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L'incontro

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Il tetto della parrocchia, il fitto dello stagno, il misterioso canale che serpeggia sotto la grata: è questa l'estate per Maurizio e per i suoi amici, un inseguirsi di giorni e avventure, serate in strada e storie di fantasmi. Ma intanto il paese si spacca in due, perdendo la naturalezza del suo invincibile presente plurale. In un crescendo esilarante e irresistibile, verso un finale dove persino le statue dei santi potrebbero diventare oggetti contundenti. Maurizio ha dieci anni e non vede l'ora che comincino le vacanze. Per lui l'estate significa stare dai nonni a Crabas: lí ogni anno ritrova Franco e Giulio, fratelli di biglie, di ginocchia sbucciate e caccia alle libellule, e domina con loro un piccolo universo retto da legami che sembrano destinati a durare per sempre. Ma nell'estate del 1986 qualcosa di imprevedibile incrinerà la loro infanzia e mostrerà a tutti, adulti e ragazzi, quanto possa essere fragile il granito delle identità collettive. Basta un prete venuto da fuori a fondare una nuova parrocchia per portare una scintilla di fanatico antagonismo dove prima c'erano solo fratellanze. In quella crepa della comunità l'estraneo può assumere qualunque volto, persino i capelli rossi di un inseparabile compagno di giochi. In questo racconto insieme comico e profondo, la penna inconfondibile di Michela Murgia ci regala un'appassionata storia di formazione in cui il protagonista scopre - insieme al lettore - cosa significa dire noi .

108 pages, Kindle Edition

First published August 27, 2011

23 people are currently reading
659 people want to read

About the author

Michela Murgia

50 books1,173 followers
Michela Murgia è nata a Cabras nel 1972 ed è stata a lungo animatrice in Azione Cattolica. Ha fatto studi teologici ed è socia onoraria del Coordinamento teologhe italiane. Ha pubblicato nel 2006 Il mondo deve sapere che ha ispirato il film Tutta la vita davanti e nel 2009 il bestseller Accabadora, vincitore del Premio Campiello 2010.

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147 (9%)
1 star
33 (2%)
Displaying 1 - 30 of 165 reviews
Profile Image for Pavel Nedelcu.
488 reviews117 followers
March 10, 2024
IL "NOI" COMUNITARIO

Un viaggio nostalgico nell'infanzia di Maurizio, un bambino solitario di dieci anni, cresciuto nella tranquilla campagna sarda degli anni '80. Lontano dalle urla degli altri bambini e dai legami della vita comunitaria, Maurizio passa il suo tempo a guardare la TV, a giocare con le biglie e ad aspettare la maturazione delle more e dei rovi. Tuttavia, la sua solitudine si dissolve quando si trasferisce a Crabas, una cittadina di novemila abitanti.

In questo piccolo mondo, il "noi" diventa predominante, sfidando l'individualismo. Maurizio, abituato alla solitudine come figlio unico, scopre il potere dell'amicizia, della solidarietà e dell'affetto. L'estate diventa una nuova dimensione tutta da assaporare, piena di giochi e di avventure.

Il romanzo esplora anche la costruzione della comunità a Crabas, sottolineando le dinamiche sociali e religiose che costruiscono l’identità del paese. L'arrivo di una nuova parrocchia minaccia l'equilibrio e la solidarietà della cittadina, portando a una sorta di lotta per il prestigio tra vari rioni. Tuttavia, è l'innocenza e la saggezza infantile che si rivelano cruciali nel ripristinare la pace, suggerendo che il tempo dell'incontro è sempre un tempo di pace, se visto attraverso gli occhi dei bambini.

