Purtroppo Special Exits è un fumetto di cui non sento molto parlare ed è un vero peccato, vi basti sapere che è considerato uno dei titoli fondamentali della storia del fumetto tanto da far parte della 50 Essential Graphic Novels stilata da AbeBooks (mercato online mondiale per il commercio elettronico di libri).
Quella narrata da Joyce Farmer è una storia di decadenza fisica e mentale di due anziani, marito e moglie, prossimi alla fine della loro vita.
È stata dura leggere questo fumetto soprattutto perché sto vivendo sulla mia pelle, con mia nonna materna in particolare, quello vissuto da Lars e Rachel. E per quanto poco Special Exits non fa pensare solo ai propri nonni ma anche ai propri genitori che prima o poi saranno i futuri Lars e Rachel, e a te stessa perché a tua volta tu e il tuo compagno di vita sarete i prossimi Lars e Rachel.
È la vecchiaia, e non ci si può fare nulla, anzi, forse bisogna essere grati di arrivare vivi fino a 80 anni.
Ci si sente impotenti di fronte al decadimento cognitivo ma anche di fronte a quello fisico. Ci si rende conto che i tuoi genitori o i tuoi nonni non si ricordano più che giorno è, che il loro fratello è morto anni prima, che hanno mangiato da dieci minuti, che non mangiano adeguatamente perché se anche gli prepari pranzo e cena poi loro se la dimenticano in frigo. Ci si rende conto che non sono più in grado di alzarsi dal letto, che se provano a stare in piedi senza un sostegno cadono, che non riescono a farsi una doccia o a tagliarsi le unghie dei piedi. Per quanto tu, figlia o nipote, possa pensare a tutto c’è sempre qualcosa che ti sfugge e l’impotenza è uno dei sentimenti più forti che si provano.
Joyce Farmer è stata molto brava: non ci sono sentimentalismi e forzature; quello che lei ha vissuto e ha disegnato e scritto è vero, è dannatamente vero. Sono le peripezie di tutti i giorni, le discussioni di tutti i giorni, le ripetizioni di tutti i giorni da cui non c’è scampo.
È stata una lettura veramente triste e allo stesso tempo consolatoria perché chi legge e sta vivendo una situazione del genere non si sente solo e questo, per quanto mi riguarda, mi ha dato un po’ di forza e di conforto.
L’unica cosa negativa di questo fumetto, che è assolutamente un gusto personale, sono i disegni. Lo stile della Farmer non rientra tra i miei preferiti; il problema non è il bianco e nero ma la quantità: troppe tavole in una pagina e troppo piene, troppo ricche di dettagli che più volte mi mandavano in confusione, mi sentivo la testa pesante e trovavo difficile proseguire con la lettura dopo un po’.
A parte questo piccolo dettaglio Special Exits è una storia toccante e vera; un fumetto che ho apprezzato veramente tanto e che vi consiglio spassionatamente.