Jump to ratings and reviews
Rate this book

Moscerine

Rate this book
Qui dentro ci sono nove racconti a forte carica umoristica in cui la narrazione esalta aspetti microscopici talvolta invisibili dell’esistenza, insospettabili trame, elementi irrilevanti eppure capaci di ribaltarne il racconto. In quasi tutte queste storie esiste un imprevisto trascurabile, un tarlo, un insetto che si insinua sornione nella trama, si intrufola, si accomoda, si incista, si nutre al buio, fa la tana, corrode, si ingrassa, prolif ica, crepa e def lagra sino a provocare il ribaltamento della trama e costringere la storia a riscrivere il f inale. Mentre ci disponiamo ad osservare il disegno che incessantemente la vita traccia sulla tela dei personaggi, nel momento in cui giriamo il quadro scopriamo che un qualche diavolo di inaccessibile vizio, una sequela di accenti di cui non ci siamo accorti, uno scivolone, una carezza involontaria, una luce accesa nella casa di fronte, hanno mutato del tutto la scena. E così a cucire le trame dei destini della vita ma anche della morte è un f ilo invisibile di fulminee irrilevanze, moscerine appunto in grado di travolgere gli eventi e di precipitare i personaggi da situazioni sentimentali in disgrazie irresistibilmente comiche o così indicibilmente tragiche da sf iorare la farsa. Non può darsi che all’origine della Terra sia stata la lenta e irriducibile ascesa di un pidocchio al trono e che il Big Bang sia stato scatenato nell’attimo in cui il pidocchio poggiò il suo puntiforme deretano sull’intoccabile velluto che ahinoi! mascherava il caos?

252 pages, Hardcover

First published October 1, 2013

7 people are currently reading
55 people want to read

About the author

Anna Marchesini

10 books12 followers
Anna Rita Marchesini (Orvieto, 19 novembre 1953 – Orvieto, 30 luglio 2016) è stata un'attrice, comica, doppiatrice, scrittrice e imitatrice italiana.

