Un thriller serrato e ricco di colpi di scena che racconta un Nordest in balia di corruzione e ricatti, di poteri arroganti e opprimenti. Nemmeno all'inferno può fare così caldo. È una torrida estate, a Udine, quando il giudice Martello viene chiamato sul luogo di un atroce delitto. In un appartamento del centro è stata uccisa e orrendamente sfigurata Barbie, un transessuale molto popolare in città. L'ispettore Raul Cavani arriva ad arrestare un sospettato. L'indagine si sviluppa nel mondo della prostituzione, coinvolgendo personaggi illustri e apparentemente insospettabili. La soluzione del mistero arriverà al termine di un percorso di dolore e di sangue, in cui niente è come sembra e ognuno ha qualcosa da nascondere.
Un thriller italiano apprezzabile per l'ambientazione nel nord-est italiano. Ricco di colpi di scena, una trama piuttosto complicata tiene sulla corda fino alla fine. Quelli che sembrano buoni sono i cattivi? E quelli che sembrano cattivi sono i buoni? Il tutto mi è parso un po' troppo macchinoso. C'è un punto non convincente che riguarda l'omicidio-cardine della vicenda. . Lo stile è caratterizzato da frasi molto (qualcuno potrebbe dire: troppo) brevi che contribuiscono a mantenere il ritmo. Pro: non c'è turpiloquio. Contro: ci sono nomi commerciali, ad esempio "Guarda il foglio uscito dalla Canon ". Ma non era meglio dire "uscito dalla stampante?" Infine, lasciatemi proseguire la mia battaglia persa contro i ringraziamenti-fiume che, stavolta, elencano circa 90 persone. Tre stelle, abbondando.
Pierluigi Porazzi è cresciuto. E molto. Rispetto al suo primo romanzo "L'ombra del falco", piacevole ma dimenticabile, questo "Nemmeno il tempo di sognare" risulta decisamente un lavoro più maturo, con una botta di suspense maggiormente dosata, più complesso in positivo, più approfondito in certi dettagli. In due parole, più "thriller". L'ho divorato in due giorni con la stessa velocità con cui si butta giù un bicchiere d'acqua, da quanto si è fatto gustare. La storia è ambientata a Udine dove, in un appartamento del centro, viene rinvenuto il cadavere di Barbie, popolare transessuale che, poi, si scoprirà, filmava i suoi incontri coi clienti più ricchi e potenti, per poi ricattarli...fornendo così a molti un pretesto per ucciderla. Alex Nero, ombroso ex agente di polizia, inizia a indagare accanto a Raul Cavani, ispettore cui è stato assegnato il caso. Verrà fuori un bel sacco di patate bollenti, tra politici corrotti, personaggi illustri intoccabili e arroganti, finte piste e vergognosi ricatti, in un tortuoso percorso dove nulla è ciò che sembra (a partire dalla vittima). Eh già. E' questa la cosa principale che colpisce nei romanzi di Porazzi: tutti, ma proprio tutti, i personaggi hanno qualcosa da nascondere. Sono sporchi, marci, disonesti, corrotti come il loro paese, del quale l'autore ci offre un ritratto poco lusinghiero e molto veritiero. Non mi meraviglierei di scoprire che, oggi, una caccia all'assassino in una città nostrana del nord o del sud, è proprio come questa, piena di macchie d'ombra, falsità e altarini da parte di chi ci si aspetterebbe onestà e pulizia. Onore dunque al merito di Porazzi, che ci ha regalato un thriller di buon impatto e un amaro spaccato della nostra società contemporanea, i cui vertici sono malati e corrotti. In questo mi ha ricordato un po' il grandioso Roberto Costantini. Perchè il panorama contemporaneo del thriller italiano è ricco di penne capaci che ci sanno dire molto sul nostro tempo, oltre a farci rabbrividire. Tutte da scoprire!
Nemmeno il tempo di sognare - Pierluigi Porazzi Secondo capitolo della saga di Alex Nero ed anche questa volta Pierluigi ha fatto centro. Un noir con la sua giusta dose di colpi di scena e scritto sempre molto bene Consigliato Trama: Nemmeno all'inferno può fare così caldo. È una torrida estate, a Udine, quando il giudice Martello viene chiamato sul luogo di un atroce delitto. In un appartamento del centro è stata uccisa e orrendamente sfigurata Barbie, una transessuale molto popolare in città, che si guadagnava da vivere prostituendosi. L'ispettore di polizia Raul Cavani, a cui è stato assegnato il caso, riesce a procedere in breve tempo all'arresto di un sospettato. Su incarico della famiglia dell'indiziato, anche l'ex agente Alex Nero inizia a indagare sull'omicidio, scoprendo che Barbie filmava gli incontri con i suoi clienti più potenti e facoltosi. L'indagine si sviluppa nel mondo della prostituzione, coinvolgendo personaggi illustri e apparentemente insospettabili. La soluzione del mistero arriverà al termine di un percorso di dolore e di sangue, in cui niente è come sembra e ognuno ha qualcosa da nascondere.
A volte la scelta di un libro deriva anche dal luogo in cui è ambientato come in questo caso. Fa un certo effetto ritrovare all'interno di un racconto dei luoghi che frequenti abitualmente. Detto questo la storia è accettabile, ma niente di più..
"Un'indagine è un cammino nel dolore. Non solo il dolore delle vittime, quello dei loro familiari, quello di chi ha commesso un delitto, quello di chi cerca di dare un nome a un assassino e non ci riesce. Se ci credi, in quello che fai. Se fai il poliziotto solo per avere lo stipendio a fine mese, allora non te ne frega niente." Mi piace questa definizione di indagine che l'autore inserisce ad un certo punto del libro. Riassume bene lo spirito che anima due fra i personaggi più intensi del libro: l'ispettore Cavani, nuovo arrivato nella polizia di Udine e a cui viene subito affidato il caso dell'omicidio della transessuale Barbie; e Alex Nero, ex poliziotto, che indaga sul caso per conto di uno dei sospettati. Il dolore della vittima inizia già prima della morte, nel dolore di chi si sente donna intrappolata in un corpo maschile ed è costretta a vendersi per cambiare la propria vita. L'autore è abile non solo nel mettere in scena questa provincia pruriginosa e dai vizi nascosti, ma anche nel cercare di indagare il perché certi uomini sentono il bisogno di frequentare una transessuale. L'indagine si dipana fra forze dell'ordine corrotte, potenti del luogo che nascondono ricatti e affari mafiosi, insospettabili killer e molti altri personaggi che concorrono a creare i vari fili della storia. L'intreccio sembra inestricabile e la soluzione pare nascosta nei meandri della corruzione irriducibile, ma poi abilmente il lettore viene condotto nel dipanarsi finale del mistero fino alla rivelazione del colpevole. Non è detto che sia un finale positivo, il sapere chi è stato, perché come fa dire Porazzi al commissario Santoruvo: "Sarà dura. [...] non confesserà. Non parla mai nessuno, in Italia. Possono essere presi in piena flagranza di reato, ma negheranno fino alla morte. Nessuno è mai colpevole, in questo paese." Un finale amaro e tragicamente vero, come tanti casi di cronaca ancora sulle prime pagine dei giornali ci insegnano. Infine mi tocca dire che le modalità dell'omicidio di Barbie sono state assolutamente una sorpresa che non immaginavo: gli indizi c'erano, ma arrivare a interpretarli stavolta era proprio al di sopra delle mie capacità. Bravo, Pierluigi!!!