Marco non ha mai scelto, perché ha paura che una scelta escluda tutte le altre. Non ha mai dato retta a nessuno, solo a se stesso. Sembra dire a tutti: amatemi pure, ma tenetevi lontani. Andrea, suo fratello maggiore, ha deciso da subito come doveva essere la sua vita, ha sempre fatto le cose come andavano fatte. È sposato con Daniela, una donna sobria ed elegante. Insieme avrebbero potuto essere perfetti. Marco invece ha molte donne, e Isabella. Lei è stata la sua prima fidanzata. Con lei ha passato quelle notti di magia in cui la bellezza dilata il tempo e la felicità strappa le promesse. Ma neanche con lei è mai riuscito a decidersi, a capire che la libertà non è per forza mancanza di responsabilità. E così continua a vivere in folle, senza mai mettere una marcia, fare una scelta. Se non che a volte la vita che hai sempre tenuto sotto controllo inizia a cadere a pezzi. Il nuovo romanzo di Fabio Volo racconta la storia di due fratelli che gli eventi costringono ad avvicinarsi, a capirsi di nuovo. E di un inconfessabile segreto di famiglia che li segue come un fantasma. Racconta una grande e tormentata storia d'amore che attraversa gli anni, e come tutte le grandi storie d'amore ha a che fare con le cose splendide e con quelle terribili della vita. Racconta il dolore che piega in due e la felicità che fa cantare inventandosi le parole. Ci fa ridere, commuovere, emozionare.
Fabio Volo was born near Brecia, Italy, in 1972. He is a writer, actor, and host of popular radio and television shows. He is the author of One More Day and Daybreak. Volo’s books have sold nearly five million copies in Italy.
Un Volo senza ritorno. Irriverente, trasgressivo, poco discusso. Un attore per "caso" da rivedere e riapprezzare. Un mito per molti adolescenti che adorano la sua scrittura geniale, forte, intelligente. È capace di far sorridere e ridere, è un intervistatore istrionico, un conduttore spassosissimo di programmi televisivi, un attore cinematografico convincente e dotato. Come direbbero i giovani, Fabio Volo è un grande. Scoperto da Claudio Cecchetto, esattamente come Fiorello, è l'incarnazione più simpatica del politicamente-corretto: non è mai razzista, misogino, sboccato, ma intrattiene il pubblico con pensieri comici semplici e genuini. Incompatibile con la tv dei nostri giorni, è forse fra i più talentuosi volti della nuova commedia italiana.
Cantante, conduttore radiofonico/televisivo e scrittore Seppur nato a Bergamo, si sente bresciano nel cuore e a tutti gli effetti. Brescia è stata la città nella quale ha trovato il suo rifugio e i suoi amici, fin da quando, dopo le scuole medie comincia a guadagnarsi il pane in qualche lavoro saltuario: come panettiere nella forneria del padre, come barista e, il più importante, il cantante di musica dance che lo porterà a incidere alcuni singoli fra il 1994 e il 1995 per l'etichetta Media Records. Uno di questi "Volo", gli dà l'idea per il suo nome d'arte. Assunto a Radio Capital nel 1996, scoperto da Claudio Cecchetto, Radio Deejay lo scippa a Radio Capital nel 2000 per affidargli "Il volo del mattino", ottimista morning show che ancora conduce. Dal 1998, passa al piccolo schermo come conduttore, accanto a Simona Ventura e Andrea Pellizzari, del programma "Le Iene" su Italia 1. Fra il 2001 e il 2002, è a MTV, all'interno della quale conduce "Ca'Volo" e "Il coyote". Negli stessi anni è anche su Italia 1 con "Smetto quando voglio" e "Lo spaccanoci", divertentissimo talk show in seconda serata. Nel 2006, ritorna su MTV con "Italo-Spagnolo", programma trasmesso da un attico di Barcellona e, visto l'enorme successo del programma, replica con "Italo-Francese" (2007), condotto da un appartamento di Parigi e "Italo-Americano – Homeless Edition" (2008), all'interno del quale, con il suo amico Ivo, studierà (scherzosamente) i modi di vivere dell'America e la sua cultura. Importantissima per Fabio Volo è la carriera di scrittore che gli offrirà la fuga dalla facile etichetta di attore e conduttore. La sua opera prima "Esco a fare due passi" è un successo di oltre 300.000 copie, mentre "È una vita che ti aspetto" (2003) diventa il best-seller dell'anno, seguito da "Un posto nel mondo" (2006), "Il giorno in più" (2007) e "Il tempo che vorrei" (2009). Non contento, si dà anche al teatro con "Il mare è tornato tranquillo", pièce scritta e diretta da Silvano Agosti e con le musiche del grande Ennio Morricone.
