Una piacevole sorpresa
L’azienda per cui lavoro, una multinazionale del software, ha il suo quartier generale nel Berkshire, dove sono stato qualche volta. I romanzi e racconti polizieschi ambientati in questa contea inglese mi suonano quindi sempre, se non familiari, almeno vicini. In più questo simpatico romanzo ha la caratteristica di essere il primo Carr del quale, grazie agli indizi, sono riuscito a anticipare la soluzione. Qui infatti Carr usa uno schema, anche se non usatissimo, che mi era noto (e che, date alla mano, dovrebbe essere stato introdotto da Carr proprio con questo romanzo). Mi sono sentito un po’ come quasi quarant’anni fa, leggendo “Pericolo senza nome” della Christie, per la prima volta riconoscevo gli indizi con i quali la vecchia signora cercava di imbrogliare il lettore!
E’ scritto nel ’48, poco dopo La lampada di bronzo, con il quale condivide una certa bizzarria e autoironia, con un personaggio di H.M. un po’ più caricaturale di quanto appaia in altri romanzi, in modo riuscitissimo
Il romanzo si apre con un colloquio in una casa di Londra fra tre amici, la giovane e avvenente Ruth Callice, il suo amico Mark infatuato di una misteriosa Jenny incontrata durante la guerra in un treno militare, e l’avvocato Stannard. I tre discutono sul soprannaturale, e concordano sul fatto che il luogo più consono per le sue manifestazioni potrebbe essere la prigione nella quale sono detenuti e poi uccisi i condannati a morte. Decidono quindi di organizzare una sorta di sfida in una prigione abbandonata. Nei successivi capitoli la Jenny del treno si materializza, e anche H.M. entra in scena, acquistando per ripicca a un’asta un buffo orologio a pendolo che ha la caratteristica di avere il meccanismo rimosso e sostituito da uno scheletro, quelli che una volta i medici tenevano in ambulatorio (e qualcuno ancora lo usa).
Ma presto la parte scherzosa cede il passo alla tensione: l’avventura degli amici nella prigione non passa del tutto liscia (non dico di più per non rovinare la sorpresa al lettore), e lettere anonime associano l’orologio con scheletro a una strana morte di vent’anni prima, archiviata come incidente.
Gli indizi che Carr con lealtà ci propone permettono a H.M. di venire a capo del mistero e di scoprire la verità sulla morte di vent’anni prima, e sui fatti misteriosi della narrazione.
Il tutto nella cornice della sonnacchiosa campagna inglese, descritta con efficacia da Carr, che ha realizzato un piccolo gioiellino, dove tutti i pezzi apparentemente male assortiti fra loro vanno a posto con la spiegazione finale, mai come stavolta assolutamente alla portata del lettore attento (anche se come ovvio qualche dettaglio mi era sfuggito). Un romanzo che non avevo mai sentito nominare fra i migliori di questo autore, che ho letto per caso, ma che comunque ho apprezzato tantissimo