Kimberley Townsend ha un disperato bisogno di aiuto: qualcuno sta ricattando suo figlio e le sue finanze non si avvicinano neanche lontanamente alla cifra richiesta dal ricattatore. L’unica persona che la può aiutare è il suo ex fidanzato Luc Santoro, imprenditore brasiliano di successo noto anche per l’abilità nel sedurre belle donne. Kimberley vorrebbe a tutti i costi evitare di chiedere una mano all’uomo che le ha distrutto il cuore ma per il bene di suo figlio deve mettere da parte l’orgoglio.
Luc, dopo aver incontrato e ascoltato la ragazza, non le crede e pensa che sia tutta una farsa per spillargli cinque milioni dalle sue tasche. Nonostante questa consapevolezza, il giovane imprenditore brasiliano accetta di trasferirle il denaro ad una condizione: per due settimane Kimberley dovrà concedersi a lui nei modi da lui scelti nella sua isola privata. Kimberley non vuole essere il giocattolino dell’uomo che l’ha distrutta psicologicamente anni prima, ma per amore di suo figlio è costretta ad accettare. Nel periodo che trascorreranno insieme la ragazza è piuttosto determinata a far cambiare idea a Luc sul suo conto, anche se l’impresa sarà decisamente ardua.
Allora, parto col dire che tutti mi hanno sempre parlato benissimo di questa autrice. Non avendo mai letto nulla della Morgan, ho iniziato “L’isola dell’amore” carica e piena di aspettative, molte delle quali, devo essere sincera, sono state deluse.
Innanzitutto, la storia raccontata in questi termini e con questo stile mi ha fatta arrabbiare non poco: mi è sembrata maschilista, con una visione della donna alquanto limitata a soddisfare i piaceri dell’uomo. Siamo nel 2020 e ancora di storie di questo tipo se ne legge a bizzeffe. Non oso ritenermi femminista, dal momento che spesso questa espressione viene intesa impropriamente, però alcune cose mi lasciano letteralmente l’amaro in bocca.
Luc è descritto fin dall’inizio come un arrogante e presuntuoso uomo d’affari, il quale non prova nemmeno a credere a quanto gli sta raccontando Kimberley. Nonostante la sua diffidenza verso la donna, decide comunque di assecondarla e accettare di versarle i cinque milioni, purché lei si presti a soddisfare qualsiasi sua fantasia a letto. Detto fuori dai denti, siamo nel 2020 e una concezione della donna in questi termini è agghiacciante, oltre che riprovevole. Il libro non fa altro che mascherare tutto ciò dietro alla evidente attrazione che la protagonista indubbiamente prova per Luc. Questo però non deve trarre in inganno: nonostante Kimberley sia profondamente ammaliata dal bel brasiliano, il risultato non cambia, la visione della donna come soddisfacimento maschile è evidente allo stesso modo.
Nonostante alla fine del libro venga rivelato che Luc in realtà sia innamorato da sempre di Kimberley, questo non giustifica né sminuisce il modo in cui l’ha trattata per due settimane.
La novella è composta da un centinaio di pagine, di cui le prime ottanta circa proseguono in modo molto lento e monotono. Dopodiché la narrazione sembra aver assunto qualche sostanza stupefacente poiché, da quando terminano le due settimane oggetto dell’accordo tra i due protagonisti, la velocità di narrazione si fa sempre più intensa fino ad arrivare all’ultima pagina quasi con il fiatone. A mio parere, il libro avrebbe potuto essere un po’ più lungo ma magari con una struttura più organica e bilanciata. Del resto, non sarebbe stato male proseguire la lettura dal momento che lo stile di scrittura è accattivante e motiva il lettore a continuare.
Infine, l’ultimo punto che vorrei evidenziare è stato la trattazione del discorso del rapimento. A mio avviso, si tratta di un tema “buttato là”, senza una precisa idea di sviluppo della vicenda e decisamente trattato in maniera superficiale. Non si può basare un intero libro su un dato accadimento, per poi decidere di narrarlo in tre o quattro pagine perché non è così che funziona.
Purtroppo, la prima impressione per quanto riguarda questa autrice non è stata delle migliori. Non ho intenzione, però, di buttarmi giù: le darò sicuramente una seconda possibilità con un titolo magari più noto in modo da avere una visione più chiara.
Solitamente consiglio i libri che leggo in base ai tratti caratterizzanti del libro ma in questo caso non mi sento di consigliarlo per i motivi resi noti in precedenza.