Il Volo cinematografico Molteplici i rapporti con il cinema, anche se il mestiere d'attore non è certamente il suo lavoro principale. Debutta nel 2002, diretto da Alessandro D'Alatri, con Casomai (2002), storia d'amore e odio di una coppia di sposini. Lui è Tommaso, la sua partner, Stefania Rocca, è invece Stefania. È così convincente nel ruolo del marito che viene nominato al David di Donatello come miglior attore protagonista. D'Alatri è così soddisfatto che lo chiama anche per La febbre (2005) con Valeria Solarino, Arnoldo Foà, Julie Depardieu e Cochi Ponzoni impegnati nella storia di un geometra trentenne (Fabio Volo, per l'appunto) che è pervaso dalla sua voglia di essere utile al mondo, ma anche dall'amore che prova per la bellissima Linda. Volo è perfetto per il ruolo del protagonista, Mario Bettini, ed esce vincitore anche da questa sfida cinematografica. Nel 2
Intriso di sofferenza. La strada verso casa è un libro non leggero, contrariamente ad altre opere di Volo, e non vi è da stupirsene considerato che i temi trattati sono la malattia organica di chi ti ha donato la vita e quella più sottile legata al male di vivere. Come nella vita, anche in questo testo la malattia porta inevitabilmente con se le domande sul senso dell'esistenza e delle scelte a cui quotidianamente ci chiama. Due fratelli, diversissimi tra loro, in cui è impossibile, a momenti alterni, non riconoscersi; questo penso sia il segreto che mi lega a leggere in maniera seriale questo autore snobbato dai più come letteratura minore. E non dico che non abbiano ragione: il libro non è un capolavoro, Kierkegaard è un'altra cosa, tuttavia il coinvolgimento che mi ha pervaso a partire da poco prima di metà libro fino al termine e gli spunti di riflessione che ne sono derivati lo rendono ai miei occhi degno di rispetto e influenzano la mia considerazione per il suo autore. Saranno anche i delicati cenni (auto)biografici alla malattia senile del genitore ad avere influito sul mio giudizio, ma se siete figli di mezza età, magari con fratelli/sorelle non proprio simili a voi per carattere e spirito, fossi in voi lo leggerei, purchè senza troppa spocchia.
3.5⭐ Como já vem sendo habitual, Fabio Volo, mais uma vez, não desilude. Volo consegue prende-me completamente à sua historia de uma forma apaixonante e envolvente. Não sei explicar se é da escrita do autor ou dos temas abordados, mas fico sempre fascinada com as suas estórias e a forma como escolhe conta-las. Tal como os temas que aborda. Desta vez é a estória de dois irmãos que em adolescentes perdem a mãe e que nunca foram próximos, principalmente em adultos, e que aos 40 anos são forçados a tomar conta do pai que sofre de demência. Volo escolhe nos envolver na vida de dois irmãos, que já adultos ainda não descobriram o que querem fazer com as suas vidas. E na tentativa de se aproximarem um do outro, mais intimamente, consigam também descobrir o seu lugar no mundo. E assim, mais uma vez, fico complemente emocionada com a historia. "Um dia que faltava" continua a ser o meu preferido, mas este não fica aquém das expetativas.
Ancora una volta, Fabio Volo mi ha regalato un romanzo che ho letto con piacere, senza mai stancarmi, ma al contrario, coinvolgendomi tantissimo. Una storia a volte cruda, ma che regala anche attimi di divertimento, grazie a battute taglienti. Che dire, grazie per queste 300 e passa pagine, che alternano forti emozioni e momenti più leggeri. Sorvolo sul fatto che l'autore venga considerato "commerciale" o "sopravvalutato". Se dopo sette, e dico sette (d'accordo??!!) romanzi, ogni sua uscita editoriale è sempre in testa alle classifiche ed è così venduta, un motivo ci sarà? Certo, per i più snob, siamo tutti una massa di coglioni, rozzi, e ci facciamo attirare dalle cose facili e semplici. Che poi, semplice un bel paio di balle. Scrivilo te un romanzo, invece di continuare a criticare e basta. E sbam!
