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Il romanzo dei Windsor. Amori, intrighi e tradimenti in trecento anni di favola reale

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Se il buon nome e il successo della monarchia britannica dipendessero dalla gloria degli antenati, Elisabetta II rischierebbe di trovarsi a mal partito: nessuno infatti ha lavorato più alacremente di molti suoi predecessori per demolire l'immagine della dinastia. Seguendo a ritroso l'albero genealogico dell'attuale regina, ci si imbatte in una serie di veri campioni di dissipatezza e follia. Donnaioli incalliti ricattati dalle amanti come Edoardo VIII, che abdicò per sposare l'americana Wallis Simpson, o Edoardo VII, al quale la madre - la solida e severa regina Vittoria - indirizzava inutilmente accorati richiami al dovere. Genitori sadici come Giorgio I, il re arrivato all'inizio del 1700 dal principato di Hannover, che sfrattò il figlio e la nuora separandoli dai loro bambini. Scialacquatori di ricchezze come Giorgio IV, in gioventù bello e raffinato quanto il principe delle favole, che per ripianare i suoi debiti fu costretto alle nozze con una donna che gli ripugnava. Per fortuna, fra sordide guerre dinastiche e scandali di letto spuntarono anche matrimoni fortunati e figure capaci di garantire la stabilità e il successo della monarchia: come quella di Elizabeth Bowes-Lyon, l'indimenticabile Regina Madre - volontà di ferro dietro il sorriso soave che conquistò non solo il cuore del balbuziente e incerto Giorgio VI, ma anche l'affetto dell'intera nazione.

305 pages, Hardcover

First published September 1, 2013

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About the author

Antonio Caprarica

34 books27 followers
Ha esordito nel mondo giornalistico come redattore sindacale del settimanale Mondo Nuovo; tra il 1976 e il 1978 ha commentato prima la cronaca romana e poi la politica interna su l'Unità, in seguito è stato per soli nove mesi da febbraio a ottobre 1989 condirettore del quotidiano romano Paese Sera. Con Giorgio Rossi, ha scritto il suo primo libro: La ragazza dei passi perduti, nel 1986.
Nel 1989 ha lasciato la carta stampata per dedicarsi alla televisione: entrato in Rai, si è occupato di politica estera, poi è inviato e, quindi, corrispondente fisso del Tg1 nei paesi mediorientali, con base al Cairo ed a Gerusalemme. È inviato in Afghanistan, sui carri armati sovietici, che si ritirano sotto l'offensiva dei mujaheddin. Poi a Baghdad, nell'autunno del 1990. Quando è scoppiata la prima guerra del Golfo, si è trovato a Gerusalemme e ha raccontato la caduta degli Scud su Israele.
Nel 1993 è trasferito a capo dell'ufficio di corrispondenza Rai di Mosca, sotto la presidenza di Boris El'cin. Ha intervistato Michail Gorbačëv, è si è recato a Groznyj, capitale della Cecenia. Nel 1997 è spostato a Londra, occupando lo stesso incarico per la Rai, ma per la capitale britannica. Dopo nove anni nel Regno Unito, nel marzo 2006 è stato posto a capo della Rai di Parigi.
È ritornato in Italia nel novembre 2006: è arrivato il momento in cui ha incominciato a dedicarsi alla radio. È stato, infatti, nominato direttore del Giornale Radio Rai (GRR) e di Rai Radio Uno, incarichi che ha mantenuto sino ad agosto 2009. Nel Settembre 2010 ritorna nella sede di corrispondenza britannica della Rai a seguito del reintegro da Parte del Giudice del lavoro.

