Jump to ratings and reviews
Rate this book

Il cuore selvatico del ginepro

Rate this book
È notte. Il cielo è nero come inchiostro, e solo a tratti i fulmini illuminano l'orizzonte. È una notte di riti e credenze antiche, in cui la paura ha la forma della superstizione. In questa notte il rumore del tuono è di colpo spezzato da quello di un vagito: è nata una bambina. Ma non è innocente come lo sono tutti i piccoli alla nascita. Perché questa bambina ha una colpa non sua, che la segnerà come un marchio indelebile per tutta la vita. La sua colpa è di essere la settima figlia di sette figlie, e per questo è maledetta. E qui nel suo paese, in Sardegna, c'è un nome preciso per le bambine maledette, si chiamano cogas, che significa streghe. Liberarsene quella stessa notte, senza pensarci più. Così ha deciso la famiglia Zara.
Ma qualcuno non ci sta. Lucia, la primogenita, compie il primo atto ribelle dei suoi dieci anni di vita. Scappa fuori di casa, sotto la pioggia battente, per raccogliere quella sorella che non ha ancora un nome. La salva e la riporta a casa, e decide di chiamarla Ianetta. Non c'è alternativa ora, per gli Zara. È sopravvissuta alla notte, devono tenerla. Eppure il suo destino è già scritto. Giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, sarà una reietta. Emarginata. Odiata. Da tutti, tranne che da Lucia. È lei l'unica a non averne paura. Lei l'unica a frapporsi tra la cieca superstizione e l'innocenza di Ianetta. Contro tutto e tutti. Lei l'unica a capire chi si nasconde dietro quegli occhi spaventati e selvatici: una bambina in cerca di amore, che farebbe qualsiasi cosa pur di ricevere uno sguardo e una carezza. Solo una bambina, solo una ragazza, con un cuore forte e selvatico come il ginepro. Le sue radici non si possono estinguere così facilmente; la loro fibra è fatta di ferro e se fuori bruciano, dentro il cuore rimane vivo.

216 pages, Hardcover

First published August 29, 2013

13 people are currently reading
194 people want to read

About the author

Vanessa Roggeri

7 books16 followers

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
121 (27%)
4 stars
186 (41%)
3 stars
97 (21%)
2 stars
26 (5%)
1 star
14 (3%)
Displaying 1 - 30 of 79 reviews
Profile Image for Miriam .
289 reviews36 followers
March 19, 2023
Mi dispiace molto di dare una valutazione negativa a questo libro, che pure è scritto molto bene, ma ho davvero faticato a terminarlo e non sono riuscita ad affezionarmi a nessuno dei personaggi. Credo che queste storie di superstizioni paesane sarde non facciano per me.
Profile Image for Amaranth Chevalier.
290 reviews7 followers
January 25, 2015
Da http://labellaeilcavaliere.blogspot.i...

È la notte del 31 ottobre e Assunta Zara sta mettendo al mondo la settima figlia, una bambina indesiderata, la cui nascita è stata ostacolata in ogni modo. La creatura, però, si è rivelata forte tanto che, una volta nata, ha preso da sé il primo respiro.


«Nata settimina la notte delle anime? Nata con la coda e tutti i denti? Pazzo siete? Certo che è una coga! È destino.»


A Baghintos le cogas sono scomparse da quasi mezzo secolo e ora ne è nata una. Severino, il padre, deve sbarazzarsene definitivamente prima che sia troppo tardi e porti alla disgrazia l’intera famiglia. Ma il coraggio di compiere il gesto estremo gli viene meno e decide di lasciare la mostruosa neonata all’aria aperta: il freddo e la notte, è convinto, se la porteranno via.

E in effetti, il giorno dopo la creatura è scomparsa, ma la gioia viene presto spazzata dall’arrivo di Lucia, la più grande, bella, giudiziosa e buona delle bambine Zara. Tra le braccia tiene la coga appena nata; l’ha chiamata Ianetta e sa che la piccola ha fame.

Non c’è più modo, dunque, di liberarsi del piccolo demonio: l’unica soluzione è nutrirla, ma tenerla a distanza. Ianetta è una coga, una coga maledetta.



La narrazione ha, fin dalle prime pagine, il sapore polveroso dei ricordi e, dopo un prologo un po’ fuorviante, trascina il lettore in una terra e in un tempo in cui sono ancora forti le superstizioni.

Prima ancora che nasca, è chiaro a tutti che Ianetta porterà il segno del demonio. La sua deformità ne è conferma. La morte della balia non è che il primo evento infausto che accompagna la crescita di Ianetta.



«Nonno, ascoltate: che cosa sono le cogas?»



Secondo la leggenda, le cogas sono streghe che, capaci di lanciare malefici e dedite alle oscure pratiche magiche, in alcuni casi si nutrono di sangue umano e arrivano a prosciugare le loro vittime.

Emarginata dalla sua stessa famiglia, Ianetta trova, dunque, il modo di sopravvivere. Sebbene la coga sia tenuta sempre d’occhio dal narratore e dal lettore, la protagonista di primo piano è sicuramente Lucia, per la quale ho provato, almeno all’inizio, una certa antipatia: troppa perfezione e troppe preferenze non l’hanno messa in buona luce.

Ma mi sono dovuta ricredere. Lucia rivela un animo sensibile e attento, capace di leggere i comportamenti oltre alle apparenze e alle credenze popolari che attribuiscono le disgrazie a Ianetta.

Tra le due sorelle, l’una venerata come una madonna e l’altra ostracizzata e scansata come un demonio, si crea un legame speciale: Lucia sentirà sempre di dover proteggere la sorellina che ha salvato e Ianetta avrà sempre un’attenzione particolare per la maggiore. I loro confronti sono, tuttavia, limitati e sporadici e nel tempo l’alone che avvolge Ianetta si farà più scuro, alimentato dalla paura e dai pregiudizi.

Se da un lato vi è il rapporto tra due sorelle, tenute separate, dall’altra vi è la trama tessuta dall’ignoranza e dalla superstizione: una trappola mortifera in cui entrambe le protagoniste cadono, trascinando con loro il lettore. Io stessa che, davanti alla barbarie riservata alla neonata, mi ero sentita stringere il cuore ed ero stata tentata di mettere da parte il libro, mi sono ritrovata anch’io a cercare su Ianetta e nel suo comportamento i segni del demonio. Proprio questo mi ha sorpresa: mi sono accorta che stavo cedendo al pregiudizio.

La Roggeri mantiene nelle sue pagine il tono pacato di un osservatore lontano che, se non distaccato, non ha alcuna possibilità di cambiare quanto avviene. La lettura scorre piacevolmente, divenendo sempre più intrigante fino a suscitare una curiosità quasi morbosa e offrendo ottimi spunti di riflessione, anche personale.

Il cuore selvatico del ginepro è un romanzo interessante, soprattutto per il taglio storico e sociale che, in alcune descrizioni, sembra tingersi di sfumature horror.

Profile Image for Gisella Laterza.
Author 22 books45 followers
September 24, 2013
Bello e crudele come una fiaba antica, Il cuore selvatico del ginepro è un romanzo suggestivo che affascina e inquieta. Così mi sono sentita mentre lo leggevo: irretita e spaventata al punto di non saper distogliere lo sguardo, come accade con tutte le cose incantevoli e terribili.


