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La morte della bellezza

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Il romanzo racconta la storia romantica e crudele, tenera ed erotica di due giovani ragazzi turbati da un'irresistibile attrazione fisica e sentimentale. La vicenda è ambientata a Napoli nello scenario desolante ma vivissimo di una città di guerra dove divampa l'amore tra Lilandt, un giovane insegnante italo-tedesco, rimasto solo, dopo la morte dei genitori, ad abitare una grande villa ormai in sfacelo, ed Eugenio, un bellissimo napoletano di quindici anni. E' scritto nel destino che i due debbano cercarsi nella città devastata e trovarsi nelle pieghe del loro essere. Nelle pagine del libro la storia della passione giovanile si intreccia con la descrizione di una società in lotta, con coraggio e inventiva, per la vita.

311 pages, Paperback

First published January 1, 1987

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About the author

Giuseppe Patroni Griffi

16 books3 followers
Giuseppe Patroni Griffi (26 February 1921 – 15 December 2005) was an Italian playwright, screenwriter, director, and author.

He was born in Naples in an aristocratic family and moved to Rome immediately after the end of World War II and spent his professional life there. Patroni Griffi is considered one of the most prominent contributors to Italian theater and film in post-war Italy. Roberto Rossellini made a movie from his play Anima nera. His first listed film writing credit was on the 1952 musical Canzoni di mezzo secolo. Patroni Griffi would later direct Charlotte Rampling, Elizabeth Taylor, Marcello Mastroianni, Laura Antonelli, Florinda Bolkan, Terence Stamp, Fabio Testi.

Patroni Griffi was also involved with numerous television productions of lyric opera, including Verdi's La Traviata. His many theatrical productions include works by Pirandello, Eduardo De Filippo, Jean Cocteau and Tennessee Williams. As a writer, he published a first collection of stories in 1955, Ragazzo di Trastevere. Later, he contributed significantly to the body of Italian gay literature with Scende giù per Toledo and La morte della bellezza, both set in Naples.

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5 (2%)
1 star
2 (1%)
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Profile Image for floricanto.
16 reviews
October 6, 2017
Verrebbe da dire: il testo sacro della narrativa gay italiana!
Ma è riduttivo.
E’ la grazia del raccontare. Ché di grazia si tratta, più che di maestria.
Continuavo a chiedermi quanto l’autore avesse dovuto amare i suoi protagonisti. Sono riuscito a fuggire il gioco di chiedersi quanto di autobiografico resistesse e l’ho immaginato, piuttosto, come il prodotto spontaneo di un’anima narrativa; di una sensibilità letteraria che partorisce il frutto naturale dell’amore che è ancora amore. Perché Eugenio e Lilandt sono quello. L’amore dell’uno nei confronti dell’altro ma sopratutto, l’amore di due bellezze che si mischiano a inventarne un’altra, più alta. E quando le due metà si separano, la bellezza muore.
Allo stesso modo in cui muore Napoli sotto i bombardamenti, privata di una metà della sua bellezza. L’altra sta nel suo desiderio di vita, quella di cui la città comunque vive, insieme beffarda e rassegnata, tornando alla luce fra un allarme aereo e l’altro. Però di notte quei bagliori, quelle fiamme sul mare illuminano la terrazza di Lilandt invasa dalle piante che, entrando dai balconi che non si chiudono, invadono anche la casa alle pendici della collina; mentre Lilandt ed Eugenio, nello stesso groviglio di natura, affondano e riemergono alla luce dei bombardamenti, sbeffeggiando la morte con l’immortalità che a loro è dovuta e concessa.
Non è il testo sacro della letteratura omosessuale italiana perché non è solo quello. E’ una prova viva di scrittura. E’ il dono della narrazione e, di conseguenza, il dono per noi di leggere. E, sopratutto, non è letteratura gay perché non occorre condividere la sessualità dei protagonisti per innamorarsi del loro amore.
Profile Image for Federica ~ Excusetheink.
225 reviews
June 3, 2023
Sono una mosca bianca: questo libro non mi è piaciuto. A volte è incomprensibile il motivo per cui titolo X finisce nel dimenticatoio, lui merita un lungo soggiorno.
Della bellezza del suo nome ne ha in abbondanza da elargire, io stessa ho sottolineato vari passaggi. Ma tristemente è tutto qui.
È come una donna dal fascino superlativo, invidiata da molte e corteggiata da altrettanti, che una volta entrati nelle sue grazie viene scartata in quanto non ha più nulla da dire. Era solo un corpo, buono giusto quell'unica notte.

La morte della bellezza sboccia e appassisce, nel vero senso del termine muore. Per suicidio. Narra dell'amore cocente tra il 27enne Lilandt e il liceale Eugenio, incontratisi e riconosciutisi in un cinema napoletano sotto i bombardamenti del 1942. I due inizialmente ci offrono citazioni come rare perle splendenti, il lettore ha modo di stupirsi in particolare della padronanza lessicale di Eugenio, che compete senza fatica alcuna con il suo amante professore di tedesco. E su questa linea prosegue la loro storia. Potrebbe apparire elegante, ma alla lunga il risultato è ampolloso. Logorroico. Tedioso. Autocelebrativo anche, perché dopo la sostenuta tesi che l'uomo è più bello della donna (nel regno animale non è così?), il membro maschile è qui battezzato emblema. L''emblema del maschio'. Come se noi poverette che siamo state create prive non provassimo già abbastanza risentimento per tale mancanza. Pensiamo esempio a casissimo alla condizione sul posto di lavoro. Ma tornando al romanzo non si può far altro che chiedere: perché? Patroni Griffi uomo di teatro e si vede: ci si ritrova a leggere improvvise declamazioni intonate persino nelle ore piccole, con il lettore non più seduto sulla poltrona di casa ma in quella di una sala. A controllare l'orologio. C'è un monologo per qualunque argomento, a una certa anche basta. Monologhi intervallati da siparietti? trash, come le mutande al contrario, e da letteratura erotica di serie C... C come *tappatevi le orecchie* "Chiavami"... con il tuo emblema di maschio (termine che compare nel testo solamente dieci volte).

«Hai ragione», disse, «un ragazzo ha una tale inoppugnabile forza erotica che le donne dovrebbero rassegnarsi e smetterla di crearsi tanti complessi d'inferiorità, c'è spazio anche per loro, si possono chiavare», e ribadì di proposito il verbo, «anche le donne, è solo un pregiudizio che fa dividere l'umanità secondo il modo in cui o con chi si preferisca fare l'amore.» [...] «perciò, se ti va, fa' l'amore con me, fallo, non aver paura, le donne possono aspettare».