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Displaying 1 - 11 of 11 reviews
Profile Image for Claire.
142 reviews56 followers
August 13, 2016
Ero tentata di dargli una stellina.
È scritto come un servizio di TG2 Costume e Società e si interessa dei più pruriginosi (e noiosi) pettegolezzi, delle più inutili notizie (il principe Filippo non indossava il pigiama a letto! Ewww), usando continuamente le stesse espressioni, perifrasi fastidiose e termini stranieri con la perenne traduzione a fianco, all'ennesimo utilizzo di "corte di San Giacomo" per indicare St. James's volevo strapparmi i capelli. È anche molto anglocentrico, nel senso che continua a parlare degli inglesi dimenticandosi dell'esistenza di scozzesi, gallesi, e nordirlandesi, a ripetere le solite frasi fatte sull'amore che gli inglesi (appunto) hanno per il giardinaggio, sul brutto tempo di Londra, e a bullarsi ripetutamente dei grandi eventi dai lui vissuti in prima persona (il funerale della Queen Mum!, che però poche pagine prima chiamava Queen Mom).
I Windsor poi, nonostante l'abdicazione di Edward VIII, sono la dinastia più noiosa che l'Inghilterra (e il Regno Unito) abbia mai prodotto, e infatti il libro si fa più interessante quando, per motivi imperscrutabili visto il titolo, l'autore si mette a parlare degli Hanoverians.
Profile Image for Bunnie Tall.
Author 6 books7 followers
January 23, 2014
Un libro non complesso per una lettura vacanziera. Adatto a chi interessano i pettegolezzi e le minuzie sulle case regnati.
Caprarica in questo caso gioca in casa e lo fa con stile vista la sua conoscenza del mondo inglese e della casa Windsor in particolare.
L'unica cosa che mi ha lasciato sconcertata è stato questo passare un po' inconcludente da un periodo storico all'altro senza seguire apparentemente un percorso lineare. Tutto sommato una buona lettura rilassante e un utilizzo della lingua alla quale ci siamo disabituati.
Profile Image for Simone Gambirasio.
Author 9 books3 followers
November 13, 2013
Un pochino confuso, senza un filo logico ben chiaro. Si finisce per confondersi, travolti dallo stile di Caprarica che per quanto bello a volte è proprio difficile da seguire...
Profile Image for Hella.
658 reviews96 followers
December 4, 2020
Dopo aver letteralmente divorato la serie di The Crown, sono rimasta orfana del mondo della royal family. Avevo bisogno di continuare almeno per un po' a vivere in quell'ombra di sangue blu. A chi rivolgersi se non ad Antonio Caprarica?
Devo ammettere che speravo ci fosse più spazio per i Windsor contemporanei e meno per le storie di nonni, bisnonni e via andare. Molto spazio viene dato infatti ai reali del passato, pochissimo su William e Kate. Altra pecca che ho notato, non va in ordine cronologico ma salta tra presente e passato, rendendo a volte complicato seguire il filo del discorso...
Comunque, lettura bella e leggera se siete interessati alla famiglia reale, del resto ci sono talmente tanti libri su di loro che questo non deve per forza colmare ogni lacuna.
Caprarica avrà sempre e comunque il mio apprezzamento, chi più di lui tra i giornalisti italiani conosce la Royal Family?
39 reviews
January 1, 2025
Libro che rispetta pienamente il sottotitolo e racconta la vita di corte densa di intrighi e tradimenti. Il continuo muoversi tra vicende avvenute in secoli talvolta confonde (alla fine sembra fatto di proposito in modo da far pensare che cambino i personaggi ma non le storie) ma la scrittura scorrevole e piaciona aiuta molto la lettura. Libro direi da leggere con leggerezza. Si sente forse la mancanza di un contorno storico maggiormente approfondito, ma non era lo scopo dell' autore.
Profile Image for Roberta.
456 reviews
August 21, 2020
Lettura buona per i pomeriggi estivi. Caprarica in questo libro salta un po' randomicamente da un'epoca all'altra, apparentemente senza un ordine, né cronologico né di tematica. Il primo capitolo dedicato a Edoardo VII mi è parso un po' noiosetto, con un lungo elenco delle varie amanti del soggetto in questione (lady sconosciute ai più, oggigiorno). I capitoli successivi raccontano dei primi Hannover, e data la loro buona presenza avrei almeno cambiato il titolo dell'opera, perché come viene sottolineato, il "cognome" Windsor viene introdotto solo nel 1917... Poi ovviamente non mancano i capitoli dedicati alla regina Victoria, a Edoardo VIII e Wallis Simpson, a Elisabetta e Filippo, e a Carlo e Diana, ma qui Caprarica non ci racconta nulla di nuovo.
335 reviews
May 4, 2023
Direi che conosciuta la storia più antica dei Windsor, gli attuali membri della famiglia reale appaiono quasi dilettanti in tema di scandali e segreti. Ovviamente il tutto narrato dal più famoso conoscitore italiano della dinastia.
Profile Image for Simona Garbarini.
565 reviews3 followers
May 28, 2023
Un excursus nelle vicende familiari dei Windsor. A metà tra Gente (soprattutto) e anche un po’ libro di storia. O meglio: un modo di vedere la storia un po’ inedito. A volte si ha l’impressione che salti un po’ di palo in frasca
Profile Image for Renzo.
39 reviews
May 27, 2017
Pleasant reading but rather confused. At times difficult to follow as the author jumps between historical periods without apparent reason or structure.
Profile Image for Lulu ⭐.
166 reviews22 followers
July 26, 2015
*** 1/2