Recensione completa qui: http://agavedellecosevaganti.blogspot...
Profile Image for Georgiana 1792.
2,420 reviews162 followers
September 13, 2020
L'atmosfera di questo romanzo è cupa e affascinante, i personaggi escono fuori dalle pagine vividamente (mi chiedo come mai non sia stato tratto un film da questa storia, perché è davvero straordinaria e commovente). Bello, bello, bello.
Profile Image for Anto_s1977.
799 reviews36 followers
December 15, 2018
Uno dei libri più belli letti quest'anno!
E' la storia di due sorelle, Lucia, la primogenita, e Ianetta, l'ultimogenita.
La vicenda è ambientata in Sardegna alla fine dell'800, esattamente in un piccolo paesino in cui la superstizione, mischiata alle pratiche religiose, regola la vita quotidiana dei suoi abitanti.
In una notte di tempesta, che annuncia eventi funesti, a casa Zara nasce l'ultima di sette figlie femmine. Non è un lieto evento per la famiglia, ma una maledizione! Secondo antiche superstizioni la settima figlia femmina è una coga, cioè una strega, e deve assolutamente essere uccisa.
Il compito di uccidere l'ultima nata è del padre, Severino. Quest'ultimo, però, non ha il coraggio di portare a termine l'omicidio e decide di lasciarla al freddo tutta la notte: sarà la natura ad agire al suo posto.
Ma Lucia, ancora in tenera età, attratta dallo strano comportamento in casa e dallo strano involto che campeggia sulla mola, decide di inoltrarsi fuori casa e scoprire di che si tratta. Intenerita, raccoglie la bambina, salvandola da una morte crudele, ma non dal suo destino.
Ianetta sopravvive ma sarà per tutta la vita emarginata e abbandonata al proprio destino, scacciata, odiata e battuta con violenza.
Cresce, quindi, come un piccolo animale selvatico, in mezzo alla natura e acquisendo le agilità tipiche degli animali che devono lottare per sopravvivere e non proferendo mai, o quasi mai, parola con nessuno.
Solo con Lucia si svilupperà nel corso degli anni uno strano rapporto, messo continuamente a repentaglio dalle superstizioni...Nemmeno la mente illuminata del medico condotto riuscirà a far prevalere la ragione!
Attorno alle due figure femminili principali ruotano molti altri personaggi che spiccano ognuno a suo modo in questa storia che cattura e avvince grazie all'immensa forza narrativa e alle suggestioni che trasmette.
Se non avete letto questo libro, leggetelo! Ne vale davvero la pena!
Profile Image for Drilli.
385 reviews33 followers
April 15, 2020
Le premesse per piacermi c'erano tutte: la trama e il tono da favola o racconto popolare, l'elemento magico/folclorico costantemente presente, lo stile semplice ma curato e soprattutto i temi trattati (la discriminazione, il potere malsano delle superstizioni, il coraggio di provare a guardare oltre senza farsene influenzare, l'importanza dei legami affettivi e i danni enormi che l'assenza di essi possono causare, e altri ancora). Ed è proprio per questo davvero mi dispiace dire che, purtroppo, non mi ha convinta. In generale ho avuto l'impressione di trovarmi davanti a un grandissimo potenziale, ma mal gestito.
Il problema principale è stato che, a leggere la sinossi, mi aspettavo di trovarmi davanti al legame tra due sorelle, e che la protagonista fosse Ianetta. E invece Ianetta viene sì nominata di continuo, ma nella realtà è poco più che una comparsa, e il rapporto tra sorelle che mi aspettavo di leggere è un pugnetto di episodi in cui Lucia pensa, si illude, vorrebbe, si lascia prendere dai dubbi e dalle paure e poi... non fa. Il che è apprezzabile nel suo realismo, perché è chiaro che se ci caliamo nei panni di Lucia, nell'epoca e nel luogo e nella famiglia in cui visse, già questi pochi episodi denotano grande coraggio e la capacità di svincolarsi, seppur mai completamente, dall'opprimente "senso comune" e dalle superstizioni ad esso annesse.
Tuttavia, da un punto di vista narrativo.... non funziona. O almeno, non ha funzionato per me. Soprattutto perché questi episodi sono troppo brevi, e oltretutto anche molto lontani tra loro nel tempo; sono poi ripetitivi nei temi e nei concetti (presi singolarmente aggiungono ben poco alla trama) e si inframmezzano ad altri brevi episodi condotti ogni volta da un punto di vista diverso. Ed è forse proprio questo a non avermi convinta, ad avermi lasciato l'impressione che nella narrazione di questa bella e cruda favola c'è qualcosa che non ha funzionato. Ovvero: il continuo e rapidissimo - talvolta anche nel giro di poche righe - alternarsi di punti di vista diversi, che accarezzano tutti i personaggi della storia ma che non si concentrano mai su nessuno di essi. Il che ha varie conseguenze: la narrazione e il suo ritmo sono discontinui e altalenanti, e tutti i personaggi, comprese le protagoniste, restano stilizzati. Si intravede in alcuni di essi una complessità che però, non essendo mai concesso al lettore di immergersi nelle loro teste, resta solo accennata. Per cui abbiamo Lucia e Giuseppe che sono belli e bravi e buoni, Pinetta che è ombrosa e invidiosa e cattiva, Assunta che è distante e severa e inamovibile, Ianetta che è brutta e sfortunata e incompresa, e così via...
La seconda metà del libro migliora: gli episodi si fanno più vicini tra loro nel tempo, comincia a vedersi uno sviluppo di trama, il punto di vista si concentra per buona parte su Lucia (pur continuando ad inframmezzare quello di altri personaggi) e la voglia di scoprire cosa sarebbe successo dopo in me è aumentata. Tuttavia non è bastato, complice anche l'epilogo irrealistico in cui a tutti i buoni succedono solo cose belle e a tutti i cattivi solo cose brutte.
Per tutto il tempo della lettura non sono mai riuscita a togliermi dalla testa il pensiero che se la stessa storia fosse stata narrata solo da uno o due punti di vista, e se uno di questi punti di vista fosse stato quello di Ianetta, ne sarebbe potuto saltare fuori qualcosa di molto più interessante.
Perché ce n'è davvero tanto, di potenziale, in questa storia, in questo stile, in questa attenzione alle tradizioni locali... ma qualcosa manca dal punto di vista delle tecniche narrative, ed è veramente un peccato.
Profile Image for Marialuisa Miceli.
57 reviews1 follower
February 14, 2016
Il cuore selvatico del ginepro è un libro che graffia, che ti entra dentro ferendoti.
E'una storia struggente, di quelle che ti fanno stare con il fiato sospeso, che mentre le leggi, ti ritrovi a dire: "Nooo, non è possibile!", "Dai, diglielo!!!".
La storia attinge proprio dalle leggende e dalle tradizioni sarde, ambientata nel 1880, a Baghintos, nella parte più rurale e selvaggia della Sardegna.
La famiglia Zara, nella notte di ognissanti, assiste disperata alla nascita della settima figlia.
Credenza popolare vuole che questo parto sia maledetto, che la creatura che sta per arrivare sia una coga, una strega che si nutre di sangue di neonati, portando sciagure al paese.
Tutti sono inorriditi al pensiero, convinti che sia un male che va allontanato sin da subito per il bene di tutti.
Quando Lucia, la maggiore delle figlie Zara, vede che il padre l'ha messa fuori con la sua cesta, con un tentativo vigliacco di ucciderla, sotto il freddo, sceglie subito da che parte stare e corre a salvarla, all'insaputa degli altri, portandolo dentro casa e cullandola tutta la notte.
Ianetta, così chiama la sorellina strana e tanto temuta, è sua sorella, questa è l'unica cosa che conta.
Mette in questo modo l'intera famiglia davanti ad un dato di fatto, costringendoli ad accettare la bimba. La demonietta viene cresciuta come una selvatica, isolata dalle sorelle, allontanata dalla mamma, che nutre astio e paura nei suoi confronti, costretta all'indipendenza.

“La demonietta aveva un talento speciale nell’aggrapparsi alla vita con le unghie e, con la forza di ginepro che si ritrovava in quelle braccine ossute, c’era da scommetterci che li avrebbe menati per il naso tutti quanti.”