Ha fatto parte del Trio con Massimo Lopez e Tullio Solenghi, che ha lavorato con continuità dal 1983 al 1994 e si è eccezionalmente ricostituito per l'ultima volta nel 2008 - seppur per sole tre serate televisive - per festeggiare i 25 anni dalla fondazione. Dopo lo scioglimento del Trio, l'attrice ha continuato la sua attività al fianco di Solenghi nel biennio 1994 - 1995, per poi proseguire da sola la carriera di attrice teatrale.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
14 (14%)
4 stars
24 (25%)
3 stars
25 (26%)
2 stars
25 (26%)
1 star
8 (8%)
Displaying 1 - 17 of 17 reviews
Profile Image for Savasandir .
289 reviews
May 3, 2024
La quinta stella è perché per tutto il corso della lettura ho sentito la splendida voce di Anna Marchesini risuonarmi in testa.
Profile Image for Gilla.
41 reviews19 followers
March 29, 2017
Non avevo mai letto nulla Anna Marchesini e nel complesso posso dire che è stata una piacevole sorpresa. Di lei ho sempre ammirato (se non adorato) l'incredibile verve comica. Per intenderci la colloco nell'Olimpo della Comicità insieme a Franca Valeri. Avevo già assaggiato la sua bravura dopo averla vista a teatro lo scorso aprile nella lettura di un malinconico testo scritto da lei stessa "Cirino e Miralda non si può fare", un racconto inserito proprio in questa raccolta.
Mi aveva molto colpito non solo per l'impeto con cui, sebbene gravemente malata, recitava ma per la profondità e la delicatezza che traspariva dal testo.
Leggere "Moscerine" è stata una bella conferma. C'è a volte un'indubbia sovrabbondanza di aggettivi, similitudini e (troppo) lunghe descrizioni che appesantiscono molto la narrazione. Questi elementi possono sicuramente disturbare la sensibilità di alcuni lettori (come in una critica ferocemente negativa letta qui su Goodreads) ma sono Anna. Sono Anna in tutta la sua sfacciata vitalità. C'è un fiume in piena di vita e sensibilità. C'è un'osservazione profonda degli stati d'animo dell'essere umano, in primis la malinconia. C'è ironia, tanta. Io (che sono dichiaratamente di parte) quella sovrabbondanza che stona un po' mi sento di perdonargliela e mi porto a casa il suo sguardo acuto, ironico e per nulla banale sulla realtà. Rimane solo il rammarico che una donna dannatamente piena di risorse e di talento se ne sia andata nell'indifferenza di tanti mezzi di comunicazione che non hanno saputo renderle l'omaggio che avrebbe meritato.
Profile Image for Ileen.
142 reviews
April 30, 2015
Recensire Anna Marchesini è mettere bocca su un mostro sacro. Quel che vorrei fosse chiaro senza troppi giri di parole è che questo libro… non è semplicissimo. Non che non sia alla portata di tutti, ma va capito. Va capita la donna dietro il libro e, a tratti, anche questo sembra non bastare. Ho letto questo libro due mesi fa ed ho atteso molto per scriverne. Va digerito. Diversamente non se ne può parlare. Nonostante si proponga come un libro a forte carica umoristica, questi racconti nascondono una vena emotiva, quasi triste, un’introspezione paurosa, una connotazione umana a dir poco eccezionale ed una consapevolezza della vita che fa quasi timore. Anna ha messo in parole la vita stessa, con la sua carica di ironia, il suo fare secco e stizzito, il ciondolio della testa (che non si vede ma si immagina) e fiumi di parole. Già, le parole. Tante, tantissime, una dietro l’altra senza una virgola. Letteralmente. Tanto che ci ho messo non poco ad abituarmi all’andamento della lettura; la punteggiatura è la pausa degli occhi, della mente, del senso … Anna non ne mette, mette elenchi di parole a profusione, come acqua che abbia sfondato una diga. Giù, dritta a valle. Non sono necessariamente climax, sono spesso accostamenti, sinonimi, che compongono una varietà lessicale amplissima. Solo Piperno mi aveva messo così in difficoltà. Fanno ridere questi racconti? Onestamente, non tutti. Alcuni sono molto forti emotivamente, trattano temi troppo importanti, indagano troppo le fragilità per poterli defnire divertenti. Sono commoventi, toccanti. E gli altri? Bè.. Dipende da cosa intendete. Alcuni si, fanno ridere, ma vi dovete immaginare lei, seduta su una sedia, a teatro, che ve li racconta. Con i suoi capelli arruffati, i suoi occhiali volutamente bassissimi sul naso e quella vocina che sale sale sale. Non leggete questi racconti se non conoscete Anna Marchesini. Piuttosto guardatevi un suo video prima. Mi rifiuto di recensire questi racconti… perché non è la storia in sé che colpisce, mail modo in cui lei la racconta. Affinché, però, possiate avere un’idea sul filo conduttore che li lega, vi dirò qualche parola di ognuno e cercherò di farlo… nello stile di Anna.

La signorina Iovis – come si fa, come si fa dico io, a lasciar perdere l’amore? Anche se la campana suona in là con gli anni, come non rispondere? Ed eccola lì, la signorina Iovis, seduta al suo sportello alla posta, fissata da quel bell’uomo lì. Adolfo Perres, maestro di scuola, aveva sgomitato (ma educatamente) per farsi strada nella vita della signorina Iovis. E venne il dì della festa…

