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L'ospite

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Chi è l'ospite?
Il fanciullo divino, il puer aeternus, venuto a scomporre abitudini quotidiane, a stimolare mutilazioni mentali, ad attuare metamorfosi interiori.
Quell'ospite si chiama Emiliano ed entra nella casa della madre di suo padre, una nonna che è donna di sapere strutturato, di mente forte, di consapevolezza robusta e fiera, la cui indisponibilità verso il fanciullo viene travolta dallo splendore dello stesso bambino.

Quell'ospite, che la nonna accoglie con riserva, persino resistente o renitente, ma da cui si sente poi trasportata in mondi paralleli, in cosmiche e a tatti anche comiche congiunzioni, è un bambino che diventa scrittura, un'apparizione che diventa metafora.
Nulla mai di aggiuntivo che lo riguardi, e nemmeno mai nulla di grazioso, ma al contrario un'attenzione estrema per le parole e per il loro uso, per la collocazione esatta, per il loro risalto netto, per il loro incastro di giustezza, da cui viene un linguaggio di concretezza e di densità uniche, mai sapienziale, ma spesso invece epigrafico, seccamente concentrato in clausole incisive.

(dalla prefazione di Giovanni Tesio)

118 pages, Paperback

First published January 1, 1973

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About the author

Lalla Romano

49 books23 followers
(Demonte, Cuneo, 1906 - Milano, 2001)
Dopo aver frequentato le elementari a Demonte, si trasferisce a Cuneo con la famiglia nel 1916, dove compie gli studi superiori. Conseguita la maturità nel ‘24, s’iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino: tra i suoi professori, spiccano le figure di Ferdinando Neri e Lionello Venturi. Su indicazione di quest’ultimo, comincia a frequentare la scuola di pittura di Felice Casorati. Laureatasi nel 1928, continua a dedicarsi alla pittura ed alla poesia: ha, intanto, conosciuto scrittori e intellettuali del calibro di Cesare Pavese, Mario Soldati, Franco Antonicelli, Arnaldo Momigliano. Nel ‘32 sposa, a Cuneo, Innocenzo Monti, e nel ‘33 nasce il suo unico figlio, Pietro. Nel ‘35 raggiunge a Torino il marito, ivi trasferito per motivi di lavoro; successivamente, espone in mostre collettive ed in una personale. Spinta dal giudizio positivo espresso da Eugenio Montale su alcuni suoi versi, nel ‘41 pubblica da Frassinelli la sua prima raccolta di poesie, “Fiore”. Durante la guerra, aderisce al movimento “Giustizia e libertà” e, su invito di Pavese, nel ‘44 traduce per Einaudi i “Trois contes” di Flaubert. Nel ‘46 decide di abbandonare l’attività pittorica per dedicarsi completamente alla scrittura. Esordisce nella narrativa nel 1951 con una raccolta di brevi testi in prosa, “Le metamorfosi”, con presentazione di Vittorini; è del ‘53 il suo primo romanzo, “Maria”, elogiato da Montale sul “Corriere della Sera” e definito da Gianfranco Contini un “piccolo capolavoro”. Negli anni seguenti, escono il libro di poesie “L'autunno” (1955), i romanzi “Tetto murato” (1957) e “L'uomo che parlava solo” (1961) ed il libro di viaggi “Diario di Grecia” (1959). Bene accolto dalla critica e dal pubblico, il suo quarto romanzo, “La penombra che abbiamo attraversato” (1964), è “una rivisitazione di esperienze infantili e adolescenziali nella quale il rigore stilistico e l’esercizio dell’ analisi tengono a freno l’incombente compiacimento autobiografico” (S.Guglielmino). Il successo arride anche al successivo “Le parole tra noi leggère” (1969), che vince il premio Strega; seguono, tra le altre cose, il romanzo “L’ospite” (1973), la raccolta di poesie “Giovane è il tempo” (1974), il volume di racconti “La villeggiante” (1975), il romanzo “Una giovinezza inventata” (1979), le fiabe de “Lo stregone” (1979) . E’ dell’81 “Inseparabile”, dell’86 “La freccia di Tatiana” (con fotografie di Antonio Ria), dell’87 il romanzo “Nei mari estremi”, ove è rievocata la malattia e la morte del marito. Da segnalare, negli ultimi anni, “Le lune di Hvar” (1991), “In vacanza col buon samaritano” (1997), “Dall'ombra” (1999).

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Emilio Berra.
306 reviews288 followers
March 9, 2022
- Amatissimo -
Breve romanzo di Lalla Romano, anche propedeutico alla lettura di "Inseparabile" , libro quest'ultimo bellissimo e quasi imperdibile soprattutto per chi ama la grande scrittrice.

Le opere di Lalla Romano sono "autobiografiche" nel significato letterario alto del termine, cioè esperienze poeticamente rappresentate, come 'specchio' di risonanze che possono riguardare qualunque lettore.

L'ospite in questione è il nipotino in tenera età durante un'assenza dei genitori impegnati in un viaggio.
La narratrice è comunque sempre presente nelle pagine, attenta a verificare emozioni e pensieri che avverte in sé, spesso con occhio impietosamente autocritico. Lei, così brillante nella scrittura, si avverte molto carente di senso pratico, spesso inadeguata, consapevole che fin da subito "avevo mostrato la mia inettitudine".