Murgia offre un racconto breve ma emozionante che celebra la fratellanza, l'amicizia e la nostalgia di un'infanzia vissuta in un piccolo paese sardo. L’INCONTRO è una riflessione sulla vitalità dei legami interpersonali, sulla crescita e l'importanza di condividere esperienze nel contesto di una comunità.
Profile Image for Laura V. لاورا.
544 reviews79 followers
January 27, 2018
Breve o lunga che sia la storia, non importa: ogni volta la scrittura di Michela Murgia ha il dono d’incantare e sorprendere, confermandosi profondamente semplice e straordinaria allo stesso tempo. Quella raccontata ne “L’incontro” è una Sardegna che, in verità, non si sa se esista ancora da qualche parte: un’Isola dove il significato della parola comunità, in cui il singolo trovava armonica collocazione, non era astruso né sconosciuto e il conseguente “noi” che ne scaturiva non lasciava spazio a individualismi di sorta; dove l’infanzia aveva il sapore di giochi a perdifiato per la strada e dove le sere d’estate, per chissà quale naturale prodigio, si tingevano di basse sedie di paglia, posizionate a mo’ di platea davanti agli usci di casa, e di storie di anime inquiete sussurrate dalle voci più anziane depositarie di leggende e realtà ormai tra loro inscindibili. Da ogni angolo di quel vissuto, lontano appena una manciata di lustri, la narrazione fluisce lieve, riportando alla memoria l’odore del tempo e atmosfere sfumate per molti di coloro appartenenti alla generazione di Maurizio, il protagonista, che a metà degli anni Ottanta era un bambino di dieci primavere e si compiaceva della dimensione sociale di cui era parte. Un racconto che palpita di amicizia e parentele di vicinato più forti di quelle di sangue, mostrando come “l’altro”, in fin dei conti, sia frutto di frontiere invisibili tracciate anzitutto nella nostra mente.
Profile Image for Gauss74.
467 reviews94 followers
December 25, 2019
Sono sempre stato piuttosto scettico, quando mi è capitato di affrontare un romanzo breve (o un racconto lungo che, forse, è la stessa cosa), semplicemente perchè non c'è abbastanza spazio per portare avanti un discorso che valga la pena, ammesso e non concesso che lo scrittore voglia scrivere qualcosa che valga la pena di essere letto, il che non è detto che sia vero.

Michela Murgia mi dimostra con questo incendiario racconto che esistono le eccezioni. L'aggettivo "incendiario" che, lo ammetto, ho tratto dalla quarta di copertina, è quanto mai azzeccato. Incendiario come il clima estivo nel cuore della Sardegna (siamo a Crabas, un paesino della provincia di Oristano); incendiario come le liti che scoppiano inevitabilmente tra ragazzini man mano che affrontano i problemi della adolescenza, incendiario come i proiettili che i ragazzini a caccia di topi sparano con le fionde mentre sognano prodezze di pirati, soprattutto incendiario come il confronto tra la storica parrocchia pastorale e la nuova parrocchia del paese, che si conclude con una bellissima, vividissima, spassosissima processione doppia per le piazze della città.

"L'incontro" è prima di tutto un racconto di formazione. I tre ragazzini Maurizio, Giulio e Franco durante le vacanze estive sperimentano le fatiche del crescere. La separazione del paese in due parrocchie distinte li mette davanti al senso di appartenenza, al "noi" che serve solo a distinguersi da un "loro" solo da odiare. Murgia spende bellissime righe a speigare come invece sia parte dell'anima profonda della Sardegna un "noi" inclusivo, un senso di comunità che non appartiene ai continentali, specie del nord Italia, che fa dell'egoistico "io" il cardine del vivere sociale. Un "io" con cui migliaia di sardi costretti dalla miseria ad emigrare (inclusi i genitori di Maurizio) sono costretti a cimentarsi. Ma sarà ancora la innocenza residua dei bambini a dare scandalo ed a restituire al paese di Cabras la secolare unità.

Il cristianesimo è un altro protagonista indiscusso di questa storia. In tutta l'Italia quella nel Dio uno e trino non è solo una religione, ma è secolare elemento di identità, spina dorsale del vivere civile, soprattutto nei piccoli paesi del sud e delle isole. Questi paesi sono fatti dei loro costumi, delle loro processioni, dei loro santi patroni, delle loro preghiere in dialetto, delle opere meravigliose delle loro chiese. Oggi da un lato questa identificazione tra cattolicesimo ed identità politica e sociale sta cadendo, dall'altro il confine tra fede e politica sta diventando sempre meno chiaro, visto che (fortunatamente) coincidono sempre meno. Cattolica convinta e con una formazione profonda in teologia, ma anche femminista, di sinistra e portatrice convinta delle idee di laicità dello stato e di difesa delle minoranze, Michela Murgia con l'aiuto dell'antropologo Benedetto Caltagirone in questo racconto mette in evidenza il ruolo decisivo del cattolicesimo nella costruzione dell'identità sarda e la sua distinzione dall'altra faccia, quella della fede religiosa che va vissuta a livello personale.

