indagine di Vassalli sul carattere degli italiani e sugli eterni mali nazionali.

192 pages, Paperback

First published January 1, 1993

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About the author

Sebastiano Vassalli

62 books61 followers
Born in 1941, he was a well known Italian novelist.
Sebastiano Vassalli nasce a Genova nel 1941 da madre toscana e padre lombardo, ma vive a Novara sin da bambino. Dopo il liceo si iscrive alla facoltà di lettere dell’Università di Milano, dove si laurea con Cesare Musatti con una tesi su “La psicanalisi e l’arte contemporanea”. Dal 1965 al 1979 si dedica all’insegnamento in parallelo ad un’intensa attività artistico letteraria.
Partecipa alle vicende della neoavanguardia con il “Gruppo ’63”, il cui intento è abbandonare il mondo critico-accademico per tentare nuove discipline (psicanalisi, strutturalismo, semiologia) e raccogliere l’eredità dell’avanguardia del primo Novecento.
Appartengono a questo periodo alcune prose sperimentali (“Narcisso”, 1968; “Tempo di màssacro”, 1970) e la raccolta in versi e prosa “Il millennio che muore” (1972).
Successivamente a queste sperimentazioni Vassalli si orienta verso una narrazione in cui si delineano storie, trame e personaggi: “L’arrivo della lozione” (1976), “Abitare il vento” (1980) e “Mareblù” (1982).
L’anno della svolta è il 1983: Vassalli pubblica il provocatorio pamphlet "Arkadia", in cui scaglia frecce avvelenate contro i gruppi sperimentali cui aveva preso parte.
È con “La notte della cometa” (1984) che ha inizio il nuovo corso di “letteratura pura”, esplicata nella narrazione della vita del poeta Dino Campana, uomo al di fuori delle norme.
“L’alcova elettrica” (1986) è intervallato da “Sangue e suolo” (1985), nato da un’inchiesta propostagli da Giulio Bollati sul bilinguismo e sul calo numerico degli italiani in Alto Adige: da qui ha inizio l’interesse per certi aspetti connotativi degli italiani - in primo luogo la scarsa memoria - tema che caratterizza anche tutti i successivi romanzi, a partire da “L’oro del mondo” (1987), in cui un omonimo alter ego ascolta i racconti dello zio Alvaro, un sopravvissuto all’eccidio di Cefalonia.
È con “La chimera” (1990) – storia dell’esposta Antonia Spagnolini, arsa come strega a Novara tra i festeggiamenti l’11 settembre del 1610 - che Vassalli trova il gusto dell'intreccio e della costruzione dei personaggi. L’opera è un successo editoriale e di critica, vince vari premi letterari - tra cui il premio Strega - e viene tradotto in molte lingue.
“Marco e Mattio” (1992) è ambientato a cavallo tra Sette e Ottocento. Sullo sfondo storico del passaggio rivoluzionario portato da Napoleone, il protagonista Mattio si automutila e si crocifigge, facendosi artefice di una nuova Passione.
Seguono “Il Cigno” (1993); “3012” (1995) - un romanzo fantascientifico, estraneo agli scritti di questo periodo, forse composto proprio per contestare l’etichetta di “romanziere storico” attribuitagli dai critici – e “Cuore di pietra” (1997) - la storia di una grande casa in una città di pianura e di coloro che l’hanno abitata -.
Nel 1998 Vassalli pubblica “Gli italiani sono gli altri” - una raccolta di articoli polemici scritti per varie testate giornalistiche - e il romanzo “La notte del lupo”, il cui protagonista è Yoshua (Gesù in ebraico), privato di tutti gli aspetti divini e soprannaturali.
“Infinito numero” (1999), invece, tratta del forte contrasto tra la civiltà etrusca, che rifiuta la letteratura e la parola scritta, e quella della Roma augustea, che viceversa fa della scrittura un’ideologia assoluta.
In “Archeologia del presente” (2001), poi, attraverso le vicende di una coppia di giovani, Vassalli ritrae una generazione che sognava di cambiare il mondo.
“Dux” (2002) è la storia dell'ultima battaglia che Giacomo Casanova combatté nel mondo dei vivi, e rappresenta un nuovo capitolo sul carattere degli italiani: Casanova è un tipico italiano, socievole ma non sociale, adattabile e furbo.
Con “Stella avvelenata” (2003) Vassalli torna alle sue grandi storie. Leonardo Sacco, un giovane

