Nell'estate 2012 l'annuncio della scoperta del "bosone di Higgs" ha fatto conoscere a tutti il CERN di Ginevra e il suo grande anello sotterraneo LHC, la macchina più gigantesca mai costruita dall'umanità. Ma perché i fisici costruiscono acceleratori di particelle sempre più potenti? Che cosa vogliono scoprire? E quegli acceleratori servono soltanto a produrre conoscenza, o hanno anche qualche applicazione nella vita quotidiana? Un protagonista della ricerca scientifica ripercorre un secolo di progressi, dalla storia curiosa della prima radiografia fino alla speciale particella che oggi spiega perché la materia pesa, e la luce invece no.
Ho comprato questo libro dopo aver letto Capire davvero la Relatività della stessa collana e anche in questo caso ne sono rimasto molto soddisfatto. La lettura è molto piacevole e semplice per i non addetti ai lavori e ci consente di conoscere la nascita degli acceleratori di particelle, la loro evoluzione fino ad oggi e le possibilità in campo scientifico e medico che hanno aperto e che continueranno ad aprire negli anni prossimi venturi. Per quanto mi riguarda la lettura è stata molto stimolante, mi ha consentito di capire come funzionano (ovviamente a grandi linee) gli acceleratori di particelle e quali scopi hanno. Mi ha inoltre stimolato ad informarmi sulla Teoria Inflazionaria, sul Modello Standard e sul Bosone di Higgs, temi che approfondirò almeno in parte a breve con il testo La particella alla fine dell'universo. La caccia al bosone di Higgs e le nuove frontiere della fisica. Una lettura consigliata per chi come me è molto attratto da questi argomenti, pur non essendo un fisico e non avendo le basi teoriche per scendere in dettagli scientifici/matematici troppo complessi.