Le sorelle, crescendo, continuano ad ignorarla e a vivere con rabbia e terrore la loro vita, al bando da ogni relazione sociale, schermite da tutti i compaesani. Ianetta però le osserva, le segue e quando è il momento di aiutarle, non esita a farlo. Solo Lucia avverte la sua innocenza e osserva, dietro quei gesti spaventati ma attenti, la sciagura e il peso che la minore delle sorelle è costretta a portare; tuttavia non può fare nulla, la forza del suo amore, la grandezza del suo cuore non riesce a scalfire la corazza della sua famiglia, quel freddo muro che hanno alzato nei confronti della verità e in preda alla diceria popolare.
Si trascina così negli anni, tra l'affetto sincero e la pietà nei confronti di Ianetta, che cresce sempre più brutta e trascurata, e il senso di colpa verso la mamma, che vive ormai solo dell'odio di quest'ultimo suo parto. E' sola contro tutti, Lucia, con il peso della verità dentro di lei. E' bandita da tutti, Iannetta, con la consapevolezza del suo triste destino.
La relazione tra le due sorelle è simbiotico, sentono l'una l'infelicità dell'altra ma sono costrette dal resto della famiglia a vivere il loro isolamento.
Uno spaccato di famiglia matriarcale, dove i sentimenti sono protagonisti, le credenze popolari imperanti. La madre, la sorella Pinuccia, la cuoca sono personaggi descritti a tutto tondo, con la forza dei loro sospetti, la malignità della loro ignoranza.
Lucia e Iannetta, così come il padre e poi il dottor Spadaro, sono antagonisti deboli, in preda ai dubbi del loro cuore. E fa male, mentre si legge, che nessuno riesca con altrettanta determinazione a mettere in dubbio la convinzione così radicata della cattiveria di questa presunta coga.
Presto però alla rabbia, si contrappone la certezza della paura, che alberga nel popolo e nella famiglia Zara, il timore della gente e dei suoi sospetti, che sono anche i propri, e si comprende e si compatisce con loro, che sono le prime vittime di cotanta ignoranza.
Un racconto corale, dove ogni pagina è un affresco dell'epoca e di un'isola chiusa e retrograda.
Lo stile è suggestivo, oscuro ma attraente. Ci si sente coinvolti, senza sconti.
La copertina seduce, anche se non dà abbastanza l'idea.
Una lettura che consiglio a chi cerca una storia diversa, intrisa di tradizione e di leggenda.
Profile Image for Pupottina.
584 reviews63 followers
September 11, 2013
Baghintos, 31 ottobre 1880. Non è solo la notte delle anime, ma anche quella in cui inizia una storia triste, che raccoglie tutti gli aspetti della vita umana e li narra dal punto di vista di una società fortemente matriarcale, come quella sarda. È la storia di una bambina che nasce portando addosso il fardello di una colpa non sua e, forse, proprio per questo, riesce a giungere sino al cuore del lettore, facendolo intenerire, riflettere e commuovere.

Il cuore selvatico del ginepro, splendido romanzo d’esordio di Vanessa Roggeri, è la storia di una famiglia che si lascia assorbire da antiche credenze e superstizioni, ne trascina i componenti verso direzioni diverse, e impone loro un’esistenza angosciante, crudele e infelice.

In Sardegna, se una famiglia arriva ad avere sette figlie femmine consecutive, sta attirando la disgrazia per il suo nucleo e per l’intero paese. Questo accade alla famiglia Zara e l’unico modo per porre fine alla sciagura è uccidere subito la settima nata. Ma questa storia deve fare i conti con l’innocenza di una bambina, Lucia, la primogenita, che, troppo piccola per capire, decide di salvare quella creatura indifesa nella quale riesce a vedere soltanto la sua sorellina. Lucia ha il cuore grande e lo sanno tutti in famiglia. Le perdonano quel gesto, ma non riescono a voler bene all’ultima nata, cui Lucia ha dato il nome di Iannetta. Tutti devono tenerla a distanza, perché lei è una coga maledetta e Iannetta stessa, crescendo in questo mondo di superstizione, se ne convince. Soltanto Lucia non ne è certa. Non ci vuole credere. Per lei, il legame di sangue vuol dire automaticamente amore, ma per non tutti è così.

Passano gli anni e la famiglia viene emarginata dal resto del paese e affronta varie disgrazie, che tutti attribuiscono a Iannetta. Anche Lucia dovrà fare i conti con la superstizione, con quell’alone di mistero che avvolge la vita di sua sorella.

Il cuore selvatico del ginepro si rivela essere quello di Iannetta, la quale è come un legno di ginepro, ossia esile, ma abbastanza robusta da non spezzarsi, nonostante l’odio e il rancore altrui.

Questo romanzo è principalmente la storia di due sorelle, Lucia, così equilibrata e razionale, e Iannetta, così odiata e maledetta, con il fardello di un’antica colpa non sua. Tra le due sorelle si instaura un rapporto segreto, unico e speciale che, però, la società e il corso degli anni e delle sventure mettono a repentaglio.

Nel libro le protagoniste sono donne molto diverse tra loro. Ci sono donne che lottano per sopravvivere o che si lasciano accecare dalla superstizione, dal rancore o dalla gelosia, ma anche figure femminili più moderne e capaci di guardare oltre.

È un romanzo che racconta un mondo ancestrale, agreste, selvatico, ma anche fortemente intimo e pieno di passioni. Un romanzo assolutamente consigliato.

http://www.youtube.com/watch?v=gp6mAv...
Profile Image for Simona F. 'Free Palestine, Stop Genocide'.
618 reviews61 followers
December 27, 2019
Bellissimo lo stile narrativo e appassionante la storia, ambientata in una Sardegna antica di fine '800. Ianetta Zara è figlia dell'ignoranza e della superstizione e la sua colpa è di essere l'ultima nata di sette figlie. Il tentativo di ucciderla alla nascita non riesce e quindi Ianetta crescerà lasciata a sé stessa, reietta e maledetta da tutti perché il suo destino è diventare "coga", strega. Solo la sorella maggiore Lucia saprà darle pietà e amore.
Profile Image for Frannie Pan.
341 reviews240 followers
November 12, 2016

Non so neanche da dove cominciare a parlare di questo libro, di quanto sia bello, musicale e coinvolgente.

I personaggi mi sono sembrati vivi più che mai, come se fossero realmente esistiti e l’autrice me li stesse man mano presentando: le pie ma chiacchierone domestiche Cicita e Cesarina, la mamma dal cuore duro Assunta, il particolare e saggio tziu Efisio, Don Ninnino che per la sua vigliaccheria mi ha molto ricordato Don Abbondio. Soprattutto mi hanno colpito le sette sorelle, il loro rapporto e l’attenta caratterizzazione di ciascuna di loro.

L’autrice, riprendendo favole e leggende sarde folcloristiche, mi ha fatto riflettere sulle tradizioni e su quanto male possa essere generato dall’ignoranza e dalle credenze popolari, persino quelle che vanno oltre ogni buon senso e oltre l’amore che una madre dovrebbe avere per la figlia dimostrando che i legami di sangue non sempre coincidono con un legame affettivo. La stessa Vanessa Roggeri ha dichiarato che: “Assunta è una madre dura, esprime con difficoltà i suoi sentimenti ed il suo odio per la figlia Iannetta […]. Lei rappresenta il passato, chiuso nelle superstizioni e viziato dall’ignoranza. Lucia invece è un simbolo positivo di emancipazione femminile, di modernità e razionalità, di speranza, di amore e di compassione”.

Ho davvero apprezzato che nelle ultime pagine è stata riportata un’intervista all’autrice. Leggendo le sue risposte, non solo ho potuto conoscerla meglio come persona e come scrittrice ma sono stata anche guidata lungo le origini di questa storia ed il messaggio che con essa voleva trasmettere.

