DIDEROT, Thérèse Philosophe CLELAND, Fanny Hill. Memorie di una donna di piacere SADE, La filosofia nel boudoir HOFFMANN, Suor Monika MUSSET, Gamiani ANONIMO, La mia vita segreta APOLLINAIRE, Le undicimila verghe
Saggio introduttivo e cura di Riccardo Reim
Edizioni integrali
Sette fra i più celebri romanzi condannati per secoli a giacere dimenticati negli “inferni” delle biblioteche, sette libri “maledetti” e sovversivi appartenenti a quel filone sotterraneo (ma assolutamente non “minore”) che conobbe i suoi momenti aurei soprattutto nella Francia da Luigi XIV a Luigi XVI, nell’Inghilterra vittoriana e nella Germania del XIX secolo; libri in cui il corpo diviene libero e provocatorio protagonista, facendosi beffe di ogni ipocrisia, sfidando a viso aperto il potere e il bigottismo, svelando – spesso con caustica ironia – l’altra faccia della medaglia, il lato oscuro e rimosso della società. Dai fremiti di Diderot con Thérèse Philosophe al celeberrimo Fanny Hill di John Cleland, dalle efferatezze della Filosofia nel boudoir di Sade agli “eccessi” diffamatori di Musset (che scrisse Gamiani contro George Sand), dalle piccanti confessioni di un Anonimo vittoriano alle grottesche, deliranti scurrilità delle Undicimila verghe di Apollinaire, il lettore riscoprirà pagine che ancora oggi sorprendono per la loro forza e la loro totale irriverenza.
Work on the Encyclopédie (1751-1772), supreme accomplishment of French philosopher and writer Denis Diderot, epitomized the spirit of thought of Enlightenment; he also wrote novels, plays, critical essays, and brilliant letters to a wide circle of friends and colleagues.
This artistic prominent persona served as best known co-founder, chief editor, and contributor.
He also contributed notably to literature with Jacques le fataliste et son maître (Jacques the Fatalist and his Master), which emulated Laurence Sterne in challenging conventions regarding structure and content, while also examining ideas about free will. Diderot also authored of the known dialogue, Le Neveu de Rameau (Rameau's Nephew), basis of many articles and sermons about consumer desire. His articles included many topics.
Diderot speculated on free will, held a completely materialistic view of the universe, and suggested that heredity determines all human behavior. He therefore warned his fellows against an overemphasis on mathematics and against the blind optimism that sees in the growth of physical knowledge an automatic social and human progress. He rejected the idea of progress. His opinion doomed the aim of progressing through technology to fail. He founded on experiment and the study of probabilities. He wrote several articles and supplements concerning gambling, mortality rates, and inoculation against smallpox. He discreetly but firmly refuted technical errors and personal positions of d'Alembert on probability.
Raccolta molto eterogenea, bisogna dire. Procedendo dall'inizio, Diderot è provocante il basta, e inserisce anche alcune considerazioni filosofiche non banali (io ci ho visto perfino un accenno di post-teismo), Cleland è abbastanza godibile, lascia spazio alle emozioni e ad un certo romanticismo (devo dire che mi ha conquistato, in alcune parti: dovessi rileggerne uno, sarebbe questo), Sade invece è il meccanicismo sessuale puro e freddo, deprivato di ogni gioia, non mi ha preso proprio. Hoffmann si legge, tutto sommato, così Musset: entrambi riescono a essere intriganti in più parti. "La mia vita segreta" di anonimo è decisamente una sfida, un brogliaccio monotematico sterminatamente lungo (centinaia di pagine), di qualità molto discontinua (si va da materiale abbastanza organizzato a cose chiaramente buttate lì e nemmeno ordinate) che chiaramente richiede una certa determinazione per essere portato a termine. Ma quello che mi ha deluso di più è stato Apollinaire, che non solo fa proprio tutto il meccanicismo di Sade (sesso come ginnastica quasi sempre ossessiva e con ben poca letizia) ma inserisce una sfilza di crudeltà che per la mia sensibilità sono gratuite e anche disturbanti: omicidi, sgozzamenti, purtroppo sesso con persone molto giovani. Qua e là nel volume si va sulla parodia blasfema, per fortuna non troppo spesso. Il saggio introduttivo è ampio e interessante, rende evidente che, attraverso come viene descritto il sesso, si raggiunge un importante angolo visuale per comprendere l'evoluzione del costume, dell'attitudine politica, del pensare umano più in generale.