En «Los intelectuales y la organización de la cultura» Gramsci elabora una concreta investigación de la contradicción dialéctica entre la infraestructura productiva y la superestructura social. Los intelectuales, sostiene, no forman un grupo social autónomo e independiente, sino que están determinados por los grupos y clases sociales en pugna. Esa determinación es objetiva, y los intelectuales, consciente o inconscientemente, cumplen una función social, una función de clase que se encarna en un contexto histórico concreto.
Antonio Francesco Gramsci was an Italian Marxist philosopher, linguist, journalist, writer, and politician. He wrote on philosophy, political theory, sociology, history, and linguistics. He was a founding member and one-time leader of the Italian Communist Party. A vocal critic of Benito Mussolini and fascism, he was imprisoned in 1926, where he remained until his death in 1937.
During his imprisonment, Gramsci wrote more than 30 notebooks and 3,000 pages of history and analysis. His Prison Notebooks are considered a highly original contribution to 20th-century political theory. Gramsci drew insights from varying sources — not only other Marxists but also thinkers such as Niccolò Machiavelli, Vilfredo Pareto, Georges Sorel, and Benedetto Croce. The notebooks cover a wide range of topics, including the history of Italy and Italian nationalism, the French Revolution, fascism, Taylorism and Fordism, civil society, the state, historical materialism, folklore, religion, and high and popular culture. Gramsci is best known for his theory of cultural hegemony, which describes how the state and ruling capitalist class — the bourgeoisie — use cultural institutions to maintain wealth and power in capitalist societies. In Gramsci's view, the bourgeoisie develops a hegemonic culture using ideology rather than violence, economic force, or coercion. He also attempted to break from the economic determinism of orthodox Marxist thought, and so is sometimes described as a neo-Marxist. He held a humanistic understanding of Marxism, seeing it as a philosophy of praxis and an absolute historicism that transcends traditional materialism and traditional idealism.
La vera domanda che si pone è se Gramsci era davanti agli altri con i pensieri troppo soffisticati o gli altri erano troppo dogmaticamente bloccati nei cliche' socio dualistiche e Gramsci era normale ; e gli intellettuali ? - chi doveva svegliare la cultura oppure crearla ? - I pseudo-intellettuali ? - Il pseudointelletualismo girava con il pensiero di Raskolnikov che l'intelligenza poteva e doveva sacrificare certi soggetti bloccati con il pensiero per creare una progressione umanistica. Ma se e' cosi , allora la intelligenza doveva perdere la propria intelligenza per creare una progressione umanistica ; nessun organismo con un pensiero sviluppato vorrebbe andare al di la sulla schiena di un altro organismo; se fa cosi significa che usa il suo instinto animalistico portando il imperativo naturo-animales della sopravivenza ; e proprio il pensiero e il ragionamento che ci distinguono ed allontanano dall'imperativo di sopravivere. La pseudointelligenza e' sinonimo del rispetto per le regole della giungla. Il vero intellettuale crea situazione e ricerche per l'uguaglianza , anche se il oggettivismo dipende dal soggettivismo ; l'intelligenza deve cercare di portare ogni soggetto in posizione di opportunita' di sviluppo anche se questa opportunita' sara' o non sara' transizione nella intelletualita' e la ricerca della progressione umanistica in dipendenza dalle scelte determinate dallo stesso soggetto ; ma la opportunita' deve esistere ; anche le conseguenze posteriori dall'opportunita' ma anche le conseguenze posteriori dal determinismo soggettivo.
Como sucede con el primer volumen, el que versa sobre el materialismo histórico y la filosofía de Croce, este libro tampoco es una edición crítica. No indica, por ello, el número de cuadernos de los que se toma la selección sobre este tema ni la justifica. Adolece, además, de un aparato crítico que complemente y facilite su lectura. En lo que respecta al contenido, el libro se divide en tres secciones: la primera versa sobre las bases para la comprensión de los intelectuales (que, por cierto, no son para Gramsci como lo son para otros: personas dedicadas al trabajo libresco, humanístico, y al comentario de asuntos políticos) su función en la cultura (como organizadores y dirigentes); la segunda, sobre la pedagogía y la tentativa de elaborar el pilar de una escuela única; por último, sobre el periodismo y el trabajo editorial. Quien decida leer este pequeño texto se encontrará, sin dudas, con una compilación de reflexiones que parecen muy adelantadas a su época por la complejidad con la que son elaboradas a la hora de discernir entre los elementos y los hilos que los unen.
“il modo di essere del nuovo intellettuale non può più consistere nell’eloquenza, motrice esteriore e momentanea degli affetti e delle passioni, ma nel mescolarsi attivamente alla vita pratica, come costruttore, organizzatore, «persuasore permanentemente» perché non puro oratore – e tuttavia superiore allo spirito astratto matematico; dalla tecnica-lavoro giunge alla tecnica-scienza e alla concezione umanistica storica, senza la quale si rimane «specialista» e non si diventa «dirigente» (specialista + politico).” 1- Per una storia degli intellettuali Pág. 35
Aunque no soy fan de Gramcsi, sus divergencias y teorías sobre que es un intelectual y su desarrollo en el devenir histórico de las naciones resulta interesante. Cómo, cada grupo social crea a sus intelectuales y la importancia de las nuevas generaciones.
Una lettura obbligatoria per chi volesse capire il panorama intellettuale italiano dell'epoca. Molte analisi, soprattutto nella parte dell'organizzazione della cultura (in particolare quelle su scuola e università), sono ancora attuali.