Dalla prolissità ridondante dei discorsi giungiamo infine alla rozzezza senza pari dello stupro con relativa gravidanza indesiderata di un'adolescente (Marinella, ragazza di cui Eugenio era innamorato per poi eliminarla pressoché del tutto come ha preso il via la relazione con Lilandt. Per tacere del suo migliore amico Eleuterio detto Terry) e matrimonio riparatore autoimposto da Eugenio, in quanto il bambino è come se fosse suo. Origini condivise e metà DNA tedesco, per cui con ottime probabilità di somigliare a Lilandt. Di cui a partire dall'indomani non si avranno più notizie, come già accaduto con Marinella e Terry lasciati a loro stessi diverse pagine prima per riapparire magicamente nella vita di Eugenio perché l'autore aveva fretta di terminare orrendamente il libro.

È un libro ipocrita, tanto fumo e niente arrosto. Usando un vocabolo riscoperto nell'ultimo decennio, narcisista: tende la trappola stordendo di belle parole e promesse la vittima designata, una volta conquistata ci si trastulla un po' e conclude eclissandosi dalla faccia della Terra. Senza spiegazioni e tantomeno preavvisi. Ha ottenuto ciò che voleva: rubare tempo prezioso (nel nostro caso al lettore per leggerlo) con una formula collaudata in anni di pratica. Per? Forse noia, o soldi. Ma instillando in chi resta un fiume di dubbi e sensi di colpa non suoi. E vuoto.
Questo è un libro vuoto.
Profile Image for Daniel De Lost.
228 reviews27 followers
July 23, 2021
Terminata la vorace lettura de "La morte della bellezza" di Giuseppe (Peppino) Patroni Griffi, il primo pensiero a fare capolino nella mente è senza dubbio: "probabilmente Pater e Wilde, D'annunzio, avrebbero amato questo romanzo alla follia, data l'evidente scrittura ispirata da un gusto barocco, estetista, ascetico e sofisticato, che rende una (all'apparenza) ordinaria storia della forte passione carnale e amorosa di due bei giovincelli, in una Napoli d'altri tempi, ma corrosa e ferita dai tanti colpi inferti dal secondo conflitto mondiale e dai regimi totalitari, un'esperienza di lettura onirica, erotica, sublime.

I riflettori sono per Eugenio, bellissimo adolescente, e di Lilandt, un insegnante italo-tedesco, nella cornice della città partenopea decadente, martoriata dalla guerra, occupata dai tedeschi e presa di mira dalle bombe americane. E poi, questi due ragazzi che scoprono l’innamoramento, poi l'esercizio dell'amore, lo consumano come gioia violenta (di shakespeariana memoria): insaziabili, intensi, disperati che il tempo inconciliabile possa frenare quella lussuria tra guerra e amore. L’eros contro l’orrore, in un incontro non proprio ordinario. Il romanzo è, però, anche una sorta di dialogo sublimato tra l’autore e un modo, purtroppo spesso frequente, di vivere il rapporto omoerotico: pieno di sensi di colpa, di paure e di complessi di inferiorità rispetto all’amore, così detto "normale."

La passionalità in Patroni Griffi risiede nel desiderio carnale e sentimentale, avulso dai sessi che lo sperimentano. I dialoghi scambiati in solennità sono il segnale di due che si affrontano per cercare di diventare corpo, vita e sangue, comuni. Ma purtroppo, "queste gioie violente hanno violenta fine"; cosa resta, se muore la bellezza, la bellezza pura, incontaminata pur se imperfetta, perché nessuna storia è esente da imperfezioni; cosa resta, quando l'amore "puro", che se ne frega dei sessi, è destinato a non durare, a essere travolto dalla tempesta delle circostanze, a vivere di frammenti di ricordo, di lacrime conservate? Patroni Griffi infonde le sue pagine di questi irrisolvibili quesiti, stilettate inevitabili.

Un vero peccato, come spesso accade, che certe gemme nascoste del panorama letterario, finiscano nel buio del dimenticatoio. La bellezza, o almeno l'aspirazione secolare a essa, meriterebbe di risplendere sempre e comunque, perché tutti possano esserne travolti; perché certe opere non possono mai sfiorire. Un romanzo che ha assolutamente bisogno di essere ridato alle stampe, come ogni classico che si rispetti.
Profile Image for Sandra.
965 reviews340 followers
December 4, 2014
“Piangere? Non è uno sfogo, è il dolore che diventa materia,è l’unica possibilità di toccare il dolore con mano, è la fisicità della sofferenza. Chiunque soffra, dovrebbe raccogliere, con un dito, una sua lacrima, e mostrarla all’amico che lo può capire, tocca, è quello che soffro, conservamela tu, per sempre, questo è il mio dolore. Dovrebbe esserci, e forse c’è e nessuno ha pensato di farne uso, una sostanza chimica che cristallizzasse le lacrime, per conservarle; ah, poterle chiudere in un portapillole, e ogni tanto aprirlo, e guardarsele, e trapassarle coi raggi degli occhi. Durasse mille anni la vita, nessuno avrebbe il coraggio di buttarle via, di separarsene.”
Leggere pensieri come questo, cesellati come gioielli che non solo luccicano sotto gli occhi di chi legge ma che toccano anche il cuore profondamente per l’ardore e la passione che esprimono, oltre al piacere di una lingua colta e ricercata, ricchissima di metafore classicheggianti, eccessiva nella ricchezza lessicale e nella costruzione dei periodi tanto da risultare a lungo andare stucchevole, ebbene questi sono stati i motivi che mi hanno determinato a dare tre stelle a questo romanzo, storia di uno splendido amore omosessuale tra due giovani bellissimi, Lilandt ed Eugenio, nato e cresciuto grazie alla guerra che devasta l’Italia e Napoli, sotto i bombardamenti tedeschi che mettono in pericolo le vite ed alimentano invece l’incontro tra due bellezze in orgasmo.
Ed in effetti il romanzo questo è: un continuo orgasmo.
Profile Image for KnownAsLavinia.
240 reviews
August 7, 2018
Durante la seconda guerra mondiale, in una Napoli sotto i bombardamenti, Lilandt ed Eugenio si incontrano e piano piano capiscono di avere un attrazione l'uno per l'altro. Scopriranno così il sesso e l'amore e tutte le sue sfumature.

