"Μα τότε, γιατί δεν κάνω τίποτ' άλλο από το να σκέφτομαι εκείνο το είδωλο και την τεράστια δύναμη που του απέδιδαν οι αρχαίοι; Γιατί απόψε, όταν άκουσα από εκείνο το μοναχό ότι ο στρατός του αυτοκράτορα καταστράφηκε από τους Τούρκους, τα λόγια εκείνου του χρησμού μού ήρθαν ξαφνικά στο νου; Γιατί εκείνα τα λόγια ξεπρόβαλαν μέσα από το σκοτάδι αιώνων λήθης αυτή ακριβώς την ώρα, ακριβώς τώρα που μια ορδή βαρβάρων χωρίς πίστη και χωρίς έλεος βαδίζει αμείλικτη από την ανατολή προς τη δύση, παρασύροντας τα τελευταία απομεινάρια της δύναμης της Ρώμης; Και ποια δύναμη κρύβεται σ' εκείνες τις σελίδες, από τη στιγμή που κάποιος ήδη προσπάθησε να απαλλαγεί από την έμμονη ιδέα, σβήνοντάς τες από την περγαμηνή; Και γιατί κάποιος άλλος τις έκρυψε, ώστε κανείς να μην τις βρει ποτέ πια, χωρίς όμως να τολμήσει να τις καταστρέψει;" Από την Τουρκία έως τις ακτές της Τυρρηνικής Θάλασσας, στα ίχνη του μυθικού Παλλαδίου, ο αρχαιολόγος Φάμπιο Οταβιάνι ακολουθεί πανάρχαιες ενδείξεις. Αλλά οι μηχανορραφίες που έλαβαν χώρα εδώ και αιώνες αποδεικνύονται ακόμα απειλητικές. Κυνηγημένος από πάρα πολλούς εχθρούς, ο Οταβιάνι πρέπει να επιστρατεύσει όλο το θάρρος και την ψυχραιμία του. Και η αποφασιστική κίνησή του είναι αντάξια μεγάλου στρατηγού.
Valerio Massimo Manfredi is an Italian historian, writer, archaeologist and journalist. He was born in Piumazzo di Castelfranco Emilia, province of Modena and is married to Christine Fedderson Manfredi, who translates his published works from Italian to English. They have two children and live in a small town near Bologna. Valerio Massimo Manfredi defines himself as an "Ancient World Topographer". Since 1978 he spends his time teaching in several European universities, digging ruins in the Mediterranean and in the Middle East, and writing novels. The Professor of Classical Archaeology in the "Luigi Bocconi" University of Milan and a familiar face on European television, he has led scientific expeditions, excavations and explorations in Italy and overseas. In addition to this, he has published a number of scientific articles and essays as well as thirteen novels, including the Alexander trilogy and The Last Legion. Alexander was published in thirty-six languages in fifty-five countries and The Last Legion was sold for a major film production in the USA. The Last Legion film was released in 2007.
Género. Novela (con toques históricos y fantásticos, pero novela).
Lo que nos cuenta. Un cónsul desobedece el mandato del Senado de la Antigua Roma y atraviesa el Taurus, hecho que según las profecías desencadenará el mal en Roma. Un monje escriba medieval descubre que un pasaje del volumen XXII de la Historia de Roma de Polibio parece haber sido adulterado y cambiado, por lo que comienza a investigar el asunto. En la excavación arqueológica Torre Rossa, a las afueras de Roma, se descubre el que pudo ser el emplazamiento original de llegada de Eneas para los antiguos romanos en su huida desde Troya.
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Essendo appassionata di cultura classica, ho già letto diversi libri di Valerio Massimo Manfredi ma, chissà perché, questo mancava ancora alla raccolta. Personalmente mi piace in modo particolare la capacità che Manfredi ha di connettere il lontano passato con il contemporaneo, la mitologia con i misteri, gli enigmi e le indagini dei suoi protagonisti. “PALLADION” è scritto con uno stile scorrevole ed avvincente, con citazioni e riferimenti storici ben inseriti nel contesto, che non appesantiscono il ritmo della narrazione ma, per quanto mi riguarda, incuriosiscono e motivano la ricerca di un riscontro. Inoltre, anche se non realistica, la situazione politica descritta induce, in qualsiasi epoca lo si legga, riflessioni sul significato della “pace” e degli equilibri che le potenze mondiali devono impegnarsi costantemente a mantenere affinché tutto non vada perduto.
