Hitori Gotō, una ragazza introversa e con gravi difficoltà comunicative, inizia a suonare la chitarra alle scuole medie nella speranza di farsi degli amici e salire un giorno su un palco. Tuttavia, la sua timidezza estrema le impedisce di interagire con gli altri o di unirsi a una band. L’unico spazio dove riesce a esprimersi è internet, dove pubblica cover e brani originali con il nome utente “guitahero”.
Un giorno, mentre suona da sola in un parco con la sua chitarra, viene notata da Nijika Ijichi, una batterista energica e determinata, che le propone di unirsi alla sua band. Nijika non sa che Hitori è proprio la famosa “guitahero” di cui è fan. La band prende il nome di Kessoku Band (che tu hai tradotto come “le fascette”, riferimento ironico ai lacci da elettricista).
Hitori, che sceglie il nome d’arte Bocchi (da “hitori bocchi”, che significa “sola”), accetta di unirsi alla band, anche se fatica moltissimo a comunicare e a suonare in gruppo. Nonostante ciò, mostra un talento chitarristico notevole.
La band si mette alla ricerca di fondi per registrare i loro brani e trovare una cantante ufficiale. Iniziano così a lavorare part-time in una live house gestita dalla sorella maggiore di Nijika.
Nel frattempo Bocchi riesce a convincere Kita Ikuyo, una ragazza allegra e popolare, a tornare nella band. Kita era scappata dopo essersi accorta di non saper suonare la chitarra, ma Bocchi le promette di darle lezioni. Kita ammette di avere una vera e propria ossessione per la bassista Ryō, a tal punto da sognare un rapporto madre-figlia con lei (un’esagerazione comica tipica della serie). Ryō, eccentrica e impassibile, accetta di tornare stabilmente nel gruppo, anche se riluttante all’idea di dover cantare.
Le ragazze iniziano a scattarsi foto per i loro poster promozionali e Bocchi, pur nella sua goffaggine, si sente parte del gruppo. Riesce persino a comporre una canzone, incoraggiata da Ryō a metterci la sua personalità. Bocchi si accorge così di aver fatto grandi progressi: riesce a guardare gli altri negli occhi, lavorare in gruppo e persino affrontare alcune situazioni sociali, tutto nell’arco di pochi mesi.
Nel volume si parla anche del festival sportivo scolastico, un evento vissuto da Bocchi come un incubo, simbolo delle difficoltà che le persone timide e non atletiche incontrano in ambienti sociali forzati.
Infine, la band tiene un piccolo concerto. Anche se il pubblico è di sole sei persone, le ragazze si divertono e sentono di essere cresciute. Dopo lo spettacolo, Nijika si apre con Bocchi: le racconta di aver perso la madre da piccola, di avere un padre sempre assente e una sorella maggiore che si prende cura di lei. Nijika rivela anche il suo sogno: rendere famosa la live house della sorella e farla diventare un punto di riferimento per le band emergenti. Inoltre, scopre finalmente che Bocchi è la celebre “guitahero”, rimanendo colpita e ammirata.