Met uitzicht op zee schreef David Vogel (1891-1944) in 1932 in Parijs, waar hij na omzwervingen samen met zijn tweede vrouw Ada en hun dochtertje was teruggekeerd. Twee jaren tevoren was in Palestina zijn roman Huwelijksleven verschenen. Met uitzicht op zee speelt aan de Middellandse zee, in een badplaatsje nabij Nice. Aanvankelijk lijkt het een luchtig verhaal over zon en zee, met hier en daar een erotisch avontuurtje, een verliefdheid, wat roddel. Maar zodra Chichi, een gedrongen en harige Napolitaan, uit het water opduikt en een bezeten liefde opvat voor de Weense Gina, begint het onderhuids te smeulen. Ten slotte leidt een en ander tot het uitdoven van de liefde tussen Gina en de Parijzenaar Adolf Bart, twee gelijkgestemde zielen, die evenwel niet kunnen ontsnappen aan hun lot. Vogel weet de dreiging en beklemming van een onafwendbare lotsbestemming voelbaar te maken, hoewel de ingetogen stijl van deze novelle een 'lichtheid van het bestaan' suggereert; schoonheid en tragiek blijken onlosmakelijk met elkaar verbonden.
Librarian Note: There is more than one author in the GoodReads database with this name.
David Vogel (1891–1944) was a Russian-born Hebrew poet, novelist, and diarist. He was born in the town of Satanov in the Podolia region of the western Ukraine. A Yiddish speaker, he grew up in Vilna and Lvov, settling in Vienna in 1912. During World War I he was arrested as a Russian enemy alien. In 1929–1930 he spent time in Palestine, returning afterwards to live in Berlin.
After fleeing to Paris in 1933, he was interned in France in 1940, this time as an Austrian enemy alien. Deported in 1944, he is presumed to have died in Auschwitz. Among his works are collections of poems in free meter and several novels edited posthumously by Menachem Perry. His diaries covering the period 1912–1922 were published as The End of the Days. The novel Married Life was written between 1929 and 1939. A semi-autobiographical novel, They All Went Out to Battle, is a Kafkaesque/carnivalesque depiction of deliberate, radical self-isolation in the French concentration camp.
The only book of poems he published in his lifetime was Lifney Hasha'ar Ha'afel ("Before the Dark Gate"), in Vienna in 1923, but his poetry was influential with other Hebrew poets in the 1950s.
The critic Yael S. Feldman cites Vogel as an example in which bilingualism affected modern Hebrew poetry.
Il breve romanzo di David Vogel a me fa pensare a quello poco più lungo di Charles Simmons: alla partenza un affascinante progetto che però si perde un po’ man mano lungo la narrazione, narrazione che resta in parte irrisolta. Soprattutto, la costruzione di un’atmosfera e delle potenzialità iniziali, essenzialmente eleganza di scrittura che però lascia un po’ a mani vuote. Impalpabile. A cuore insoddisfatto.
Posso solo immaginare cosa potesse essere la meravigliosa riviera francese negli anni in cui è ambientata questa novella, a cavallo tra la fine dei Roaring Twenties i l’inizio dei Trenta (appena dopo Tender Is the Night): luogo incantevole che neppure oggi la smania cementificatrice è riuscita a rendere orribile se non per qualche mese l’anno. Un luogo di sogno e favola distante anni luce dalla Depressione americana: la sua antitesi.
Prototipo della fascinazione del nord per il sud, luogo che rappresenta libertà e sensualità, vita leggera e morbida, il tutto avvolto da luce accecante del sole e luce calda degli indimenticabili tramonti, speziato dai profumi silvestri, cullato dalla risacca del mare.
Una giovane coppia tedesca arriva sulla Costa Azzurra a villeggiare. Sono belli, giovani, sani, innamorati. Dove si fermano esattamente non è dato sapere, si tira a indovinare, a riconoscere, a mettere insieme gli scampoli della propria memoria personale. Spiaggia, bagni in mare, pelle esposta al sole che si abbronza e tempra, passeggiate in pineta, buon cibo, ottimi vini, comodità, piacere, rilassatezza, pigrizia, dormite.
Non succede molto altro. Non ci sono spie, o pericoli, minacce, tensione che cresce. Solo che i due giovani innamorati, Ghina e Barth, arrivano che vanno d’amore e d’accordo: e man mano che le pagine scorrono, sono un pochino meno innamorati e d’accordo, qualche crepa s’è aperta, dapprima sottile. Ed entrambi sembrano incapaci di chiuderle, di ricostruire l’armonia. Incapaci o non più interessati?