Credo che occorra stare molto attenti. Murgia secondo me non attacca quì il cattolicesimo identitario, quello sociale e non fideistico, anzi lo considera un aspetto irrinunciabile, da preservare nelle sue manifestazioni. Fa parte di quello che siamo. Solo, va vissuto con grande consapevolezza che non condivide in nulla l'assoluto della fede, anzi deve avere la capacità di darsi scandalo da sè, di mutarsi, di darsi il diritto di raccontare storie sempre nuove, all'altezza dei tempi. Sbaglia la destra che recita rosari in piazza ma sbaglia anche la sinistra che nel negare con ferocia la parte cattolica della nostra identità, uccide una parte di quello che siamo.

Questo libriccino è un' autentico capolavoro perchè Murgia ci consegna una cartolina bellissima della Sardegna profonda, insieme ad un romanzo di formazione senza commettere davvero nessun errore evidente, incluso quello di cadere nel favolistico. I tre ragazzini restituicono a Crabas l' unità perduta, ma non per questo sono dei santi: conservano in sè l' innocente crudeltà di ogni giovane uomo, ed il racconto si conclude con la cattiveria e le sofferenze gratuite che vengono inflitte agli innocenti animali con cui convivono in quella terra selvaggia ed indomabile che è la Sardegna.

Quegli stessi animali che un'altra formidabile donna sarda, Monica Pais, salva ogni giorno dalla cattiveria umana nella sua clinica veterinaria Duemari di Oristano: animali le cui storie sono raccontate in un'altro libro isolano da non perdere, "animali come noi".

Sia Michela Murgia che Monica Pais leggono la versione audiolibro del loro libro. Ribadisco che ascoltare lo scrittore che legge le sue stesse pagine è un valore aggiunto importante, soprattutto nel caso di opere dalla fortissima impronta culturale come queste. Da solo non avrei mai sospettato che in sardo Crabas si pronuncia "Cràvasa" e no, NON è la stessa cosa.
Profile Image for metempsicoso.
444 reviews489 followers
August 7, 2024
Era l'ultimo pezzo di narrativa, l'ultimo pubblicato almeno, che mi restava da leggere di Murgia. Si assottiglia sempre più ciò che di lei ancora non ho letto, in questi giorni sempre più vicini al primo anniversario della sua morte.
Mi commuove ancora leggerla, da che è mancata. La ritrovo sempre tutta, in ogni sua pagina, e questa cosa mi strabilia oggi come ha fatto sempre. In Ricordatemi come vi pare scriveva:

"A 51 anni mi sento come se avessi bruciato troppo. Troppo ossigeno, troppo tempo, troppa energia. [...] Se bruci tanto fai tanta luce, ma forse ne sarebbe bastata meno."

Per quanto sia amara, questa constatazione, in essa trovo la ragione del mio stupore: Murgia era sempre straordinariamente a fuoco in se stessa. Se è vero che ciò l'ha consumata presto, ha fatto anche sì che in così poco tempo si compisse. Questo non significa, ovviamente, che non baratterei una maggiore divagazione per riaverla indietro ancora a farci da guida, ma che, ora che purtroppo non intesse più altre parole, quelle che ci ha lasciato brillano di lucidità e coerenza.

Non la ritengo una romanziera straordinaria. Sarei ipocrita a dire il contrario. In L'incontro ho trovato il solito difetto dei suoi altri scritti di narrativa: una rapido perdersi via. Come in Accabadora fuggire a Torino rovina un bel romanzo, qui l'azione cambia troppo spesso punto focale sfibrando il racconto: è un po' un romanzo di formazione, ma il protagonista non viene mai approfondito; un po' una storia d'amicizia e di crescita, ma dopo l'episodio rovente delle merdone si passa ad altro; un po' una narrazione d'ambiente, di quella Sardegna a lei cara, con la solita comunità paesana ben stretta attorno alla chiesa.
Se quindi L'incontro conferma la mia impressione che l'ambito in cui Murgia riusciva di più era quello dei racconti fulminei - Tre ciotole proprio di questo stile è un esempio maturo e compiuto -, qua e là alcune scene di questo volumetto mi hanno spinto a pensare in direzioni completamente opposte. Il capitolo delle merdone che ho già citato trasuda una certa tensione orrorifica che mi ha ricordato King, autore da lei amatissimo. Per contro, in una incompatibilità di toni che credo contribuisca a slegare la vicenda, la scena conclusiva della parata religiosa è paradossale e comica, di un umorismo assoluto. E che dire di tutto il sottotono gotico di Accabadora? O dei primi tentativi di scrittura di Murgia su Lot?
Ecco, divago anche io, come lei, per dire che forse a "ridurla" è stato il tentativo di perseguire la letterarietà, quel pettinato genuflesso e rigurgitato utile a essere pubblicati da Einaudi, quella sobrietà canonica e un po' egomaniaca da penna della Holden. Insomma, avrei voluto leggere di Murgia un romanzo fantasy, o uno horror.
Credo avrebbe potuto fare cose magnifiche. Anche se so che, in Italia, nessuno l'avrebbe presa sul serio, fuori dalla scrittura narrativa, nell'attivismo e nell'impegnato, se avesse intrapreso una strada alla Atwood.
[2,5 stelle arrotondate per eccesso, anche per l'inevitabile confronto con gli altri suoi testi]
Profile Image for Antonella Imperiali.
1,271 reviews143 followers
July 28, 2017
La bella scrittura della Murgia ci racconta uno spaccato di vita: le vacanze estive (e non solo) di un gruppo di ragazzini in un piccolo paese sardo, dove non esiste il pronome "io", ma solo il "noi", fino a che - improvvisamente - non interviene il "loro".
Un susseguirsi di avventure, quindi, poi la nascita di una nuova parrocchia divide il borgo in due e separa gli amici.
Ma non è questa la fine.
La fine si combatterà a suon di litanie accompagnate da esilarante e garbata ironia.
E da una buona dose di amicizia.