Ciò che mi ha maggiormente colpito, come se tutto quello che ho detto fino ad adesso non bastasse già per farmi amare questo libro, è lo stile dell’autrice. E’ veramente incredibile, lo giuro. E’ elaborato ma semplice, scorrevole, e soprattutto ha un che di agreste e bucolico. Nel corso della storia i vari personaggi sono paragonati talvolta ad una robusta quercia secolare, ad un tralcio di vite, ad un fragile ramoscello o al resistente ginepro; e non mancano metafore e meravigliose descrizioni che coinvolgono asfodeli, acetoselle, trifogli. Il tutto è coronato dall’aggiunta di parole sarde dialettali (di cui è presente un mini-vocabolario alla fine) che rendono ancora più viva la connessione indistricabile che c’è tra “Il cuore selvatico del ginepro” e la terra che ne è protagonista.
Profile Image for Rossella.
288 reviews38 followers
November 20, 2017
A dispetto dell'immagine romantica da romanzetto rosa in copertina, Il cuore selvatico del ginepro racconta una storia drammatica, intessuta di emozioni feroci e funestata dalle azioni abominevoli che l'uomo è capace di compiere quando permette che la superstizione offuschi la razionalità, quando si abbandona al cieco terrore del male tradendo anche l'amore più generoso e generando ben più atroci cattiverie, quando per egoismo e invidia si accanisce su chi è senza colpa.

Per essere un'opera d'esordio con una trama insolita, si difende abbastanza bene. Ho apprezzato il lavoro di indagine che si intuisce dietro alla descrizione dettagliata di antichi riti e credenze della Sardegna rurale. Se non fosse per il ritmo della narrazione a tratti disarmonico, per l'inutilità del prologo e per il finale - che per essere salvifico diventa troppo zuccheroso rispetto alla violenza di tutta la vicenda precedente-, le stelline sarebbero potute salire anche a quattro.
Profile Image for Daiva Stravinskienė.
43 reviews7 followers
January 9, 2021
Anksčiau nieko apie šią knygą nebuvau girdėjusi. Bet mano akį patraukė vienoje knygų mylėtojų forume išreikšta mintis, kad su mielu noru šią knygą skaitytų dar kartą, kad tai nuostabi knyga iš kurios galima daug ko pasisemti. Na, man tiek ir tereikėjo, kad užsimanyčiau ją perskaityti.😀

Knygos veiksmas mus nukelia į Sardiniją ir laikus, kai žmonės dar tikėjo cogomis, lietuviškai tai būtų raganos, kurios daro piktus dalykus žmonems, naikina jų turtą, grobia kūdikius ir pan. Zarų šeimoje gimsta 7 dukra - coga. Ir nuo tada šeima išgyvena baisius dalykus. Šeima netenka savo garbingo vardo, nukenčia verslas, šeima susiskaldo ir viskas pasikeičia negrįžtamai. Šeimoje vienintelė vyresnelė Liucija mano, kad Janeta, visai nėra bloga, tik išsigandusi ir visų nemylima. O kaip yra iš tiesų?

Knyga mane šiek tiek nuvylė. Įsikaliau į galvą, kad bus tikrai kažkas įspudingo, o skaitant galvojau, kad kažką panašaus jau esu skaičiusi. Knyga man labai priminė rašytojos Hannah Kent “Gerieji žmones” ir “Paskutinės apeigos”, tai jei kas ieško kažko panašaus - ši knyga puikiai tam tiks. Taip pat, knygoje pasigedau priešistorės ir paaiškinimo, kodėl taip viskas nutiko. Knyga plona, vos 192 puslapių, todėl norisi, kad istorija būtų pilnai atskleista ir įtrauktų nuo pirmų puslapių. O mane “kabinti” pradėjo tik nuo vidurio.

Ar skaityčiau antrą kartą? Turbūt ne, bet labai nedaug knygų yra kurias skaitytume po kelis kartus, ar ne? Ši man visai patiko, kai nori kažko senoviško, mistiško ir nesudėtingo.
Profile Image for Patty_pat.
455 reviews76 followers
May 11, 2020
Settima figlia femmina... Una coga (strega cattiva), non può essere altro che una coga e deve morire la prima notte. Il padre non ha il coraggio di ucciderla e la lascia a morire, la figlia primogenita Lucia la riporta in casa e le salva la vita. Ianetta, così la chiama Lucia, ma nessuno la battezza, tutti la rifuggono e la odiano, vittima di una superstizione antica e radicata profondamente nel paesello della Sardegna rurale di fine ottocento. Essere nata la notte de “is animeddas”, ha ancora di più aumentato la credenza!
La storia della famiglia Zara continua influenzata da questa nascita che è vista come una disgrazia da tutto il paese e che ha conseguenze dolorose e profonde per tutti.
Lucia stessa è divisa tra la ragione e la superstizione, ma il suo istinto le fa amare la sorella, considerandola tale. Il cuore selvatico del ginepro è quello di Ianetta, la quale è come un legno di ginepro, ossia esile, ma abbastanza robusta da non spezzarsi, nonostante l’odio e il rancore altrui.
Scritto bene, stile scorrevole, personaggi interessanti. Tiene bene l'equilibrio tra le ragioni della ragione e le ragioni delle antiche credenze superstiziose.
Profile Image for Vale730.
135 reviews3 followers
November 24, 2020
Ho letto questo libro insieme alle amiche del GDL Chiave di lettura e mi è piaciuto molto. Sembra quasi di leggere una fiaba di altri tempi e le atmosfere mi hanno ricordato "Accabadora" di Michela Murgia. La storia è semplice e bella allo stesso tempo, ma ricca di elementi che fanno molto riflettere: l'amore e l'invidia tra sorelle, la superstizione e l'ignoranza che possono fare danni incalcolabili, il desiderio di emanciparsi dalla famiglia di origine. Ho amato molto sia il personaggio di Lucia che quello della povera Ianetta che ha trascorso gran parte della sua esistenza odiata e disprezzata da tutti per colpe non sue. Mi sento di consigliarne la lettura!
Profile Image for Consuelo Murgia.
Author 12 books57 followers
August 30, 2021
Un travolgente romanzo familiare sardo traboccante di tradizioni ancestrali

Sardegna, 1880. Nella notte del 31 ottobre nasce la settima figlia femmina della ricca famiglia Zara. Ha già i denti e persino un accenno di coda. Per tutti è una coga, una strega, e al padre spetta l’ingrato compito di sopprimerla. Severino però non ha il coraggio di fracassarle il cranio con una pietra e così la lascia esposta al freddo e alla pioggia, sperando che siano le intemperie a recidere il filo di quella nuova vita.

Le vicende narrate si dipanano nel paese immaginario di Baghintos. Io ancora non riesco a comprendere questa reticenza. Anche Cristina Caboni nel romanzo La custode del miele e delle api (2016) ha scelto come ambientazione un paese sardo che non c’è, ma oggi per scoprire la verità basta un clic.

Il mercato è saturo di personaggi che vivono in metropoli come Parigi o New York e quando finalmente abbiamo di fronte qualcosa di diverso non si ha il coraggio di mettere il nome di un paese reale? Osate autrici e autori, osate!

Per quanto riguarda la copertina, invece, avrei preferito un’immagine che richiamasse esplicitamente la Sardegna piuttosto che una ragazza in abito rétro dal gusto vagamente gotico, più adatta a mio avviso a una storia di vampiri.

Cosa mi ha spinto a leggere questo romanzo? È presto detto: il titolo evocativo, capace di farmi visualizzare mentalmente l’adorata macchia mediterranea sarda a partire dal ginepro, qui simbolo della resilienza della protagonista, la bambina strega capace di superare le avversità così come il ginepro le cui radici sopravvivono agli incendi.

