Ancora adolescente, Delphine, la protagonista, ha capito di cosa hanno bisogno le persone: conforto, illusioni, perfino bugie, purché rendano la vita migliore. Delphine lo ha capito quando ha incontrato l'anziana signora Derovitski: la signora, sola e malandata, per qualche mese le ha fatto leggere zuccherosi romanzi rosa, poi un giorno l'ha fatta vestire bene e l'ha portata a conoscere le sue amiche, fingendo che fosse la figlia lontana, venuta finalmente a trovarla. E lei è stata al gioco. Quando madame Derovitski muore, lasciandole una ricca eredità, Delphine decide di fare della sua capacità di ascolto una professione e apre un'agenzia, l'agenzia dei desideri, per soddisfare i bisogni anche più strani, intimi e inconsueti dei suoi clienti. Ma ecco che la commedia degli equivoci può interrompersi quando alla logica del guadagno si sostituisce quella dell'amore.
Senza alcun dubbio è un libro molto molto particolare, ma che sa farsi apprezzare in ogni sua sfumatura. E' la storia di una donna, Delphine, che gestisce un'agenzia che aiuta gli altri nel momento del bisogno, ovviamente sotto pagamento. Delphine durante gli incontri con i suoi clienti diventa una madre, una nipote, una figlia, un'amica e tutto ciò che serve per portare sollievo alla persona bisognosa di attenzioni e compagnia. Delphine arriverà al punto di aver bisogno lei stessa di un servizio come quello offerto dalla sua agenzia, solo che purtroppo non incontrerà nessuno che la aiuterà. Le 5 stelline premiano prima di tutto l'originalità del racconto e in un secondo momento la scrittura dell'autrice che, a volte schematica a volte libera, ha saputo interpretare nel migliore dei modi l'animo e le sensazioni della povera tenera Delphine.
This one is tricky as it really depends on the reader: it is a cynical and at time sarcastic way to see the world as it crudely is - with several people willing to pay - and compromise their so-called morals to achieve or, fulfill, what they think could make them happy. The owner of the agency that provides all these services (and more!) could be interpreted of dubious morals - it truly depends on who you are, reading it. For mothers, this may be a take you had never thought of and may not like at all. I liked it that it is a French author, it could also have been a witty American as that society could reflect in this one too (I am a US citizen as well as EU).
Pour vous Non riesco a dire se ho trovato questa lettura brutta o bella, o in qualche altro modo. E' che dentro c'era così tanta solitudine fin dalle prime pagine, (da quel nonno trattato in quel modo) e così tanta tristezza e disperazione che in altri momenti avrei detto che si trattava di un libro orribile, senza dubbio. Ma non mi sono ritrovata a reagire così. Mi sono fatta prendere dalla tristezza della protagonista e di tutti gli altri personaggi, mi sono quasi sentita partecipe e a tratti riuscivo a capire il loro stato d'animo, il loro toccare il fondo... E mi rendo conto che dipende tutto dalla capacità comunicativa della scrittrice, e un po' dipenderà dal fatto che sia francese. (ma quest'ultima annotazione è un mio personalissimo pregiudizio - positivo - sulle scrittrici francesi!!)
Encore adolescente, Delphine a compris que les êtres humains ont besoin de réconfort, de mensonges même pour que leur vie soit supportable. Elle a trente-cinq ans et dirige une agence qu'elle a créée, Pour Vous, destinée à panser les plaies des hommes et des femmes suffisamment riches pour y avoir recours. Mais comment peut-on jouer tous les rôles, adopter toutes les identités, sans se perdre ? De nombreux personnages traversent le roman : une vieille femme, lectrice de livres à l'eau de rose, un adolescent autiste enfermé dans les jeux virtuels, un homosexuel malade dont Delphine accompagnera les derniers mois et, enfin, l'amant de celui-ci, qui éveillera en elle des sentiments inconnus. Dominique Mainard nous conte le parcours d'une femme qui s'ouvre à la compassion et à la vie.
Un ottimo spunto vanificato dalla pesantezza del romanzo in generale, dal suo svolgimento insulso e dal finale inconcludente. Vabbé, Dominique, ci hai provato!