La caratteristica principale de La Morte della Bellezza è innanzitutto la scrittura che diventa essa stessa un personaggio del libro.
Il ricchissimo lessico di Griffi accompagna i due innamorati Lilandt ed Eugenio durante la loro estate ricca di passione, riempiendo di parole le stanze della casa di Lilandt, scenografia dei loro amplessi.
Ora, a me questo modo di scrivere ricco di metafore e, a volte, eccessivo nella lunghezza dei periodi, non è risultato né stucchevole né pesante, anzi penso che abbia donato al libro il 70% della sua Bellezza. Posso però immaginare che essendo un tipo di scrittura molto particolare possa risultare difficile da digerire.

Inoltre, se esistesse, darei il premio a Griffi per alcune tra le più belle scene di sesso mai scritte: attraverso parole raffinate e colte lo scrittore riesce a emozionare ed eccitare senza mai scadere nel volgare.
Profile Image for SAL.
100 reviews15 followers
July 12, 2021
Sublime. Una storia d’amore che ti fa innamorare dei protagonisti ma che ti dilania l’anima con le sue sofferenze.
Author 12 books22 followers
July 26, 2017
Ecco un altro libro che mi ha seriamente messo in difficoltà nella valutazione.
Avevo sentito parlare di quest'opera davvero molto, quindi parto con l'anticipare che forse mi aspettavo altrettanto molto; ma se ci sono aspetti che meriterebbero più di cinque stelle, ce ne sono altri che per quanto mi riguarda sono molto insoddisfacenti.

TRAMA: Napoli, pieno della Seconda Guerra Mondiale. Con lo sfondo di una città meravigliosa e dilaniata dalla devastazione bellica, dove bellezze e miseria si mescolano in un'unica realtà, avviene l'incontro casuale fra Eugenio, un adolescente irrequieto e dal temperamento ribelle, e Lilandt, un giovane insegnante di tedesco. La loro relazione si snoda fra alti e bassi, fra passione turbolenta e momenti di tenerezza e fusione. È il momento in cui Eugenio fa il suo vero ingresso nella vita e nell'esplorazione dei sensi, conosce l'amore, un amore così travolgente da trasformarlo profondamente fino all'epilogo della storia.

PERSONAGGI: da una parte Eugenio, quindicenne, impulsivo, sanguigno; un ragazzo a tratti scontroso che vive con gli zii dopo la morte della nonna, con cui è cresciuto perché orfano de genitori. La caratterizzazione di Eugenio è ottima nel modo in cui risponde, nei momenti lunatici della sua personalità, nell'astio che è capace di portare quanto il grande amore che inizia a farlo crescere. È un personaggio indomito, orgoglioso, legittimamente immaturo ed egoista per la sua età, capace di trattare con affetto chi lo circonda e l'attimo dopo dargli contro. Intensa psicologia. Dall'altro lato, Lilandt è riflessivo, pacato, sopporta con dedizione e pazienza le piazzate del suo giovane compagno; senza rendersene conto, oltre la conoscenza della grande letteratura gli infonde anche una conoscenza di vita, emozioni e sensazioni fisiche che Eugenio prova per la prima volta. Intorno a loro ci sono diversi personaggi dipinti nitidamente, nonostante lo spazio relativo che occupano: Marinella, la ragazza di cui pensa di innamorarsi Eugenio; Terry, l'amico di indole docile e remissiva; la famiglia di zii e cugine con cui Eugenio vive in conflitto. Lo sfondo è una Napoli sventrata dagli orrori bellici, che riesce tuttavia, ostinata, a mantenere la sua bellezza, la sua meraviglia. Sembra quasi - mia percezione - che sia una protagonista a sé, onnipresente e superiore, e non un mero sfondo narrativo, tanto viene caratterizzata. E devo dire che in questo Griffi è stato magistrale, è riuscito a dare vita a una città, a farne percepire il dolore, le ferite e la voglia di rinascita. Bellissimo lavoro.

STILE E FORMA: farò subito una premessa: il registro di Griffi è superlativo. Ma davvero prodigioso. Utilizza una terminologia molto ricercata, esibendo perfino termini che mi facevano chiedere se esistessero realmente in italiano. Le scene erotiche sono rese con un'eleganza mozzafiato: le azioni, la fisicità, tutto dipinto con un registro di altissimo livello, il più delle volte metaforico. Per la prima volta trovo espressioni come "emblema maschile" a designare il sesso dei protagonisti, e una serie di termini così puliti e raffinati da riuscire a rendere la carnalità quasi un atto sacro. Mi sono piaciuti tantissimo e sono capaci di emozionare eccome. Eclatante dimostrazione di quanto un bel registro raffinato renda e sappia eccitare perfettamente.
Purtroppo, per contro, ho assistito a un'inversione di quanto di norma capita: se la voce narrante in tanti libri è oscena e (forse) lo è meno il discorso diretto, paradossalmente, qui si assiste a una voce narrante molto elevata e alcuni discorsi diretti di inaudita volgarità. Li perdono, di solito, capisco che siano realistici, ma in alcuni frangenti diventano davvero troppo. Ma troppo. Non immagino questo Lilandt così raffinato e colto parlare in quel modo, e certo non riesco ad associare a questo amore così puro, immenso e appunto sacro fra i due a battute come "C****ami". E purtroppo c'è un largo pezzo in cui il discorso diretto assume queste sfumature, che ha notevolmente abbassato il livello del libro e dei personaggi.
Altra nota dolente. Quando anni fa iniziai a scrivere, ricordo che la prima parola che usavano i recensori per me era "scorrevole". La usavano così spesso e quasi esclusivamente che finivo con l'esserne infastidita, perché sembrava non ci fosse da dire altro o poco più, la assimilavo a quando di una persona si dice "è simpatico". Adesso, invece, so cosa intendevano. La scorrevolezza è diventato uno dei miei parametri di giudizio primari. Il testo deve scorrere; il solo registro non basta, devono funzionare i periodi, le sequenze, l'interpunzione, lo stile. Tutto. E se nei momenti erotici e nella rappresentazione di Napoli questo stile funziona, in alcuni tratti diventa un macigno. La lunghezza dei periodi è inaudita, arriviamo a mezza pagina dove la sola pausa di lettura è data da infinite virgole, frasi e parole incidentali, frammentate, che fanno arrivare a fine periodo "sfiatati" e con la sensazione/paura di esseri persi qualche pezzo. A volte l'indugio su certi passaggi è eccessivo, pedante, insistente, senza alcuna ragione. Non si parla di descrizioni informative, che aggiungono dettagli e ricchezza, ma proprio una sorta di "deliri linguistici" in cui l'autore si perde, come se provasse piacere nello snocciolare in veloce sequenza carrellate di immagini, metafore, rimandi letterari in un turbinio a mio parere un po' caotico. Va bene l'eleganza, ma il troppo stroppia e la fluidità del testo ne risente tremendamente. Personalmente non mi è piaciuto questo stra-fare dell'autore.