Annota come, all'annuncio che sarebbe nato un nipotino, la reazione "in me prese la forma di egoismo, o difesa della mia libertà. Fu così che uscì il mio: 'Non potete contare su di me. Io non so e non posso occuparmi di un bambino' ". Quando il figlio glielo rinfacciò, "misurai la mia vigliaccheria. Accusai la paura e fui creduta" .
Ben presto però si sente pervasa d'amore per il piccolo. E quando "dovetti constatare che Emiliano non si rivolgeva mai a me spontaneamente, come faceva" col nonno, "lo considerai una punizione".
Avviene anche di sentirsi troppo vecchia per giocare con un bimbo. "Se avessero avuto il figlio dieci anni prima, penso. Ma un'idea mi fulmina: non sarebbe stato Emiliano!
Chissà perché fa ridere: e invece è una cosa enorme, tragica. Non solo per noi, ma per lui. La possibilità di non essere, di non esserci. Per ognuno, l'esserci è tutto quello che abbiamo" .
Profile Image for Veronica Sicari.
11 reviews1 follower
January 6, 2021
L'arrivo, inatteso ed inconsciamente desiderato, di un ospite stravolge la routine di una anziana coppia. Un amore appassionato, totalizzante. Una seconda chance. La possibilità di rimediare agli errori compiuti nel passato. Perché forse diventare nonna è una forma diversa - e più complessa - di maternità.
Profile Image for fdifrantumaglia.
208 reviews49 followers
April 1, 2017
L’ospite di Lalla Romano è un esempio di come la narrazione autobiografica possa fornire lo spunto per dedicarsi, oltre che alla letteratura, all’arte che diventa vita quando è proprio la vita a farsi arte: non solo con la rievocazione su carta di oggetti da trattare come reliquie (ad esempio le scarpette con cui il bambino ha mosso i primi passi), ma anche i continui rimandi artistico-letterari che arricchiscono questa prosa che si fa poesia.
Leggi la recensione completa qui: http://illunedideilibri.it/lospite-la...
Profile Image for ☮️⚧️ Pioggia d'estate Sole d'inverno '62 .
188 reviews13 followers
July 31, 2021
In vista di un viaggio di alcune settimane, due genitori affidano il loro bambino poco più che neonato alle cure della nonna. La nonna è Lalla Romano.
Questo semplice e felice evento diventa lo spunto che dà vita al libro. Una sorta di taccuino in cui, in una serie di brevissime pagine-capitolo, l’autrice annota le osservazioni sui propri sentimenti in trasformazione.
L’attenzione, concentrata sull’asse dello sguardo nonna-nipotino, determina l’andamento delle sue sensazioni e lo affida a ciò che l’occhio riesce a cogliere e a includere nel flusso delle riflessioni-rivelazioni.
La voce della Romano è quella raffinata e coraggiosa di una donna di cultura. È onesta e sincera nel confessare le sue resistenze di donna fortemente strutturata ed emancipata, il suo senso di inadeguatezza nei confronti dell’innocenza senza sovrastrutture del nipotino, della sua spontaneità che la disorienta. Solo per un attimo ci lascia supporre che il suo sia muro di inquietudine dietro cui rifugiarsi, uno spazio inaccessibile ed esclusivo del suo mondo e del suo Io.
In realtà, pagina dopo pagina, emerge la qualità fine ed elegante, colta, davvero profonda dello sguardo sul bambino, uomo nel bozzolo, espressione di estro divino. La sua scrittura riesce a creare un’atmosfera senza perimetro temporale, molto intima e che si espande in modo percettibile e inequivocabile verso la maturazione di un’esperienza, di una conoscenza e un vincolo indissolubile che hanno l’estensione di una spiritualità laica e sensuale al tempo stesso, legata all’identità del bimbo nel quale lei, nonna goffa nel maneggiare un biberon (e anche nel solo nominarlo), già riconosce il più alto senso di dignità umana. La dirompenza di questa vicinanza nella vita della Romano acquista in intensità e quanto più lei ne percepisce la dimensione della purezza atavica, naturale, animale, tanto più lei si libera del superfluo per aprirsi a un ascolto incontaminato.
Vale la pena soffermarsi, in postfazione, sulle interessantissime considerazioni di Pasolini circa la componente erotica di queste pagine. Nulla di scandaloso e incestuoso, naturalmente. Si tratta di quel turbamento che attraversa il nostro essere quando la comunicazione si fa autentica, rivelatoria attraverso canali diversi dalla parola, legati all’istinto più naturale, a canoni primordiali.
Un libro inconsueto e molto affascinante, senza tempo. Un ottimo inizio per conoscere Lalla Romano. Grazie Emilio!
Profile Image for Simone Luca.
20 reviews
January 25, 2021
Un racconto leggero, a tratti tenero, del rapporto tra l'autrice e il nipote che si caratterizza per l'estrema sincerità che già si notava nel "Le parole tra noi leggere", ma stavolta con una consapevolezza diversa, forse più serena e perciò l'introspezione risulta più lucida, senza che le emozioni e i sentimenti dell'autrice vengano meno.
Profile Image for Michele Sette.
42 reviews3 followers
September 5, 2023
Noi abbiamo un'edizione Oscar Mondadori - Classici moderni - ISBN 88-04-48463-2 con recensione di P.P.Pasolini, non presente tra le edizioni di goodreads
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