Ho letto questo libro con lo spirito giusto, ovvero come una lettura estiva che avesse come unico scopo quello di intrattenermi (piacevolmente, si spera). Eppure "Il romanzo dei Windsor" non solo ha centrato questo obiettivo, ma anche uno che non avevo accluso alla lista dei desideri: quello di farmi appassionare alla dinastia più famosa del mondo, e di interessarmi ai vezzi dei reali d'Inghilterra. Strana schiatta, quella degli Hannover germanici (poi divenuti, per una felice intuizione, i britannici Windsor): gentiluomini egocentrici, viziati, lascivi e frignoni, che, prima di essere sovrani, sono soprattutto uomini. E come tali ricettacolo di debolezze e umani vizi. E di solitudine e incomprensioni.

Caprarica dedica uno o più capitoli a ciascuno al sovrano che di volta in volta reputa più interessante, per storia vissuta e personalità, senza seguire un vero e proprio ordine cronologico; ogni capitolo è strutturato in brevi paragrafi che s'incentrano su questa o quella vicenda, e che pongono in luce o in ombra prima l'una, poi l'altra cortigiana di turno. Perchè, si, per prima cosa i sovrani d'Inghilterra sono sempre stati fedifraghi, o gaudenti, o semplicemente lascivi, e circondati da uno stuolo di giovani donne (più o meno attraenti) pronte a tutto pur di entrare nelle loro grazie, e nella cerchia dei piaceri destinati alle "favorite". Si comincia così da Edoardo VIII, per poi passare ai fratelli, antenati, nipoti e finire a lei, l'immancabile Elisabetta II, che ha così ben saputo destreggiarsi tra i pasticci tramandati da questa frotta di parenti sconsiderati, riportando in auge i fasti della monarchia Vittoriana. E accompagnando la reale schiatta dei Windsor oltre i cancelli del secondo millennio, pronta a lasciare il trono nelle mani del figlio Carlo (molto meno incapace di quel che sembra; un grande incompreso della Storia, al momento). Stringata e convincente la spiegazione di quanto accaduto a Diana, e la negazione di un qualsiasi complotto, di cui si ciancia da anni ormai.

Piacevole, ben scritto e di compagnia. Prosa garbata, schietta quando serve, ma mai scollacciata (a differenza dei protagonisti del libro).
125 reviews
September 10, 2014
Concordo con i commenti precedenti: non mi piace questo continuo saltare da un personaggio storico (e conseguente epoca storica) ad un altro, frammezzati alle vicende dei Windsor di oggi. Troppo sconclusionato. Pensavo di leggere un romanzo storico o quanto meno una storia romanzata ma così è più che altro gossip che nulla aggiunge a quanto già sapevo della famiglia reale britannica. Libro da spiaggia, leggero, anche se lo stile e la lingua sono molto curati.
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