Il romanzo, molto breve, è lettura quasi obbligata se si legge "Un adulterio" di Albinati, visto che ne è l'ispiratore.
L'inquietudine dovuta a lacune, desideri e insoddisfazioni latenti emerge in modo naturale durante una tranquilla vacanza estiva, portando i due bellissimi protagonisti verso due simultanee relazioni extra-coppia tanto brevi quanto insoddisfacenti. Insoddisfacenti sì, ma non senza effetto; perché una volta affrontate certe situazioni non può esserci un ritorno indolore a quanto c'era prima, perché l'esperienza lascia un segno indelebile.
Il romanzo, lento e basato principalmente sui pensieri dei protagonisti, è molto raffinato e suggestivo e descrive magnificamente con pochi tratti pulsioni, fragilità e dinamiche dei protagonisti.
Mi rimangono due dubbi, al termine di queste letture. Il primo è la ragione dell'ispirazione (e delle epigrafi) di Albinati per il romanzo di Vogel. I due romanzi sono abbastanza diversi e non riesco bene a vederne le connessioni. Il secondo dubbio, valido per entrambi i romanzi, è relativo alla carenza di trasporto, di gioia, di passione, di slancio sentito e dimostrato. Mi sarei aspettato che l'aspetto sentimentale, almeno in una prima fase, fosse assolutamente preponderante rispetto alle considerazioni collaterali.
D'altronde, a che scopo cercare una relazione extraconiugale se questa è più "problematica" di quella base e non ne colma i vuoti?
"Che cosa l’ha ispirata? «David Vogel, un autore maledetto e sfortunato di cui avevo letto Vita Coniugale. La mia compagna se ne è invaghita, ha comprato tutti i suoi libri. Mi ci sono appassionato anch’io, in particolare a Davanti al mare, simile a Doppio sogno di Schnitzler, dove una coppia di sposi finisce per tradirsi. I miei adulteri sono invece una coppia clandestina, formata da poco»."(*)
E siccome son testona... finché non sono riuscita a leggere "Davanti al mare", non sono riuscita a ritenermi soddisfatta. Sì perché quelle citazioni di Vogel in epigrafe ad ogni capitolo di "Un adulterio" di Albinati avevano sollecitato la mia curiosità. La citazione ripetuta sempre dello stesso autore per me doveva avere un significato ben preciso che come un detective avevo bisogno di rilevare (quando mi fisso su qualcosa, difficile schiodarmi). Mi pareva necessario andare alla fonte ispirativa per meglio comprendere ciò che aveva in testa Albinati, il suo "Un Adulterio" quasi un libro incompleto per certi versi, con alcune scelte sullo sviluppo della trama non proprio chiare. Un libro che avevo ritenuto fragile, ma che magari avrebbe trovato il complemento di lettura leggendo la fonte ispirativa.
Delle citazioni riportate nell'Adulterio di Albinati, tutte per l'appunto siglate Vogel, in realtà solo una è proveniente da "Davanti al mare", per la precisione quella del capitolo Sabato. "In un angolo remoto della sua anima le piaceva essere la causa dell’insonnia di una persona, per la quale ancora due settimane prima la sua esistenza non era neppure immaginabile." E questo pensiero è imputabile ad entrambe le donne protagoniste dei due racconti. Ma i tratti che accomunano i due racconti non sono poi così tanti, io rilevo due protagonisti bellissimi che non hanno motivazioni apparenti per tradire che compiono adulterio in luogo di mare.
E qui terminano le connessioni. Qualcuno potrà obiettare, l'ispirazione non è un plagio. Albinati è solo stato ispirato a scrivere una storia. Ma allora perché essere così preciso con le citazioni di Vogel? Io questo non me lo sono riuscita a spiegare. Ma forse mi faccio troppe domande. Peraltro. Il racconto di Vogel ha una raffinatezza di scrittura e una classe che Albinati si sogna. La rappresentazione dei personaggi e delle dinamiche di pensiero, mostrate, non esplicitate, sono assai efficaci e puntuali nel racconto di Vogel. Non una sbavatura, non una parola di troppo. Non un verbo declinato in maniera arbitraria [consecutio perfetta ;-)]]. L'obiettivo del racconto è chiaro: rappresentare la fragilità dei rapporti umani. Ergo. Ad Albinati riconosco un grande merito: mi ha fatto scoprire Vogel. Sarà che anche io mi sono invaghita dell'autore maledetto e dannato? Ormai mi manca solo "Racconto viennese" e, inutile dirlo, ... ne sono curiosamente attratta. Un grazie a @Gil che mi ha consentito questa lettura. (*)http://d.repubblica.it/lifestyle/2017... - intervista completa.
