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Io faccio così

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Nonostante la crisi, i partiti, le tasse... c’è un’Italia che reagisce, che non molla, che va avanti e crede nel futuro. Daniel Tarozzi ha deciso di salire sul camper e andare a scoprirla e a raccontarla.
Sette mesi on the road, senza scadenze o itinerari precisi, inseguendo le esperienze di chi ci prova a cambiare vita e a non rassegnarsi al peggio. La scoperta è che si sta creando una rete diffusa dal Nord al Sud di microeconomie che valorizzano il territorio e le competenze delle persone, spesso promuovendo lavori che le statistiche nemmeno rilevano: in città, in campagna, da soli, in gruppo. Sempre all’insegna dell’ecocompatibilità, del risparmio e della qualità della vita. Contadini, inventori, imprenditori, manager, artigiani, neolaureati, artisti:
le loro storie non fanno più parte dell’aneddotica ma costituiscono una realtà che va raccontata e fotografata e dimostrano che un altro Pil, più vero e di qualità, è possibile.

368 pages, ebook

First published October 17, 2013

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August 23, 2015
Ho assistito alla presentazione del libro alla Festa di quest'anno del Fatto Quotidiano e in seguito ho deciso di comprarlo per farmi un'idea di come il tessuto sociale più resiliente reagisca alla profonda crisi che l'Italia sta attraversando. Cercavo esperienze di cambiamento riuscite; volevo capire la portata, la qualità, la sostanza di questo cambiamento. Ne ho trovate diverse anche nella provincia di Bologna e con alcune di esse voglio entrare in contatto. Sono stata colpita dal ritorno alla terra che sembra caratterizzare in un modo o nell'altro la maggior parte delle testimonianze raccolte dall'autore. Ho capito che esso ha molte sfaccettature, dalla tutela della biodiversità, alla valorizzazione della sostenibilità ambientale, alla possibilità dell'auto sussistenza delle comunità locali. Difficile spiegare, ma è come se le articolazioni e le sfumature di una cultura millenaria, con uno sforzo immane di sintesi, cercassero di distillarsi in un concentrato di conoscenze teoriche e pratiche e di abilità relazionali tutte energicamente protese alla sopravvivenza in ambienti ostili e sempre meno adatti alla vita. È un po' come se ogni impresa di successo avesse individuato con il suo modello di business una strada imprescindibile per la sopravvivenza non solo della specie umana ma del pianeta Terra. Penso per esempio a Daniela Ducato che in Sardegna utilizza gli scarti della lana per produrre dei materiali da costruzione che sono particolarmente isolanti, riuscendo con un unico business a ridurre i rifiuti,lo spreco di risorse energetiche e l'inquinamento prodotto dall'utilizzo delle stesse per il riscaldamento o il raffreddamento. Oppure penso a Gaetano La Legname con "Fai meno strada" un sistema che una volta entrato a regime dovrebbe eliminare le corse a vuoto dei camion facendo cooperare le aziende di trasporto e rendendo più efficiente il trasporto di merci, dimezzando i costi, riducendo l'inquinamento e liberando le strade dal traffico. Tutto molto smart ma io resto perplessa sul fatto che movimenti dal basso, o singoli imprenditori illuminati, o reti di imprenditori illuminati, possano avere un vero successo se non trovano dei rappresentanti politici che, sia a livello locale, che nazionale che internazionale, siano determinati ad andare contro gli interessi del potere costituito, e cioè quello dei politici in combutta con la finanza e il capitalismo, per affermare un modello economico e sociale più giusto e solidale. Il libro risente del fatto di esser stato più volte tagliato per ragioni editoriali, ma come recensione delle esperienze fra le più significative di cambiamento, è molto utile e ne consiglio la lettura. Così come consiglio la consultazione del sito www.italiachecambia.org che riporta ulteriori esperienze e le approfondisce con contributi multimediali un po'tutte.
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