Jump to ratings and reviews
Rate this book

Da cidade nervosa

Rate this book
Desde la dinámica ciudad nerviosa de Barcelona nos llegan las crónicas periodísticas de Enrique Vila-Matas, maestro en un género que combina la paradoja con la ironía y cargado siempre de un personal sentido de la cultura. Este apartado, que compone la primera de las cuatro secciones de este volumen, puede leerse como un libro de relatos ya que cada una de las crónicas tiene entidad de historia.
En la segunda sección encontramos un extenso texto inédito, «Mastroianni-sur-mer», donde el autor, además de analizar las relaciones entre cine y literatura, revela el sorprendente origen de su vocación literaria.
En la tercera, «Un tapiz que se dispara en muchas direcciones», texto-clave en la producción de Vila-Matas, se reflexiona en torno a las vicisitudes anteriores y posteriores a la publicación de Bartleby y compañía y a la construcción de la original estructura de ese libro: una reflexión teórica que a su vez daría paso a la construcción de El mal de Montano.
Finalmente, la cuarta y última sección, «Escritos shandys», recoge algunos de los más importantes artículos y ensayos literarios publicados en la prensa nacional y extranjera.

282 pages

First published January 1, 2000

2 people are currently reading
41 people want to read

About the author

Enrique Vila-Matas

158 books989 followers
Enrique Vila-Matas is a Spanish author. He has written several award-winning books that mix genres and have been translated into more than thirty languages. He is a founding Knight of the Order of Finnegans, a group which meets in Dublin every year to honour James Joyce. He lives in Barcelona.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
10 (16%)
4 stars
33 (55%)
3 stars
12 (20%)
2 stars
3 (5%)
1 star
1 (1%)
Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Domenico Fina.
292 reviews90 followers
March 24, 2018
"Le città di notte contengono uomini che piangono nel sonno, poi si svegliano e dicono alla moglie: niente. Non è niente. Solo un sogno triste. O qualcosa del genere."


È un libro fatto di scritti brevi (due, tre pagine) pubblicati su riviste e confluiti in volume nel 2000. Barcellona c'entra pochissimo, è una trovata dell'editore. Boh. Di certo c'entra Vila-Matas, che si mette a scrivere di scrittori, quali Walser, Kafka, Rulfo, Hemingway, Duras, oppure di attori come Mastroianni, o artiste come Sophie Calle. Ma anche di situazioni di vario genere. È un libro che contiene diversi pezzi d'occasione datati e circostanziati ma alcune pagine straordinarie fanno l'effetto che solo Vila-Matas può fare, il calore geniale della letteratura. Scrive di un incontro con Marguerite Duras in cui lei racconta di un pomeriggio nel quale si era messa a fissare una mosca agonizzante, fino a quando la mosca era morta e a questo punto aveva deciso di telefonare a un'amica per avvisarla che la mosca era morta esattamente alle cinque e venti. Poi, la Duras, conclude il suo racconto stralunato dicendo a Vila-Matas queste parole: "si scrive per guardare come muore una mosca".

