Ragazze, stringiamo le gambe please!
E' bello questo raccontar D'Annunzio. Le sue donne, i suoi luoghi, le sue arti e le sue manie. Il suo esser Vate ed Eroe.
Bruni però non vuole trattare la parte prettamente 'politica' di G., preso com'è dai propri momenti in quel Vittoriale e da presidente dello stesso, ma racconta la sua vita dai 58 anni in poi, e con lui la storia del luogo-Museo-vivente e...contemporaneamente la Storia di quegli anni a cavallo tra le due guerre, fino al 1° marzo 1938.
Potrei pensare che Mussolini mantenne la cara Aèlis, la cara Luisa, la cara moglie...e le innumerevoli puttane e non solo; potrei pensare che G. fu una schifezza di padre (e lo fu); potrei pensare che fosse un erotomane e anche un cocainomane, non sbaglierei a farlo. Questo viene fuori. Le sue donne, le sue imprese sessuali, le manie, le cattiverie....ma anche un suo essere spina nel fianco del Fascismo,il rifiuto preveggente dell'àgone politico, il capire la vera natura di Hitler e l'idea geniale di annettere l'Austria all'Italia per primi e chissà cosa ne sarebbe stata dell'Europa tutta, adesso! Questa idea, che mi era sconosciuta prima e che pure mi ha fatto sorridere, G. la riferì a Mussolini e questi gli disse che anche lui! anche lui! l'aveva avuta ma che...oh, pavido di un Italiano!!!
Questi cenni veloci di politica o delle sue imprese da condottiero, nel libro sono leggeri e circondati dai profumi di cui G. era appassionato creatore o si intravvedono tra le stoffe e le sete negli armadi, anche da lui confezionati nell'Officina, dedicate alla sua persona o alle donne della sua vita, oh quante! oh beato Vate! a cui donò tutto questo e, se pur un attimo, anche se stesso. Anche a quelle che non gliel'hanno data, come la De Lempicka...
Una domanda riporta Guerri: quale il segreto del successo infallibile, del carisma e della resistenza fisica portentosa, a parte la droga, del Nostro?
Era Vate, era famoso, era ricco ('nsomma!)e soddisfaceva le donne...questo era?
In un periodo che immagino puritano e morigerato, castigato quasi, scopro che a livello sessuale le donne erano molto più disinibite, fantasiose e accondiscendenti e che forse G. capì la loro vera natura, senza troppe chiacchiere se non quelle del corteggiamento che prelude a soddisfare il suo 'Principino', senza mai dimenticare il piacere della compagna, corpo di studio e di scoperta, luogo di Bellezza e di Mistero.
Ciumbia!!! scusate il francesismo... G. non mi avrebbe permesso di esclamar parola, forse qualcos'altro, ma nell'intimità della Camera della Leda! alcova privilegiata...
Non dovete cogliere alcun tono ironico in ciò che dico, sbagliereste. Sono in fase ammirativa, invece, perchè G. era Uomo tra Donne...e letterato per di più! Un insieme unico ed esplosivo. Innamorato delle Parole, capace di farne Strumento, Poesia, Eccellenza.
Ok, ok, questa delle maiuscole è retaggio fascista, ma G. non lo fu mai, anzi! se non si fosse ritirato al Vittoriale sono sicura che lo avrebbe osteggiato! se non fosse stato già 58enne e Poeta avrebbe accettato di diventare lui Duce, carica che rifiutò, e forse la Storia d'Italia sarebbe stata diversa. Tutti sottovalutarono il buffo Mussolini, anche G., ma andava bene il patto tacito di non darsi fastidio vicendevolmente e Mussolini pagò caro ciò, milioni di lire.
Fortunatamente, gli italiani ereditarono l'ultimo capolavoro di D'Annunzio: il Vittoriale. E, comunque la si pensi su Noi stessi, ce lo meritiamo. E ci meritiamo D'Annunzio 'pubblicitario', con le sue invenzioni fulminee e imperiture di parole e linguaggio; amante della Natura e suo difensore, uomo che esalta la frugalità nel mangiare perchè 'magro è bello' (le settimane della moda d'oggi perpetuano per immagini 'carnali'), amante degli sport e avanguardia del giornalismo sportivo, inventando lo 'scudetto' e intuendo, preveggente, quanto lo sport sarebbe diventato fenomeno di massa. E fu sportivo, lui stesso, amante del suo stesso corpo, anche se alla fine si definì 'invalido' e considerò la morte come ultima forma di conoscenza. La vedete la differenza? Io ne ho solo paura.
Come non innamorarsi di un tipetto come G.? con la sua apertura al nuovo che molti dei nostri governanti dovrebbero prendere ad esempio ...OSANDO! perchè il Regno della Bellezza è scampo e rifugio da una società dominata dalle leggi economiche...di allora? figurarsi ai nostri giorni, accidenti!!!
Andai anni fa a visitare il Vittoriale. Con i bambini.
Ci guardammo attorno meravigliati, tutto non capimmo dentro la Priora e fuori...il sole era così dolce!!! le rose mi parvero non molto curate, ma non me ne stupii e non mi arrabbiai. Però, ora mi rendo conto, avrei dovuto.
Il Vittoriale sarà il mio primo viaggio futuro e 'pretenderò' che le rose abbiano uno sguardo amoroso e indulgente oltre che accorto.
La Bellezza come memoria. In Memoria.