In definitiva, con rammarico, ammetto che il libro mi ha lasciato davvero poco. Riconosco che questo è il genere di testo che davvero va secondo il gusto personale, perché il valore credo sia indiscutibile: sono molto forti la storia, il contesto, gli accadimenti fra i protagonisti, l'eviscerazione del loro sentire, e davvero notevole è l'italiano, nonché i tanti rimandi letterari che ci sono nel mezzo e che, se non così esageratamente sottolineati, sarebbero stati anche più godibili. Poi le cose che ho davvero amato sono state la terminologia elevata, anche se a tratti risulta barocca e pomposa, davvero troppo altisonante; e la resa di Napoli. Ecco, quella è la parte migliore. Strano, ma in un classico della letteratura LGBT, onestamente, più che la storia sentimentale mi ha colpito lo sfondo storico, che in questo libro è talmente intrecciato e fondamentale da essere tutt'uno, anche perché un parallelismo chiaro e netto con le vicende dei protagonisti esiste. È Griffi stesso a esplicitarlo nelle ultime pagine, quando tutta la bellezza di Napoli cede alle ferite disumane e reiterate, e infine muore, parallelamente alla perdita che Eugenio subisce al termine della storia (non specifico di cosa per evitare spoiler). Napoli è stata il mio "personaggio" preferito. Resa divinamente, disperata e meravigliosa nel suo dolore e nella sua lotta per mantenere un briciolo della vita quotidiana; miseria, disperazione, vita che corre per le strade e si nasconde in rifugi e in case diroccate. Ha dipinto questa città con una vividezza tale che a un certo punto mi ha quasi commosso. Ecco, quando parla di Napoli e degli orrori di cui è capace la guerra, di stelle ne meriterebbe dieci.
Bocciate invece la scorrevolezza e l'incoerenza fra tutta questa bellezza, eleganza e sacralità amorosa con certe espressioni messe in bocca ai personaggi. Ribadisco, opera notevole, oggettivamente, ma per coerenza con le valutazioni che ho fatto ad altri volumi che, onestamente, ho letto con più trasporto e piacere, la mia valutazione si attesta sul discreto. Peccato.
Per me è 3,5.
Profile Image for ALEARDO ZANGHELLINI.
Author 4 books33 followers
November 4, 2020
When Kirkus reviewed my novel, The Spellbinders, one of the comments was that the central relationship, between Edward II and Piers Gaveston, might strike some readers as a little too idealised. Well, all things are relative, are they not? La morte della bellezza is the most lyrical and unapologetic hymn/elegy to idealised same-sex love I have read (I'm not a novice in the field, either). In fact, the relationship between Lilandt and Eugenio is so all-consuming that I almost sighed with relief when it was all over.

The book is intensely and pervasively erotic. All the sex is described in graphic and lengthy detail, but through the use of a beautifully rarified vocabulary (quite unlike any novel I recall ever reading).

The author was in his mid-sixties when he wrote this. I find it extraordinary, and moving, that someone of that age could write of the madness of young love with so much enthusiasm, familiarity, depth of knowledge, and conviction.

The writing is recherche, in all the good ways. Being reminded of the refined beauty my native tongue is capable of was sheer joy.

The ending is perfect and the book itself a revelation.

PS: I smiled at some reviewers' complaint that Patroni Griffi's sentences are too long. I didn't notice -- courtesy, I suspect, of Proust, whose La Recherche I finished reading a year or so ago, and next to which Patroni Griffi's sentences seem positively truncated! 😉
708 reviews186 followers
January 31, 2011
"Lilandt. Il nome faceva bianche le sue notti, bianche del candore del giglio, nome simile per assonanza, bianche del colore dell'assenza, dell'incapacità a connettere."

Ho letteralmente divorato questo libro. Un'autentica sorpresa. Patroni Griffi è un autore troppo poco conosciuto, secondo il mio parere. Ha un grande talento letterario, una ricchezza lessicale straordinaria, che sfoggia in descrizioni sontuose e barocche, al limite del kitsch. C'è un certo coraggio nell'erotismo spinto delle sue pagine, e anche una certa eleganza e raffinatezza. La sua parola è intensissima, vivida, avvolgente. La caratterizzazione del volubile protagonista è straordinaria, un'originale e dignitosa fotografia dell'adolescenza, confusa e dilaniata dall'amore.
"La morte della bellezza" è il racconto di una bellissima storia d'amore, difficile, dolorosa, commovente, ma anche una storia di guerra, è un toccante romanzo di formazione e anche unun notevole esercizio di stile, è tutto questo e molto altro.
Profile Image for Angelo Caltagirone.
28 reviews
June 16, 2019
Riletto dopo oltre 20 anni. Mi ha dato emozioni diverse. Se la prima volta sono rimastro travolto dalla passione dei due protagonisti e dalla loro storia, questa volta ho apprezzato molto la scrittura di Patroni Griffi, un lessico molto ricco, che rasenta il kitch, che ti fa "vedere" quello che leggi. Non avevo mai letto una descrizione così dettagliata di un incontro erotico che non tralascia nulla e non diventa mai volgare, pur essendo molto esplicito, e eccita i sensi e la mente.
Profile Image for Sergio Caredda.
298 reviews14 followers
August 11, 2019
Ambientata in una Napoli afflitta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, è questa una storia d’amore forte, piena di pathos e erotismo. L’autore riesce a tratteggiare le turbe di un giovane che inizialmente non vuole arrendersi all’attrazione verso un uomo, ma che poi cede a un grande amore. La scrittura è quasi poetica, teatrale a tratti, con sullo sfondo la bellezza struggente di una Napoli martoriata. Da leggere e rileggere, con delle pagine di pura poesia.
Profile Image for Eustachio.
704 reviews72 followers
September 20, 2020
Sullo sfondo di una Napoli in piena seconda guerra mondiale, i nostri due protagonisti si incontrano per caso: sono Lilandt, un ventottenne italo-tedesco, ed Eugenio, un quindicenne napoletano – entrambi soli, entrambi orfani. Lilandt vive la sua omosessualità con incontri clandestini, mentre Eugenio la scopre proprio con lui durante un bombardamento, e da lì in poi Lilandt diventa vittima della sua indecisione: da un lato Eugenio vuole il ragazzo che gli fa scoprire il piacere carnale, ma dall’altro punta alla bella della scuola pur non avendole mai parlato.