"Guardavano le sparatorie di John Wayne insieme, apparentemente uno vicino all'altro, ma in realtà erano molto lontani. C'era stato un momento in cui Marco era passato a controllare che tutto andasse bene, aveva visto Giuseppe fissare suo padre, aveva gli occhi lucidi, le labbra gli tremavano nel tentativo di trattenere l'emozione. Marco si commosse, due vecchi amici rimasti per ore in silenzio uno di fianco all'altro davanti a un vecchio western. Un gesto d'amore e d'amicizia fatto solo di silenziosa presenza. "Dovevi vederli seduti vicini, ti si spezzava il cuore" disse Marco la sera mentre era con Andrea in camera del padre. Erano le dieci. Parlavano senza guardarsi, osservavano il padre dormire, sembrava sereno, finalmente rilassato. "Come hai fatto a trovare Giuseppe?" "Ho cercato il numero sulla rubrica del papà. Quella rubrica è un viaggio nella memoria. Ogni pagina che sfogli scopri dei nomi che non ricordi più. Quando ho visto quello di Giuseppe, ho pensato e sperato che il papà lo riconoscesse e per qualche magia potesse parlare con lui, ridere un po'." Ci fu un silenzio. "Sai qual è uno dei ricordi più belli che ho con il papà?" "Quale?" "Avrò avuto ventitrè anni, era il periodo in cui vivevo solo con lui. Sono tornato a casa verso mezzanotte e lui era in cucina sveglio. Solitamente a quell'ora dormiva già. Era stranamente di buonumore, forse qualcosa al lavoro, comunque sembrava contento. Io stavo andando a letto e lui mi ha chiesto se avevo fame. "Ci facciamo una pasta?" Io sono rimasto sorpreso, non mi aspettavo una richiesta così. Alla fine ci siamo fatti un piatto di spaghetti cacio e pepe e ci siamo bevuti una birra. All'inizio ero un po' a disagio, poi invece siamo stati bene, eravamo come due vecchi amici che non si vedevano da un po'. Mi faceva anche delle domande, mi ha chiesto come andavano gli studi, se ero innamorato. Avrei voluto che quella notte non finisse mai. Il giorno dopo era come se avessi sognato tutto. Lui era tornato l'uomo di sempre. Non sai quante volte mi torna in mente quella spaghettata." Marco sorrise. Poi Andrea aggiunse: "Ti ricordi quando da bambino credevi che Miss Universo fosse una competizione tra donne extraterrestri?" "Si, certo che me lo ricordo." "Quanti anni avrai avuto?" "Sei, sette. Mi avevi detto che Miss Italia era una competizione tra italiane, non era stupida come conclusione." "Era logica. Quando ti ho detto che non avevano ancora scoperto altre forme di vita nello spazio, ci sei rimasto male. Hai detto che allora quel premio non valeva." Risero. A Marco venne in mente che, quella sera, prima di addormentarsi aveva immaginato che un giorno bellissime extraterrestri sarebbero venute sulla terra e sarebbero andate a casa di tutte le Miss Universo del mondo per farsi ridare il premio come succede con gli atleti che hanno barato nelle loro competizioni. "Perché ti è venuta in mente questa cosa?" "E' stata l'unica volta che ho visto il papà ridere di gusto." Sorrisero. "Anche prima che la mamma stesse male, non è mai stato uno che esprimesse facilmente le sue emozioni e i suoi sentimenti." disse Marco. "Mi sa che abbiamo preso da lui. Io sicuramente."
Di parole, su Fabio Volo, se ne spendono sempre tante...troppe. C'è chi da anni sostiene che si faccia scrivere i libri da mani esperte, e chi invece dice che non imparerà mai a metter due parole in croce. Io ormai c'ho fatto il callo e affronto quindi col sorriso gli sguardi del tipo: "Ma dai, eppure sembravi intelligente!" in risposta al mio solito: "Ebbene sì, leggo Fabio Volo!" quando si discute di libri. Seguo Volo dalla prima uscita di "Esco a fare due passi", ed anche se negli anni ha mantenuto il suo stile da "Scrivotuttoquellochemipassaperlatesta", ho come l'impressione che stia facendo di tutto per evolvere e staccarsi quell'etichetta che gli hanno appiccicato addosso.