Adoro leggere romanzi di scrittori sardi ambientati nella loro terra natia, per me è uno spasmodico inseguire metà delle mie origini, e mi piange il cuore quando decidono di far migrare le loro storie altrove.

Il cuore selvatico del ginepro è un romanzo avvincente intriso di antiche superstizioni e tradizioni, come quella delle animeddas, molto simile al Día de Muertos (Giorno dei Morti) messicano, con tanto di offerta di cibo e bevande per i propri cari defunti che tornano a visitare i vivi.

Sembra un paradosso ma io ho scoperto prima il Día de Muertos da mio marito che la celebrazione delle animeddas di cui mio padre, pur essendone a conoscenza, non ha mai parlato.

Lo splendido romanzo d’esordio di Vanessa Roggeri è riuscito a intrigare anche mia figlia che ha otto anni e mi ha chiesto di proseguire la lettura in spiaggia (in Sardegna, ovviamente) ad alta voce dopo aver ascoltato il mio riassunto, pregandomi poi di prestarle il libro dopo le vacanze per poterlo leggere per conto suo di sera prima di addormentarsi. Direi che è meraviglioso!

La bambina strega viene salvata dalla sorella maggiore Lucia che la riporta in casa di nascosto e la chiama Ianetta. La neonata è sopravvissuta alla notte e adesso gli Zara non possono più disfarsene.

Ianetta è per tutti una maledizione. Quando ha tre mesi continua a succhiare il latte dal seno della sua balia morta, avvizzita in poche settimane. A quattro anni richiama uno sciame di api sfregando due pietre. Il nugolo di insetti punge senza pietà i bulli del paese che volevano ucciderla e alla fine a morire, dopo tre giorni di agonia, è il loro capo Gonario.

Quando ha nove anni, sua sorella Mariuccia si perde e viene sorpresa da un temporale. Cagionevole di salute sin dalla nascita, si ammala e lotta tra la vita e la morte. Lucia ha visto che Ianetta stava cercando di riportarla a casa, ma la domestica più anziana non le crede e le intima di non dire nulla a nessuno. Pochi giorni dopo la stessa serva, insospettita dal fetore e dall’abbondanza di mosche, scopre con orrore che Ianetta ha riempito il sottoscala di animali morti e ripulisce il tutto facendosi aiutare dalla domestica più giovane.

Un paio di giorni più tardi, Ianetta scopre che i suoi tesori sono scomparsi e si infuria. Cicita le rovescia addosso un secchio d’acqua benedetta, ma la bambina si limita a fulminarla con lo sguardo. Pochi istanti dopo, alla domestica cade un dente.

Desolina, Pinella e Fedela pregano per la salute di Mariuccia, temono di restare zitelle per colpa di Ianetta e non comprendono perché la sorella maggiore Lucia si ostini ancora a difendere la strega della famiglia. Alla fine Mariuccia muore.

Nel 1898 sono ormai tre anni che Fedela e Desolina vivono a Cagliari, in casa di una ricca cugina di terzo grado, vedova e senza figli, desiderosa di compagnia. Le due sorelle Zara non hanno ancora trovato marito, ma scrivono di essere comunque contente perché hanno visto il mare.

La domestica Cesarina è andata via da un anno per sposarsi con un carrettiere mentre la più anziana Cicita è troppo attaccata alla famiglia Zara per allontanarsene.

Lucia è come sempre la più bella di tutte, ma a ventotto anni nessun uomo ha ancora chiesto la sua mano.

Severino, roso dal rimorso di non aver ucciso Ianetta quando è nata, ha iniziato ad annegare i dispiaceri nell’alcool e una sera sorprende la sua ultimogenita a frugare nel magazzino degli attrezzi. Serafino si avventa su di lei per sgozzarla, ma Ianetta lo implora con una voce che pare quella della defunta Mariuccia.

Severino arretra, impallidisce, si irrigidisce e cade a terra. Ianetta sente che il suo cuore batte ancora e per due ore lo culla cantandogli una ninnananna.

Alle quattro del mattino, Cicita vede Ianetta uscire dal magazzino e trova il padrone ridotto come un morto. Insieme a Pinella, si incammina per chiamare il medico.

Il nuovo dottore è giovane e Pinella se ne invaghisce all’istante ma, una volta arrivato a casa Zara, Giuseppe Spada ha occhi solo per Lucia.

Severino ha avuto un’emorragia cerebrale e, anche se è difficile che si riprenda, il medico si offre di tornare a visitare il malato solo per poter rivedere Lucia.

Severino sopravvive grazie ai brodini di Cicita, ma ha bisogno di assistenza continua. Lucia prende allora le redini della casa, occupandosi della gestione dei pastori, dei contadini e del frantoio.

Gli abitanti di Baghintos iniziano a spettegolare su Lucia, perché si dedica a faccende da uomo e va in giro da sola. Le voci arrivano alle orecchie di Mansueto, fratello minore di quel Gonario che voleva uccidere Ianetta.

Mansueto si mette a spiare le abitudini di Lucia finché un giorno non esce allo scoperto deciso ad aggredire la bella giovane che riesce a fuggire solo grazie all’aiuto di Ianetta.

Un giorno il dottor Giuseppe non resiste alla tentazione di entrare nella stanza di Lucia e i due si lasciano travolgere dalla passione. Questo sinceramente non me l’aspettavo, non da due personaggi sempre con la testa sulle spalle come loro. A questo punto, come prevedibile per accrescere il dramma, Lucia resta ovviamente incinta.

Le disgrazie per gli Zara non sono finite. Le due pietre della macina del frantoio si spaccano e non vengono riparate. I debiti si accumulano e dopo mesi di agonia, Severino muore.

L’invidiosa Pinella è disposta a tutto pur di avere il bel dottore. Va a trovare Ianetta che, ormai cacciata dalla casa e dal paese, si è rifugiata in un nuraghe. La convince di essere davvero una strega e le spiega quali atti sacrileghi dovrà compiere.

Lucia ignora le losche trame di Pinella e, quando va a trovare Ianetta è terrorizzata dal cambiamento della sorella, al punto da temere che voglia davvero uccidere il suo bambino.
Venuto finalmente a sapere che diverrà padre, Giuseppe chiede a Lucia di sposarlo, spiegandole di non averlo fatto prima solo per via del recente lutto in casa Zara.

Giuseppe tenta invano di mettere a tacere le paure di Lucia dicendole che si tratta solo di superstizioni, ma la promessa sposa parte comunque di nascosto insieme a Cicita per consultare una bruja, una donna con poteri in grado di contrastare quelli di una coga.

La bruja si fa condurre al nuraghe dove vive Ianetta, la affronta e poi ordina ai baghintesi di appiccare un gigantesco incendio. Quando le fiamme si spengono, tutti meno Lucia credono che la coga sia morta pur non avendone trovato le ossa.

Giuseppe e Lucia si sposano e nel mese di giugno nasce il loro bambino. Poco dopo il battesimo del piccolo Giovanni, il padre Giuseppe deve assentarsi alcuni giorni per lavoro e Pinella ne approfitta per lasciare entrare Ianetta. È con grande sgomento che Lucia la sorprende con il suo bambino in braccio eppure riesce a riprenderselo dicendo a Ianetta che non è una strega ma sua sorella. La madre Assunta, nonno Efisio e la domestica Cicita però la pensano diversamente e si scagliano su Ianetta fino a quando la credono morta.

Lucia finalmente si rende conto della malignità di Pinella e la costringe a confessare. A questo punto non le resta che dare una degna sepoltura a Ianetta e, visto che non sarebbe mai stata accettata al cimitero, la trascina fino a un castagneto dove con somma gioia scopre che sua sorella è ancora viva.