Lisetta – non è che alla gente piaccia star sola.. ma non è nemmeno che ci si possa accompagnare a chiunque. L’amore non si comanda e spesso basta una volta, quella buona, a distruggerci. E allora ecco, stare soli diventa l’abitudine, diventiamo come vecchie querce, sedute, con l’edera avviluppata, un po’ come impedimento un po’ come scusa. Quand’ecco che qualcuno ci smuove, ci muove e rimuove dal nostro fossilizzato trono di legno. Ci sono persone che guardano alla vita con diversi atteggiamenti e ci sono persone che hanno lo stesso atteggiamento e guardano più vite possibili, quasi mettendole a confronto… (questo è il racconto più toccante e commovente)
L’odore del caffè – eccoli lì, gli Svizzeri di via del Corso. Proprio loro, quelli che ti macinavano il caffè davanti, in negozio. Ma il mercoledì era il giorno sacro della tostatura del caffè: misterioso procedimento nascosto nel retrobottega, al quale nessuno era ammesso. E tutto l’aroma si spandeva come un nuvolone carico di pioggia: greve, pesante, denso, invadente.. inebriante “ed era subito l’Avana era viva Zapata era la Rivoluzione era la Repubblica di zucchero e cannella”(pag. 72).

La torta nuziale – troneggiava bianca, candida, eterea, eburnea. Torreggiava nell’angolo della cucina, lei, la grande casta protagonista, lei, l’ultima ad entrare per la gioia di tutti. Quella che nessuno avrebbe mai osato rifiutare, anche se non ci sta più niente, anche se “no grazie, basta così”, anche se si son fatti incartare gli avanzi, anche se. “Quei cinque piani di panna soffice, un grattacielo tirato su con il latte di capra, di capra si erano raccomandati, senza neanche sapere se si potesse fare o se invece si trattasse di una di quelle inqualificabili castronerie eccentriche ed irresponsabili tipiche dei committenti urbani, dunque ignoranti circa i procedimenti della produzione artigianale”. Bianca che più bianca non si può.. o forse non proprio, non sarà mica una mosca quella?!

Poi si vedrà – mi sposo o non mi sposo? Che faccio Flora? E lei, ingrata, questa volta, il becco non ce lo vuole mettere; ma come si fa ad abbandonare così una sorella che tutto nella vita ha fatto, tranne vivere. Flora ha sempre preso le decisioni per Nelda ed ora, niente, eccola lì la poverina, in abito da sposa, prima di andare all’altare supplichevole, desiderosa come sempre dell’aiuto che Flora ha sempre elargito generosamente. Insomma, suvvia, una parolina, chessssaràmmai! Un si o un no, non così difficile, mal che ti vada Flora potresti anche scegliere a caso, basta che le dici che cosa deve fare…

Le evidenze – Maria Luce Colli, pregiatissima e stimatissima professoressa di matematica. Bella, bellissima. Donna contenuta con un passato non facile, la professoressa Maria Luce se n’era andata via dalla sua Basilicata ed era giunta in terra veneziana con il piccolo Emanuele. La disonorata in casa sua, timoratissima e rispettabilissima in terra lagunare, lavora sodo; l’unico su interesse è il figlio, giornate scandite, mai uno sgarro, sola soletta se non per l’amato pargolo. S’accontentava d’esser trasparente, anche se insomma, non le riusciva poi così bene. Ma quando Emanuele s’ammala agli occhi, Maria Luce esce drasticamente dalla sua felice monotonia…

Il salotto – Madame Isidori è rientrata dalla sua residenza parigina da un paio di giorni e già teme per la sua pelle. “Sono molto cattive quest’anno le zanzare?”. La povera vedova veniva costantemente fatta bersaglio da quelle odiose alate bestiacce. La cara donna aveva il sangue dolce e le orride belve lo sapevano, di grazia che tortura! Ma Madame Isidori impavida non rinuncia al suo salotto nemmeno in piena estate, troppo importanti i suoi illustri ospiti, o forse no, ma va bè, l’importante è la mondanità. Che se ne parli che se ne parli! Della sua fastosità, degli stuzzichini e dei discorsi, che donna intelligente! Che donna generosa! Che donna amabile!! Peccato sia costantemente bersagliata da quelle inutili, maledette zanzare…

