Qui e ora di Pablo Casacuberta è un ritratto tenero e commovente sulla delicata arte di diventare grandi, sulla solitudine dell’adolescenza, sul desiderio d’amore, sul terrore di non venire mai presi sul serio.
L’Hotel Samarcanda, albergo di livello internazionale, cerca un fattorino di primordine. Máximo, diciassette anni, si fa avanti per il lavoro. Teenager solitario, ossessivo, appassionato di riviste scientifiche, Máximo è convinto che l’esperienza lo farà entrare definitivamente nell’età adulta. Ma come spesso accade, niente è in linea con le aspettative – e questo non è per forza un male: l’incertezza, i dissapori familiari, la comparsa dell’amore e della passione scateneranno nella sua coscienza una serie di dispute irrisolte. L’unico modo per farcela è vivere qui e ora.
Pablo Casacuberta (Uruguay, 1969). Publicó los libros Ahora le toca al elefante (1990), La parte de abajo de las cosas (1992), Esta máquina roja (1995), El mar (2000), Una línea más o menos recta (2001) y Aquí y ahora (2002). Ha dirigido cortos experimentales y ficcionales, animaciones y un largometraje. Como artista visual participó en varias muestras colectivas, en Uruguay y en el exterior, particularmente Immediate (Reino Unido, 1999), Composición de lugar (Montevideo, 2004) y Settimana del Uruguay (Venecia, 2007). A partir de una muestra de fotografías llamada Apariciones, publicó en 2007 un libro homónimo que reúne las fotos de la exposición. Escipión (interZona, 2012) es su última novela.
Qui è ora è un breve romanzo di formazione, due giorni nella vita di Maximo Seigner, adolescente impacciato e un po' nerd con un nome troppo ingombrante per la sua personalità, che si trova catapultato nella vita adulta grazie a un lavoretto estivo come facchino per l'hotel Samarcanda. Casacubierta, non so se per ispirazione al teatro greco, decide di concentrare gli avvenimenti in un paio di giorni, ma in ogni caso è sempre "l'estate in cui si diventa grandi", si aprono gli occhi sul mondo e si capisce che bisogna iniziare a scegliere in prima persona e che spesso il mondo degli adulti non è ordinato come se lo immagina un bambino ma un caos mosso dalla casualità. Il libro si legge bene, non è indimenticabile, ma non è impegnativo
Letto con il Gruppo di Lettura. Nella sua incredibilità, è realistico e dolce, accurato. Colpisce con precisione quella zona grigia che corrisponde a circa 48h nella vita di chiunque, quando ci si rende conto che non si è più bambini ma non si è ancora adolescenti
Un libro molto semplice sull'adolescenza, dove non succede niente se non catastrofi piccole e grandi, nessuna delle quali simile all'altra perché le catastrofi dell'adolescenza hanno tutte una genetica unica e un'impronta diversa e particolare. Si legge in un pomeriggio caldo, possibilmente appunto d'estate.
Il libro è davvero ben scritto. Il protagonista, Màximo, un ragazzino che si appresta a superare l’adolescenza con traumi e continue scoperte riesce a entrarti dentro con i suoi pensieri da 40enne. Voto 3 stelle per la seconda parte del libro, troppo sottotono rispetto l’inizio. Comunque rimane una storia dolce e delicata.