Mamma mia, che volume! Non so nemmeno da che parte iniziare con questa recensione...
Diciamo che il trauma di Kira e la sua decisione di tornare a vivere con il patrigno sembrano segnare un punto di non ritorno nella sua relazione con Rei. Il ragazzo, infatti, non riesce a comprendere questa scelta e reagisce malamente, arrivando a troncare il rapporto. Peccato che le cose prenderanno una piega diversa.
Ci sono ferite che non si possono risanare, a dispetto di tutta la buona volontà che uno ci mette: Kira non può dimenticare, non può tornare ai giorni spensierati del passato. Quando il patrigno finirà per fare un po' troppo il possessivo e alzare le mani, l'istinto e il disprezzo prenderanno il sopravvento, portando la ragazza a prendere una decisione drastica. Perché fingere di giocare alla famiglia felice quando non riesci a tollerare il benché minimo contatto con tuo padre? E, a costo di ripetermi, trovo davvero orribile l'atteggiamento della madre di Kira: come puoi, tu che sei sua madre, anche solo accettare di far convivere tua figlia e l'uomo che ha abusato di lei? L'uomo che ha distrutto la sua adolescenza e la sua vita, che l'ha fatta vivere con il terrore degli uomini e del contatto con gli altri. È davvero incomprensibile.
D'altro canto, anche Rei ha imparato una bella lezione: non si torna indietro. Kira non può più stare senza Rei, ma è vero anche il contrario. Due persone ferite si sono incontrate e, insieme, hanno trovato la forza di guardare avanti, di prendersi cura l'uno dell'altra. Insieme.
E così ha inizio una nuova convivenza, un nuovo capitolo della vita di entrambi, che finalmente hanno trovato il loro posto nel mondo. Forse adesso vedremo la vera Kira, non più costretta a reprimere certi lati del suo carattere, non più costretta a rinunciare a certe esperienze. Diciamo che, a dispetto di tutta la sofferenza, questo volume si chiude su una nota positiva, sulla promessa di un futuro insieme, uniti. Peccato che manchino ancora tre volumi all'appello e temo che il drama non sia ancora finito.