Durante los últimos ocho años y medio de su vida, Arthur Schopenhauer (1788-1860) fue reuniendo en un apretado volumen que tituló Senilia los frutos de sus habituales meditaciones, observaciones, reflexiones en lo que constituía su particular remedio espiritual para hacer más llevadero, o incluso agradable, el momento en que «el Nilo llega a El Cairo». Preparado y prologado por Franco Volpi, El arte de envejecer reúne una selección de 319 fragmentos de aquella obra, seleccionados por su especial interés y amenidad, en lo que constituye una inteligente y sagaz defensa de la edad avanzada a cargo del padre del pesimismo.
Arthur Schopenhauer was born in the city of Danzig (then part of the Polish–Lithuanian Commonwealth; present day Gdańsk, Poland) and was a German philosopher best known for his work The World as Will and Representation. Schopenhauer attempted to make his career as an academic by correcting and expanding Immanuel Kant's philosophy concerning the way in which we experience the world.
Un libro davvero fatto male. Non conosco Schopenhauer e non mi sono formato un parere su di lui durante la lettura di questo libro, ma credo che i Senilia non gli rendano alcuna giustizia.
Il titolo non è adatto, il contenuto è eterogeneo e troppo dispersivo. Sarà che non sopporto il genere aforismatico.
Di seguito i pochi passi significativi:
Essendo noi esseri radicalmente finiti, cioè tali che, fintanto che siamo, ancora non siamo, per essere felici nel trascorrere distruttivo del tempo dobbiamo cercare di dare alla nostra vita una forma compiuta e bella prima che la morte ci sorprenda. Come ammonisce Epitteto, la morte sorprende il calzolaio mentre cuce le sue scarpe, la morte sorprende l'artigiano mentre dà forma alla sua opera, la morte sorprende il marinaio durante la navigazione; e tu, in quale attività vuoi che la morte tu sorprenda? Cercala, e se la trovi avrai il criterio della tua felicità.
La vita è come un tessuto ricamato di cui ciascuno può vedere il lato esterno nella prima parte della sua esistenza, e il rovescio nella seconda: quest'ultimo non è così bello, ma più istruttivo, poiché lascia riconoscere la connessione dei fili.
Chi vive tanto da veder passare due o tre generazioni di uomini è come uno spettatore che, durante la fiera, assiste alle esibizioni di saltimbanchi si ogni genere nei loro baracconi, standosene seduto a guardare lo stesso spettacolo per due o tre volte di seguito: i numeri erano studiati per una sola rappresentazione e, una volta scomparse l'illusione e la novità, non fanno più alcun effetto.
La grande maggioranza degli uomini è fatta in modo tale che, per natura, non sa prendere sul serio nessun altra cosa se non mangiare, bere e accoppiarsi.
Le opere sono la quintessenza dell'uomo di genio. Per quanto grande egli sia, ci arricchiranno infinitamente di più della sua conoscenza personale, e nella sostanza la sostituiranno, addirittura superandola e lasciandosela alle spalle. Perfino gli scritti di una mente mediocre possono essere istruttivi, utili e gradevoli, appunto perché ne costituiscono la quintessenza, sono cioè il risultato e il frutto di tutto il suo pensiero e il suo studio. La sua conoscenza diretta, invece, ci lascia insoddisfatti. Si possono dunque leggere libri di persone la cui frequentazione non ci procurerebbe alcun piacere, ed è per questo che, quanto più in alto poniamo la cultura della mente, tanto più volentieri ci intratteniamo con i libri e lasciamo perdere gli uomini.
Il sonno è un pezzetto di morte che noi, anticipando, prendiamo in prestito allo scopo di rinnovare e rimettere in sesto la vita spossata dalla giornata trascorsa. Le sommeil est un emprunt fait à la mort. Il sonno si indebita con la morte per conservare la vita.
Abandoné el libro después de leer el primer tercio de él. Creo que fue un error de mi parte tomar esta obra de aforismos dispersos, y a juzgar por el prefacio, poco representativos del tenor general de la filosofía de Schopenhauer, como punto de inicio a la lectura de su obra.
"89. Siamo come agnelli che giocano sul prato mentre il macellaio sta già adocchiando questo o quello. Quando le cose ci vanno bene, non sappiamo quale sventura il destino ci stia apparecchiando proprio ora – malattia, persecuzione, miseria, mutilazione, cecità, follia, morte, e via dicendo." (p. 85)
Schopenhauer hält geistige Reife für wichtiger als körperliche Stärke und rät daher, das Alter, den körperlichen Verfall und den Tod gelassen zu akzeptieren. So kann das Alter zu einer Zeit innerer Freiheit werden, in der Ruhe und Weisheit wachsen. Wieder eine sehr elitär-männliche Perspektive, die soziale und emotionale Aspekte außen vorlässt.
Schopenhauer escribe esta obra en los últimos años de su vida. Se percibe un tono más resignado que en "El Arte para insultar", menos combativo. Sin embargo, demuestra ese humor y esa crítica ácida, donde el punto central es una continua blasfemia y una búsqueda de sentido por la vida que ya se le escapa. Piensa en qué será de su recuerdo y que le depara su más allá de la vida. Una relación con Dios que deja reflexiones muy interesantes.
Una raccolta di aforismi da cui traspare ancora una volta, così come negli altri piccoli contributi sul suo pensiero, l'egocentrismo asfissiante del filosofo. Cosa vuoi dirgli a uno che prende come appunti "Io ho raggiunto la chiarezza completa"?
Fa sorridere l'odio per le religioni e le strutture accademiche (invidia?...).
Cada día supone una pequeña vida. cada despertar y levantarse es un pequeño nacimiento, cada fresca mañana una pequeña juventud y cada irse a la cama y dormir una pequeña muerte.
Debemos dotar nuestra vida de una forma bella y acabada antes de que la muerte nos sorprenda.
Y tú, ¿en qué actividad quieres que la muerte te sorprenda?
Niente di particolare, non è decisamente tra gli scritti più belli di Schopenhauer. Alcune massime sono interessanti, le altre se non si conosce il suo pensiero risultano ostiche
Pillole di saggezza sull'inesorabile passare del tempo. "Ars longa, vita brevis" "Non ci è facile riconoscere, nel presente, ciò che vi è di significativo negli avvenimenti e nelle persone; essi acquistano tutta la loro pregnanza solo quando, depositati nel passato, sono illuminati dal ricordo, dal racconto o dalla descrizione"