Patroni Griffi sembra scrivere senza freni, sia per il periodare lungo che sembra un flusso di coscienza, sia per le scene di sesso esplicite. È il connubio perfetto tra una lingua ricercata e la schiettezza del rapporto sessuale in sé e per sé, dove la bellezza si confonde tra più piani: è bella la Napoli sconvolta dalla guerra (“sbalordita di ritornare a vivere due volte al giorno”), è bello il giardino che Eugenio deve abbandonare e quello che ritrova a casa di Lilandt, è bella la villa decadente ereditata da Lilandt (in cui lui gira nudo nelle notti d’estate e che gli si offre “troiescamente spalancata”), sono belli Eugenio e Lilandt con i loro corpi idealizzati:
Colto in fallo, Lilandt gli diede uno sguardo di commiserazione e si spinse con la schiena all’indietro a sdraiarsi sulla sabbia. Come in una prospettiva del Mantegna, il corpo si appiattì, incassato nelle membra; spiccava il braccio alto, piegato nel gomito, la cui mano portava alle labbra i rossi frutti che egli sprizzava fra i denti. Eugenio s’incantò a fissare l’ascella appena ombrata: i peli dentro, iscuriti dal buio, emergevano in filature d’oro, un gomitolo imbrogliato di fili ritorti leggerissimi che si accendeva in quei tratti di luce che riuscivano a penetrarvi, e guizzava; la vena che partiva dall’incavo, si azzurrava sul bicipite e vi scompariva affondandovi. Malgrado il diffuso odore della salsedine, Eugenio riconobbe il profumo celato in quel segreto alveo che nelle ore d’amore lo inebriava, e come sempre gli accadeva, d’impulso, amò Lilandt con percezione fisica intollerabile.
Ed è bello anche il piacere che si danno l’un l’altro. Torna di frequente il paragone con le rose e in generale con la natura, a elevare la materia trattata in un modo quasi banale nella sua semplicità:
«Fatti da solo… voglio assistere… mi piace… ti prego…», e se ne stava, torbido, presente, accanto a lui, e appena la fioritura sbocciava dal ramo, vi appoggiava sopra le labbra, a gustarsi il tocco dei nuovi petali, e se vedeva Lilandt riverso nei suoi succhi, irrefrenabili le mani vi correvano a bagnarsi, ad accarezzarlo.
La morte della bellezza incastona l’amore della coppia protagonista e l’amore per Napoli in tutte le contraddizioni della nostalgia per un’epoca passata, per una gioventù perduta, per l’amore assoluto di un momento. “Com’era bella Napoli quarant’anni fa” comincia il romanzo e le descrizioni tornano a dipingerla di frequente con non meno passione di quella riservata per Eugenio e Lilandt:
La barca filava e Lilandt stava ai remi, la guerra non riusciva a offuscare lo splendore del golfo, le fortezze volanti potevano uccidere tutti i napoletani, non avrebbero potuto sopprimere il segno della bellezza che cifrava la città, esaltata dallo sfarzo estivo che la grande stagione vi profondeva a piene mani. Il profilo metropolitano assorbiva l’insulto delle armi, nascondeva allo sguardo le piaghe inferte, rimaneva schiuso al sorriso, imperterrito, senza accusare i colpi. Arrogante, la natura sfidava gli stupratori. Vista dal mare, Napoli commuoveva, adagiata nella sua ipocrita serenità.
E ora, l’ennesimo mistero dell’editoria italiana: mi lascia di stucco che nessuno abbia rilanciato questo libro sull’onda del successo di Call Me by Your Name, visti gli svariati punti in comune (tra cui una scena che per quanto mi riguarda è l’equivalente della famosa scena della pesca: ). Ne è stato tratto un adattamento teatrale cinque anni fa, ma ci basta questo?
Che qualcuno lo pubblichi in inglese e salvi Patroni Griffi dalla nicchia delle introvabili edizioni fuori stampa a cui è relegato.
Profile Image for Thomas.
267 reviews5 followers
July 13, 2019
Eugenio and Lilandt meet in Naples during one of the bombings in 1943, developing an immediate attraction that tries to forget the noise of the war in the background.
This is the story of a love that is primarily physical, orgasmic, a pure celebration of and sublimation into beauty. The writing of G.P. Griffi is extremely refined, perspiring that sense of beauty in almost every page, and transfiguring the sex scenes with plenty of metaphors. The city of Naples itself, no matter how torn apart and exhausted by raids (and masterfully mirrored in the old house of Lilandt, where the two find shelter together), comes to life vividly in its attempt to passively resist and continue a normal daily routine.
Sometimes however, in the pursue for beauty, the story loses its grip due to long paragraphs or infantile behaviour of the characters.
Profile Image for Ary.
68 reviews2 followers
May 16, 2023
"La loro smagliante bellezza inconsapevole era mutata, forse maturata, certo perduta. Si guardarono con un mezzo sorriso e i loro occhi non potettero che contemplare il vuoto immenso in cui si rispecchiavano."

