"Augusto Piccoli rimase in silenzio. Poi alzò lo sguardo, improvvisamente deciso. – Voglio la Scusa – disse. Il Consulente aggrottò le sopracciglia. – Mi perdoni... ma credo di non aver capito bene… – Voglio... la... Scusa – ripeté Augusto scandendo bene le parole. Il Consulente si allungò sulla poltrona di pelle. A dir poco perplesso. Non sapeva se sbattere il signor Piccoli fuori a calci o dargli spago per altri cinque minuti. Augusto non gli diede tempo di fare nessuna delle due cose e riprese a parlare con quella sua voce monotona. – Voglio la Scusa. S maiuscola. Voglio il servizio che mi permetta di smettere di preoccuparmi, di dover andare, fare, vedere, parlare, amare. Voglio la Scusa che mi dia la serenità di non dover più niente a nessuno – disse Augusto guardando fisso il Consulente. – Neanche a me stesso. E poi tacque."
“La gente, in realtà, è vigliacca” Racconto breve al limite del distopico, denuncia sociale velata (ma non troppo), pièce teatrale mancata… Masi propone un agile “oggetto letterario” sulla natura umana e i suoi vizi. Se ira, accidia, invidia, cupidigia sono ben presenti e l’uno dopo l’altro diventano protagonisti del racconto, l’assenza di superbia, gola e lussuria è parte della denuncia distopica di un’umanità entrata nel ventunesimo secolo con lo spirito sbagliato. Un interessante momento di riflessione.
Le scuse sono il pretesto perfetto per liberarsi dalle preoccupazioni della vita, in continuo aumento a causa della vita via via sempre più frenetica e pretenziosa. Permette di respirare, concederci un attimo di tregua prima di rimetterci in carreggiata. Ma, come ogni altra cosa, l'abuso porta alla perdita totale del controllo della nostra vita, facendoci diventare non altro che parte dello sfondo del mondo. Crogiolarsi nelle scuse é come essere la rana che riposa in un calderone d'acqua che diventa sempre più caldo. Perché non salta fuori per salvarsi? Perché non avverte il pericolo. Idea geniale, testo lungo il giusto. Mi sono divertita a leggere gli scambi di battute tra i due protagonisti principali.
Una storia decisamente interessante ed originale. Il libro mi è piaciuto molto come anche lo stile dell’autore, di cui leggerò sicuramente altri libri. Definitely an interesting and original story. I really liked the book and the author’s style, I will definitely read more from him.
Non mi ha fatto impazzire… l’inizio mi ha preso abbastanza, poi, forse, si è un po’ perso. L’idea però mi è piaciuta molto e mi ha ricordato vagamente La Patente di Pirandello… vagamente eh!!!