Nel 1906, Lucia risiede ormai da tempo a Cagliari, nell’antica e sontuosa palazzina della famiglia Spada. All’inizio ha sentito la mancanza della campagna e dei boschi, ma poi si è abituata alla vita di città e alla vista del mare.

Lucia lavora come infermiera nell’ambulatorio del marito e in casa ha una domestica sempre al suo servizio, mentre quella di Baghintos è ben presto rimasta vuota dopo la morte di nonno Efisio, Assunta e Cicita. Di Pinella, nessuno sa con certezza che fine abbia fatto. Fedela invece trova marito, Desolina continua la sua vita di dama da compagnia e Ianetta viene accolta in un convento vicino al mare.

Dopo Giovanni, Lucia ha messo al mondo Mariuccia e Caterina e ai suoi bambini racconta storie ispirate alla sua vita e a quella di Ianetta a Baghintos.

Quando Lucia muore, i tre figli entrano per la prima volta nella casa in cui era cresciuta la madre. Mariuccia però sa che la vera eredità sono le sue storie, le stesse che ora racconta ai suoi figli per mantenere viva la memoria.

La luce ha giustamente vinto sulle tenebre, la ragione sull’ignoranza eppure continua ad aleggiare su di me una foschia di disappunto, perché di certo non è che le città siano scevre di pregiudizi né il paradiso in terra.

Errori

“No era mai stata Lucia” invece di “Non era mai stata Lucia” (pag. 103)
“mistriosi poteri” invece di “misteriosi poteri” (pag. 207)
Profile Image for Laura C..
50 reviews27 followers
October 10, 2013
Premetto col dire che Il Cuore Selvatico del Ginepro non è un genere di libro che leggo molto spesso, anzi, è la prima volta che leggo un libro che narra di tradizioni italiane e posso dire che se mi baso solo su questo libro, sarà anche l'ultimo.
L'unica cosa che mi è piaciuta è lo stile narrativo, semplice e non troppo complesso, non mi risultava difficile leggerlo neanche quando ero stanca.
È stato tutto il resto a non piacermi.
Per prima cosa, mi sono ritrovata a leggere un libro che mi aspettavo in un modo e che in realtà è stato qualcosa di completamente diverso. La colpa di tutto ciò è dovuta principalmente al riassunto della trama del libro trovato nella copertina: avevo capito che parlasse del rapporto tra due sorelle con un fortissimo legame, di cui una era ostracizzata da tutti, mentre l’altra cercava di proteggerla e salvarla. Non ho trovato niente di tutto ciò, il racconto che ho letto io aveva come protagonista praticamente Lucia, Ianetta invece, era quasi un personaggio secondario ai miei occhi, quando sarebbe dovuta essere LA protagonista, rendendo il libro secondo me più coinvolgente dal punto di vista emotivo.
Leggendo inoltre i riassunti della trama, pareva che il racconto fosse incentrato soprattutto sul legame tra queste due sorelle, facendolo apparire profondo e speciale. Non ho avvertito niente di tutto ciò, infatti per buona parte del racconto a parte qualche piccolo gesto di affetto (per non parlare del finale di cui parlerò dopo) o visto solo la codardia di Lucia, che a malapena proteggeva la sua sorellina dalle malelingue della famiglia, e la paura, che se vogliamo possiamo giustificare a causa della situazione particolare in cui si troverà Lucia verso metà del libro, che sarà la causa di uno degli attacchi di violenza su Ianetta più tristi della storia.
Quello che mi ha fatto terribilmente infuriare è stata soprattutto la distinzione troppo netta tra buoni e cattivi. Lucia viene dipinta come la classica Mary Sue dei libri, praticamente perfetta: bella, brava, buona, altruista, ecc., raffigurando uno dei personaggi tipici dei libri che ho imparato a detestare perché molte volte stupidi, noiosi e prevedibili. Pinetta invece è il suo esatto contrario: è gelosa, cattiva, invidiosa, egoista e alla fine del racconto subisce una fine che sinceramente non mi pareva il caso di darle, tanta era la pena che questo personaggio mi ha fatto provare. Queste due sorelle rappresentano la luce e le tenebre, il bianco e il nero, cosa che nel mondo reale non può esistere e tutto ciò a reso per me questi due personaggi non credibili.
Stessa sorte buona/cattiva è successa a tutti gli altri personaggi: Ianetta (buona) a avuto il suo lieto fine, terribilmente forzato, che sembra esser stato solo l’inizio del lieto fine per eccellenza di Lucia, a cui non è andato storto niente ma neanche a mandargliene una; stessa cosa capitata al buon Dott. Spada ovviamente, uomo di gran cuore che non mi ha fatto ne caldo ne freddo. Ai personaggi “cattivi” del romanzo invece, non una cosa è andata a buon fine: a loro è spettata solo morte, solitudine e un sacco di tristezza, ovviamente essendo stati loro la causa della vita infelice di Ianetta, sono stati puniti in modo particolarmente severo dall’autrice. Anche questa cosa non verosimile, se fosse così di persone cattive al mondo ce ne sarebbero poche.
Forse sono io che mi attacco troppo al “nella realtà cose come questa non succedono/esistono” e mi rendo conto che questo è un racconto inventato ma certe volte mi ritrovavo a pensare che certi avvenimenti capitati a personaggi buoni/cattivi erano davvero TROPPO nette e forzate.
Concludendo posso dire con certe che questo libro non mi è piaciuto, decisamente non è il mio genere di libro, ma ho voluto provare a leggere qualcosa di nuovo e ho fallito miseramente. Se l’autrice scriverà in futuro un libro di diverso genere, magari le darò una possibilità perché lo stile narrativo usato è semplice e piacevole. Il Cuore Selvatico del Ginepro mi ha lasciato amareggiata e delusa, sinceramente io non lo consiglierei, a meno che uno non sia appassionato di racconti ispirate a tradizioni e leggende, sperando che possa piacere più di quanto sia piaciuto a me.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Camy.
318 reviews12 followers
September 1, 2020
“Il cuore selvatico del ginepro” è il romanzo d'esordio di Vanessa Roggeri, pubblicato nel 2013.
I personaggi della storia sono tutti minuziosamente descritti sia nell'aspetto che nel carattere, tanto da sembrare di vederli o conoscerli.
I luoghi sono altrettanto ben descritti, tanto da permettere al lettore di vederli con gli occhi della mente esattamente come sono nella realtà immaginata dall'autrice.
L'atmosfera creata da questa narrazione è affascinante e soprattutto l'autrice è stata brava e non impregnare di luoghi comuni legati alla regione Sardegna il suo racconto, quasi rendendo il contesto irriconoscibile per chi è abituato ai numerosi racconti di altri autori o ai film di registi anche contemporanei. Vanessa Roggeri qui porta alla luce un mondo di superstizione con il quale spiegare e accettare più facilmente una difficile e poco piacevole realtà.
Il racconto è interessante e il lessico semplice; il ritmo veloce e incalzante tiene il lettore incollato alle pagine.
Leggere questo libro è stato come fare un tuffo nel passato di una terra sconosciuta ma senza mai perdere di vista una realtà che per certi versi è ancora attuale. Infatti i rapporti familiari e i pregiudizi della società in cui ci si ritrova a vivere, qualunque essa sia, sembrano non essere cambiati in più di un secolo e sembrano ripresentarsi uguali a e stessi.
Interessante anche apprendere le superstizioni insite nelle tradizioni sarde e le loro manifestazioni nella vita di tutti i giorni.
Guardando con gli occhi della ragione odierna tutta la vicenda ci appare terribile e incomprensibile e ci sentiamo di condannare senza appello i personaggi duri e integerrimi che la animano.
La riflessione ci porta a capire che l'ignoranza e la paura di ciò che non si riesce a spiegare sono una grossa piaga. Ancora oggi siamo vittime della “paura del diverso”, chiunque esso sia o qualunque siano le caratteristiche che ce lo fanno apparire così lontano da noi stessi.
Profile Image for Erika Zini.
235 reviews22 followers
October 4, 2013
La mia recensione sul blog
E’ in libreria da agosto un romanzo atipico, che mi ha conquistata inizialmente per la splendida copertina e poi per la trama intrigante, misteriosa. Si intitola Il cuore selvatico del Ginepro ed è scritto da Vanessa Roggeri, esordiente sarda, pubblicata da Garzanti.