Primo approccio allo scrittore, ed è stato devastante. Avendo già letto opere di Philippe Besson, il finale così struggente e aperto ad una speranza che è un raggio di luce opaco tra la nebbia ancora fitta. Cerco di essere poetica, ma non ho la stessa penna di Griffi. L'opera a tratti risulta noiosa, in alcuni punti è lenta, poi riprende, galoppa. L'ho finito da neanche mezz'ora e non so bene come delineare i pensieri, ma prima che l'emozione sciami voglio ricordarmele mettendole per iscritto. Il quadro iniziale, sorvolando Lilandt, si apre con Eugenio. Eugenio premetto col dire che è il protagonista che meno sopporto, un po' altezzoso, sfacciato, ha la "faccia tosta", il modo di pensare un po' egocentrico, con pensieri che mi hanno fatto storcere il naso però contestualizzato all'interno della società dell'epoca e in quel nucleo famigliare (contrario a Terry, amico che per tutto il libro, dagli occhi di Eugenio, vediamo come sempliciotto, e invece a fine è l'unico che, per l'epoca, caccia sale in zucca e un apertura mentale bellissima). Comunque, Eugenio è un po' uno stalker - ragazze, ma quanto sarebbe inquietante se qualcuno chiedesse di andare in bagno sempre a quell'ora per vedervi mentre fate ginnastica fuori da una finestrella e fantasticasse su di voi, ma ancor peggio, visto che vi "ama" allora anche voi dobbiate poi amarlo? Lo zio una sberla ad Eugenio poteva anche dargliela. Ma, riallacciando il discorso, c'è questa scena in cui Eugenio si innamora perdutamente di Mariella (una ragazza dello stesso liceo, un po' più grande). Nonostante i primi segnali di omosessualità (o bisessualità, non linciatemi), è super convinto di amarla quindi un giorno, dopo che Terry (cucciolo Terry, il più maturo dei personaggi) prova a combinargli un incontro finito male, lui le rivolge la parola. Lei, solo perché non lo degnò di un saluto, andandosene, è stata "condannata" dal protagonista. Condanna che verrà riportata a fine libro quando ambedue * spoiler * perderanno il loro amore e Eugenio pensa che se lei gli avesse risposto al saluto, la loro sorte sarebbe stata diversa. E certo, perché invece la tua inettitudine non ha avuto alcuna valenza. Ripeto, il protagonista avrebbe avuto bisogno di una ramanzina.
Da dopo questo episodio, lui e Marinella non avranno più contatti se non alla fine dove lui perde Lilandt ( un uomo metà tedesco metà non ricordo, che vive in una villa appartenuta al padre e campa dando ripetizioni di tedesco tra una atto di piacere con qualcuno, o in proprio, e l'altra ) e Marinella perde l'amore di un generale tedesco che fino all'ultimo le dice che non avranno futuro perché lui sarà destinato a morire - ed è reticente a giacere con lei, cedendo poi ai desideri della ragazza. E qui, una parentesi per questo personaggio, che inizialmente un po' meh, prima corteggi la madre e poi ti fai la figlia, poi dice:

«Il Reich è finito, noi andiamo verso la morte, ancora qualche mese, e avremo cessato di vivere. Che cosa posso prometterti? Una menzogna? Se ti serve, te la regalo con tutto il cuore. A noi, la Storia non concede illusioni. A me, tu, puoi fare un solo regalo: non dimenticarmi, non farmi morire almeno nella tua memoria.»

CIOE'. RAGA'. BELLISSIMO. E qui ho ricordato un episodio di "Band of Brothers - Fratelli al fronte" dove Malchai incontra un soldato tedesco e scherzando gli chiede 'E voi da dove venite?' e il soldato risponde che viene da un paese americano vicinissimo quello dove vive Malachai e comprende che fu chiamato alle armi e tornare in Germania quando pochi anni prima la sua famiglia vendeva legna per l'inverno e alberi per Natale. Devastante. Malachai pensa che siano solo prigionieri, quindi lo saluta dicendo che si sarebbero rivisti di nuovo a 'casa', e invece poco dopo i soldati tedeschi vengono tutti fucilati e lo sapevano.
Va beh, al di là di ciò.
Eugenio ama Lilandt (nome che copio/incollo perché mi viene da scrivere Lindlt), ma non cede subito. Quindi diviene crudele, capriccioso, con lui. Qui si evince quanto Lilandt sia sottomesso a quelle pulsioni, giungendo a soddisfare i capricci di Eugenio fin quando non ne ha abbastanza. Eugenio, quando poi ci ripensa e si redime, temendo di accettare quell'amore, capisce che l'ha fatta grossa perché Lilandt quasi non lo uccide (e anche qui, una figura adulta con un po' di buona coscienza ce lo sogniamo). Scoop, Lilandt fa il passivo. Okay dettaglio su cui si può sorvolare ma Eugenio non ha manco diciotto anni, cioè, si può parlare di pedofilia anche se lui è attivo? Non lo so, non ci voglio pensare più di tanto.
Tra un bombardamento e un altro, Eugenio passa più tempo con Lilandt. Racconta balle allo zio (perché i suoi genitori sono morti, o meglio, il padre uccise la madre che aveva un'amante e poi si suicidò, Eugenio visse con la nonna fin quando non passò a miglior vita con la verità sulla madre), isolandosi, allontanandosi anche da Terry (avvicinandosi solo per i suoi comodi, in quanto Terry è un genio di matematica ma il padre morto lo ha lasciato con responsabilità addosso), guardando i propri compagni di classe un po' con disprezzo e aria di superiorità. Si concede poi a Lilandt, vanno in vacanza insieme, si divertono, si dedicano all'inibizione dei sensi e passione incuranti del futuro. Eugenio non sa che fare dopo il liceo, Lilandt ormai grande manco sa che fare, un bel connubio. Comunque, c'è un problema.
Lilandt è metà tedesco, ha l'aspetto da tedesco, e quando il fascismo cade e i tedeschi vengono cacciati, la gente inizia a mormorare su di lui. Lui non ha carte che attestano che sia nato a Napoli, il padre è morto senza che potesse sistemare le carte, poi è sopraggiunta la guerra ed è risultato difficile. Temendo ciò che poi succede - un uomo solo, in una grande villa, con molte persone che hanno perso la casa a causa dei bombardamenti e che lo guardano con rabbia quasi solo perché metà tedesco, lascia una lettera di addio a Eugenio.
Eugenio ne è distrutto. Piange. Litiga con lo zio, e lo affronta per sapere della madre. Lo zio non smentisce né gli fornisce informazioni, solo supposizioni. Lì, quando Eugenio esagera, ci vorrebbe una sberla ma lo zio gli da solo un avvertimento (tra l'altro insultando le cugine perché stupide, e le chiama per tutto il romanzo con il termine "ciucce" quando all'epoca, in una lettera che una delle cugine scrive innamorandosi di Lilandt, loro sanno che la loro istruzione, in quanto donne, è inferiore rispetto ai ragazzi e il ceto sociale non aiuta, Eugenio, sei un totale stronzo). Qui penso che sia perché in realtà lo zio ha voluto bene alla sorella, madre di Eugenio, e ne parli con distacco - non dirà mai 'mia sorella' - perché il dolore è troppo, comunque non è morta nel migliore dei modi e non ha avuto libertà di scelta per il matrimonio da come si evince dalle sue parole.
Eugenio dopo un lungo piagnisteo, riallaccia rapporti con Terry. Qui Terry fa mostra del suo essere maturo ed Eugenio ne è sorpreso ma Terry gli dice che è lui a non aver mai voluto parlare di argomenti, e che l'ha sempre pensata così. Lui vede la donna non come mezzo, ma come fine, e vuole prima avere una base stabile da offrire alla futura moglie o, aggiunge, ad un ragazzo se scoprirà di essere omosessuale. Ripeto, Terry il miglior personaggio con un'ampia apertura mentale. Eugenio propone a Terry di andare in America, ma Terry, l'unico con il buonsenso, gli dice che deve badare alla madre, deve guadagnare, e deve prendersene cura perché ora è capofamiglia. BELLISSIMO.
Le racconta di Marinella. Marinella che è rimasta incinta del tedesco, la madre vuole che se ne disfi ma lei è contraria perché lo amava. E qui, il nostro protagonista, ha una bellissima idea: sposare Marinella. Se non ci fossero stati in mezzo pensieri sadici, egocentrici, un po' menefreghisti per non assumersi le proprie responsabilità, avrei compreso. Lui le dice subito che non l'ama e non la amerà mai, ma le dice che stando insieme lei potrà sempre amare il suo amore e lui il proprio - dicendole che non le dirà mai nulla al riguardo. Lui comprende la scelta di Marinella, e non vuole che stia sola com'è solo per lui. Dinnanzi a Terry la getta sull'amore, ma ecco alcuni suoi pensieri:


