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Ambarabà

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Nel sottosuolo della metropoli, sotto la luce fredda dei neon, ventuno personeaspettano il prossimo convoglio. Nel tempo sospeso dell'attesa, i pensieriprendono un ritmo particolare, che conosciamo bene. È il ritmo della follasolitaria, quando affiorano ricordi e paure, sogni e angosce, rabbie edesideri. Quelli che traccia Culicchia sono venti autoritratti dellasolitudine, senza filtri e senza meditazioni: sottofondi di banalitàquotidiana, accordi di un'esperienza interiore ormai esplosa, echi sincopatidi cronaca nera, assoli lancinanti di identità sempre più fragili, nostalgiedi corpi segnati dalla violenza e dalla tenerezza.

142 pages, Paperback

First published April 1, 2000

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About the author

Giuseppe Culicchia

69 books54 followers
Giuseppe Culicchia (Torino 1965), figlio di un barbiere siciliano e di un’operaia piemontese, cresce mangiando pane cunzato e leggendo l’enciclopedia Conoscere.
Vince il torneo di calcio della scuola in qualità di riserva disputando solo uno splendido secondo tempo da ala sinistra nella partita contro i professori. Per tutte le superiori passa il tema in classe al compagno di banco in cambio del compito di matematica, esame di maturità compreso.
All’università, abbozza storie in una biblioteca di Palazzo Nuovo e nelle sale del Caffè Fiorio a Torino. Tra i suoi eroi, Hem, Scott e Buk. Ormai ventiduenne, impara a nuotare. Poi finisce a fare l’aiuto-bibliotecario a Londra, e scrive i racconti pubblicati da Pier Vittorio Tondelli nell’antologia Papergang Under 25 III (1990).
Dopodiché torna a Torino e dato che vuol continuare a scrivere cerca lavoro in una libreria, dove scopre che Thomas Bernhard ha dato alle stampe un romanzo di circa 500 pagine con un unico punto a capo, più o meno a metà. Commesso/edicolante/magazziniere/tuttofare per una decina d’anni, pubblica il long-seller Tutti giù per terra (1994, premio Montblanc e Premio Grinzane Cavour Autore Esordiente).
Grazie al romanzo d’esordio finisce in copertina su L’Indice dei Libri del Mese, cosa che gli procura molti nemici e molto onore. Invitato più volte al Maurizio Costanzo Show, rifiuta di parteciparvi. Nel 1997 il suo primo romanzo diventa un film con Valerio Mastandrea per la regia di Davide Ferrario. Seguono Paso Doble (1995), Bla Bla Bla (1997), Ambarabà (2000), A spasso con Anselm (2001), Liberi tutti, quasi (2002), Il paese delle meraviglie (2004, premio Grinzane Cavour Francia) e Un’estate al mare (2007), tutti editi da Garzanti e tradotti in una decina di lingue. Nel frattempo, per sei mesi suona la batteria in un gruppo fantasma chiamato Ratones, che però si scioglie dopo che lui propone agli altri membri una canzone intitolata McChicken il cui testo sotto forma di haiku recita: “McChicken / McChicken / McChicken”. Comunque: con Laterza pubblica Torino è casa mia (2005) e Ecce Toro (2006).
Da Einaudi, l’atto unico Ritorno a Torino dei Signori Tornio (2007). Da Feltrinelli, il memoir Sicilia, o cara. Un viaggio sentimentale (2010). Per Mondadori scrive i romanzi Brucia la città (2009), Ameni Inganni (2011) e Venere in Metrò (2012). Nel corso degli anni traduce tra gli altri Mark Twain, Francis Scott Fitzgerald e Bret Easton Ellis. Gli piacerebbe tradurre il caro vecchio Ernest, in particolare Fiesta, o al limite Festa Mobile, o anche solo l’ultimo capitolo di Morte nel Pomeriggio, o giusto il racconto Colline come Elefanti Bianchi, ma non gliel’hanno mai proposto. Purtroppo non conosce il norvegese, altrimenti avrebbe fatto di tutto pur di tradurre Knut Hamsun. Collabora o ha collaborato con i quotidiani La Stampa, La Repubblica e il manifesto, con i mensili GQ, Traveller e Linus, con il settimanale Gioia. Tifa per la squadra di calcio di Torino, il Toro. Ma, da vero sportivo, tifa anche per tutte le squadre che in tutte le serie e i tornei incontrano di volta in volta l’altra squadra cortesemente ospitata in città.
Cos’altro? Ama giocare a calciobalilla, anche se non ha mai frequentato l’oratorio (e si vede). Ogni anno a Ferragosto guarda Il sorpasso. Desidera essere sepolto a Marsala. Non subito, però.