📚 Biblioteca
Profile Image for Camilla Pruccoli 🎃☕️🪄.
215 reviews16 followers
August 18, 2023
Ho ascoltato il libro con la voce della stessa Michela Murgia, che suona incantevole ancora (e ancora).
Un romanzo breve, eppur denso di bellezza, buona scrittura, atmosfere ancestrali di una Sardegna – un mondo – che è ormai mitologia di un’Italia passata, e in soli piccoli casi però resiste inspiegabilmente al tempo tiranno.
Un romanzo come l’estate: si legge in poche ore, e passa in fretta; ma rimane bruciante nella memoria delle migliori estati. Le sue pagine sanno di sole ustionante e conviene camminare lenti: proprio come in estate, coi ritmi rilassati, per godere meglio delle giornate rigogliose, per lasciare che la nostra infanzia sotto il cielo riaffiori nel cuore e si concretizzi di nuovo, per innamorarsi ancora di quei tempi sfuggenti e allo stesso tempo infiniti.
Questa l’atmosfera de “L’incontro”, dove si parla di “noi” e di “loro” e se ne risemantizza il valore in una società tradizionale attraverso la storia di un’amicizia vera e viva fino al midollo.
Prima parte: evocativa e ancestrale
Seconda parte: ironica, dolce e intrattenente