pah 119. "[...] perfidia nel voler punire Marinella che, nel timido bel ragazzo che le rivolgeva la parola alla curva di Posillipo, non aveva saputo riconoscere l’amore, punirla per aver opposto un rifiuto, così gli pareva adesso nella mente offuscata, al dono della sua verginità dedicata a lei per prima. E legarsela, non col cuore e coi sensi, ma con la tortura della ragione, tramite un vincolo che egli non avrebbe acconsentito mai a sciogliere, non era un’ardita punizione? Per costringerla a mantenersi fedele, così come egli si costringeva, all’amore che avevano scelto liberamente ognuno per marcare la propria vita: bisogna essere all’altezza del tormento che si attinge, pensava Eugenio, non lo si può disperdere.
Ed era altrettanto perfido, l’averla imprigionata per impadronirsi del suo bambino, bastardo come egli riteneva di essere, mezzo tedesco mezzo napoletano com’era Lilandt, che gli serviva per prolungare nella sua, la vita di Lilandt."


Almeno spero che guadagnerà per darle una vita dignitosa, avendola stretta a sé per egoismo.
Comunque, folks, il finale è bellissimo. Lui e Marinella, storie che si erano divise ma che avevano percorso gli ugual binari paralleli e alla fine si ritrovano, ambedue senza il proprio amore - ambedue tedeschi, tra l'altro. Al di là della storia, dei personaggi, lo stile di scrittura è bellissimo. Ci sono state metafore che io avrei risparmiato perché dispersive, ma alla fine, la bellezza delle descrizioni batte tutto. E Napoli, bella anche sotto i bombardamenti.

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Profile Image for Raphæl Leroux.
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December 26, 2017
Elogio all'estetica e all'abbandono sensuale.

Bellissime sviolinate poetiche che scivolano nell'erotismo in cui la bellezza fisica è la protagonista indiscussa, non Eugenio, non Lilandt, ma la prestanza fisica che vibra di pura sensualità. I sentimenti vengono meno, tranne la violenza scaturita dalla lontananza dei due corpi.
Profile Image for Chris.
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November 16, 2022
Poesia fatta prosa. Un romanzo d'amore tra i più belli e drammatici. Fin dalle prime pagine, in questa atmosfera di guerra, si respira il dramma che andrà a consumarsi. Si sa che non potrà continuare eppure si spera, si vive e si fa l'amore con Eugenio e Lilandt perché questo è amore. Le scene erotiche non stonano né sono eccessive, anzi rappresentano benissimo il legame di anime che si fondono per stare insieme per l'eternità, anime che si scoprono per caso contro ogni previsione e credenza, anime che scelgono di viversi appieno e di morire l'un per l'altra. Perché è amore eterno quello che i due hanno vissuto e nulla li può contaminare, anzi nonostante la sparizione di Lilandt Eugenio non smette di amarlo, e si sposerà con marinella incinta perché il di lei figlio gli ricorda l'uomo amato e per sempre lo cercherà. Commovente. Lo stile di scrittura elegante e raffinato. Avrei voluto non finisse mai. E sono sicuro che Eugenio e Lilandt si incontreranno di nuovo.
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16 reviews
January 8, 2019
La forza del romanzo non sta tanto nella trama, che nella seconda parte perde ritmo, né forse nella caratterizzazione dei personaggi, dipinti quasi come bozze, apparentemente incompleti.
La meraviglia sta nella lingua utilizzata, nel potere straordinario di un italiano rotondo, ricco, bellissimo. Dipinge paesaggi che quasi si riescono a vedere, costruisce immagini nitide, tira fuori le emozioni che tutti abbiamo provato e le mette su carta dando loro corpo, spessore, tridimensionalità. Ci si sente parte dei momenti e delle emozioni, è quasi come viverle, essere nello stesso letto coi i protagonisti e capire ogni virgola di quello che provano. La vera bellezza del romanzo è la sua forma, che per fortuna è eterna, e non c'è morte che possa farla sfiorire.
Profile Image for josntgd.
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March 19, 2024
“alla bellezza”