Sólido thriller arqueológico y apasionante novela histórica, este libro nos narra la historia del aparente descubrimiento de una de las figuras más importantes de la antigüedad; el mítico Paladión llevado por Eneas desde Troya hasta Italia, formando parte integral del mito fundacional del Imperio Romano.
De la mano del profesor Fabio Ottaviani, se va desenterrando no sólo el misterio que gira en torno a esta figura, sino el poder que tenía y aparentemente tiene para toda Italia.
Muy al estilo de las novelas de Dan Brown, Manfredi logra atraparlo a uno en todas las intrigas que se generan con el descubrimiento y con su mirada al pasado y cómo éste sigue teniendo impacto en el presente.
Un bel libro nello stile di Manfredi. Storia, avventura e un punta di sovrannaturale riescono a trascinarti nella lettura. E ogni volta che leggo un suo libro vado a cercare i cenni storici a cui si ispira. Grande
A beautiful book in the style of Manfredi. History, adventure and a hint of the supernatural manage to drag you into reading. And every time I read one of his books, I go to look for the historical notes that inspire him. Great
La primera obra escrita por Manfredi en 1985. La historia se inicia en la antigüedad y luego los sucesos se trasladan a la era actual (y es curioso ya que algunos personajes de la historia utilizan teléfono móvil, el cual aun no estaba muy difundido al momento de haberse escrito el libro). El tema desarrollado gira en torno a la búsqueda del Paladión y sus consecuencias al poseerlo. Es una historia que encierra mucho suspenso, con un poco de romance y acción, que desarrolla una trama en algunos momentos compleja, y matizada con tonos históricos, arqueológicos y antropológicos, ya comunes en el estilo del autor. Es un libro con una historia simple que a mi punto de vista pudo haber sido desarrollada un poco mas. Sin embargo, es un libro pequeño, digerible y rápido de leer, sobretodo durante la trama central que a uno no le deja parar de leer. Recomendable.
Valerio Massimo Manfredi scrive di quello che sa, in poche frasi proietta il lettore nelle atmosfere di Ulisse e dei guerrieri romani. Non è pretenzioso in aspetti come la descrizione fisica dei personaggi, non è obbligatorio. Nel momento in cui l'autore scrive di vicende storiche vicine ai lettori, ma collegate ai tempi antichi (storie di archeologi), l'atmosfera cambia perché si slitta su due piani storici e si perde il fascino del romanzo/thriller storico tout court. Questa lunga premessa per dire che secondo me in "Palladion" la trama è troppo articolata, ci sono troppi personaggi e l'autore sembra salvarsi con salti temporali e puntini di sospensione. Leggo questo genere per distrarmi, per essere partecipe dello svelamento di un mistero, non per continuare ad interrogarmi su di esso. Confido nel prossimo!
Romanzo scarsamente emozionante. Può essere dipeso dal fatto che mi aspettavo il risvolto storico che contraddistingue gli scritti di Manfredi, ed invece è un libro d'azione indebolito da una trama a tratti ingenua. Parte bene con il profumo di antichità, ma ne resta completamente distaccato puntando più sul risvolto giallo (largamente deludente) che sul fascino storico. Dialoghi banali e mai incisivi, intrappolati in un insieme di situazioni ai limiti dello scontato. Si può leggere benissimo in vacanza sotto l'ombrellone mentre si pensa al prossimo bagno... e questo non è mai un bel complimento a un libro, almeno per me. Zozzeria.
Tengo opiniones encontradas con esta historia. Empezó muy bien con lo antiguo, pero para mi gusto se fue muy pronto al mundo actual, sin explicar que era el Paladión para los antiguos ni cosas que merecían más importancia para la historia que vendría después. Y el final no lo he terminado de entender muy bien... me han quedado lagunas en la historia.
