In cofanetto con: Storie e altre storie (UE, 514) Il Prévert di Prévert (UE, 545) Con questo volume, il secondo della scelta fatta dallo stesso Prévert, a cui Zoom ha dedicato un ampio servizio, si conclude il fortunato ciclo curato da Ivos Margoni.
Jacques Prévert est un poète et scénariste français, né le 4 février 1900 à Neuilly-sur-Seine, et mort le 11 avril 1977 à Omonville-la-Petite (Manche). Auteur d'un premier succès, le recueil de poèmes, Paroles, il devint un poète populaire grâce à son langage familier et à ses jeux sur les mots. Ses poèmes sont depuis lors célèbres dans le monde francophone et massivement appris dans les écoles françaises. Il a également écrit des scénarios pour le cinéma où il est un des artisans du réalisme poétique.
Immenso e rosso (titolo originale: Au milieu le rouge) è una raccolta poetica e riflessiva che si inserisce a pieno titolo nell'universo lirico di Jacques Prévert. Pubblicata nella fase matura della sua produzione, l'opera sintetizza gli elementi chiave della stilistica prevertiana: il surrealismo applicato alla vita quotidiana, la critica sociale sferzante, l'antimilitarismo e la difesa accorata della libertà individuale e dell'amore semplice. Il titolo stesso, "Immenso e rosso", evoca un'immagine cromatica e simbolica forte. Il rosso è il colore del sangue, della passione, della rivoluzione, della rabbia e del cuore: un punto centrale attorno a cui ruota la condizione umana, stretta tra le grigie convenzioni sociali e la vitalità primordiale. Come in molte sue opere (a partire da Paroles), Prévert scaglia i suoi versi contro le strutture rigide della società borghese e autoritaria:
La Chiesa e la religione dogmatica: viste come strumenti di repressione e colpevolizzazione.
Lo Stato e la politica formale: accusati di ipocrisia e di manovrare le masse.
La guerra e il militarismo: dipinti con toni che spaziano dal grottesco al drammatico.
Prévert toglie la poesia dai piedistalli accademici per portarla nelle strade di Parigi, nei bistrot, tra i vagabondi, gli amanti privi di mezzi e i lavoratori. L'autore celebra la bellezza improvvisa che nasce da gesti minimi ed apparentemente insignificanti. L'amore per Prévert non è mai un ideale astratto o platonico, ma un'esperienza corporea, immediata e anarchica. Immenso e rosso, la passione amorosa rappresenta l'unica vera forza eversiva capace di scompaginare l'ordine grigio del mondo.
Prévert rifiuta le metriche classiche e la rima baciata rigida. Utilizza un ritmo che richiama il parlato quotidiano, ricco di giochi di parole, allitterazioni e assonanze.Molte poesie si sviluppano come vere e proprie "liste" o elenchi di oggetti, persone o situazioni apparentemente scollegate, che insieme compongono un quadro d'insieme surrealista. Il tono varia dall'estrema tenerezza al sarcasmo più amaro e provocatorio . Nonostante l'importanza storica e letteraria dell'autore, Immenso e rosso presenta aspetti che possono risultare indigesti o poco coinvolgenti per diversi lettori: la raccolta può sembrare una reiterazione di formule, immagini e polemiche già ampiamente esplorate in opere precedenti. La contrapposizione manichea tra "i buoni" (gli amanti, i poveri, i poeti) e "i cattivi" (i politici, i preti, i generali) può risultare semplicistica o datata a uno sguardo contemporaneo. La struttura libera e priva di una vera e propria traccia narrativa o tematica unitaria rischia di far percepire la raccolta come un insieme disordinato di appunti, pensieri e bozzetti.Molti giochi di parole o riferimenti al contesto sociale e politico dell'epoca perdono di efficacia se letti al di fuori del loro periodo storico. Immenso e rosso rimane un testo significativo per comprendere la visione del mondo di Jacques Prévert, testimoniando la sua fedeltà a un'idea di poesia accessibile e d'attacco. Tuttavia, la forte carica ideologica, lo stile privo di vincoli formali e la ripetizione di schemi concettuali possono renderlo un libro faticoso o poco stimolante per chi cerca una lirica più complessa, introspettiva o formalmente ricercata.