C'è un momento, al crepuscolo, in cui il buio si solidifica, oggetti e persone sono masse opache nitide nei contorni ma prive d'espressione, cineree sculture, è un'ora di profondo abbandono per due amanti, in una camera; le voci rallentano il parlarsi, si aspetta il cadere della notte e lo si dimentica, lo si lascia oltrepassare per ritardare il gesto meccanico di accendere le lampade; due ombre, meglio se discoste, si misurano con lo sguardo assorbito dall'oscurità, e le loro parole, nell'impudicizia ormai acquisita, servono a coprirne altre, semplicissime, che non si pensano, ma esistono nella verecondia dello spirito, come la piccola frase non portata alla luce che giaceva nei cuori dei nostri Eugenio e Lilandt: "vorrei morire con te”.
Profile Image for Intervalla Insaniae.
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October 23, 2020
Canto d’amore per Napoli. Esteticamente perfetto, tanto da far l’amore tra gli iris o come vittime sacrificali di un rito antico. Bellissimi i protagonisti, bellissime le loro parole, bellissimi i loro pensieri, in una summa di kalòs kai agathòs da far diventare Lilandt ed Eugenio, nomi da predestinati, due nuovi eroi tragici.
Perfezione di immagini da essere quadri ad ogni pagina, con una prosa che si spinge alla ricerca della parola perfetta, non elegante per essere elegante ma per poter adeguarsi alla dimensione sacra imposta dalla vicenda. Nobilissima sacralità pagana, ovviamente, appannaggio di eletti.
Su questo sfondo si sviluppa un amore anch’esso bellissimo e perfetto, puro della purezza delle vergini e del fuoco, e quindi sterile, irripetibile: un amore tanto santo da annullare le esperienze precedenti, di Lilandt, e future, di Eugenio, di questo se ne può essere certi.
Ma attenzione, la perfezione di cui si canta qui non è quella fredda ed immobile del marmo, è la perfezione calda e liquida della carne, del mare, della morte.
Che amore da invidiare, da agognare, da rimpiangere, o dei antichi!
Sembra di aver parlato di scenari impossibili, finora, di vette così alte da non poter essere mai raggiunte. Eppure se c’è un dio che scende dall’Empireo, che fa della terra un cielo, che tocca gli esseri umani per farli, brevemente, diventare altrettanti dei, tale dio è proprio Amore.
Ma Amore è impastato con la morte e dove passa distrugge, così si sgretola Napoli con la bellezza terribile della distruzione, spettacolo abbacinante e sensuale, da far sembrare lo scopo di tanta bellezza l’essere dilaniata.
Morte della bellezza, ma anche amore per la morte e bellezza dell’amore.
Profile Image for jo.
105 reviews6 followers
January 10, 2023
"Perché siamo troppo giovani per illuderci che tutto questo durerà una vita, come dovrebbe durare.. avrei preferito che ci incontrassimo da vecchi." "Due vecchietti che si amano?" tentò di sorridere Lilandt. "Perché no? Almeno, avremmo potuto dire, sarà per tutta la vita.."


lascia un vuoto dentro. un "cosa sarebbe potuto essere".
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Profile Image for fedepigeons.
94 reviews6 followers
January 29, 2020
3.5
Bella la trama, i personaggi, e anche l'ambientazione italiana. Il problema è che si affoga in descrizioni inutili. Mi sono ritrovata più volte a cercare i dialoghi. La narrazione dovrebbe essere collocata nei tempi e modi giusti, altrimenti il libro diventa noioso.
Profile Image for Alex.
56 reviews
January 25, 2025
C'e il mio primo libro in Italiano. Lo ho letto per due anni. Che splendida bellezza! Mi avuto molto piacuto Lilandt tutto tempo. Voglio leggere la continuita, cosa succederà agli protagonisti tra dieci anni...
27 reviews
January 4, 2026
Lettura obbligatoria per i napoletani gai e consigliata per tutti gli altri
Profile Image for Laura Costantini.
Author 48 books97 followers
July 10, 2019
"Noi siamo la formula uno dell'amore"
Questo dice Lilandt a Eugenio. Perché il loro amore è perfetto, troppo bello per sopravvivere alle ingiurie del tempo. Lilandt, metà napoletano metà tedesco è bellissimo e votato all'autodistruzione. Eugenio, tutto napoletano e tutto passione, quel loro amore lo vuole salvare a ogni costo. E, in certo sorprendente senso, lo fa. Più maturo, nonostante i propri diciassette anni. O forse più idealista. Un romanzo erotico e di formazione, splendido in ogni singola riga. Uno stile prezioso come le riggiole settecentesche della villa a picco sul mare che custodisce i due giovani amanti mentre Napoli viene assassinata nella propria bellezza. Da leggere, conservare, riassaporare. Consigliatissimo.
Profile Image for Rosalba.
249 reviews33 followers
June 18, 2012
e 1/2 *
La paura avvicina Eugenio, bellissimo adolescente e Lilandt, giovane insegnante di tedesco, entrambi sorpresi da un bombardamento in un cinema nella bella città di Napoli sconquassata dalle deflagrazioni dell'ultima guerra. I due giovani stesi a terra sotto le poltrone a ripararsi dai calcinacci, stretti in un abbraccio per darsi coraggio l'un l'altro, finiscono per baciarsi appassionatamente sulla bocca, come due amanti. Inizia così questa bellissima storia d'amore omosessuale, dolcissima, tormentata e profondissima. La guerra li ha uniti e la guerra li dividerà, ma resterà l'amore, quello vero, quello per tutta la vita. ".....lo avrebbe rincontrato, ne era certo. Non importa quando. Come gli sarebbe piaciuto vederlo invecchiare sotto i suoi occhi, avrebbe continuato ad amarlo lo stesso, anche da vecchi, vecchi tutti e due. E gli sarebbe piaciuto vederlo morire tra le sue braccia, per accompagnare con baci la sua morte, una morte tutta per sé, privata, per seppellirselo nella terra di uno dei suoi giardini, dove aveva sepolta tanta parte della sua vita, e metterci sopra un sasso con scritto di suo pugno “alla bellezza” ".
Profile Image for Lucia.
237 reviews25 followers
August 31, 2015

Va in scena la Passione con la P maiuscola.
Aulica e sublime, rozza e carnale,
e oltremodo, oltreconvenienza, oltrelogica romantica.
Napoli assediata è il teatro in cui viene rappresentata.
Gli schianti delle bombe e le urla di paura, la sua colonna sonora.
Il linguaggio usato è una scrittura colta con una certa e gradita malagrazia, che eleva gli atti più terreni a cerimonie sacre, investendo di significati solenni ogni singolo gesto, ogni più misero oggetto.
Gli interpreti: giovani la cui bellezza è tanta e tale per essere un ancor più gradito obolo da pagare alla Dea Passione, e da essa ne sono consumati, arsi, svuotati, resi sepolcri viventi dei loro perduti, ma in eterno cristallizzati, amori
"Il mio cuore è bruciato e come il tuo, tiene cara la sua cenere. Non posso dirti altro, non mi chiedere altro. Restiamocene ognuno coi segreti dei nostri amori"
Profile Image for Σικανός.
24 reviews
November 4, 2025
Un libro che a tratti mi è molto piaciuto e per altri versi mi ha stancato.
La trama è interessante, passionale, folle. Il modo in cui è scritto stanca, ho dovuto rileggere certi passi 3 volte per capire chi fosse il soggetto.
Molte pagine le ho trovate superflue, inutili, ridondanti.
Momenti di bravura e momenti di spazzatura direi.
La fine ha distrutto la bellezza del libro!
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