Tal vez fue error mio no leer primero alguna reseña del libro. Yo esperaba una novela histórica y me encontré con una historia de fantasía. Debo aclarar sin embargo que el libro me gustó lo suficiente para volver a leer al autor en sus novelas más "históricas"...
Ecco che torno con uno dei miei autori preferiti, soprattutto perché i suoi romanzi trattano per lo più di mitologia… e la mitologia – specialmente quella greca – è una delle mie più grandi passioni. Letto anche per completare l’obiettivo del mese della Made in Italy Books Challenge organizzata dal blog Universi Incantati, Palladion ha una trama abbastanza articolata: innanzitutto – senza specificare né luogo né tempo – comincia con un giovane sulla trentina che commissiona a un marmista una lapide e, con parole molto vaghe, dice che quando sarà il momento qualcuno passerà a ritirarla. Dopodiché ci si trova ad Alabanda, in Asia Minore, nell’anno DLXXIV dalla fondazione di Roma, all’ora nona delle calende del mese di sestile. Il tribuno Lucius Fonteius raggiunge in extremis il console Manlius Vulso, intento in una campagna militare, per consegnargli un importantissimo messaggio dal senato di Roma. Il testo dice che per nessuna ragione al mondo deve attraversare la linea del Monte Tauro. Il perché? Molti segni degli Dei sono contrari all’impresa del console, e questi hanno indotto il senato a consultare l’oracolo di Delfi… che ha pronunciato un responso tremendo: Exei gàr stratié polyfértatos obrymòthymos Télothen èx Asìes hóthen anatolài helìou Eisìn, kài diabàs steinòn pòron Hellèsponton Tèn Ròmen kài italìan porthèsei Eàn tò Tàuron òron yperbàinete. Ossia, l’oracolo minaccia rovina a Roma, un’armata immensa si rovescerà sull’occidente annientando l’Italia se i nostri eserciti varcheranno il confine del Tauro... I romani scettici però hanno chiesto al pontefice massimo di consultare i Libri sibillini… ma la risposta è la medesima! Il console tuttavia non obbedisce, varca il confine… e il suo esercito viene sconfitto in Tracia. La notizia giunge a Roma e perciò, per placare la sventura, si affidano ancora una volta all’Oracolo di Delfi: Un giorno, quando l’orgogliosa Città sul fiume distesa, di gelido sudore inondata tremerà di spavento, immensa infatti una forza la minaccerà dall’oriente, collocate allora, o sciagurati, sull’alta rocca il sacro Palladio vigilato dagli eroi che la dea predilige: Ulisse, maestro di frodi, e il divino Tidìde. Per infausti eventi il Palladio (lo stesso che si dice che Enea abbia salvato da Troia in fiamme e portato in Italia) non viene posto tra le statue dei due eroi greci… Successivamente la storia si sposta al Monastero di San Nilo di Grottaferrata nel 1071. Theodoros di Focea ritrova un antichissimo libro, dove si narra proprio del responso dell’Oracolo di Delfi e degli eventi successivi… e in quel monastero la storia resta celata… Giorni nostri (per così dire, visto che il romanzo è stato pubblicato nel 1985, quindi il periodo di riferimento sono gli anni ’80, infatti per esempio non si menzionano cellulari, ma cabine telefoniche oppure la Juvoslavia o ancora il clima politico della guerra fredda), l’archeologo Paolo Quintavalle ritrova a Lavinium sette statue che rappresentano la Dea Atena. In questa vicenda viene coinvolto anche l’archeologo Fabio Ottavini che, seguendo le sue ricerche, arriva al Monastero di San Nilo, scoprendo il diario segreto di Theodoros di Focea… e da quel momento sono dolori. Si ritrova invischiato in una vicenda pericolosa e più grande di lui… ma riuscirà a risolvere il mistero? E soprattutto riuscirà a salvarsi la pelle? Un romanzo molto interessante che mescola storia, intrighi, misteri e ricerche archeologiche, con vari colpi di scena e momenti di suspense, ma anche – purtroppo – parti in cui l’attenzione del lettore cala. La grande capacità di Manfredi e di riuscire a trasmettere le differenti epoche storiche una dopo l’altra, infatti si passa dal periodo romano al medioevo e ancora al contemporaneo senza nessuna difficoltà. Cosa dire ancora di questo romanzo? Il finale mi ha un po’ deluso perché tutti i vari interrogativi che nascono nel corso della trama rimangono in sospeso, neanche una breve delucidazione. (attenzione perché qui vi rivelo alcuni punti della trama, se non volete leggerli saltate la parte tra parentesi. Cos’è l’organizzazione Istituzione? E che fine fa? Ed Elizabeth chi è veramente? E torna da Fabio come se non fosse successo nulla? E i suoi capi le permettono di tornare? E l’altra donna che le assomigliava chi è? E lei dov’è finita? E il ragazzo che a inizio romanzo commissiona la lapide chi era? Fabio Ottavini o si tratta della lapide ritrovata dalla moglie di Quintavalle?). La storia però è avvincente e coinvolge il lettore, anche se i personaggi non sono descritti più di tanto. Interessante è anche l’utilizzo di lingue straniere che rende il tutto più reale, sarebbe però stato utile inserire le varie traduzioni a pie di pagina.