E’ il 31 ottobre 1880, la notte è buia e tempestosa, la famiglia Zara è in apprensione perché Augusta è in travaglio, sta per nascere il bambino. Colui o colei che verrà alla luce sarà il settimo figlio e nascerà settimino la notte dei morti. Tutti a Baghintos avrebbero preferito che questa nascita non avvenisse mai, ma ormai non c’era molto da fare se non prendere le precauzioni del caso: le vicine di casa al capezzale della donna pregano dalla mattina, le porte sono state chiuse, due treppiede capovolti sotto il letto, l’immagine di san Sisinnio appesa in camera, acqua benedetta a purificare la donna. Le invocazione per chiedere al Santo di far nascere un maschietto.

E invece, il destino pare tramare contro l’abbiente famiglia baghintese: si tratta di una femmina e mostra tutti i segni del marchio diabolico.

«Ci ha i segni, tziu Efisio.»
«Sicura?»
Tzia Mercede assentì solenne. «Nata settimina la notte delle anime? Nata con la coda e tutti i denti? Pazzo siete? Certo che è una Coga! E’ destino.»

Secondo le leggende popolari sarde (ma equivalenti del termine sono riscontrabili in numerose parti d’Italia) le Cogas sono streghe, dedite alle arti magiche e ... [Continua a leggere]
Profile Image for Denise Atzori.
Author 4 books24 followers
September 3, 2023
Dal blog Chiacchiere Letterarie:

[…]Ci troviamo davanti ad un libro molto particolare, che gioca sul fascino e il mistero delle antiche e radicate superstizioni della mia isola. Credenze, pratiche magiche, preghiere e ovviamente vita comune, si susseguono tra le pagine, mentre Iannetta cresce con il marchio di coga (strega) e Lucia con la fama di coru bonu (cuore buono).

Non sorprenderò probabilmente nessuno dicendo che ho amato il personaggio di Lucia; il suo carattere dolce ma tenace è capace di scaldare il cuore di ogni lettore; la sua forza nell'affrontare le difficoltà della famiglia, il suo coraggio nel proteggere la sorella maledetta, la rendono una protagonista indimenticabile. Per certi versi mi ha ricordato Nora, la protagonista di Fiore di Fulmine, anche se in Lucia prevale un lato buono e compassionevole che la porta ad essere benvoluta e amata da chi la circonda.[…]
Riconfermo totalmente la mia passione per lo stile dell'autrice, che è curato ma non artefatto; la Roggeri ha l'abilità di tessere storie avvincenti, ben descritte e mai pesanti e lente; i paesaggi che ci presenta si delineano sotto i nostri occhi in modo delicato e armonioso e gli avvenimenti più importanti e frenetici mantengono ritmi piacevoli ed intriganti.

Uno splendido spaccato sulla tradizione e sulle leggende sarde insomma, arricchito da una squisita analisi della superstizione e delle sue radici.

Recensione completa: http://www.chiacchiereletterarie.it/e...
Profile Image for Amberalba Dawn.
59 reviews12 followers
November 13, 2013
La superstizione è una bruttissima piaga, se poi ci troviamo in un piccolo villaggio rurale nella Sardegna di fine Ottocento, è facile che ciò che viene creduto dai più si trasformi a lungo andare in tragica realtà.
La Roggeri narra la storia di una bambina e la sua famiglia. Una bambina sfortunata, femmina,"nata settimina la notte delle anime" e per giunta con una malformazione congenita che sicuramente non aiuta a vedere la bellezza e la tenacia della vita che scorre dentro di lei.
Un vita caparbia, forte come il ginepro che cresce senza bisogno di nulla e resistendo alla salsedine, alla siccità e persino al fuoco. Iannetta è così, e solo la sua sorella maggiore Lucia pare comprenderne la vera bellezza.
Purtroppo Iannetta vive nelle privazioni. Non solo quelle fisiche nate dalla povertà in cui incappa la famiglia, ma soprattutto la povertà d'amore che la circonda, l'isolamento, la cattiveria che le si riversa addosso sempre e solo gratuitamente. Continua sul BLOG http://www.sognipensieriparole.com/20...
Profile Image for Deb.
111 reviews14 followers
February 7, 2017
Siamo quello che ci dicono di essere. Credo che questo possa essere il sunto del libro.
È una bella “favola” con un morale ed una storia che letta può dare tanti spunti di riflessione.
Mi è dispiaciuto tantissimo per la più piccola delle sorelle Zara e durante la lettura si capisce chi sia la sorella veramente cattiva, piena di risentimento ed invidia.
Ma non riesco ad entrare totalmente all’interno del libro perché lo stile di questa autrice non mi prende particolarmente. Non mi piace che passa a parlare di ciò che sente un personaggio subito dopo ad un altro. Per il mio gusto personale questa è una grande pecca perché, altrimenti, avrei apprezzato molto di più la storia.
È la verità. In fondo, se una persona dice continuamente che sei in un determinato modo, allora poi si comincia a credere che sia davvero così.
Il tema del romanzo, quindi, mi è davvero piaciuto.
Profile Image for Leggere A Colori.
437 reviews14 followers
November 3, 2014
Delicatezza e Ignoranza. Tali parole - a parer mio - sono il manifesto di questo romanzo.
Delicatezza perché la Roggeri ha una scrittura paragonabile a una piuma; la sua penna tratta ogni argomento, anche i più crudeli che fanno ribollire l'animo di rabbia, con un garbo tale da delineare immagini discrete nella mente del lettore. “Come il muschio al lichene” è una similitudine che usa spesso per descrivere gli attaccamenti, anche i più morbosi e sbagliati come quelli alle superstizioni – che inevitabilmente sfociano sovente in qualcosa di pericoloso - e il che riporta subito alla delicatezza silvestre della natura