La strada verso casa è il suo settimo romanzo (ben lontano, per fortuna, dal penultimo "Le prime luci del mattino") e narra la storia di due fratelli, Andrea e Marco, delle loro vite e dei loro caratteri opposti, delle differenze che li legano e di quelle che li fanno allontanare. E' una storia di dolore, di un padre - rimasto vedovo da anni - e dei due figli che, per prendersene cura, sono costretti a riavvicinarsi e, inevitabilmente, a scontrarsi. E una storia d'amore, di amori forti che sopravvivono alle tempeste e di quelli che, da tempo, aspettano solo di esser riconosciuti. E' anche - e soprattutto - la storia della scoperta di sé, delle lotte contro i propri angoli da smussare e i propri muri da abbattere, per smettere di stare all'interno degli schemi che ci siamo costruiti e ricominciare finalmente da capo.
Ho cercato di leggerlo col contagocce, per farlo durare un po' di più. Peccato che non ci sia riuscita. Ho segnato talmente tante parti che poi ho impiegato un sacco di tempo a decidere quale scegliere per la recensione. Questa storia è bella: si sorride, si ride, ci si commuove. Si sta a contatto con la vita vera, con quello che ci potrebbe accadere anche domani..già, perché al posto di Marco, Andrea o Isabella, ci potrebbe esser benissimo uno di noi. E' per questo che fa emozionare, ed è per questo che Fabio Volo continua a piacere.
Fabio Volo riesce sempre ad incollarmi alla lettura, ha un modo di scrivere scorrevole, i suoi personaggi vivono la vita di tutti i giorni, hanno amici, fidanzate, genitori... Insomma è facile per il lettore, entrare in totale empatia con i personaggi e interessarsi alle loro vicende. In questo libro c'è una trama più seria rispetto ai lavori precedenti, l'intera storia è permeata dal dolore e dal modo in cui si cambia dopo averne affrontato uno molto profondo. Questa è la parte migliore del libro, la parte sofferta che ti stringe in cuore in una morsa, perché dolori del genere possono capitare a tutti nella vita (se non sono già arrivati). Sono dolori che straziano per il modo in cui cambiano le persone, per il modo in cui si affrontano,per il modo in cui ci si sente del tutto impotenti davanti al destino che sceglie per noi. Marco e Andrea, i due protagonisti, hanno caratteri opposti e di conseguenza reagiscono in modo opposto agli stessi eventi, hanno due vite totalmente diverse e relazioni umane del tutto complementari. E nelle vite dei due fratelli c'è il lato debole del libro. Tutto ciò che vivono al di là degli eventi dolorosi, sa di già letto, di già visto. È ovvio che uno scrittore metta una parte di se stesso in ciò che scrive, ma i personaggi di Volo sono fin troppo simili, per non vedere che in ogni suo libro, parla di sé e del suo modo di gestire la sua vita. E a lungo andare questo stanca, perché il lettore si trova a leggere di personaggi che con nomi diversi, agiscono allo stesso modo, pensano allo stesso modo e hanno gli stessi timori. Ho divorato questo libro perché è scritto bene e Volo ha anche giocato con noi lettori lasciando supporre delle situazioni che alla fine risultano errate, ma la caratterizzazione dei personaggi è deludente. Sicuramente sarà una lettura migliore per chi non ha letto altro di questo autore.
I did like the idea of it: two brothers who lost each other over time, distance and their differences are getting closer again because of their father’s illness. There were quite some elements that I appreciated in the book: the development of the story, how the family story is slowly discovered, how the characters reflect on themselves and the other and how they move on in their lives due to this reflection. Some of the statement gave me food for thought for myself.
However, I found it all a bit too much. In the beginning, I did like how the perspective changed from Andrea to Marco to Isabella etc. But once I understood the idea of how a situation can be interpreted differently by the individual characters, I felt it repetitive to then have the perspective of Irene and then of Daniela and so on and so forth… I also understand that the author wanted to draw a picture of two men deeply affected by the death of their mother in their adolescence and how it had an influence on their lives and their father’s ever after, though a very different influence on each of them. But for my taste, it was too many problems all presented in a big mix-up: solitude, infidelity, failed marriage, sadness, relational problems. Not only of the main character(s) but continuing with their wife and girl-friend and lover…
Also, I don’t think I’m the most prude reader, but I must say that the sex scenes were considerably too much and too detailed for my “literary” taste.
Altogether, putting the amount of characters and their various problems into this book deprived it of any deepness for any one of the characters or any one of their difficulties in life – and thus made it a rather overcharged and therewith flat if not banal experience for me.