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Juxhin Deliu.
243 reviews16 followers
June 24, 2023
Cosa potrebbe mai nascondersi dietro alla figura apparentemente buffa di Raffaele Palizzolo, deputato del Regno d'Italia noto per la voce acuta e il suo modo di gesticolare e parlare, che li sono valsi il soprannome di "Cigno"? L'essere uno dei mammasantissima che ha cospirato nel primo omicidio politico associato alla mafia, durante lo scandalo del Banco di Sicilia, il quale è stato uno dei tanti guai degli ultimi anni di Crispi al governo; tutto il pittoresco mondo del Cigno, fatto di omertà, favori, lussi, pomposità e costellato da figure pirandelliane, comincia a crollare con le prime indagini e col tortuoso processo che ne segue. Seppur con il classico colpo di spugna favorito dal clima connivente e oltremodo clemente della giustizia italiana, la sua carriera ne risentirà, finendo per diventare purtroppo più una figura popolare schernita per i suoi deliri, che un'allegoria dei mali italiani. Il tutto è riportato come una sequenza di articoli giornalistici datati, nei quali ci si addentra nelle vicende storiche dei tempi e nelle teste dei personaggi coinvolti in questa vicenda, spesso facendo delle cesure ampie, sacrificando l'enorme potenziale di un romanzo che è già una perla nascosta della letteratura italiana.
Profile Image for Maurizio Manco.
Author 7 books132 followers
February 1, 2020
"Nel mondo dei press’a poco si saluta nel vuoto e si giudica nel falso. L’inesattezza, l’incompetenza, lungi dall’attenuare la sicurezza, la rinsaldano." (p. 104)
Profile Image for Eddy64.
593 reviews17 followers
April 5, 2025
Piccolo romanzo che rievoca, nello stile di Vassalli, quello che venne definito uno dei primi delitti di mafia, una brutta vicenda ancora attuale per il contesto in cui si sviluppò.Nel 1893, sul treno diretto a Palermo due mafiosi uccidono a coltellate Emanuele Notarbartolo integerrimo funzionario dello stato deciso a far luce sull’utilizzo allegro e improprio dei fondi del Banco di Sicilia, uno scandalo che minacciava i piani alti della politica, accusata tra l’altro di aver finanziato campagne elettorali con i soldi dei depositanti. Mandante l’onorevole Raffaele Palizzolo, detto ‘o Cigno, un politico palermitano intrallazzato e legato a doppio filo con l’onorata società, un acchiappa voti di prima categoria, che tanto come il denaro non puzzano. Dopo molta fatica e tanti depistaggi tre processi che vedono prima la condanna del Cigno a Milano e poi l’assoluzione a Firenze: al lettore non resta che fare paralleli con analoghe vicende di tempi ben più recenti.Vassalli è bravo a raccontare questo intreccio di politica e criminalità. con la giusta pacatezza e un pizzico di amara ironia a cominciare dal Cigno, un omino grassottello, scapolo coccolato dalle sorelle e da una cugina eterna fidanzata, attore e mentitore spudorato, portato in trionfo dai concittadini alla sua scarcerazione ma, dimenticato dai suoi protettori, ridotto con gli anni a macchietta da salotto. Altro punto di forza aver dato voce anche agli immaginari comprimari, involontari protagonisti loro malgrado, dal farmacista che ascolta per sbaglio un discorso scottante, al testimone incastrato dai giudici che si dispera e fugge pur di non rendere la deposizione fino alla surreale vicenda dei Siciliani convocati a Milano per il processo che per mesi vagano infreddoliti per la città fino a impietosire più di un abitante di buon cuore. Vicende tragicomiche se non appartenessero a una ben più triste realtà. Una menzione particolare per il personaggio di Filicetta che perso il marito nei disordini dei fasci siciliani e ricercata dalla polizia si rifugia a Palermo dove diventa una prostituta d’alto bordo, la mantenuta del Cigno che come un bimbo affonda la testa nel suo grande seno… rifugio materno per uno e illusione del figlio mai avuto per l’altra. Una storia che tristemente insegna come certe cose non cambino mai, anzi sembra che nonostante un secolo sia rimasto tutto uguale o quasi. Una piacevole lettura per uno scrittore interessante, assolutamente da approfondire. Rispetto a La chimera ho trovato questo romanzo un pochino più frammentario ma sono dettagli. Tre stelle e mezzo.
Profile Image for Kirsten.
3,158 reviews8 followers
July 30, 2025
Am 1. Februar 1893 wurde der Marchese Emanuele Notarbartolo, ehemaliger Generaldirektor der Bank von Sizilien, während der Zugfahrt von Termini Imerese nach Palermo erstochen. Er war unterwegs, um in Palermo gegen die Bank von Sizilien und ihre illegalen Geschäfte auszusagen, in die auch der sizilianische Politiker Francesco Crispi verstrickt war. Auftraggeber ist der Parlamentsabgeordnete Raffaele Palizzolo, dessen rhetorisches Talent ihm den Spitznamen "Der Schwan" eingebracht hat.

Auch wenn gleich zu Anfang der Geschichte ein Mord steht, ist Der Schwan kein Krimi. Es ist auch nicht die Geschichte der Mafia, obwohl der Mord an Notarbartolo natürlich damit zusammenhängt und sie auch eine große Rolle spielt. Der Autor zeigt, wie die Menschen in Palermo mit der Mafia verbunden sind, wie sie ihnen hilft, aber auch was sie von einem fordert und wie viel Angst sie verbreitet. Nimmt man erst einmal die ausgestreckte Hand an, hält sie einen für immer fest.

Ich fand die Stimmung im Roman ganz besonders. Der Autor hat eindrucksvoll beschrieben, wie die Mafia allgegenwärtig ist, ohne sie wirklich zu erwähnen. Ganz wie der Schwan, der zwar immer im Hintergrund war, die Menschen um ihn herum aber fest im Griff hatte.
Profile Image for aithusa.
72 reviews15 followers
January 18, 2018
Siamo nella Sicilia di fine Ottocento, in un'Italia ancora in formazione ad appena 30 anni dall'Unità, quando viene assassinato a coltellate, durante un viaggio in treno, il politico italiano Emanuele Notarbartolo, ex direttore del Banco di Sicilia, divenuto scomodo per aver scoperto le truffe perpetrate dai politici che per finanziare le loro campagne politiche attingevano ai fondi del Banco di Sicilia.
Il mandante del delitto è Raffaele Palizzolo, detto "U Cignu" (il cigno), perno tra Stato e mafia.
Il romanzo pubblicato nel 1993, all'indomani degli attentati di Falcone e Borsellino, riporta alla luce un omicidio di fine Ottocento ritenuto il primo delitto eccellente firmato "mafia".
"Il cigno" è il ritratto di una giustizia male applicata (il delitto rimarrà infatti irrisolto), di processi interminabili e della incredibile capacità degli italiani di dimenticare, un oblio che permette alla criminalità di crescere.
Romanzo estremamente attuale.
Displaying 1 - 5 of 5 reviews

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