Qui vi copio una pagina che fa intendere la bravura svagata di Vila-Matas


Sull'angoscia di parlare in pubblico

Arriva un giorno nella vita di molte persone, in cui si vedono costrette a parlare in pubblico per la prima volta. La cosa più normale allora è cominciare a sudare freddo, avere la tremarella alle gambe e essere vittime del panico da palcoscenico. Io ricordo di aver debuttato, quanto al parlare in pubblico, in uno di quegli stupidi e commoventi cineforum degli anni Sessanta. Ricordo di aver alzato la mano durante un dibattito su "Il processo" di Orson Welles e di averlo fatto quasi costretto dalla quantità di stupidaggini che sentivo. Non appena mi fu data la parola, accadde qualcosa di terribile: tutti gli sguardi in sala iniziarono a convergere su di me. In fondo, attirare l'attenzione su di sé costituisce quasi per tutti una vera fobia. "Io credo che..." dissi, e non seppi come andare avanti, sentii di essere sull'orlo di uno svenimento, ero diventato rosso per la vergogna. Ma siccome i timidi, una volta in scena, in genere prendono coraggio, completai la frase in un modo che non avevo affatto previsto ma che mi consentiva di uscire alla svelta da quel brutto frangente. E dissi: "Io credo che ormai sia giunta l'ora di porre fine a questo dibattito."
Quando cominciai a scrivere e a pubblicare libri, non avevo minimamente previsto che sarei stato invitato a partecipare a tavole rotonde e perfino tenere conferenze. Non vedo perché scrivere debba necessariamente implicare il fatto di parlare in pubblico. Anzi, sono due attività opposte, si scrive in solitudine e in molti casi anche per sfuggire al mondo. Tenni la mia prima conferenza a Casteldefells, alle cinque del pomeriggio di un giorno d'inverno, davanti a un pubblico di signore che si riunivano per l'ora del tè. Decisi di incentrare il mio discorso sul tema del suicidio e chiesi loro di non domandarmi, una volta giunto il momento del dibattito, se avevo intenzione di suicidarmi, perché le avvertivo da subito che la morte volontaria non rientrava nei miei piani. Arrivai al dibattito con la stessa tachicardia che mi aveva accompagnato per tutta la conferenza. La prima domanda - o meglio, osservazione - me la fece un'anziana dell'ultima fila: "Lei ha detto che non ha intenzione di suicidarsi, ma francamente la vedo fumare parecchio."
Profile Image for Ligeia.
656 reviews107 followers
February 19, 2020
"Uscii dalla sua vita come si esce da una frase."

"Se un lettore s'imbatte in quella pagina allo scoccare delle tre del pomeriggio, muore."

"Le città di notte contengono uomini che piangono nel sonno, poi si svegliano e dicono alla moglie: niente."
Profile Image for Leonardo Rodríguez.
110 reviews
November 10, 2008
De Vila-Matas me atrae su manera, que no es sólo estilo: es uno de los pocos escritores hispanos en quien la ironía es una forma de cortesía. Muy diferente “maniera” a la de su amigo Roberto Bolaño, tan vitriólico y no por ello menos generoso, con quien tiene una casi vida paralela. Hay crónicas estupendas en “Desde la ciudad nerviosa”, otras que se acaban –u olvidan- rápido. En una época en que la literatura anglosajona parece haber ocupado de forma íntegra a los lectores y escritores de medio mundo, Vila-Matas posee una simpatía atenta y humorística por la literatura, casi siempre contemporánea, de otras latitudes europeas y de Hispanoamérica. Me pregunto si se trata de una escritura metaliteraria o ultraliteraria o las dos cosas. ¿A alguien le importan esas muletillas de manual? En ambos casos lo principal es su encanto. “Desde la ciudad nerviosa” trata sobre escritores y ciudades. Escritores de visita o de viaje, ciudades literarias y lugares de escritores. Uno también se desplaza entre sus páginas. Voy de la sonrisa a la risa pasando por la impaciencia y hasta el desinterés. Pocas veces se dice, pero ya habrá que hacerlo: parte del encanto de V.M. se debe a su modo de ejercer la crítica literaria, una forma íntima, expresiva, ensayística y novelada de la misma. Desde Borges, muchos de los mejores escritores de la lengua son escritores de salón o son críticos. En el caso de Vila-Matas se trata de un salón con cava (el champagne catalán), culta compañía y excelente iluminación, un bar acaso situado en las inmediaciones del Barrio Gótico barcelonés o en el no menos delicioso y más arrabalero Raval. ¿No tiene V-M. las maneras de un anfitrión? No uno cualquiera, bien se entiende. Leerlo es una fiesta a veces convencional pero siempre brillante.
Displaying 1 - 3 of 3 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.