Quali misteri si celano dietro a delle statue reperite durante degli scavi archeologici, e soprattutto sarà un giovane ricercatore in grado di svelarvi la verità, pur a costo di rischiare la sua vita?
Il libro si concentra prevalentemente su Roma, perché è lì che vengono riportate alla luce le statue, che daranno inizio alle vicende del libro, e non solo nel presente, ma anche, seppur brevemente, nel passato, dato che, offrendo al lettore la prospettiva di un tribuno, incaricato di fermare una spedizione militare oltre il Tauro (una catena montuosa dell’attuale Turchia meridionale), viene fornito un contesto alle avventure che si susseguiranno poi nel presente.
La storia inizia propriamente dopo che Quintavalle, un noto professore e archeologo di Roma, ritrova le statue, facendo arrivare la notizia fino all’università di Pavia, dove veniamo introdotti, anche se indirettamente, a Fabio Ottaviani, il protagonista del romanzo. Poco dopo, scopriamo di più su di lui tramite i suoi amici, ossia Biscùt, Dino Rasetti, e Claudio Rocca, mentre questi erano in Turchia, poiché Fabio colà stava seguendo una pista, inerente ai suoi studi. Lo si incontra finalmente mentre quest’ultimo è intento a scappare alla polizia Turca, in seguito alla sua intrusione in un’area interdetta. Una volta rientrato in Italia, entra in contatto con Quintavalle, ed incontra Elizabeth, una ricercatrice Americana coinvolta negli scavi, della quale si innamorerà. Finalmente, onde scoprire l’oscuro segreto che si cela dietro le statue, e prevenire la disastrosa profezia ad esse inerente, metterà in gioco la sua incolumità, e soffrirà un doloroso tradimento.
Il momento stesso che Dark Sail, un’organizzazione interessata al Palladion per nefaste ragioni, entra in gioco, la posta in gioco decolla, dato che ora Ottaviani non deve più soltanto evitare di venire fuori pazzo, nel tentare di risolvere l’enigma posto dalle statue, ma deve anche gestire degli attacchi mirati a rapirlo, prima che questi non decida infine di farsi prendere (intenzionalmente) a bordo di uno dei loro yacht. Grazie agli strumenti a bordo, riuscirà a risolvere il rompicapo, e scapperà sfruttando il suo ingegno, durante un blackout sul mezzo, dovendo però poner fine alla vita del personale rimasto a vegliare, sebbene indirettamente.
È piuttosto curioso come, prima di scoprire l’identità del protagonista, il lettore deve prima attendere un paio di capitolo “propedeutici“ a quelli effettivi. Detto ciò, egli ci viene mostrato nel primissimo, anche se non ci viene confermato chi egli è veramente, fino alla fine, dove l’ultimo si ricollega con maestria al primo. Fabio, infatti, si era fatto preparare una tomba per se stesso, essendo convinto del fatto che sarebbe morto, ma infine è il padre che lo abbandona, ed è quello che appunto viene mostrato al termine del romanzo.
