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I satanisti. Storia, riti e miti del satanismo

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Una merciaia francese del Seicento inventa la Messa nera. Un ministro delle Finanze inglese del Settecento amministra regolarmente l'eucarestia a un babbuino. Autorevoli esponenti cattolici dell'Ottocento si convincono che Satana appare nelle logge massoniche in forma di coccodrillo e suona il pianoforte. Un noto scienziato americano del Novecento si convince di essere l'Anticristo e salta in aria nell'esplosione del suo laboratorio. Tre ragazze italiane nel 2000 sacrificano una suora a Satana. Su questi e molti altri episodi in cui si articola la storia del satanismo - interrogando archivi dimenticati per il passato, e gli stessi protagonisti per il presente Massimo Introvigne ha indagato per oltre trent'anni. Oggi può riassumere i suoi studi nell'opera di una vita, rispondendo finalmente in modo attendibile a domande che molti si pongono ma che spesso non trovano risposte. Chi sono i satanisti? Quanti sono? Quali riti celebrano? Sono pericolosi? Che cosa fare per allontanare i giovani dal satanismo? Dalla corte del Re Sole alla California della Chiesa di Satana, dalla Francia del secolo XIX ai culti satanici contemporanei di Torino e di New York, dagli Hell-Fire Club alle Bestie di Satana, Introvigne ricostruisce con dovizia di particolari - e con un rigoroso esame di fonti e documenti - la storia del satanismo dal Seicento ai giorni nostri.

440 pages, Paperback

First published January 1, 1994

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About the author

Massimo Introvigne

76 books11 followers
Italian sociologist and intellectual property consultant. Founder and managing director of the Center for Studies on New Religions (CESNUR), an international network of scholars who study new religious movements. Author of tens of books and articles in the field of sociology of religion. He was the main author of the "Enciclopedia delle religioni in Italia" ("Encyclopedia of Religions in Italy") and is a member of the editorial board for the Interdisciplinary Journal of Research on Religion. From January 5 to December 31, 2011, he has served as the "Representative on combating racism, xenophobia and discrimination, with a special focus on discrimination against Christians and members of other religions" of the Organization for Security and Co-operation in Europe (OSCE). In June 2012 he has been appointed by the Italian Ministry of Foreign Affairs chairperson of the newly instituted Observatory of Religious Liberty, created by the Ministry in order to monitor problems of religious liberty on a worldwide scale. (source: Wikipedia)

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Profile Image for Jacques le fataliste et son maître.
372 reviews57 followers
November 14, 2010
Una storia del satanismo dal Seicento ai giorni nostri (che poi sarebbero i primi anni Novanta, dato che il libro è del 1994).
Interessante la rappresentazione della lotta fra gruppi satanisti e gruppi antisatanisti (di matrice ora religiosa ora laica), nei vari periodi storici: ci si ritrova a osservare da un punto di vista inconsueto alcuni contesti socioculturali: dalla Francia della seconda metà dell’Ottocento, spaccata fra clericali e anticlericali, agli Stati Uniti degli anni Ottanta-Novanta, col loro pluralismo religioso.

La lettura del saggio rivelerà quali e quante siano le implicazioni culturali e politiche (nel senso più ampio e più alto: diritti dell’individuo, libertà di culto ecc.) di un argomento del genere: per questo motivo segnalo anche una pagina critica sull’autore: http://www.kelebekler.com/cesnur/inde...
e il sito del Centro per lo studio delle nuove religioni: http://www.cesnur.org/ da lui diretto.

Profile Image for Daniel.
57 reviews16 followers
September 30, 2021
This was an odd book. The author helpfully establishes a working definition of Satanism in the opening pages and then spends easily more than 3/4 of the book covering movements and figures that fall outside of that definition. It's an expanded version of a previous work in Italian and it's pretty clear that English is not the author's first language and it's based on much older work. Still, it's an enormous amount of research collected in one volume.
8 reviews
September 24, 2021
Se c'è un tratto comune alla letteratura "satanistica" primaria e secondaria è, invariabilmente, il senso di posticcio e falso che da essa promana: i grandi officianti sono per lo più gente asciutta di storia (una caratteristica tipica del sostrato culturale americano) ma che ricorre sovente al latino; gli adepti per la massima parte individui "problematici". L'elaborazione intellettuale dei temi, che potrebbe, se volesse, avvalersi di materiale insieme complesso, sterminato e venerando è praticamente inesistente.

Introvigne, un conservatore cattolico che non si sa essere più colto o più intelligente, cerca di mettere ordine in una paccottiglia che si è accumulata dal Seicento ai primi anni '90 del XX secolo, cercando di mettere in luce certi aspetti culturalmente rilevanti (non tantissimi, a dire il vero). Al cuore di questa operazione di chiarificazione c'è la definizione operativa di "satanismo" in ambito storico e sociologico (meno comprensiva dell'accezione teologica). Introvigne definisce dunque "satanisti" “quei movimenti che promuovono la venerazione e l'adorazione del personaggio chiamato Satana o Diavolo nella Bibbia e gli rendono un culto attraverso diverse forme di rituali e di pratiche" (p.220). In quest'ottica il "satanismo" è un fatto da ricondurre puramente nell'alveo giudaico-cristiano, un'adorazione rivolta a un essere concreto, esistente, non assimilabile a un simbolo, a una metafora, o a un'ipostasi della psicologia del profondo -- che sono la sostanza letteraria e psicologica della stragrande maggioranza dei casi studiati da Introvigne.

Su queste basi metodologiche, i satanisti non sono che un numero esiguo e in effetti tutta l'esposizione dell'A. sembra passare il rasoio di Ockham sulle mille trattazioni dell'argomento. Ci si potrebbe dunque attendere un secondo volume intitolato "Indagine sui satanisti autentici", gli irriducibili adoratori del Male.

Il libro, la cui lettura certamente si raccomanda, soffre di un periodare lutulento e a tratti involuto e talvolta ci sono pagine e pagine che riassumono le trame improbabili della letteratura satanistica (particolarmente indigeribili le trame dei romanzi simbolici sette-ottocenteschi). Da segnalare, oltre a un certo rigore definitorio e l'erudizione sterminata, che basterebbero a farne un ottimo libro, l'atteggiamento dell'A. scevro da moralismo e sarcasmo (peraltro, qualche incursione da apologeta qua e là non disturba in un autore cattolico).
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