Detto ciò: risplende e risplenderà Michela Murgia (che ringrazio per tutto).
Profile Image for Anto M..
1,234 reviews97 followers
October 27, 2025
Emozionante ritrovarmi bambina in una polverosa e calda estate sarda. Leggendo, o meglio ascoltando,si viene catapultati indietro nel tempo, soprattutto chi, come me, le estati le ha vissute proprio così: stando fuori casa dall'alba al tramonto a combinare marachelle, con brevi toccate e fuga in casa per rifocillarsi e farsi vedere dai genitori. Un'atmosfera che solo chi l'ha vissuta sulla propria pelle può riconoscere.
Il racconto è breve ma davvero piacevole.
Profile Image for Rosanna .
486 reviews29 followers
March 17, 2018
Non ho voglia di scrivere le mie opinioni su questa lettura, non ho voglia di rendermi conto della punta di delusione che ho sentito a pag. 52 circa.....................................................................
Pensavo che 'Accabadora' fosse bastato all'autrice, per capire che non si dovrebbe mai 'spezzare' un libro in due, mantenendo il tempo in cui l'azione si svolge e i protagonisti sempre gli stessi. Perchè ci rimango male. Mi 'spezzo' anch'io.
In 'Accabadora' la protagonista partiva per il continente e poi tornava in Sardegna: questo sul momento ci stava, a delineare un cambio di 'visione' del mondo, un passaggio del testimone tra l'antico e il moderno, di una pratica tanto utile quanto dolorosa.
Però qui... il racconto poteva finire a pag. 52 appunto, con il falò delle merdacce e il sapore dolce-amaro dei ricordi d'infanzia nel giardino di un collegio pugliese e non sardo, sul palato della memoria. Un sospiro divertito fin là mi aveva sorpresa, lasciandomi contenta e nostalgica. Quando però ho letteralmente visto santi in processione e chiese raddoppiate...ecco, ho pensato: 'è un'altra storia!' E sono rimasta così....
Fuori dai denti penso questo: l'autrice è brava e preparata, ma non ha la visione del lungo periodo . Mi spiego: non riesce a far 'vivere' i suoi personaggi più dello spazio di un racconto, lungo o corto che sia. Meglio corto, io direi. E non inventa nulla, attingendo a quelle che sono le sue radici e in generale al mondo sardo, così poliedrico e così ricco che le parole dai monti al mare cavalcano i cieli impregnando le vesti delle genti e a volte si trasformano in libri, altre in immagini, ma tutto diventa musica.
Ancora (e mi scuso): bravissima nel racconto breve, incisiva direi nel saggio lungo (vedere 'Ave Mary') in cui è libera di esprimere tutto il suo punto di vista e il suo modo di vedere il mondo, con o senza le lenti di una religione trasfusaci negli oratori e nei collegi attraverso preghiere...ma il Romanzo...il Romanzo è per i romanzieri....e forse dovrei virgolettare il tutto? Ecco, aspetto Michela Murgia appollaiata sulla copertina di un Romanzo, curiosa ed in ambascia.
Ah...avrei qualcosa da dire anche sul prologo, ma mi astengo
Profile Image for Ermocolle.
473 reviews45 followers
May 12, 2023
Primo "incontro" con la penna di Michela Murgia.
Una piccola storia di ordinaria quotidianità nella tipicità sarda dove la natura e i rapporti sociali sono quelli caratteristici dell'Isola.
Tre ragazzini di dodici anni che si frequentano e ingannano le giornate estive. Un paese che si danna per organizzare la festa del Santo facendo i conti con la nascita di una "nuova parrocchia" che scatena una competizione tenace fra parroci e fedeli.
Legami che si saggiano, si sperimentano, si intensificano e poi si allontanano in un cerchio inevitabile che comporta formazione e crescita personale.
Profile Image for Sara Booklover.
1,024 reviews885 followers
July 5, 2018
Non mi è piaciuto nulla di quanto narrato. La storia è soltanto un miscuglio tra competizione tra parrocchie e ragazzini che giocano ad ammazzare gli animali. La tematica parrocchiale non è una tematica che mi potrebbe mai interessare, quindi ok, forse l'argomento non faceva al caso mio fin dal principio e non dovrei lamentarmene troppo, però a parte quello devo dire che i giochi crudeli dei ragazzini mi hanno infastidita. Soprattutto per il fatto che l'autrice li descrive con assoluto candore, come se fossero giochi normalissimi e innocenti. E durante la narrazione vi è il chiaro intento di esaltare le virtù dei ragazzini, affermando che sono cuori puri e ancora non corrotti e contaminati dall'egoismo degli adulti. Tutto il contrario di ciò che ho pensato mentre mentre leggevo. Sono io ad aver letto un'altra storia? Perché mentre i ragazzini progettavano di uccidere animali, fare trappole, catturarli e magari perché no, anche impagliarli, non ho mai pensato neanche un secondo che fossero bravi e altruisti. Se queste sono le estati tipiche di ragazzini che dovrebbero far provare nel lettore la malinconia di quei tempi passati facendo riaffiorare bellissimi ricordi di fanciullezza io non mi ci sono ritrovata neanche un po'.
Profile Image for Frabe.
1,200 reviews56 followers
March 28, 2018
È molto carino - dolce, divertente - questo racconto della Murgia. Dentro ci sono ragazzi semplici, vita sana di paese, molta ingenuità. Chi legge rievoca un po’ del proprio passato (remoto) e si chiede se una storia come questa, con queste belle atmosfere, oggi può esistere ancora: forse sì, ma fuori mano, semmai, molto fuori mano... E comunque, non dovesse esistere, se di questi tempi fosse più favola che realtà, almeno è bello leggerla, questa storia, e per un paio d’ore, dalla prima all’ultima pagina, crederla vera.
Profile Image for Leka.
362 reviews
Read
September 13, 2012
Qualche considerazione a latere.

Vabbé che me l'hanno regalato e quindi non dovrei sapere quanto costa;
vabbé che ho fatto felice la signora della libreria di Alice (cioè chi me l'ha regalato l'ha fatta felice, visto che l'andazzo delle piccole librerie non è molto allegro, di solito);
vabbé che solo perché è dell'Einaudi si paga anche lo struzzo con cartiglio come se facesse le uova d'oro;
vabbé che la signora Murgia c'ha famiglia e di qualcosa devono pur vivere;
vabbé che se vuoi leggere dell'Italia continentale e insulare è meglio che qualche libro di scrittori/scrittrici italiane tu lo abbia tra mano;
vabbé..., insomma, tutti i vabbé del caso,
però mi pare un'esagerazione per questo racconto (non è neppure un romanzo breve, è proprio un racconto!) un'edizione del genere (compreso, appunto, il lato economico).

