19/10/2019 (**)
Onestamente - e mi pongo, immagino, controcorrente - libro deludente.
La resa editoriale è di rara qualità, per immagini e scelta critica dei testi; inoltre, resta interessante la scelta della tematica, l'elencazione di luoghi mitici e leggendari che hanno, in qualche modo, influenzato la civiltà occidentale: interessante perché il mistero e le leggende attraggono in modo inevitabile, solleticano le fantasie intellettuali del lettore e dell'uomo, di qualsiasi tempo e epoca.
Tuttavia, il succo - ossia il contenuto del testo vero e proprio, al netto delle immagini a colori, della carta patinata, dell'antologia di testi e estratti riportata in calce a ogni capitolo - mi pare veramente misero.
Didascalico e enciclopedico, senza tuttavia essere né del tutto appassionante né del tutto esauriente, scadendo nella sostanziale ripetizione di altrui asserzioni ("il tale ha detto", "il tal altro ha scritto"), alcune delle quali riportate in estratto - come detto - a fine capitolo: la scelta, che rimanda un pò alle antologie delle medie, potrebbe essere anche interessante, senonché i testi risultano essere spesso (soprattutto quelli afferenti gli ultimi capitoli) tremendamente noiosi e indigeribili, nonché di difficile digestione arrivando alla fine dello sviluppo del testo principale.
I capitoli migliori sono quelli iniziali, dedicati ai grandi miti di terre leggendarie ai più note (Atlantide, ovviamente; i luoghi omerici; il regno del Prete Gianni): secoli di storia e creduloneria stratificatisi rendono l'argomento interessante, considerato anche l'impatto culturale e storiografico che tali luoghi hanno avuto sulla cultura occidentale. Più si avanza, più la scelta dei temi si fa discutibile e - stranamente - più i capitoli si allungano. Inutilmente.
I due capitoli più lunghi, gli ultimi, sono dedicati al mito della teoria della Terra cava (interessante, ma era sufficiente la metà delle pagine) e, con mio grande stupore, alla demolizione delle fesserie raccontate da Dan Brown intorno a Rennes-Le-Chateau: operazione superflua, già ampiamente trattata ovunque all'epoca del successo stratosferico raggiunto dal Codice Da Vinci, e che en passant, c'entra con questo libro come i cavoli a merenda.
Ciò detto, il libro è un'esposizione piatta e deludente, pur con molti spunti e alcune immagini interessanti, rare e assai utili a comprendere gli argomenti trattati; le altre raffigurazioni sono splendide stampe, ma sono sostanziale scenografia, poco utili al libro in sé (o meglio, al suo contenuto).
Storia delle terre e dei luoghi leggendari è insomma un ibrido, o un esperimento letterario svolto sulla falsariga del più completo Storia della bellezza, senza l'approfondimento di questo, e a mio parere riuscito a metà: nella sostanza, c'è poco oltre al mero citazionismo e all'erudizione didascalica; tale pochezza è superficialmente mascherata dal ricchissimo apparato iconografico, splendido a livello tecnico e cromatico ma - come detto - spesso puro contorno estetico.
Tutto quanto sopra, riportato a oner del vero e secondo la mia sensibilità di lettore e critico, la cui competenza è quella che è e il cui parere vale per quello che vale. Poco o nulla.
E in ogni caso, si avverte l'assenza dell'erudizione smisurata e della mente attiva di Eco. Manca in fondo a tutto questo strano Paese, indipendentemente dalle propensioni politiche, perché l'Italia in questo momento così enormemente delicato avrebbe bisogno quanto mai di modelli culturali e intellettuali di spessore assoluto su cui fondare il proprio futuro.