Brian Townsend, il nostro protagonista, è stanco di nascondere la propria omosessualità.
Quindi, una sera a cena, confessa il suo segreto agli amati genitori, aspettandosi un po’ di maretta e poi un abbraccio collettivo di riappacificazione.
Brian non è preparato al netto rifiuto che riceve e, in men che non si dica, viene rinnegato dalla famiglia e cacciato dal suo branco e da casa.
Ancora sconvolto e incredulo, il giovane vaga senza meta, con i soli vestiti che ha addosso e pochi soldi, fino a che il suo furgone non ha un guasto all’entrata della cittadina di Leyburn.
Il Fato gli dà il colpo finale nel momento in cui, a soccorrerlo, non arriva altri che il suo compagno predestinato. Brian lo riconosce all’istante; peccato che l’uomo rifiuti di ammettere la loro connessione e, trattandolo bruscamente, lo abbandona facendolo piombare nella disperazione più nera.
L’agente di polizia, Marcus Holland, sta vivendo un paio di giorni orribili.
Anzitutto, ha rotto con Stacey, la ragazza che frequenta, perché non è vero amore e lei sta tentando di incastrarlo, legandosi a lui con l’inganno.
Stacey, che è ossessionata da lui, non gli dà tregua e non vuole rassegnarsi.
In aggiunta a questo, anche la madre di Marcus lo tartassa, affinché si sistemi e le procuri dei bei nipotini, poiché è l’unico figlio etero.
Marcus sente fortemente la responsabilità di tramandare il nome degli Holland e vorrebbe anch’egli, in cuor suo, formare una famiglia felice e avere tanti cuccioli, ma non con una donna a caso. Marcus sta aspettando la sua vera compagna e non vuole accontentarsi con niente di meno.
Quando soccorre un vecchio furgone e il tizio alla guida lo dichiara suo compagno, Marcus entra in modalità di negazione completa. Non importa se il profumo che sente è sublime, non importa neppure che il suo corpo stia inequivocabilmente reagendo a quello dell’altro e che il suo lupo interiore stia scodinzolando… lui non è gay e quel tale non può essere il suo destino. Punto.
Affossando ogni remore, Marcus fugge via e, incurante del dolore che provoca a Brian, gli intima di andarsene dalla città al più presto.
Dopo aver perso la sua unica ragione di vita, Brian è davvero al capolinea. Ma, raccogliendo i cocci della sua esistenza, non si dà per vinto e decide che, se il suo compagno non lo vuole… allora forse non lo merita. Appena possibile, se ne andrà da quel posto disgraziato e non lo rivedrà mai più.
Anche Marcus è fermamente convinto che le loro esistenze dovrebbero scorrere su binari separati, quindi decide di rivedere Brian un’ultima volta e sincerarsi definitivamente che loro due non sono partner destinati.
Purtroppo per lui, Marcus non riceve alcuna conferma delle sue convinzioni e, anzi, ritrovarsi a contatto con Brian dà dei segnali inequivocabili, ma il giovane lo tratta freddamente, perché il suo rifiuto iniziale lo ha segnato nel profondo. Quando un compagno respinge la sua anima gemella crea una frattura dolorosissima e Marcus, dopo aver ceduto all’inevitabile accettazione, dovrà farsi perdonare e riconquistare la fiducia di Brian.
Nell’appianare il dissapore interviene il fratello di Marcus, Alexander, che è l’Alpha del branco a cui Brian è costretto a chiedere ospitalità.
Alex fa rinsavire Marcus, che finalmente dà il via al corteggiamento e all’amore che Brian non tarda a corrispondergli, regalandoci un sacco di scene hot e molto, molto zuccherose.
Tutta la famiglia Holland accoglie Brian come un nuovo figlio, consolandolo per la perdita della sua famiglia d’origine.
Quando, a metà del libro, i due protagonisti si marchiano vicendevolmente, si cede il passo a maratone di sesso e coccole e sembrerebbe che nulla possa turbare la loro meritata felicità.
Tuttavia, seppur tardiva, Stacey non si rassegna e sfida Brian per decidere chi sarà il vero compagno di Marcus. Per vincere, la donna è disposta a tutto. Brian riuscirà a riaffermare il proprio diritto sull’uomo che ama?
Devo dire che il libro, nella parte iniziale, è molto coinvolgente. Si percepisce benissimo ogni sentimento di Brian, la sua incredulità, il dolore, la disperazione.
Nella seconda parte, si dà il via ad un sacco di scene molto dolci, a volte un po’ stucchevoli e ripetitive, benché sia sempre gradevole vedere due maschioni mentre si rotolano fra le lenzuola.
L’intervento di Stacy, francamente, mi sembra un tentativo non particolarmente riuscito di movimentare la trama su un finale già evidente. Il suo personaggio avrebbe potuto avere un suo perché, ma la tempistica mi sembra sbagliata.
Non ci sono grandi drammi né scene adrenaliniche, ma rimane una storia discreta, che all’inizio farà sfuggire qualche lacrima e poi saprà coccolare il lettore come un buon intrattenimento.