In punto di morte – finale già scritto, nessuno scampo. Che senso ha chiedere come andiamo oggi? Se siamo qui andiamo, quindi bene, ma tanto non si ha scampo quindi.. un’ora in meno. Ma il nipote dell’onorevole Casimiro Mei proprio non la smetteva di ripetere quella cavolo di frase ogni volta, benedetto ragazzo. Un po’ s’assopiva un po’ aveva imparato a dilatare il tempo: perché un’ora è solo un’ora se la vedi così, ma se cambi punto di vista sono 60 minuti, che per 60 secondi a minuto fanno 3600 secondi, che insomma, son di più. Questione di punti di vista. Come quella carezza appena percepibile, appena accennata, quel saluto da parte del portiere: oh che gioia, Casimiro si rallegra, pieno di riconoscenza e stupore.

Cirino e Marilda non si può fare – due stelle superior Pensione Smeraldo. Eccolo lì, Cirino Pascarella, disoccupato ormai da tempo, ha dovuto vender la sua casa ed ora vive lì all’ultimo piano del palazzo. Che vita triste, povero professore. La signora Olimpia, tenutaria, non lo lascia in pace, tanta è la voglia sua di maritare la figlia Marilda: “tanto caruccia a modino faticatrice tanto brava servizievole obbediente pulita ordinata donna di casa precisina taciturna!”. Da chi abbia preso non si sa. Ma Cirino Pescarella è perso nei suoi pensieri, tristi, lontani, nemmeno la sente Olimpia, nemmeno la vede Marilda…

Non voglio aggiungere altro. Credo che valga la pena di leggerli, anche se non sarà proprio una lettura facile; vale la pena sentire cos’ha da dire questa donna sulla vita e i suoi stereotipi, sulle paure che ognuno di noi ha o pensa di avere e su quelle che crediamo di non avere. Una grande lezione, grazie Anna.
Profile Image for Il cassetto dei libri.
109 reviews17 followers
September 22, 2017
Un microcosmo di piccoli racconti dove l'ironia della sorte si mescola alla tragicità della condizione umana.
Moscerine è l'ultimo inchino di Anna al mondo sul palcoscenico della vita.
"Moscerine (perché chi ce lo dice che i moscerini sono tutti maschi?) sono quell’invisibile che cambia all’improvviso la vita e ne cambia il finale”.
Una lente d'ingrandimento su esistenze intorpidite nella quotidianità, tutte a loro modo con addosso una solitudine, dove un nonnulla devia la vita in un'altra direzione, in meglio...in peggio...o chissà? Una portiera d'auto che si apre, una perdita di equilibrio, una carezza, un luce che si accende..
Cose che a volte paiono insignificanti, infinitesimali, come minuscoli insetti, con quelle loro traiettorie imprevedibili ed improvvise.
La versatilità con cui Anna vestiva i panni delle sue bizzarre macchiette, si riflette qui nel variegato mondo dei protagonisti: dalla malinconica e solitaria, un po' sfigatella, signorina Iovis, alla predatrice Madame Isidori, preda a sua volta di zanzare e buona società, dall'insospettabile Maria Luce Colli, all'onorevole Casimiro Mei, che attende la morte facendole spazio.
Ma occhio, state sempre bene all'erta! Perché la vita brulica in ogni dove, come un vivido profumo di caffè che invade un vecchio paesetto che sonnecchia, come una mosca (femmina sì) su una torta nuziale..
Letto postumo, votato molto con il cuore.
Profile Image for Riccardo C..
14 reviews6 followers
December 19, 2013
Se un libro è brutto e basta lo dimentico in fretta, se mi delude mi incavolo come una bestia. Leggerete voi il risultato.

Anna Marchesini, dopo i primi due romanzi, esce ora con una raccolta di racconti. Non si può certo dire che sia ancora un'autrice esordiente.

A suo tempo avevo letto 'Il terrazzino dei gerani timidi', come tutti incuriosito da qualche intervista televisiva dell'autrice. Il romanzo non mi aveva entusiasmato sia per la storia, autobiografica e senza particolari accenti, sia per la scrittura sovrabbondante, involuta, decisamente eccessiva e ridondante. Vizi tipici da novello scrittore: tanti paroloni e autocompiacimento sfrenato nel narrarsi. In quel caso però i molti problemi formali venivano parzialmente controbilanciati da una forte emotività del racconto: un'autentica fragile malinconia.