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3 (3%)
Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for Emiliano Cevasco.
54 reviews
November 8, 2025
Lettura agile, scattante. Struttura incorente e molto fine a se stessa.

Il racconto della donna in attesa del treno folgorata dalla passione masochista con la sua dentista ignara mi ha demolito dalle risate!

Per il resto, mi è sembrato il risultato di una sapiente miscela di opportunismo e leggerezza.

Si legge in un fiato e non so se sia una caratteristica positiva.
Profile Image for Fabiolanardo.
69 reviews1 follower
August 25, 2024
Nel corso di scrittura che sto seguendo ho avuto come compito quello di descrivere un personaggio in attesa in un luogo chiuso. Ecco, leggere questo libro è stato un po' come leggere i compiti dei miei compagni uno in fila all'altro.


21 personaggi in attesa della metro, un capitolo dedicato a ciascuno di loro. Quanto è probabile che su 21 persone in attesa ci siano così tante vite al limite? Un barbone, una prostituta, una sadomaso, una vittima di violenza che medita di uccidere la madre, un pedofilo, un maniaco sessuale, una modella anoressica, un'agorafobica, uno che ha appena fatto una rapina, ecc, ecc, ecc...?

Quasi impossibile.

E poi le storie non si intrecciano, non c'è trama, solo 21 stralci di vite con cui si fatica ad empatizzare. E che non portano a niente se non all'ultimo pazzo che decide di uccidere uno di loro, a caso.

Ho fatto fatica a finirlo, lo salva la brevità e il fatto che Culicchia scrive molto bene, quindi da studentessa di scrittura più che leggere ho studiato i diversi registri linguistici utilizzati per i diversi personaggi...(Mi sarebbe piaciuto aprirlo PRIMA di consegnare il compito, mannaggia! Di sicuro un ottimo esempio di scrittura)

Secondo me è un po' uno spreco, questo scrittore è in grado di fare molto di più.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Aurora.
191 reviews45 followers
Read
November 13, 2010
sei il maniaco? il pedofilo? il clochard? sei la modella anoressica? sei la maniaca compulsiva? sei il naziskin o la puttana pompinara del fratello?
o sei solo quello che lui ha scelto?
si legge, si legge bene e velocemente, nulla di speciale. solo l'umanità in carne e ossa, senza veli, senza misure, solo l'umanità che forse ha timbrato il biglietto.

Tutti vendono praticamente tutto. E chi compra, è ovvio, deve credere di ottenere un tornaconto. Ragion per cui dovete mostrarglielo: anche se non c'è.

@bc.com: http://auro.bookcrossing.com/journal/...

Profile Image for Alice.
285 reviews
November 14, 2010
21 vite parallele descritte brevemente ma con precisione. due di loro si incontreranno. uno di loro farà del male. niente nomi ma le descrizioni rendono realissimi questi personaggi.
Culicchia, una piacevole scoperta.
Profile Image for Vito.
186 reviews12 followers
March 9, 2011
Questo libro di raccontini non mi ha detto niente di che: qualcuno era carino, qualcuno passabile, la maggior parte noiosi. Alcuni personaggi erano anche un po' troppo stereotipati.

Letto velocemente, temo che lo dimenticherò con altrettanta velocità. Mah.

435 reviews18 followers
March 14, 2013
Non e' scritto male, l'intento dell'autore non e' neanche dei peggiori, ma la lettura di questo breve romanzo sembra rimanga fine a se stessa, non resta molto dopo averlo letto. Il finale purtroppo rovina un po' quello che poteva essere magari spiegato in altro modo piu' efficace.
2 reviews1 follower
February 10, 2011
Secondo me questo libro è veramente interessante giacché mostra la realtà che si vive nelle grandi città, lo consiglio veramente!
Profile Image for Elisa.
145 reviews10 followers
February 10, 2015
Delusione!
Questo non �� il Culicchia che ho incontrato durante l'adolescenza.
Certi paragrafi fanno davvero vomitare.
La struttura del libro �� interessante, il contenuto pessimo.
Displaying 1 - 9 of 9 reviews

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