Quanto tempo occorre per sventare un attacco terroristico? Domanda difficile a cui rispondere. Soprattutto quando sono in tante le teste pensanti coinvolte e da mettere d’accordo sulla strada “giusta” da seguire ed efficace per raggiungere l’obiettivo. Il giorno dei Lord è una lotta contro il tempo e conto una cerchia ristretta di persone che a modo proprio pensa di avere la soluzione più corretta e più conforme o meno al protocollo per gestire la situazione d’emergenza che si è improvvisamente creata e per risolverla.
Grazie ad una narrazione incalzante, ma dettagliata e scorrevole, a leggere questo libro non ci si annoia. Le prima pagine sono dedicate a presentarci tutti i personaggi, sia quelli buoni che quelli cattivi, per conoscerli, per apprendere i loro pensieri e il loro modo di interpretare la realtà e anche di agire di fronte alle situazioni più o meno urgenti della propria vita personale, che poi in automatico si riflettono in quella professionale.
All’inizio sembra che ogni personaggio abbia il suo ruolo ben impostato, ma pagina dopo pagina viengono smontati, svestiti delle vesti ufficiali che indossano per far emergere punti di forza e debolezze caratteriali, che in accordo ma più spesso in disaccordo ed uniti porteranno alla risoluzione dell’attacco terroristico in corso alla Camera dei Lord.
Nel libro però viene affrontato anche un argomento molto importante: la contrapposizione tra genitori e figli. Interessante il modo di analizzarla, non solo tra persone ma anche tra nazioni. Gli Stati Uniti, un paese giovane e quasi frettoloso, che si è sviluppato in fretta in antitesi all’Inghilterra sua madre, che porta sulle spalle una lunga storia, tradizioni a volte stupide e banali, protocolli inspiegabili, atteggiamenti antiquati, titoli obsoleti che se da un lato la fanno apparire “vecchia” e “fuori moda”, dall’altro dimostrano quanto sia forte e stabile, che non cede e non si abbatte difronte all’ennesima catastrofe, anzi ragiona e usa l’esperienza acquisita per analizzare il problema da più punti di vista, capire che cosa sia più giusto fare se prendere la decisione più veloce o quella più difficile, e alla fine è proprio l’esperienza che indirizza sulla strada da intraprendere.
Allo stesso modo un genitore che insegna al figlio a camminare, a parlare, a mangiare da solo, a vestirsi, a lavarsi, a comportarsi in pubblico. Gradualmente si imparano, sbagliando, importanti lezioni di vita che ci faranno da bagaglio a cui attingere nei momenti d’emergenza, o quando anche noi non saremo più figli ma inizieremo a fare i genitori.
Non può mancare un finale a sorpresa, il colpevole deve essere agguantato e punito, ma chi è il vero colpevole? Beh, riprendendo una frase del nostro protagonista, Harry Jones e rienterpretandola a modo mio posso dirvi che il ladro entra e ruba nella casa che conosce come le sue tasche, sicuro di quello che troverà e potrà depredare, e non in una che non ha mai visto… E per il resto vi consiglio assolutamente di leggere il libro per 24 ore di un thriller mozziafato.