Lettura scorrevole piena di richiami ad anni, mode e tendenze vissute in prima persona. Bella la storia ricca di dettagli e sensazioni in cui è facile ritrovarsi. Il tutto condito dall'inconfondibile stile 'Volo' che lo rende assai piacevole e allo stesso tempo toccante.
poco da dire. la cosa bella di questo libro è che è breve e scritto largo. quindi accorcia l'agonia nel leggerlo.
Questo non limiterà però il probabile successo del titolo e che Fabio volo sia un ottimo uomo di marketing: - libro per un target perfetto - personaggi perfetti per l'immedesimazione - data di uscita nel periodo natalizio - luoghi comuni e tormentoni ripetuti poi nei programmi radio o nelle interviste (a "che tempo che fa" ha ripetuto a memoria righe del libro)
quindi bravo e intelligente il personaggio Fabio Volo.. non è uno scrittore.
Non so bene se questo libro mi è piaciuto o no. Ammetto che mi aspettavo qualcosa di molto diverso, nonostante la trama faccia già intuire che è un Volo molto diverso rispetto agli altri romanzi. Eppure c'è qualcosa che mi infastidisce. Forse il non aver mai vissuto una cosa del genere, forse la mancanza di un legame fraterno. Forse mi infastidisce questo nuovo tipo di scrittura, così sopra le righe da risultare leggermente pretenziosa. Non mi è piaciuto molto il lasciare in sospeso per qualche capitolo alcune cose, né degli episodi che sembrano istantanee messe li un po' a caso. Va beh, tre stelle se le prende perchè non è proprio il peggio del peggio. Ma mi aspettavo di più.
Promettere è l'errore più facile da commettere quando si è felici.
Una persona è come cammina, come si muove, come salta le pozzanghere. E' come parla, è quello che dice e che non dice. E' come ascolta, è quello che pensa. Una persona è il suo sorriso, è come ride, è come si arrabbia. Come ama, come bacia, come abbraccia. Come suda. Una persona è il suo odore, è il suo profumo, è come guida la macchina, come va in bicicletta, è la faccia che fa quando passeggia con un mazzo di fiori. Come si guarda allo specchio quando è sola in ascensore. Una persona è il suo modo di buttarsi indietro quando scoppia in una risata, è il suo modo di piegarsi in avanti quando piange, quando quel dolore fa male alla pancia. Una persona è quello che è, quello che resta e quello che se ne va. E' tante altre cose che popolano il mondo per un po', lo tengono in piedi e un giorno in un click non ci sono più. E se è stato bravo ha infilato un pezzettino di sè, una piccola scheggia, in quelli che restano.
Il buio amplifica le sensazioni e, se si sta male, lo si vede arrivare già a metà pomeriggio.
YES I am giving 4 stars to a Fabio Volo book and let me tell you why. (For reference Fabio Volo is like the Italian equivalent of a Nicholas Sparks, his novels viewed as generally fluffy and formulaic, and people really love to hate him.) HOWEVEr for me, an Italian-as-a-second-language learner, this was really perfect for me as my first “real” italian book. Unpretentious, straightforward, slice-of-life content, with a language that I think is exactly suited to my current ability. It’s helped me learn a bit of slang, it’s fun to read about the little italian day-to-day details that are now part of my world, and maybe this is a bit extra of me, but while the little aphorisms about life and love might be cringey and cliche in English, reading them in their original Italian is very meaningful and impactful to me! Moreover this book was recommended to me by one of the first friends I made here in Italy, he said he saw a lot of himself in this book and to be honest I could see a lot of myself in it as well.
Books are like art, it’s subjective, and while many may argue this isn’t a “good” book, it’s special to me for personal reasons and will forever be a proxy through which I can return to my early days in Italy.
Uma história de dois irmãos que se "reencontram" em casa para tomar conta do pai que está doente. Durante o processo voltam a conhecer-se e entender algumas situações do passado. Duas personalidades diferentes. Dois caminhos distintos. Mas uma só família. Uma história escrita por um homem sobre homens. Achei isso muito interessante.
