In un'ora e mezza piccole distrazioni possono diventare fatali, in un'ora e mezza vite lanciate verso il baratro possono salvarsi o perdersi del tutto, in un'ora e mezza i destini di creature distanti si intrecciano e si coprono di ferite e cicatrici. Un pusher che ama il colore rosa, uno sguattero nordafricano, una cameriera francese, tre ragazzini viziati, un nano, un cameraman bruttissimo e tanti poliziotti mangiano a pochi metri gli uni dagli altri, pranzano nella sala di un ristorante in cui traffici inconfessabili e ombre pericolose si aggirano tra le stanze. Figure misteriose e maschere tragicomiche che fanno del Male e dell'immoralità la loro unica legge. In una camera d'albergo, intanto, Loriano parla con il corpo senza vita di un attore, del ragazzo che lui stesso ha ucciso per amore. Per amore della sua donna, che con quell'attore l'aveva sostituito. Loriano parla e aspetta l'irruzione della polizia...
Intreccio sconclusionato Di questo libro, la cosa che mi è piaciuta di meno è stata proprio l'intreccio, che salta di palo in frasca ogni poche pagine. Anche la storia non ha molto da dire, solo un tragico pranzo che si consuma in un ristorante al quale si aggiunge un episodio in una camera di albergo, completamente scollegato dal resto, se non per la breve, quanto misera conclusione.