Tornare alla realtà non era ciò che John Watson voleva, quando è stato ferito alla gamba e ha dovuto lasciare l’Afghanistan per tornare in una triste e grigia Londra. E tollerare è stato difficile per tanto tempo, fino al suo arrivo. Sebastian Moran sa cosa prova, Sebastian Moran è il riflesso appena distorto di sé stesso. E non può resistergli nemmeno volendo.
Aria F., dove F non sta né per Figa, né per Fantastica, né tanto meno per il suo cognome, ma solo per Fritta.
Nata in lande sarde nel lontano '87, bazzica tra Cagliari e Venezia, dove studia per non soccombere alla noia della vita. Ama le cose rosa e morbide e intasare il mondo virtuale con opere artistiche e letterarie di dubbio gusto che una piccola fetta di mondo pare comunque apprezzare.
Spera di conquistare il mondo presto, ma l'unico risultato che otterrà sarà probabilmente quello di dar nuova sfumatura alla F che segue il suo nome - Fallimentare.
John Watson e Sebastian Moran, due personaggi che all'apparenza - specie per chi ha letto il canone di Sir Doyle - non hanno nulla in comune l'uno con l'altro. Due personaggi nati, in un certo senso, proprio per essere l'antitesi l'uno dell'altro, così come Moriarty è l'altra faccia della medaglia di Sherlock Holmes. Ma se pensavate di conoscerli, se pensavate che Watson sia solo il baffuto signore di mezz'età che segue Sherlock Holmes come un cagnolino, e Moran non sia altro che il malvagio tirapiedi di Moriarty, Aria F. vi darà una pacca sulla spalla - mentre vi ride in faccia - e riscriverà la storia dall'inizio alla fine, nel modo migliore possibile, senza cambiare il vero character dei protagonisti. Ed è proprio ciò che fa con Memorie dal Deserto. Non siamo più nell'età vittoriana, siamo qui, nella Londra del 2013, eppure Watson parla di ricordi di guerra che sono uguali a tutte le altre guerre. Parla di sabbia, sangue e dolore che non riesce a dimenticare, a mettere da parte per tornare alla vita di tutti i giorni, perché quella non è più la sua vita. Memorie dal Deserto racconta la storia di due veterani che si aggrappano l'uno all'altro, letteralmente con le unghie e con i denti, per non crollare. E' la sveltina violenta che tutti desideriamo, ma raramente ammettiamo di volere. Un esordio per Aria F., che più che venire a bussare alle porte del vostro cervello le sfonda con un colpo di bazooka e vi fa ciao-ciao con la manina. Confesso che pensavo di dare quattro stelline al racconto - non perché non se le meritasse tutte, ma perché ho degli standard davvero, davvero schifosamente alti; ma lei lo sa già - poi sono arrivata alla parte erotica del racconto e... gente, Aria F. non ne lascia per nessuno. Se siete dei perbenisti che arrossiscono alle parolacce, questo racconto non fa per voi. Se, invece, quello che volete è erotismo crudo, vero, allora preparatevi un secchio di ghiaccio a portata di mano, perché la vostra estate sta per incendiarsi.