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Carlo Osvaldo Goldoni was an Italian playwright and librettist from the Republic of Venice. His works include some of Italy's most famous and best-loved plays. Audiences have admired the plays of Goldoni for their ingenious mix of wit and honesty. His plays offered his contemporaries images of themselves, often dramatizing the lives, values, and conflicts of the emerging middle classes. Though he wrote in French and Italian, his plays make rich use of the Venetian language, regional vernacular, and colloquialisms. Goldoni also wrote under the pen name and title "Polisseno Fegeio, Pastor Arcade," which he claimed in his memoirs the "Arcadians of Rome" bestowed on him.
Le commedie di Goldoni non ambientate in Veneto hanno per me molta meno forza espressiva, meno verve. Anche in questa c'è il tema amoroso con la donna che supera in astuzia l'uomo e piega tutti al proprio volere, ci sono due pretendenti anche se Guglielmo è praticamente solo un pretesto per il diverbio tra i due innamorati.
Le smanie per la villeggiatura non è una commedia sul viaggio. È una commedia sull’impossibilità di stare fermi. Goldoni mette in scena personaggi che non partono mai davvero, perché la villeggiatura non è una meta geografica: è una promessa di felicità rinviata. La villeggiatura è l’illusione che altrove la vita sia più vera, più degna, più sopportabile. Ma quell’“altrove” non arriva mai, perché il problema non è il luogo: è il vuoto interiore che ci portiamo dietro. Leonardo, Vittoria, Giacinta non desiderano la villeggiatura: desiderano essere desiderabili. Vogliono apparire, competere, non restare indietro. La villeggiatura diventa così un rito sociale, una liturgia dell’apparenza. Non andare equivale a fallire come esseri umani. È il trionfo del conformismo travestito da libertà. Goldoni sembra dirci una cosa scomoda: non sei libero quando fai ciò che vuoi, sei libero quando sai perché lo vuoi. E i suoi personaggi non lo sanno. La smania non è entusiasmo: è ansia. È l’ansia di non essere abbastanza, di non valere senza uno sguardo esterno che confermi la nostra importanza. Ogni debito contratto per partire è un debito morale verso l’immagine che vogliamo dare di noi stessi. È la società dello spettacolo prima dello spettacolo, Instagram prima di Instagram. C’è qualcosa di tragicamente moderno in questi personaggi: spendono soldi che non hanno per impressionare persone che non stimano, inseguendo un’idea di felicità che non hanno mai interrogato. Goldoni ride, ma la sua risata è chirurgica. Non umilia i personaggi: li espone. E allora la domanda diventa inevitabile: quanto della nostra vita è davvero scelto, e quanto è solo recitato? Le smanie per la villeggiatura è una commedia perché fa ridere, ma è una commedia amara perché ci costringe a guardarci allo specchio. E nello specchio non vediamo gente che parte: vediamo gente che scappa. Scappa dal silenzio. Scappa dalla noia. Scappa dal pensiero. E forse, alla fine, Goldoni ci sussurra che la vera villeggiatura — quella più difficile — è restare dove siamo e chiederci: “Chi sono, quando nessuno mi guarda?”
Le smanie per la villeggiatura è una celebre commedia di Goldoni che tratta, per appunto, le peripezie di due famiglie livornesi per partire in campagna. Ambientata in una società borghese, che tende ad apparire nobiliare, leggiamo come la villeggiatura sia un modo per apparire al Paese, per mostrare a tutti che si è benestanti. Di conseguenza le preparazioni alla villeggiatura sono lunghe e vanno dalla commessa di pregiatissimi vestiti, al duro lavoro dei servi, all'ordinazione dei cavalli, ecc...
Bipolari oamenii ăștia :))) ba se duc la țară, ba stau acasă, ba se duc, ba iar nu se duc...etc. Iar replicile ori sunt ironice, ori sunt prostești, dar m-am amuzat. "Brigida: Iertați-mă, stăpână, dar bietu' de el vă iubește și mai rău... Gracinita: Nici eu nu-l urăsc." <- major Otilia vibes =)))
Più che le vicende amorose, molto interessante e trattato l’aspetto dell’”apparire” tipico dei nobili del tempo, tema molto attuale qui trattato con ironia e talvolta irriverenza.