Continua a leggere su
http://www.leggereacolori.com/letti-e...
Profile Image for Erica.
35 reviews1 follower
July 6, 2015
Vanessa Roggeri in questo romanzo dipinge con pennellate decise un mondo arcaico fatto di antiche superstizioni, suggestioni e violente emozioni. Anche se il mondo abitato da Lucia, la protagonista, è fisicamente e temporalmente così lontano dal mio, ad ogni pagina mi sono sentita sempre più avviluppata nella matassa delle oscure vicende della famiglia Zara, una famiglia ricca, influente in pease, che vede la disgrazia abbattersi su di sè alla nascita di Iannetta. La settima sorella, quella destinata a portare la sventura in famiglia, secondo la superstizione popolare, ma Lucia non sa se credere alla sapienza tramandata di generazione in generazione. Un romanzo incantato.
Profile Image for Paola.
120 reviews4 followers
Read
November 27, 2017
Ho scoperto Vanessa Roggeri quasi per caso e me ne sono subito innamorata. Oltre a uno stile semplice ed intenso, le storie che racconta riportano ad atmosfere ancestrali, a una cultura contadina fatta di terra, sudore e fatica, ma anche credenze popolari e magia. Una lettura che sa di focolare domestico, di nipoti in braccio ai nonni ad ascoltare storie che sembrano d'altri tempi ma che poi così lontane non sono. Siamo in Sardegna alla fine dell'800. La famiglia Zara dopo 6 figlie femmine spera di veder nascere finalmente un maschietto. Purtroppo non sarà così e a veder la luce quella notte del 31 ottobre, vigilia di Ognissanti, sarà un'altra bambina. Dico purtroppo perché secondo una vecchia credenza la settima figlia femmina altro non sarebbe che una coga, ossia una strega, portatrice di sventura per il paese e la famiglia in primis. L'unica soluzione è quella di ucciderla, ma il buon cuore di Lucia, la figlia più grande, bella e gentile e per questo ben voluta da tutti, ingenuamente non permetterà che ciò accada. Salverà la sorella dandole il nome di Iannetta. È l'inizio del declino della famiglia Zara. Iannetta etichettata da tutti come portatrice di sventura viene isolata e considerata al pari di un mostro. Vittima della superstizione solo l'amore incondizionato di Lucia nei suoi confronti riuscirà a darle un minimo di conforto. Leggendo la storia con gli occhi di Lucia è facile provare tenerezza per Iannetta; tuttavia una cosa che ho apprezzato molto è il fatto che l'autrice non condanna completamente l'atteggiamento di rifiuto della gente nei confronti di Iannetta, ne racconta la mentalità offrendoci un quadro dell'epoca che non poteva essere altrimenti. Iannetta stessa spesso viene dipinta sotto una luce negativa tanto che anche Lucia ne ha paura. Un romanzo ricco di emozioni che descrive bene i sentimenti dei vari personaggi, in particolar modo delle donne protagoniste, e che offre uno spaccato della Sardegna del secolo scorso dei suoi usi e costumi, e che mette la voglia di andarea riscoprire le proprie radici.
Profile Image for The Yogi Writer.
129 reviews
January 19, 2021
Ho letto questo libro perché suggerito da un amico, altrimenti temo che in mezzo a tanti non lo avrei mai scelto.
Il cuore selvatico del ginepro - un titolo particolare e accattivante, lo devo ammettere - è un libro che non mi è dispiaciuto nella sua totalità, ma che presenta alcuni aspetti che non rispecchiano i miei gusti.
E’ la storia di una famiglia ambientata in una Sardegna antica, fatta di credenze popolari e di folklore, dove non mancano continui detti e riferimenti linguistici ai più sconosciuti, che possono da un lato intrigare e incuriosire, ma dall’altro stancare e bloccare in un certo senso la lettura. Non che sia contro l’uso di un linguaggio dialettale, ma dopo un po’ può rallentare la lettura.
La trama tutto sommato regge: una famiglia con troppe figlie femmine che crede che l’ultima arrivata sia una sorta di megera, che porti morte e distruzione e che vada tenuta alla larga dal mondo e dalla civiltà. Una storia cruda in certi momenti, con immagini che non mi sono particolarmente piaciute, ma per lo meno originale, qualcosa di non letto di sicuro.
La lettura è stata abbastanza scorrevole nonostante gli intoppi linguistici - che ripeto, possono anche piacere al lettore ma a me personalmente non molto - che appassiona e che coinvolge, anche se nella parte centrale a mio avviso perde un po’ di sveltezza e di elasticità.
Un libro buono nel complesso che appartiene a un genere che non mi è molto congeniale, ma se devo giudicare con obiettività credo sia un testo che in ogni caso meriti di essere letto, al di là del mio gusto personale che è e sarà sempre soggettivo.
Ho impiegato due settimane per leggerlo, proprio perché mi sono fermata varie volte, avevo bisogno di un attimo di stacco e di leggere qualcosa di diverso prima di continuare.
Non amo questo tipo di letture dense di elementi popolari che non ti abbandonano neanche per una pagina, ma l’autrice è meritevole, ed è giusto darle una chance.
Profile Image for Monica Benedetti.
Author 3 books3 followers
May 18, 2023
Ci sono cascata un'altra volta. E, anche se è stato come cadere tra braccia sicure che, alla fine, ti sorreggono ed impediscono di farti troppo male, il tragitto è potenziato da un'emozione profonda che ti porti dietro per un bel pezzo.

L'emozione in questo caso ha un nome: Iannetta e ha un volto scolpito dalla superstizione, dal non sapere distinguere la realtà da una pericolosa fantasia.
Iannetta è la settima figlia in un luogo e un momento storico in cui essere femmine ed essere nate dopo altri sei figli significava morte o disgrazia e, non fosse stato per il cuore indeciso di suo padre e la disobbedienza della sua sorellina maggiore, Lucia , la notte che venne al mondo avrebbe anche ricevuto la morte.
Morte che, forse, avrebbe scelto se qualcuno fosse stato in grado di far vedere il suo destino ad una neonata...

"Il cuore selvatico del ginepro" è un viaggio nel tempo, nelle antiche credenze e nei rituali ancora confusi tra magia e cristianità. Siamo in un piccolo e sperduto villaggio della Sardegna di fine 800 e nella famiglia Zara si sta compiendo un destino maledetto. Le vicende narrate con la maestria dell'autrice, Vanessa Roggeri , hanno la capacità di rapirti anima e cuore e, intense e segrete al pari di quella magia che raccontano, ti ingarbugliano i sensi e costringono ad arrivare sempre un pò più in là, finché non ti accorgi che le pagine sono finite.

E' la magia di Vanessa . Il suo mondo ti rapisce come farebbe una vera cogas, una settima figlia destinata ad essere strega. E la amerete, Iannetta e come accadde con Nora in "Fiore di Fulmine" continuerete a pensarla con la tenerezza con cui pensate al primo bucaneve dopo l'inverno o al timido primo sguardo al mondo di un cucciolo.

Se c'è una scrittrice, oggi, che ha la chiave del tuo cuore, quella è proprio Vanessa Roggeri .
Inutile dire che vi consiglio i suoi viaggi nel tempo.
Profile Image for Ilaria.
Author 9 books56 followers
November 15, 2018
Oggi vi parlo del romanzo d’esordio di Vanessa Roggeri!
Incomincia il 31 ottobre 1880, la notte delle animeddas, quando nasce la piccola Ianetta.
Il lieto evento è però tutt’altro che lieto. Settima figlia femmina, nata nella notte delle anime, con la coda e tutti i denti. Lei è una Coga!
Destinata a morire la stessa notte viene tratta in salvo dalla sorella maggiore Lucia, unica che nel corso della storia la tratterà come una persona normale.
Il romanzo narra la storia di questa famiglia sarda e superstiziosa, composta dal nonno, dal padre, dalla madre e dalle cinque sorelle di Ianetta (la sesta era morta dopo qualche settimana dalla nascita).
Ianetta crescerà, anche se non verrà mai accettata dalla famiglia (all’infuori di Lucia) e sarà odiata, emarginata e temuta dalla gente del posto. Tutto questo la porterà a vivere da sola come un animale selvaggio… ma sarà veramente una Coga? Andrà davvero a mangiare i neonati?
Ambientato nella Sardegna di non molto tempo fa, la storia (come afferma la stessa autrice a fine romanzo) attinge a racconti reali, mischiati sapientemente con mistero, folclore e tradizioni sarde. Il risultato: una storia a tratti dura e a tratti commovente, che coinvolge il lettore come se si trovasse realmente all’interno del libro.
Letto davvero senza fiato ogni singola pagina, il libro evidenzia la forza delle donne, la contrapposizione del bene e del male, l’amore che supera ogni cosa.
Con uno stile semplice, ma efficace, l’autrice teletrasporta il lettore in un’epoca passata, anche grazie all’uso del dialetto che dona molta originalità e realismo.
Una lettura breve, ma intensa che consiglio a tutti.
Displaying 1 - 30 of 79 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.