Enquanto vamos assistindo à infeliz degradação da mente humana devido à doença, vamos também vendo o comportamento de dois homens perante a perda lenta do pai. Ao mesmo tempo, tanto Andrea como Marco vão ser obrigados a lidar com situações do passado mas é isso que os vai fazer crescer e perceber quem são e o que querem de verdade. Gostei muito de fazer esta leitura. Ao longo do livro vão nos sendo apresentadas outras situações, como a vida amorosa de cada um dos irmãos, e a forma como cada um lida com isso, que faz com que o verdadeiro tema ganhe concortos mais ligeiros e faça desta leitura uma coisa muito leve e agradável.
Não é o pior dos livros do autor, mas também aqui Fabio Volo não preenche as minhas exigências de leitora.
O tema central foi bem aprofundado e explorado com alguma sensibilidade, mas não o suficiente para que o considere um bom livro.
Sempre que leio Fabio Volo fico com a impressão de que estou a ler um rascunho de desabafos e fantasias e não tanto uma história articulada e bem construída. Esta sensação foi criando em mim mau-estar na medida em que reconheci, nas ideias subjacentes à história, mérito e excelência criativa, que, no entanto, foram totalmente desperdiçadas numa escrita pouco conseguida e muito desconstruída pela própria vivência do autor.
Non è un capolavoro della letteratura (ho trovato anche dei congiuntivi sbagliati), ma in certi momenti raggiunge livelli altissimi a causa dell'empatia che suscita in tutti coloro che appartengono alla generazione dei quarantenni. Sfido chiunque appartenga a questa generazione a non identificarsi in almeno due o tre pensieri dei protagonisti (ma di regola le coincidenze sono molte di più). A tratti anche commovente, soprattutto per i ricordi o l'identificazione che suscita. Se vogliamo trovare un difetto è la lunghezza: certe pagine appaiono inutili nell'economia del racconto. Resta però un libro che diventerà uno dei manifesti della nostra generazione.
E' un racconto Drammatico con la D maiuscola, nonostante ci siano alcune piccole parti ironiche è veramente di una tristezza che trascina giu il morale. Senza dubbio si riconosce lo stile di Fabio Volo anche se in questo romanzo mi sembra un pò fuori dai suoi soliti schemi, ci sono frasi rudi e anche situazioni erotiche un pò dettagliate. In generale mi è piaciuto però non mi aspettavo un racconto così triste, inoltre ho trovato più punti monotoni dove il testo si allungava credo un pò troppo, insomma alla fine lo consiglio solamente a chi legge drammi o è particolarmente appassionato di Fabio Volo.
Partiamo dagli elementi che mi sono piaciuti meno: - ho sentito così tante volte “si accese una sigaretta” che è venuta voglia di fumare pure a me! Sarà che serve a caratterizzare il personaggio ma a mio parere ridondante - alcune parti sullo stile di “50 sfumature” potevano essere tranquillamente evitate - non ho mai sopportato l’inserimento (forzato, a mio parere) nei libri di marche di prodotti famose in un certo periodo storico, soprattutto se ci sono parecchie volte e sono scritte in modo che la lettura risulti appesantita.
Complessivamente un romanzo piacevole, la trama è scorrevole e ben scritta, i personaggi persone come noi, ci si può facilmente rispecchiare.
Quello che mi sorprende sempre dei libri di Fabio Volo è che toccano corde che sono presenti in ognuno di noi, situazioni, stati d' animo, problemi che tutti noi ci troviamo ad affrontare nel quotidiano, tanto che a volte è davvero facile immedesimarsi nei personaggi delle sue storie. Ho ascoltato questo libro su Audible e devo dire che il narratore è davvero molto bravo e che sicuramente ha dato un gran contributo alla storia. Fabio Volo riesce a mettere per iscritto quello che è dentro di noi e che molti non sono capaci ad esprimere a parole.
Ein grosser Teil des Buchs eine 5: rührend, schön und einfach geschrieben über Familie, Einsamkeit, Sehnsucht, Schmerz, Verlust, Liebe, Partnerschaft, Selbstkennntis und Selbstverleugnung.
Der Overload von sehr detaillierten Beschreibungen von Sex hingegen wirken irgendwie richtig Fehl am Platz und machten für mich vieles von der Stimmung des Buches kaputt..
Este é um ótimo livro, não tenho dúvidas nenhumas. Não é daqueles livros em que há um objetivo para os personagens alcançarem no final. Não, este livro relata a vida de pessoas comuns, pessoas com problemas reais. Trata de tantos temas e tanta coisa que é impossível não nos encontrarmos nem que seja uma única vez neste livro. Um livro que toda a gente devia ler, sem dúvida.
