Santo Stefano è un geco sollevato sulle zampe posteriori, una piccola iguana, Barretti e Barrettini due mosche di pietra, Spargi un ragno e le tre isole più lontane, Santa Maria, Razzoli e Budelli, una stella marina con tre punte sfrangiate che potrebbero anche ricordare un anemone. Un arcipelago d'insetti. Le luci si riaccendono, stiamo per attraccare. Chi ha la macchina accende il motore. La Maddalena scintilla, si fa sempre più reale. Sulla mappa ha la forma di una fiamma pietrificata con le lingue del fuoco diramate verso l'alto.
Un libro che parla di un'isola, anzi di più isole, che non ho mai visitato nel corso dei miei viaggi, con cui non ho legami personali, e che ho acquistato mossa dall'affetto che provo per la scrittura di Antonella Anedda: fortunatamente la delusione, quando si tratta di lei, è lontana.
Pur non avendo speciali contatti con le isole e avendone visitata in realtà solo una, ho sempre avuto la strana impressione che possano essere soffocanti, piccole prigionie senza sbarre di fronte al corpo; ho sempre pensato che forse viverci debba essere pesante, debba farti sentire recluso, stretto, forse protetto ma al tempo stesso in costante pericolo: ed è proprio questo che emerge molto spesso da questo piccolo libro, Anedda ce lo descrive nei suoi ricordi di infanzia e nella descrizione delle sue vacanze estive nell'arcipelago della Maddalena, i suoi sentimenti si ripetono ciclicamente, non cambiano con il passare degli anni ed oscillano sempre tra il sentirsi come dentro ad un rifugio fatto di acque cristalline e vento ed il sentirsi scossi da un forte bisogno di fuggire, dall'urgenza di ritrovare la terra ferma.
In generale, ho trovato tanta apertura verso l'esterno, tanta ricchezza di significato in ogni parola, anche nelle parti più descrittive e geografiche; e poi tanta, tanta luce che ha invaso i miei occhi in tutte quelle parti che risultano intrise di poesia, e sono davvero tante. Pensieri corti o lunghi che brillano di sfumature diverse, raggianti, che risaltano con facilità in mezzo a tutto il resto. Alla fine la prosa dei poeti sarà sempre contaminata da uno sguardo diverso, puro, proprio solo della poesia, e da bellezza e leggerezza senza eguali.
In questo libro ho incontrato una poetessa dall’animo ricco e generoso. Come guida di viaggio ha i tratti confusi dei ricordi delle mie isole d'estate, sfocati nella calura, storditi dal frinire delle cicale