C'è voluto tempo per leggerlo, soprattutto perché ho deciso di comprarmi anche il seguito e riprendere tutto insieme, spronato dalla lettura dei primi capitoli.
Avevo riposto tantissime speranze in questa saga, già affascinato da un'altra opera fantasy di questa giovane casa editrice, e posso ammettere con soddisfazione di non essere stato deluso.
Amo il fantasy più innovativo, così come il più epico e avventuroso nel rispetto della tradizione. Con questo libro ho trovato ben conciliate entrambe le facce del fantasy attuale, anche se come primo volume si esplica meglio nella sua caratteristica classica e avventurosa, seppure l'ambientazione distopica sia un tocco di classe che manca alla media.
L'inizio è lento, ma mai noioso, epico nelle sue sfumature che mano a mano si fanno tinte forti di un mondo che non è per nulla sereno e felice come sembra. Un morbido preludio alla Caccia che sta per iniziare.
L'azione vera inizia dopo le prime cento pagine, che scorrono sempre in modo delizioso rivelando la notevole capacità narrativo/descrittiva dell'autrice.
Dalla metà del libro in poi si capisce già il progetto che la Sienna ha in mente, progetto che mi ha elettrizzato e spero non mi deluderà. Quanto ho assaggiato mi è assai piaciuto.
I personaggi sono realistici, vivi, cosa rara in un fantasy epico, e anche moderni per certi versi. I sentimenti e le paure sono palpabili. Oron non è un cafone ringalluzzito dalla sua importanza e dal suo gingillo magico che porta al collo come accade alla maggior parte dei protagonisti del fantasy epico italiano (e non) che ho letto, è un ragazzo vero che reagisce da vero ragazzo di 17-18 anni: male.
Ho qualche idea sull'oggetto magico, ma aspetto l'ultimo capitolo per vedere se avessi ragione o meno. Qualcosa mi dice che l'autrice riserva sorprese anche su questo argomento, ma non mi dilungo in mie elucubrazioni che potrebbero essere solo fuorvianti spoiler.
Bellissimi anche i personaggi secondari, mai inutili e scontati.
Da appassionato di storia, ho anche apprezzato le citazioni di battaglie famose che la Sienna ha voluto inserire durante l'assedio di Annorath, segno che nemmeno qui le cose sono state lasciate al caso.
Ho letto volentieri la prima parte molto aderente ai canoni classici, mi ha divertito, ma ancora di più mi ha divertito la seconda, dove questi canoni iniziano a vacillare e venire distrutti.
Il linguaggio e la scrittura risultano molto maturi, nonostante la giovane età della scrittrice, cosa che mi ha davvero sorpreso. L'impianto narrativo è ampio, cinematografico, epico ma con più movimento. Non ci sono zone morte o tempi per sbadigliare.
In conclusione, credo che I Predatori Oscuri sia uno dei migliori fantasy italiani che abbia mai letto e sono proprio opere come questa che mi dicono che non sto sbagliando nel continuare a comprare fantasy di autori emergenti.
Cinque stelle meritatissime.