Nel caso di 'Moscerine' niente è perdonabile, una raccolta di racconti che sfiora l'illeggibile.

La Marchesini si rivela una scrittrice dalla sensibilità molto sottile, ma del tutto soffocata da una scrittura di maniera vuota, pedante, capace di asfissiare ogni barlume di emozione.

I racconti non decollano mai, la maggior parte di essi non ha al suo interno alcuna dinamica significativa; è pur vero che esistono in letteratura racconti che nascono e si risolvono intorno a un motivo descrittivo, ma nei racconti della Marchesini il senso della descrizione si esaurisce troppo spesso nella ricerca melodica dell'ordine delle parole, nei facili contrasti, nello stupore che dovrebbe provare il lettore nel suo gioco pirotecnico di parole e amenità.

Giusto per dare un esempio concreto di certe mostruosità, mi sono permesso di giocare al Piccolo Filologo. Munito di carta e penna, mi sono segnato quante volte in ciascun racconto si ricorra ad una similitudine (un 'come', 'come se', 'sembrava come' per intenderci). Insomma, vi propongo un classico esercizio di caccia alla figura retorica che tanto piace ai professori di liceo.

Ecco il risultato di questo giochetto, non l'ho fatto per tutti i racconti perché dopo un po' non ce la facevo più:
'Lisetta', 27 pagine, 20 similitudini
'L'odore del caffè', 9 pagine, 23 similitudini (!)
'La Torta Nuziale', 27 pagine, 26 similitudini
'Poi si vedrà', 23 pagine, 18 similitudini
'Le evidenze', 29 pagine, 11 similitudini (si è contenuta!)
'Il salotto', 28 pagine, 28 similitudini

Ora, la frase tipo in questi racconti prevede che, a ogni oggetto, persona o paesaggio, si associ un elenco torrenziale di aggettivi, paragoni, metafore (se mi mettevo a contarle potevo morirci), una dopo l'altra, senza respiro. Ogni cielo assomiglia a qualcosa e a qualcos'altro ancora, ogni persona si comporta come qualcuno e qualcun altro ancora, e così via. Questo mio spoglio è davvero solo un piccolo esempio. Fenomenali sono inoltre le metafore nelle metafore e i paragoni all'interno di altri paragoni!

Vi sfido a sopportare questo per 250 pagine.

Il punto è che in questo modo anche la più felice delle immagini creata viene svilita qualche riga dopo. Nulla sembra davvero necessario, tutto è accessorio, quindi vuoto, senza significato.



Un vero peccato, una delusione, perché in alcune rare pagine riaffiora una sensibilità spiccata verso i vari personaggi. Affrontano la durezza di una vita mediocre, le grandi sofferenze del quotidiano, felicità illusorie, la noia di una vita votata all'apparenza. E vi è la malattia che consuma e assottiglia sempre più il confine tra la vita e la morte. Tutti questi temi subiscono poi, con una qualche originalità, la distorsione di un'amara comicità.

Anna Marchesini avrebbe potuto dispiegare una profonda analisi di questi temi, ma ci riesce solo per qualche istante, ed è straziante, nel racconto 'In punto di morte'.

