Ada Negri was born in Lodi, Italy into an artisan family to Giuseppe Negri alongside his wife Vittoria Cornalba. She attended Lodi’s Normal School for Girls and earned an elementary teacher’s diploma. At eighteen, she took a position as schoolteacher in the village of Motta Visconti, on the Ticino, near Pavia. Her first volume of lyrics, Fatalità, (1892) confirmed her reputation as a poet, and led to her appointment to the normal school at Milan. Her second book of poems, Tempeste (1896), tells the helpless tragedy of the forsaken poor.
On 28 March 1896, she married industrialist Giovanni Garlanda of Biella, who had fallen in love with her from reading her poetry. By 1904 they had daughters, Bianca and Vittoria. The latter died in infancy. In 1913, Negri separated from her husband and moved to Switzerland with Bianca. Afterwards, she constantly moved. She was a frequent visitor to Laglio on Lake Como, where she wrote her only novel, an autobiographical work, Stella Mattutina (Morning Star), published in 1921, and in English in 1930. During an extended stay on Capri that began in March 1923, she wrote I canti dell'isola.
She became the first woman member of the Italian Academy in 1940. That achievement, however, also stained her later reputation since members of the Academy had to swear loyalty to the Fascist regime and were rewarded by it with various material benefits. On 11 January 1945, her daughter Bianca found Negri dead in her studio in Milan. She was 74 years old.
Her work was widely translated during her lifetime, with individual poems published in newspaper in the U.S. and elsewhere.
The actress Pola Negri (born Barbara Apolonia Chałupec), adopted the stage surname "Negri" in emulation of the poet. The actress Paola Pezzaglia was the ideal interpreter of her poetry on stage.
Se Verga, grazie alla prosa del suo "Ciclo dei vinti", ha portato all'attenzione del grande pubblico le miserie dei poveri, la Negri l'ha fatto con questa raccolta di poesie. Intensa e profonda, fornisce un'immagine forse idealizzata dei poveri, dei proletari, degli oppressi e degli esclusi, soliti incarnare, nei suoi versi, il prototipo delle persone buone, immacolate, semplici vittime della sfortuna e di una vita matrigna, ma non si può rimanere insensibili dinanzi alle figure quasi eroiche che la sua poesia scolpisce, alla fierezza, alla dignità di chi ha scelto di percorrere il tortuoso sentiero della vita senza mai arrendersi.
Raccolta a mio avviso meno bella della precedente, "Fatalità". (1895). Visto che Tempeste è stata pubblicata solo un anno dopo quest'ultima, oltre al tono più cupo, mi ha dato l'impressione che le poesie fossero meno belle, quasi come se avessero riversato in questo libro tutte quelle che non avevano passato la prima selezione... Nel complesso ho fatto più fatica a trovare poesie che mi piacessero, e molte mi hanno dato l'impressione di essere lì per fare numero... Alcune addirittura sapevano di "già visto" (nella stessa Negri) e ho avuto l'impressione che si affrontassero gli stessi temi presenti nel volume precedente (ad esempio la condizione degli operai), solo che in Fatalità erano affrontati meglio. Consiglierei assolutamente di leggere Fatalità piuttosto che Tempeste.
Qualche estratto l'ho comunque trovato interessante, qua di seguito riporto forse l'unica che mi è piaciuta integralmente. Si noti il trono cupo, come detto in precedenza:
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Bacio morto
Fra l'erba, in una triste primavera, Una precoce mammola fiorì. Fredda era l'aria. - Prima ancora di vivere, L'esile fior morì.
Su la mia bocca, in una triste sera, Un bacio dal mio cor per te fiorì. - Volgesti il capo... - prima ancor di vivere, Il bacio mio morì. -
Ieri ho terminato la lettura di Tempeste, una raccolta di poesie di Ada Negri. Alcune bellissime, me le sono trascritte. Di altre mi sono piaciuti alcuni passaggi, ma in generale la maggioranza di queste poesie tende troppo al cupo, al pessimismo, alla pesantezza. Invece è importante rendersi sempre verso la Luce, verso l'alto. Anche nei momenti più bui non siamo soli. È importante elevarsi ✨