In conclusione, vi è un buon miscuglio di storia, archeologia, ed eventualmente azione. Importanti altresì sono le varie amicizie di Fabio, che gli permetteranno di avvicinarsi sempre di più alla risoluzione dei misteri delle statue, e, verso la fine, specie e soprattutto grazie all’amico Reggiani, un capitano dei carabinieri, a sopravvivere a “Dark Sail”. Meno interessante, tuttavia, è il personaggio di Elizabeth, ricolma di cliché sugli Statunitensi, il cui tradimento, però, ha sufficiente prefigurazione.
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Paladión es la primera novela de Valerio Manfredi. Empezamos a recorrer su obra así que este es el inicio. Aunque ya hemos leído otro de sus libros hace un tiempito por el que nos decidimos leer toda su obra. Según pude ver, se señala 1985 como el año de su edición original. No pude encontrar un detalle de cambios en el tiempo de ediciones posteriores. ¿Por qué me preocupa esto? En la obra se menciona la caída del muro de Berlín, el desmembramiento de la Unión Soviética y Yugoslavia. Estos sucesos no se concretaron hasta inicios de los 90. Voy a ignorar el detalle del teléfono móvil que no sé cuan difundido haya estado en Europa en ese tiempo. De todo esto ya notarán, quienes no han leído el libro, el período aproximado en que se desarrolla la historia. Valerio Manfredi, que hizo estudios de la Antigüedad y su cátedra en temas de arqueología y topografía del Mundo Antiguo, se ven bien reflejados en este relato. Lo percibo como las series de televisión donde se mezclan los detectives y científicos. A todo eso que había estudiado le tendría una manera de experimentar apasionada. Le ha querido agregar aventura y acción a esa historia que conocemos y a quienes la estudian o desarrollan. Es una conjunción interesante y agradable. Para mí lo es bastante. Para muchos también lo es, de ahí la gran producción de obras y ejemplares. En esta obra se mezclan momentos históricos, algunos ya los señalamos antes, y se conjuncionan de una manera algo forzada. Para esto se incluyen elementos esotéricos (si me permiten llamarlo así) del mundo antiguo que sobreviven hasta estos tiempos. Se cruza con lo religioso, quiero decir con el catolicismo principalmente. Lo científico tiene que vérselas con todo esto. Algunas equiparaciones pueden no resultar agradables para algunos. Pero así el resultado ha sido satisfactorio. El relato es ameno. Me agrada que se tengan las referencias de lugar, tiempo y horario, como una bitácora. Vuelvo a señalar esa percepción a serie de TV. División de partes según periodos de tiempo bien distanciados. Te recuerda que tienes que poner atención en detalles. Supongo Manfredi gusta de los vehículos pues siempre hay menciones de los modelos de autos, de mecánica y hasta de marítima. Para quienes gusten de acción, historia y devoción por el mundo grecorromano esto vendrá bien.
Valerio Massimo Manfredi, con una buona maestria narrativa, ci trascina in un'avventura attraverso i secoli, alla scoperta di un mistero millenario. "Palladion", il suo romanzo d'esordio, uno splendido quarantenne (fu pubblicato nel 1985), coniuga con sapienza storia, archeologia e avventura. La trama, avvincente e ricca di colpi di scena, ruota attorno al leggendario Palladion, un'antica statua di Atena che si dice portasse fortuna a chi la possedeva... e ben altro. Manfredi ci conduce in un labirinto di enigmi, dove passato e presente si intrecciano, e dove i protagonisti si trovano a confrontarsi con forze oscure e misteriose. I personaggi sono un altro punto di forza del romanzo. L'archeologo protagonista, con la sua passione e la sua determinazione, conquista fin dalle prime pagine. Al suo fianco, una serie di figure affascinanti e enigmatiche, che contribuiscono a rendere la narrazione ancora più coinvolgente. L'ambientazione storica, accuratamente ricostruita, ci proietta in un mondo antico, fatto di miti, leggende e rituali. Manfredi, con la sua profonda conoscenza dell'archeologia, ci offre un quadro vivido e dettagliato dell'epoca, senza mai appesantire la narrazione. Lo stile di Manfredi è chiaro, lineare ed efficace, perfetto per un romanzo di avventura come questo. La sua scrittura, semplice ma mai banale, ci permette di immergerci completamente nella storia e di seguire con trepidazione le vicende dei protagonisti. "Palladion" è un romanzo che appassiona sia gli amanti del genere avventuroso sia coloro che sono interessati alla storia e all'archeologia. È un libro che si legge tutto d'un fiato, grazie a una trama avvincente. Se amate i romanzi che vi fanno viaggiare nel tempo e scoprire i misteri del passato, coniugandoli al presente, non potete perdervi questo libro di Valerio Massimo Manfredi.