Se volete sapere dei tre ragazzini di Carbas e delle loro due avventure (due di numero) raccontate qui, un piccolo consiglio: risparmiatevi i soldi prendendo il libr(ett)o in biblioteca o fatevelo prestare dagli amici (a cui, visto quanto l'hanno pagato, restituitelo in breve tempo, sennò ve ne dimenticate).

Signora Murgia, non ne abbia a male, le sue righe verranno lette comunque ed è questo ciò che importa più di tutto, o no?
Profile Image for Nilo Di Stefano.
416 reviews39 followers
October 18, 2014
Davvero poche le pagine di questo libro, fra racconto, saggio antropologico e mini romanzo. Il classico cocktail, ben riuscito di Michela Murgia che già aveva incantato tutti con Accabadora. La semplicità dell'autrice nello scrivere e descrivere é un dono che dovrebbero avere più scrittori. Nonostante le poche pagine , un condensato di folklore sardo, superstizioni , che possono sfociare tanto in fenomeni di culto, quanto di scontro religioso seppur in termini di ripicche e piccoli sgambetti senza mai sfociare in violenza vera e propria. Ad un certo punto del libro si ha la consapevolezza che tutto sia davvero esistito. L'amicizia sullo sfondo, quella vera, che supera tutto e tutti, fatta di sguardi , segnali, simboli alternativi a quelli degli adulti , della religione. Solito piccolo capolavoro della Murgia, da leggere d'un fiato e conservare per riletture future.
Profile Image for Bunny.
248 reviews95 followers
August 12, 2012
Quattro stelle non perchè sia questo grande racconto ma perchè è scritto veramente bene. L'autrice dà conferma della sua bravura e con un linguaggio forbito ma mai prolisso riesce a rendere interessante una storia di paese.
101 reviews15 followers
June 24, 2016
Eine sehr schöne Geschichte über Freundschaft, dieses spezielle Bündnis, das nur beim Spielen entstehen kann. Wie bei Murgia üblich, fehlen auch hier spannende mythische, traditionelle Element nicht.

Nicht nur inhaltlich ist dieses Buch eine Freude, sondern auch äußerlich. Ich sage nur: SALTO :-)
Profile Image for Elena Capanna.
15 reviews
October 6, 2025
3,5
Non riesco a leggere Michela Murgia senza commuovermi, aver perso un’intellettuale come lei è come sopravvivere alle barbarie di questo mondo senza una guida.
Credo che utilizzasse i suoi romanzi come mezzi per trasmettere le sue idee e raccontarci pezzi di sé e della sua Sardegna, quindi io personalmente li recepisco come pillole di saggezza ma come romanzi in quanto tali, credo che spesso manchi qualcosa. La struttura di questo romanzo, per esempio, trovo che sia priva di solidità e avrei apprezzato che il racconto durasse un po’ di più di 100 pagine perché Murgia si prendesse il tempo per fare un capolavoro (idem con Accabadora).
Ciononostante, trovo che leggere (e ascoltare) Michela Murgia sarà sempre una coccola e lunga vita alle sue opere.
Profile Image for Arianna  Proserpio .
51 reviews1 follower
July 28, 2025
Nel libro seguiamo Maurizio, dieci anni, che trascorre le vacanze dai nonni. Incontra altri bambini con cui condivide giochi, avventure e il senso di appartenenza a una comunità. Quando arriva un prete che vuole fondare una nuova parrocchia, il paese si divide, l’innocenza si incrina, le rivalità emergono, anche tra ragazzi abituati a giocare insieme.

Lo scopo del romanzo è raccontare come l’identità collettiva si sviluppa, si frattura e poi cerca nuovi equilibri. Purtroppo non mi sono sentita coinvolta, mi è rimasta la sensazione di aver letto qualcosa di buono ma senza che mi restasse dentro davvero.
Profile Image for Ily.
521 reviews
July 4, 2021
"L'estate per Maurizio aveva la forma sinuosa di una curva a gomito, e lui l'adorava. [...] Con i ragazzi del paese da giugno a settembre passava gran parte del tempo nei pressi delle pescherie, in attesa che venissero gettate via le vecchie cassette di polistirolo con cui avrebbero realizzato rudimentali zattere per le battaglie navali sullo stagno."