Facil à lire, une histoire psychologique d’une famille avec deux frères, differents de caractère et de manière de vivre. Une confrontation qui leur suivra plusieurs années et aura une grande influence dans leur vie. Comme d’habitude Volo nous offre du matériel á réflections sur le sence et la façon de vivre.
Ultimo tentativo letterario di Fabio Volo; dopo aver letto tutti i suoi romanzi, sorge spontanea una domanda: avrà cambiato ghost writer?Alcuni libri saranno scritti effettivamente da lui ed altri no?O semplicemente è la "maturità" ad averlo portato ad un cambio così radicale? Lungi da me considerare Fabio Volo un grande scrittore, lo reputo semplicemente un personaggio simpatico ed intelligente e i suoi libri sono sempre stati un'occasione di evasione, letture leggere e divertenti, nulla più. I primi romanzi erano caratterizzati da stile semplice ed immediato, frasi brevi e qualche riflessione corretta, parlavano del mondo visto con gli occhi del ventenne-trentenne dei nostri giorni, preso dal divertimento con gli amici e play-boy impenitente, fino a poi incontrare una donna in grado di fargli cambiare rotta. I romanzi che hanno avuto più successo hanno fatto effetto sull'animo romantico delle sue lettrici, quelle già affascinate dalle riflessioni da diari adolescenziali, che, di fornte alla storia d'amore improponibile, ma oltremodo romantica, hanno apprezzato ancor di più lo scrittore. Il suo penultimo tentativo, arrivato ad un po' di distanza dagli altri, dimostrava già un ulteriore, forse azzardato, passo avanti, da storia d'amore che inizia a storia che finisce. Stavolta addirittura raccontato dalla voce della protagonista. Non sembrava convincente e non sembrava uscire dalla penna della stessa persona, ma alla fine si faceva leggere. Forse perchè riusciva a toccare comunque le corde dell'animo femminile. Confrontandomi con altre lettrici appassionate, l'impressione era per tutte la stessa: è sempre lui lo scrittore?Sembrava effettivamente un romanzo scritto da una donna.... Affascinata, come ho detto, dai primi romanzi, non mi aveva convinto, però l'avevo trovato comunque piacevole, pur avendo perso quella leggerezza e quella scanzonatezza, che caratterizzava i libri precedenti e che erano proprio quello che mi piaceva di più. Bene, dopo questa premessa, posso smontare totalmente l'ultimo tentativo letterario. Qui l'autore torna a parlare al maschile,ma stavolta abbandona la prima persona per presentare due personaggi antagonisti, fratelli dal carattere opposto, alle prese con l'età adulta e i problemi di vita che la caratterizzano. Non entro più nei particolari per non rovinare la lettura a chi vuole intraprenderla. Parlavamo di un autore discreto per romanzi di evasione, che qui tenta di affrontare temi importanti, quali quelli della malattia, della crisi dell'età adulta, di quarantenni che pensano di avere tutto e si accorgono di non aver combinato nulla.Argomenti che trattati con stile, da veri scrittori, che sappiano toccare le corde giuste con le parole giuste, avrebbero dato luogo a opere letterarie di tutto rispetto. Qui invece troviamo un "non scrittore" che passa da un argomento all'altro senza trasmettere nulla al lettore. Il passaggio dalla prima alla terza persona nel raccontare, rende quello stile immediato e caratteristico, pesante e insopportabile, diventa un susseguirsi di "tizio dice", "caio pensa", "sempronio risponde, che rendono stucchevole la lettura. Per non parlare di volgarità buttate lì a casaccio, forse con l'intenzione, per niente riuscita, di rendere più umane e reali alcune situazioni. Insomma, capisco la volontà di cambiare tema, staccarsi dalla storia d'amore scontata e surreale, ma tentare di trattare temi tanto seri e drammatici, mantenendo lo stesso stile semplice usato in precedenza, non regge, non eleva al livello di scrittori, accentua anzi la distanza dal genere. Quindi ripeto la domanda, sarà proprio farina del suo sacco? Al di là del dubbio, questo romanzo mi ha deluso non poco e so di non essere l'unica, visto che altre persone con cui mi sono confrontata hanno esattamente condiviso il mio giudizio, qualcuno addirittura ha rinunciato a terminare la lettura. Bocciato con diritto d'appello...magari dopo aver letto la quarta di copertina e, perchè no, anche un estratto; sicuramente non è più un autore da comprare a libro chiuso!