Das Buch hat auf mich gewirkt, als ob ein Indiana Jones Fan versucht, den nächsten Kassenschlager a la Dan Browns DaVinci Code zu schreiben, aber kein Gespür dafür hat, was ein breites Publikum an diesen Geschichten so anspricht, ihnen diverse Schwächen zu verzeihen.
Was der Autor im Standbild der Athene an Elementen wählt: - einen jungen Professor mit besonderen unerklärlichen Talenten als Protagonisten, auf den schöne Frauen nur so fliegen, weil der Autor offensichtlich versucht, sein idealisiertes, verklärtes Selbstbildnis zu erschaffen anstatt einen ausgereiften Charakter, - draufgängerische Clique an Sidekicks, wie kleine Jungs sie manchmal idealisieren, - Frauen, die keine Rolle haben außer schön zu sein und den Protagonisten und seine Freunde unsterblich grundlos zu lieben. Eine eigene Persönlichkeit brauchen sie nicht, - eine unausgegorene Geschichte, die durch unausgefeilte Magie erklärt wird, - einen Rahmen in dem weder klar ist, zu welcher Zeit er spielen soll noch ob er überhaupt in der Realität verhaftet sein soll.
Die Grundidee der Geschichte ist gut, aber es wurde leider nichts daraus gemacht. Ich war interessiert genug zu Ende zu lesen, ob ein Aha-Effekt am Schluss noch was rettet - nein, zuviel erhofft. Zu viele lose Enden, zu viele Andeutungen, die nicht aufgeklärt werden.
Der Schreibtisch ist flach und wenig ausgefeilt, ob das allerdings dem Autor oder einer schlechten Übersetzung zuzuschreiben ist, kann ich nicht beurteilen.
Es gibt lohnendere Lektüren aus dem schönen Italien und über dessen interessante Geschichte und Kultur.
Il primo romanzo di Valerio Massimo Manfredi è un thriller archeologico. Solitamente non leggo tale genere, ma il suo L'oracolo mi aveva avvinto tanto da convincermi a dare una possibilità anche a Palladion: non ne sono rimasto deluso.
Il giovane ricercatore Fabio Ottaviani si trova coinvolto in un mistero che riguarda il Palladio (la statua di Atena che proteggeva la rocca di Ilio prima di essere sottratta da Odisseo), due bronzi riemersi dal mare della Sicilia (chiaramente ispirati per il loro aspetto ai Bronzi di Riace), un codice inedito di Polibio. Come si collegheranno tra loro i pezzi di questo puzzle? E chi altro sta indagando su questo mistero?
Si tratta perlopiù di fanta-archeologia, ovviamente, ma la conoscenza di Manfredi di tale ambito di ricerca emerge fortemente nella sua capacità di descrivere procedure e personaggi che ruotano intorno ai reperti, rendendo credibile il tutto nonostante l'avventura e il pizzico di soprannaturale presenti nel romanzo. Ho apprezzato poco gli antagonisti, membri di una misteriosa istituzione dai piani fantasiosi e pseudoscientifici che ricordano quelli dei nemici di James Bond.
Ho trovato lo stile curato, per quanto Manfredi indugi anche qui, seppure non spesso come in altre opere, in momenti di lirismo che risultano alquanto kitsch.
Leggo da tempo i romanzi di Manfredi ma il suo primo libro ancora mi mancava alla lista.