Ha il sapore nostalgico questo breve romanzo di Murgia, ambientato a Cabras dove il giovanissimo protagonista è solito passare le vacanze estive dai nonni e si ritrova con gli inseparabili amici Giulio e Franco fino a che la costituzione di una nuova parrocchia minerà l'equilibrio del piccolo paese.
Profile Image for Miria TheBookHunter.
404 reviews27 followers
February 27, 2024
Nella Sardegna rurale c'è ancora il sapore delle cose passate, le chiacchere al tramonto degli anziani in strada, i bambini che esplorano la natura. In questo mondo che sembra poesia nel paese di Crabas succede l'impensabile:la nascita di una seconda parrocchia crea una rottura, una mini guerriglia a suon di santi. Murgia esprime con una certa ilarità questo conflitto lasciando anche una piccola morale.
Profile Image for Turrinb.
21 reviews1 follower
June 6, 2023
Brought me back to my small village childhood summers ✨
Profile Image for Gabriella P.
282 reviews11 followers
July 13, 2025
Lettura 2025:
Rileggere questo racconto mi ha fatto riflettere con maggiore lucidità su quanto, nella sua apparente semplicità, "L’incontro" sia in realtà un’esplorazione sottile e stratificata dei meccanismi dell’identità collettiva e del potere dell’appartenenza.

Se alla prima lettura mi avevano colpita il legame tra i protagonisti e l’ironia dello stile, ora trovo evidente la strumentalizzazione del “noi”: un’identità che sembra naturale ma che può essere ridefinita, divisa, persino opposta, nel momento in cui un’autorità esterna – in questo caso religiosa – decide di rifondare la comunità.

La Crabas raccontata da Murgia, così coesa da sembrare un organismo unico, si sgretola senza conflitti espliciti, ma attraverso piccoli spostamenti simbolici: sguardi che cambiano, parole nuove, una processione separata. Bastano questi segni minimi per creare un "noi" e un "loro". Murgia ci mostra quanto sia fragile il tessuto che tiene insieme una comunità, soprattutto quando si toccano la fede, l’identità e le tradizioni.

Il contrasto generazionale è un altro punto chiave: mentre gli adulti si irrigidiscono nei ruoli e nelle posizioni, i bambini – con naturalezza e immaginazione – trovano soluzioni e ricuciono la frattura.

Questo racconto è, in fondo, una parabola laica sul potere della giovinezza: quella capacità, non ideologica ma profondamente etica, di reinventare il mondo quando sembra essersi rotto.

Murgia ha costruito un microcosmo in cui fede, identità, infanzia e appartenenza si intrecciano. Alla seconda lettura emerge con forza il lato più politico del racconto, che agisce in profondità, sotto la superficie di apparente semplicità.


Lettura 2024:
In questo racconto lungo ho ritrovato tutta l'abilità narrativa e l'arguzia di Murgia, che è riuscita a concentrare argomenti come l'identità collettiva, l'amicizia, il confronto generazionale, l'accettazione dell'estraneo e del cambiamento, il senso di comunità è la crescita personale, tutto in meno di 100 pagine.

Lo stile è leggero, con quella sottile ironia che è cifra stilistica dell'autrice (mi piace pensare che Murgia si sia divertita a scrivere questo racconto, io mi sono divertita a leggerlo) ma il contenuto è profondo, soprattutto nell'affrontare il concetto del "noi" comunitario, le tradizioni e l'identità collettiva.

Quanto è fragile una comunità che pare coesa, nel momento in cui l'ingresso di un elemento estraneo rompe gli equilibri? Quanto è facile manipolare il sentire comune e mettere le persone le une contro le altre? E quanto è grande il potere che hanno le giovani generazioni che riescono a sovvertire le regole già scritte immaginando orizzonti e soluzioni nuove e divergenti?

