Torperterra è un paese vicino a Divertimentificio, sta in Romagna e c'è stato un momento che passava di lì la linea gotica.Il Tensore di Torperterra è una storia abbastanza vera, abbastanza perché la linea gotica ci è passata davvero, perché i bombardamenti ci son stati sul serio, e perché, soprattutto quella bellezza quotidiana da cercare a tutti i costi lì c'è. E anche il bello di certe persone c'è. Ma la cosa bella di questa storia è che facendo quei giri lì tra gli anni della guerra e i giorni nostri permette, un pochino, di fare la pace. Perché quella faccenda che hanno ammazzato Nino alle spalle, i tedeschi, mentre guardava il mare non va bene nemmeno un po'. Nemmeno adesso che son passati degli anni. E se la guerra è finita, ci son sempre degli strascichi. Ma per una volta è una faccenda che si risolve a schiaffoni, tra vecchi amici, e nonostante tutto, in fondo finisce bene. E si fa la pace anche perché si ride un sacco, e perché la Romagna vien fuori come un posto in cui bisogna trasferirsi e, soprattutto, perché d'inverno, il mare, è tutta un'altra cosa.Quindi, se ti interessa farti raccontare una storia di quelle che te le raccontavano i nonni, quelle del tempo di guerra, con il vantaggio che non la racconta un nonno ma un papà, ecco, questo qui è il libro giusto, che poi, come dicevamo, fa pelare dal ridere.
*** Recensione a cura de La Redazione di PescePirata ***
La storia si svolge a Torpeterra, in provincia di Divertimentificio. Comincia raccontando la vita quotidiana del paese dal punto di vista di un suo abitante psicanalista, per poi svilupparsi in un giallo con connotazioni storiche. Nonostante i nomi dei paesi e dei personaggi siano stati cambiati, c’è molto poco di inventato in questa storia: la vita di tutti i giorni è quella reale e la linea gotica è veramente passata di lì. Il Tensore di Torpeterra contiene di tutto: c’è comicità e tragedia, c’è la guerra e il perdono, c’è l’amore, l’amicizia, la famiglia. C’è vita tra le sue pagine, una vita che dipende dal mare, una vita romagnola come i protagonisti. Una lettura che ho trovato molto piacevole. La storia è scritta in maniera cruda, diretta, ma da romagnola posso dire che, anche senza utilizzare espressioni dialettali, è scritto in vero romagnolo, con un linguaggio che non lascia nulla all’immaginazione. A proposito, cos'è il tensore? In matematica i tensori sono utilizzati per descrivere lo spazio-tempo e sono utilizzati da Einstein per la formulazione della teoria della relatività. Cosa c'entra con il libro? Leggete e lo scoprirete.
Devo dire la verità, stavo per lasciarlo prima della fine del primo capitolo. Poi è cominciato il racconto del 1944 e dell'occupazione tedesca ed è diventato amore. Consigliato. Se faticate sul primo capitolo, considerate che i personaggi sono comunque bei personaggi, andate avanti e poi la storia fila liscia, con qualche cazzotto nello stomaco dove è giusto che tiri cazzotti nello stomaco.
Anche se i miei amici me lo consigliavano molto caldamente, ho aspettato quasi due anni per iniziare a leggere questo ebook e devo confessare che il primo capitolo mi aveva lasciato molto freddo. Ma passato questo scoglio la storia è davvero filata via che era un piacere, e mi è dispiaciuto quando è terminata. Nel libro c'è davvero la Romagna (quando ho letto del bigliettino con su scritto "Voi, avanti così" ho sentito proprio l'accento emiliano). La storia si dipana tra la seconda guerra mondiale e (quasi) oggi, nella Romagna vicino a Divertimentificio - come il nome dell'album di Fabrizio De Andrè - dove tutti sono un po' matti ma sono contenti così. Il tensore c'è davvero, e la cosa mi ha spiazzato perché io pensavo al tonsore (che c'è anche, ma non conta). Ci si diverte ma ci sono anche brani molto tristi. Insomma, leggetelo: mica posso spiattellarvi tutto!