Devo dire che come storia è molto interessante, raccontata da vari punti di vista come in Il faraone delle sabbie e La torre della solitudine, il mistero e i colpi di scena sono sempre presenti e l'azione è limitata (essendo un romanzo investigativo e non di guerra).
L'unica cosa che non mi ha convinto è la parte finale: troppo veloce e che lascia con l'amaro in bocca; ovviamente è il suo primo romanzo e la differenza si sente con gli altri, quindi è comprensibile.
Una buona lettura, consigliata se si ama il genere (e ovviamente l'autore).
Libro muy entretenido. Manfredi mezcla la aventura con la intriga histórica alrededor del Paladión, la legendaria estatua que protegía a Troya y cuyo destino se convierte en el centro de la trama.
Me encanto cómo consigue dar vida a la historia como si pudiera haber ocurrido realmente, combinando mito y hechos históricos con su estilo ágil y visual. La novela mantiene un buen ritmo y siempre hay tensión, giros y misterios que te mantienen enganchado.
Quizás la única pega se la pongo al final, no queda del todo claro, quedan misterios sin resolver demasiado abiertos, como si se le hubieran terminado las páginas para seguir escribiendo y tuviera que resumir.
Es un libro rápido, con mucha acción y que me dejó con ganas de seguir explorando las reinterpretaciones de los grandes mitos.
È il primo romanzo che esce dalla penna di Manfredi e devo dire che, anche se non è indimenticabile, si guadagna secondo me una sufficienza abbondante. Merito dell'argomento di cui tratta, dato che la tematica dell'archeologia è almeno per me appassionante e ricca di interesse. La storia si dipana con qualche colpo di scena, i dialoghi sono abbastanza semplici e la storia scorre via velocemente, pur non coinvolgendo in maniera veemente. Ma è noto che Manfredi sa bene di cosa parla e certo da questa prima storia si può intravedere tutto il potenziale che, credo, abbia poi sviluppato nei tanti e fortunati romanzi successivi. Molto probabilmente leggerò ancora questo autore. Voto: 6,5.
Libro pessimo che più pessimo non si può. Il libro per me è pieno zeppo di buchi di trama, cose non spiegate, confusione generale, io ho trovato questo romanzo un lavoro approssimativo e incompleto. Invece di riempire il libro di scene imbarazzanti, descrizioni chilometriche per allungare il brodo, non si potevano spiegare le decine di cose nel libro MAI spiegate? Per non parlare del tremendo finale, che sembrava quasi che l’autore non volesse nemmeno scriverlo. Approssimativo e tremendamente mediocre anche questo. Pessimo, e ve lo sconsiglio caldamente, a meno che non vogliate annoiarvi.
No se quién me recomendó a Manfredi pero le envío mi mas sincero agradecimiento.
Manfredi puede tener bodrios, puede ser acusado de pseudo-historiador, de "fakes" históricos, de lo que queráis…pero loa mayoría de sus novelas son MUY amenas de leer.
El Paladión era una estatua de Atenea que existía en Troya, perdida y que ahora encuentra un arqueólogo. Y claro, se suceden intrigas que es lo que narra la novela.
Decepción absoluta. Pese a tener todos los ingredientes que a mí me gustan, me ha resultado una novela ramplona y floja, y por ende bastante tediosa de leer, no por su dificultad, sino porque no acaba de cuajar, el comienzo del libro da la sensación de no saber a donde quiere llegar, y así continua con el resto resultando algo inconexo. Sin duda, el peor libro que he leído de Manfredi hasta ahora.
Piacevolissima lettura ricca di archeologia, storia, mistero e anche una buona dose di superstizione e poteri magici. Manfredi crea un perfetto connubio tra passato e presente, saltando pagina dopo pagina dagli antichi romani sino ai giorni nostri, legando avvenimenti, fatti storici e tantissime informazioni tecniche con la storia senza mai diventare pesante. Un ottimo libro.
Manfredi mescola sapientemente romanzo, storia e mitologia in una scrittura piacevolmente accattivante. Mi è piaciuto un po' meno rispetto ad altri suoi libri per il finale che ho trovato troppo frettoloso.