Uno spaccato sociale di una piccola comunità negli anni '80 dove la questione identitaria diventa oppositiva ed escludente ma, grazie ad una prospettiva differente, quasi ingenua nella sua semplicità, si supera l'ostacolo ritrovando l'equilibrio e i valori dell'amicizia.
Profile Image for Chiara F..
596 reviews47 followers
October 29, 2017
Pur narrando di storie adolescenziali, ambientate nell’entroterra rurale sardo, intriso di religiosità e mistero, la scrittura della Murgia si conferma magistralmente arcaica laddove parla di ritualità e leggende popolari, finemente edotta nella totalità delle descrizioni soprattutto delle tradizioni Cristiane (chiaro retaggio della sua formazione teologica), palesemente realistica nei dialoghi dei personaggi, teenagers imberbi che si dilettano ancora nelle scorribande all’aperto e non sanno cosa sia la tecnologia (perché inseriti nella comunità paesana tipica di poche realtà italiane, di certe valli e di certe isole, che possono ancora fregiarsi della genuinità delle relazioni e del rispetto della tradizione religiosa di cui elemento fondamentale é la processione).
L’incontro infatti rappresenta un momento liturgico molto importante per il paese di Carbas e rappresenta per i tre amici protagonisti un momento di evoluzione decisivo nella loro amicizia.
Una lettura obbligata a mio parere per i ragazzi delle medie inferiori, che possono trovare in quest’opera la brevità che serve loro per non tediarsi, il necessario coinvolgimento per l’immedesimazione nei personaggi, ma, soprattutto, un lessico forbito e ben modulato, ricco di termini ricercati e specifici di cui c’è un bisogno estremo in un’epoca troppo superficiale e diffusamente analfabeta.
Profile Image for Il Candelibro Storie ed Essenze.
61 reviews4 followers
October 29, 2016
Con questo nuovo racconto lungo (o romanzo breve?) Michela Murgia mette la sua penna magistrale, la sua scrittura ricca e forbita al servizio di una storia semplice ma piacevole e carica di significati (il senso di comunità che a volte genera contrapposizione, l'amicizia, l'innocenza - tutta fanciullesca - che porta a superare i drammi con modalità e tempi che gli adulti spesso - a volte volutamente - dimenticano). Una storia fresca e verosimile (venendo da un paese posso immaginare che i fatti narrati possano realmente accadere) che si fa volentieri rileggere. Meglio e ancor più di Accabadora. Complimenti alla Murgia.
Profile Image for Maria.
96 reviews62 followers
May 24, 2020
Premessa doverosa:al di là del personaggio pubblico e di quanto possa presentarsi più o meno supponente, a me la scrittura della Murgia piace molto. Detto questo, e ben sapendo che stiamo parlando di un racconto lungo, non ci ho visto una furba arringa alla Chiesa o l'espediente patinato del ricorso agli anni '80. Ci ho visto invece intelligenza ed ironia serviti da un'ottima scrittura (che non è un mix scontato). Ci ho visto tanto sentimento ed alla fine anche forse pietà per chi è vittima del suo mondo e non riesce ad affrancarsene (che si tratti di bambini crudeli con gli animali o adulti che odiano gli "altri").
Profile Image for Chiara (Catullina).
299 reviews69 followers
January 20, 2016
Primo incontro con questa autrice. Mi ha incuriosito e ho presto intenzione di leggere il suo più famoso "Accabadora".
Questo è un romanzo breve/racconto lungo ambientato a Cabras, in Sardegna. Protagonisti gli abitanti di questo paese(che è poi il paese natale della Murgia), i loro Santi, e i bambini, soprattutto i bambini. Gli speciali rapporti che si creano tra le persone che "hanno giocato in strada insieme", quel "noi" che è così bello dire perché da un senso di appartenenza e di identità.
Profile Image for Flo Bernabucci.
94 reviews7 followers
May 4, 2017
fruito in audiolibro con la voce di Michela Murgia perfetta per raccontarlo. Piacevole ed emozionanate. Certamente privo della profondità quasi mistica di Accabadora mantiene però la stessa capacità di evocare immagini, suoni e profumi attraverso un uso sapiente e raffinato della nostra Lingua. Una storia di formazione che forse meritava qualche approfondimento ma che anche così, in forma di racconto breve, offre diversi spunti di riflessione. La Murgia per me, si conferma un'ottima autrice.
Profile Image for Cecilia.
44 reviews
April 13, 2016
Racconto che mi ha lasciato poco e preso ancora meno. Due stelle strappate grazie concetto del "noi", che si poteva esprimere in maniera molto più coinvolgente e profonda, ben tenendo l'ironia, avendo comunque in mente altri suoi romanzi
Profile Image for Diana.
627 reviews34 followers
August 11, 2024
Una lettura veloce e scorrevole che ha il grande pregio, per me, di avermi fatto conoscere Michela Murgia e i suoi romanzi su Audible.

Edit: riascoltato nel primo anniversario della morte di Michela 😔💕
Displaying 1 - 30 of 165 reviews

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