Un Deaver doc che ci riporta ai tempi del bellissimo Il collezionista di ossa, anche se non proprio allo stesso livello. E a questo, in effetti, si collega. Solo che non sono le ossa ad interessare il killer, ma la pelle.
La palpa, la tocca, la carezza, ne saggia la consistenza, quasi l’assapora... poi la tatua, ma al posto del colore negli aghi della macchinetta è inserito un veleno.
Dolore, tanto... strazio... poi la morte. Atroce.
I tatuaggi sono messaggi, in questo caso numeri, da decrittare, uno tra i giochi preferiti da Lincoln Rhyme.
Colpi di scena che in parte ti aspetti, pochi, labili e falsi indizi e nuovi scenari, collegamenti con altri casi e altri soggetti, ma con JD non sono mai totalmente scontati e spesso lasciano intravedere nuove trame a seguire. Me li sono goduti, uno dietro l’altro, fino alla fine.
Solo un piccolo appunto: il “movente” che ha portato agli omicidi non ha propriamente incontrato il mio favore, facendo scadere in parte il giudizio finale, anche se capisco che la componente razziale ha la sua ragion d’essere tra gente con la mente fuori posto, esaltata al limite.
Preferisco, in realtà, quando alla base degli orrori narrati esistono motivazioni (e/o perversioni) a livello personale/psicologico che fanno rabbrividire, pelle d’oca inclusa; quando è necessario entrare nella mente del pazzo di turno per capirne le deviazioni attraverso le azioni passate e per prevenire quelle future.
In una parola: Suspense (yes! con la S maiuscola).
E adrenalina.
Ma, tutto sommato, in questo romanzo ce n’è abbastanza di entrambe, quanto basta per farne un buonissimo thriller.
P.S.: La cosa più pregevole di questo libro: la dedica a firma dell’Autore. Il mio primo incontro con JD, cinque anni fa. Adoro 🥰
🌎 LdM 2019 -> USA: New York
📚 RC 2019 - Lo scaffale traboccante
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✍️ J. D.