I picked up this book because I wanted a light holiday read - as it turns out, I was thinking of a different Manfredi novel but picked this one up by accident. Once I figured out it wasn't what I meant to read, and that I don't own the other book anyway, it was too late.
Palladion was Manfredi's first fiction book and falls into the genre of historical fiction/mystery that has become increasingly saturated ever since Dan Brown made his millions (billions?) with The Da Vinci Code. I'm still not entirely sure whether the genre was already super popular before Dan Brown or if it "exploded" after The Da Vinci Code because lots of other people were exploiting the same formula. I decided Manfredi's first novel was original enough to warrant a re-read despite adhering strictly to pretty much every single trope of this genre.
The Priceless Legendary Artefact with Alleged Obscure Powers required by the genre is in this case the Palladion, an image of the goddess Athena that supposedly fell from the sky and contributed to giving the city of Troy its power and importance. The story starts with two brief chapters set in ancient Rome and in the year 1071. In both chapters the political situation is turbulent and unstable and the current world order is under threat. The importance of the Palladion is established and different people become convinced that it is essential to saving the world from total war. The inevitable attempts to steal said priceless artefacts ensue. For whatever reason, the knowledge of the power of the Palladion and the consequences of its disappearance are so shocking that at least a couple of Minor Characters Die in Mysterious Circumstances and/or Are Driven Mad by the Forbidden Knowledge (genre trope #2).
The story moves on to the present day (or rather the mid-1980s when the book was written) with the discovery of a cache of statues buried in antiquity in the courtyard of a temple outside Rome. Somebody immediately connects them with the Palladion in the sort of Unsubstantiated Far-Fetched Theory that surely should count as genre trope #3 and in the real world causes all archaeologists and historians to roll their eyes and suggest to the originator of the theory that maybe they should get out of the trench and hand over their trowel to somebody who can dig faster and keep their mouth shut. Manfredi has a background in archaeology, so one thing he does well is portray realistically the way these theories are routinely advanced and ridiculed within the profession. This does not stop the Adventurous, Intelligent, Charming Male Scholar (genre trope #4) Fabio Ottaviani from falling into the same trap as his Roman and medieval predecessors and becoming obsessed with the Palladion, much to the concern of his far more realistic archaeologist friends and his Gorgeous Foreign Girlfriend (genre trope #5). Ottaviani immediately sees the links between the newly discovered statues and several loosely related events happening all over Italy and the world and becomes convinced something terrible is about to happen. He's the only one who can do something about it because he is the only person who knows the relevant Deadly Secrets and he doesn't want to put his friends in danger (genre trope #6).
Despite the familiarity of these tropes, I thought the story moved along at a good pace and wasn't boring or entirely predictable. The main strength of the book for me was the author's first-hand knowledge of the way archaeologists and historians operate and think - the conversations between Ottaviani's colleagues and friends were realistic and raise points about modern perceptions of history and archaeology that would be interesting, I think, even to those outside the profession. The setting in and around Rome was well described - it is clear that Manfredi has spent a lot of time in the area and the discovery of the cache of statues takes place on an excavation he worked on in real life, and that really yielded several statues of Athena. The characters are fairly two-dimensional but the minor characters' very Roman voices were still believable, engaging and funny when needed. I can't say the same about Ottaviani and his girlfriend, who alternate between discussing archaeology and history like serious, experienced scholars, dissecting their ominous dreams and hallucinations like tarot readers, and exchanging passionate declarations of love worthy of the worst kind of teen romance novels. The ending ramps up the James Bond movie vibe with the intervention of a mysterious organisation up to no good that dabbles in mind control and studying the power of the human mind. I won't say more as I'm getting into spoiler territory already, but it was very far fetched and didn't really tally with the rest of the story for me. Good if you're looking for a light read, and far better than Manfredi's Alexandros series which is just appallingly written.
Grosse daube Quelques bails avec du potentiel au debut comme le côté enquête historique et l'avancée du récit sur trois temporalités (romain, byzantin, présent) mais personnages inintéressants, histoire d'amour malaisante et forcée pour le drama, trahison narrativement évidente et dénouement sf