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Uomini e caporali: Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del sud

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“Gli schiavi di Puglia parlano di una degradazione dell’uomo, dei corpi e delle speranze”

Il Sud, e in particolare la Capitanata, è diventato da diversi anni meta di decine di migliaia di immigrati che accorrono per la stagione della raccolta del pomodoro. Raccogliere l’“oro rosso” è un lavoro durissimo che spezza la schiena e le braccia, ma viene pagato pochissimo. Sono lavoratori inquadrati in situazioni di vita e di lavoro addirittura precapitalistiche: alloggiati in ruderi fatiscenti, sono anche sottoposti alle vessazioni, spesso sadiche, dei “caporali”, che offrono il loro lavoro a un mondo delle imprese che se ne serve per comprimere i costi. Talvolta, questi nuovi “cafoni”, così diversi dai “cafoni” di ieri, hanno anche difficoltà ad avere pagato quel poco che era stato pattuito. E alle proteste non di rado ci scappa il morto. Una situazione barbarica che flagella come un tumore sociale vaste aree dell’Ita- lia, dove sembra essere del tutto assente lo stato di diritto, e dove vale la sola legge dell’esercizio della violenza bruta. Questo romanzo-inchiesta, un vero e proprio viaggio agli inferi, svela le vite, i destini personali e le dinamiche più profonde della faccia più “nera” del nostro Paese.

252 pages, Paperback

First published October 1, 2008

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About the author

Alessandro Leogrande

19 books37 followers
Alessandro Leogrande was an Italian journalist. He made his debut in long form journalism with Un Mare Nascosto (A Hidden Sea 1999), dedicated to his hometown, and in later books he went on investigating the new mafias, protest movements, and the exploitation of foreign agricultural laborers in Southern Italy. He then explored the topic of migration from Africa and the Balkans in his books Il naufragio. Morte nel Mediterraneo (Death in the Mediterranean 2011), Adriatico (Adriatic 2011), La frontiera (The border 2015), and wrote the libretto of two operas: Katër i Radës (2014) on the Tragedy of Otranto, and Haye, Le parole, la notte (2017), a musical voyage in contemporary migrations.

Leogrande died in Rome at the age of 40 from a heart attack. In speaking of his son, his father Stefano remembered his work "in defense of the downtrodden and the most fiercely exploited in all sort of settings where abuses were committed, from agricultural labourers to migrants to Argentinian desaparecidos." In 2018 a street was entitled to him in the capital of Albania, Tirana.

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Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for beesp.
386 reviews49 followers
May 27, 2019
3.5 stelle. Scusate se sono parca di valutazioni, ma mi devo rifare di una troppo positiva disposizione precedente, che mi ha condotta ad essere fin troppo generosa. Ma comunque il libro di Leogrande è un mattoncino che si aggiunge alla costruzione del mio personale muro del pianto per la perdita di questo giornalista; possiamo dirlo? Di questo intellettuale. Leogrande scriveva bene, come un giornalista d’inchiesta dovrebbe fare, e soprattutto erano meritevoli i suoi contenuti e le sue indagini. Scusate se suono veterocomunista, ma l’informazione e la politica di questo dovrebbero occuparsi: dei più deboli, degli ultimi, delle ingiustizie sociali. Il caporalato è una ferita ancora aperta in questo paese, sebbene una legge specifica contro questo fenomeno abbia giovato in parte a contrastarlo. Il caporalato, però, non va combattuto soltanto nelle sue forme più esteriori, ma in quanto espressione di un sistema che è portato allo sfruttamento e alla sopraffazione degli ultimi ingranaggi della catena di produzione (in questo caso, gli agricoltori).
Come si può ritenersi una società avanzata e civile quando continuiamo a nascondere sotto il fantomatico tappeto tutto il sangue versato per il progresso di chi può permettersi di non sporcarsi le mani quando lavora? È questa la domanda. Cambiano i fenomeni, cambia la composizione sociale, ma la violenza e lo sfruttamento permangono, sono l’impalcatura necessaria alla nostra società. Non è questo un prezzo troppo alto da pagare?
Profile Image for Log.
1 review
March 9, 2018
Coinvolgente ma non romanzato, dettagliato il giusto per descrivere un tema che riguarda l'Italia intera ma è molto trascurato. Leogrande riesce a introdurci in questo mondo passo passo grazie al grande lavoro di ricerca svolto nel corso degli anni e degli avvenimenti. Consigliato per il linguaggio diretto e preciso ma mai noioso nell'affrontare una questione delicata senza scivolare in riflessioni banali o già sentite. Un libro che aggiunge un tassello al ripudio dello sfruttamento grazie al dettaglio con cui ce lo fa conoscere.
Profile Image for Virginia Barchi.
79 reviews4 followers
August 27, 2024
Ottimo panorama di testimonianze sulla complessa rete di bracciantato ai tempi in cui (2004-2008) non erano ancora in essere leggi specifiche per la questione in merito.
Profile Image for Lorenza.
242 reviews
January 4, 2021
Il libro dà voce a molte storie di persone inascoltate e a vite perse per sempre in nome di un sistema di schiavitù illegale ma concretamente permesso dalle istituzioni.
Mi è piaciuto il raccontare le singole storie, questo fa del libro più un saggio che un romanzo. Il che mi ha reso la lettura lunga e difficoltosa. Ma dentro ci sono molti fatti e dati. Non è semplice raccontare qualcosa di cui si sa poco, voci che corrono per campi arsi dal sole, tra sfruttatori e disperati che muoiono da soli. Un libro che dà voce agli ultimi, per questo si merita queste 4 stelle.
Profile Image for Gianluca.
Author 1 book53 followers
July 27, 2022
La prima opera di Leogrande per me, la prima di, già lo so, molte altre. Mi pare incredibile che la prima edizione di questo lavoro giornalistico, che a tratti mi sembra anche piacevolmente "etnografico", risalga al 2008. L'ho sentito molto attuale, aggiornato e ben documentato. Sono, quelli del lavoro e della dignità umana, temi importantissimi, che l'autore tratta con umanità e competenza. Continuiamo sempre a leggere Leogrande!
Profile Image for Roberto Pizzicannella.
135 reviews1 follower
March 18, 2020
La schiavitù in Italia. Nel XXI secolo.
Un libro straordinario, che unisce al "reportage giornalistico" le piccole storie (di orrori) che fanno sentire la realtà del fenomeno.
Molto interessante ill ritaglio sull'episodio di lotta tra braccianti e agrari del 1920.
Libro eccezionale.
9 reviews
May 4, 2022
Una grande inchiesta. Un grande narratore. Da rileggere e studiare
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