נובלה יפהפיה עם ים, שמש ואנשים יפים, באירופה של לפני המלחמה. הנובלה כתובה בלשון של שנות השלושים, מאוד יפה, אבל גם משעשעת לקורא של היום, במיוחד הדיאלוגים.
גבר ואישה יוצאים לחופשה נעימה בכפר דייגים המשקיף אל הים, ברביירה הצרפתית. מה יכול להיות רומנטי ומשובב יותר ?
זה מה שחשבו לעצמם בני הזוג בארט וגינא כשהגיעו לכפר ברביירה הצרפתית, שכמעט כל דריו איטלקים. הזוג מתרשם מהשלווה ומכחול הים ומחליט להשאר בו, לנוכח הים.
אבל יש חופשות שקובעות את גורלן של הדמויות, כמו אותה חופשה של סימור ב"יום נפלא לדגי הבננה".
כשבודקים את המילה "נוכַח" במילון, מגלים את הגאונות של המחבר בשם הנובלה. המשמעויות של המילה מבארות את הנובלה ומעניקות לה עומק כמו:
לעיני - משמעות שמבארת את המיקום הפיזי של העלילה. רוב הנובלה מתרחשת לעיני הים, שנוכֵחַ באפיזודות. גם אם לא באופן חזותי אזי רחשו נמצא באוויר ומלווה את הדמויות.
בצד שכנגד - משמעות שמעמידה את מערכת היחסים של בני הזוג במובנם האמיתי שחורג מהעמדות הפנים והמשחקים החברתיים.
בגלל - בעניי ניסיון של המחבר לתת תכלית ומענה לקורא.
ישנן הרבה סיבות לתוצאה שאליה מכוונת הנובלה, אבל אף אחת מהן היא לא גורם יחיד שעליו ניתן להצביע. לכן, המחבר מתאמץ עבור הקורא לספק בדיעבד מעין גורם ראשוני כהסבר.
אני הרגשתי שבכלל קשה למצוא את הסובב והמסובב בנובלה הקטנה הזו, כי כשעוסקים בנפש האדם, קשה להסביר ולתת נימוקים או כמו שגינא אומרת "מעללי איש - לא תמיד ניתנו להתבאר על- ידי עצמם"[91]
לעומת - משמעות שמאוד מרמזת על מהות הסיפור והכוונה של המשורר. לעומת הים הרוגע וכחול המתעתע, היצרים תחת לפני השטח גועשים ורועשים. בלתי מובנים לא רק לדמויות שחוות אותם אלא גם לקורא שלפעמים משתאה על האירועים.
לעומת התחלת הסיפור המרמזת על חגיגה, הוללות, או כפי שהמחבר כותב "בכחנליה אמתית" [10] סופו כואב, שואב ומשאיר את הקורא "בלי נוע ככלונס נטול חיים" [96].
הנובלה "נוכח הים" פורסמה בשנת 1932 בפריס. השפה היפיפיה של פוגל, והאירועים מסביב לבני הזוג מתעתעים ומסתירים את ההתרחשויות שבין בני הזוג בארט וגינא.
האווירה של הילולה מתמדת, הגרוטסקה שביחסים בין הדמויות שבסיפור, מטשטשים אותם.
חזרתי בקריאה לאחור להבין היכן פיספסתי את ההתרחשות המהותית בינהם, אבל נראה שאין נקודה ספציפית אחת שעליה ניתן להצביע, כי אם רצף שמתוכו עולה התובנה והמסקנה.
היא מזכירה לנו את אירעיות מערכות היחסים בחיים, את העובדה שבני זוג הם בסך הכל 2 קווים מקבילים שלפתע נפגשים. היא מתריעה בנו עד כמה החיים בלתי צפויים ומפתיעים או לפחות תופסים אותנו בהפתעה בלתי מוכנים בעליל למה שהם צופנים לנו.
המחבר מזכיר לנו, שלא תמיד יש הסברים וסיבות ולפעמים מספיק רק ים כחול ושמים בהירים בשביל להפוך לאחד את החיים.