Mi chiedo onestamente se si stato fatto su questo libro un serio lavoro di revisione editoriale, perché purtroppo sembra davvero un prodotto amatoriale, senza alcuna riflessione sul tipo di scrittura e sulla sua reale efficacia.
Profile Image for Antonietta.
206 reviews13 followers
June 18, 2017
Si tratta di 9 racconti incentrati su personaggi o situazioni che si definirebbero minori, su cui di solito non cade l'attenzione; da qui il titolo di Moscerine. Alcuni personaggi a dire il vero sono molto ben congegnati e delineati nella loro specificità interiore, nel loro io nascosto e schivo. Anche alcune situazioni, come l'odore del caffè che si spande per i vicoli della piccola città o la torta nuziale trionfante di panna, sono analizzate nei piccoli particolari fino a farne un'analisi quasi al microscopio. Ecco, questa analisi nei piccoli particolari si traduce in un florilegio di parole che sicuramente su un palcoscenico, specialmente recitate dalla loro autrice in persona, avrebbero reso molto. Qui sulla carta, a leggerle tutte in fila, risultano un po' pretestuose e annoiano un tantino.
Profile Image for Edvige Ciccarelli.
238 reviews
May 10, 2025
lo stile della Marchesini è particolare: i periodi lunghi, i pensieri fiume, in cui spesso è totalmente assente la punteggiatura, rendono la lettura poco comoda e poco agevole. ma se si ha la pazienza di superare il primo momento di perplessa scomodità, se ci si lascia trasportare dal pensiero incessante, pieno di volute, se ci si accoda al ritmo e all'andamento del raccontare, si riesce a godere di questa serie di racconti, mai banali, che alternano dolcezza e crudezza, composti in un vocabolario ricco. vale la pena avere un po' di pazienza e fidarsi dell'autrice.
Profile Image for Maria Helena Zanni.
66 reviews2 followers
August 29, 2018
Fatevi un piacere, trovate questo libro, resistete a pagine intere di metafore, similitudini, sinonimi (se proprio non ce la fate immaginatevi la voce e le intonazioni della autrice mentre leggete) e vedrete che queste strane moscerine vi arriveranno a darvi un piacevole fastidio.
O almeno provate a leggere Lisetta, tutti dovrebbero leggere Lisetta.
58 reviews
November 25, 2025
Un ciclo di racconti che ha come protagoniste piccole, complesse, mastodontiche figure femminili (tranne l'ultimo costruito attorno a un uomo agli sgoccioli della propria vita). La penna di Anna è (sì, sempre al presente) delicata, energica, a volte compiaciuta, ma elegantissima e preziosa.
Profile Image for Simona.
45 reviews3 followers
March 13, 2014
Grandiosa la Marchesina, come Donna, come Attrice teatrale e adesso scoperta anche come Scrittrice. Brava, brava!! Questa raccolta di racconti è scritta con intelligenza , cultura e sensibilita', con un'attenzione particolare ai sentimenti delle persone . Mi piace proprio come scrive perchè ironica, colta, sensibile e profonda, seria, divertente. Ancora una volta soddisfatta della sua lettura! ;)
Profile Image for Chicco Padovan.
Author 4 books24 followers
March 8, 2014
Mi arrendo! Sono arrivato al penultimo racconto e mi fermo qui, avrei dovuto abbandonarlo prima. Eh sì, perché se una cosa non ti piace, non è giusto imporsi di leggerla. Riconosco alla Marchesini attimi di intensa emozione, ma santo cielo, per arrivarci quanta fatica! È tutto affossato da una scrittura volutamente pesante, ridondante, con frasi letteralmente infinite. Forse ci sarà chi ama questo stile, per me decisamente il gioco non vale la candela.
Profile Image for Hermione .
167 reviews16 followers
August 27, 2017
Letto postumo, mi ha fatto molta tenerezza. È proprio nel suo stile, un fiume di parole incontenibile, uno stile di scrittura fuori moda per nove quadretti "in bianco e nero" di umani un po' sfigati, a volte decisamente sofferenti oppure solo grotteschi.
Profile Image for Harrystuart.
87 reviews8 followers
September 20, 2014
Già di per se non amo molto i racconti... ma questi onestamente sono noiosi, quasi criptici e scritti male. Non sono una purista della forma ma la punteggiatura è atroce.
Profile Image for Michela.
2 reviews
November 1, 2015
Una scrittura particolare e accattivante, anche se le storie non le definirei ironiche, ma descrittive dell'animo umano
Displaying 1 - 17 of 17 reviews