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Il tuo nome sulla neve

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Settant’anni, molti ricordi, un solo amore. Può capitare che si perda quell’unico amore e che venga voglia di scrivere. Per sanare la ferita, sfogare la rabbia, colmare il tempo vuoto. Si riempiono fogli, quaderni, ma la carta non basta ancora. Allora capita di aprire un armadio e di prendere un lenzuolo bianco dal corredo, uno di quelli che non si useranno più per riposare, per amare. E ci si rovescia sopra tutta una vita. Si torna alle origini, umilissime, quando si andava a scuola solo d’inverno, con gli zoccoli ai piedi e un cappotto rammendato. Quando si mangiava solo polenta, ché di pane ce n’era poco. Nel resto del tempo bisognava lavorare la terra, seminare, raccogliere. E prepararsi alla guerra, con lo straniero in casa, le tessere al mercato, i muri crivellati, la paura delle bombe e del padrone. Ad alleviare la fatica, l’amore per i figli, quelli allevati e quelli persi. E per un ragazzo dagli occhi azzurri, conosciuto a quattordici anni e sposato a diciotto. Questa è la storia semplice e straordinaria di Clelia Marchi, «gnanca na busia». Quando il marito muore in un incidente, Clelia è già anziana e su un lenzuolo a due piazze inizia a trascrivere la storia della sua vita, distillata in righe numerate, perché non si perda nulla di quel racconto «sul filo della sincerità». Grazie all’Archivio diaristico nazionale, quel lenzuolo è diventato un libro. Il tuo nome sulla neve nasce da una scrittura di sé che diventa terapia e, insieme, testimonianza di una civiltà contadina sempre più remota. Ed è la realizzazione del desiderio di Clelia di vedere letta la sua storia, che sentiva simile a quella di molte altre donne, eppure esemplare.

93 pages, Kindle Edition

First published January 1, 1992

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About the author

Clelia Marchi

2 books2 followers
Clelia Marchi was a farmer from the North of Italy who became famous in the Eighties for having written her autobiography on a sheet. She wrote her story as a way to cope with her beloved husband's death, on a sheet that she had received as part of her dowry.
The story of a tough, hard-working life, which nonetheless was rich with love and happiness, soon became a success in Italy.

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Displaying 1 - 23 of 23 reviews
Profile Image for Ellis ♥.
1,001 reviews10 followers
February 6, 2019
Sono solita evitare di leggere biografie/autobiografie, ma stavolta sono molto contenta di essere uscita dalla mia confort-zone e aver fatto un tentativo con questa …
Il titolo “Gnanca na busia” significa letteralmente “neanche una bugia” ed è con audace schiettezza e genuinità che la signora Clelia Marchi riversa, nella solitudine della notte, la sua vita facendo di quel lenzuolo una mera valvola di sfogo, un modo per esorcizzare il dolore. Sotto forma di un diario atipico è la storia di una vita vera, la sua, quella che ci apprestiamo a leggere. Costellata da fatiche, fin dalla più tenera età, dagli anni della guerra vissuti nel terrore, le malattie, gli stenti e i numerosi lutti e privazioni. Esigui i momenti felici, quelli che saltano subito all’occhio sono certamente l’amore e la devozione per il marito Anteo, strappato alla vita troppo presto per opera di un crudele destino, e dalla nascita dei figli.
La scrittura è molto scorrevole e commovente seppur elementare, gli errori grammaticali rendono questa testimonianza ancora più autentica poiché il livello d’istruzione della donna è basilare (arrivò a malapena alla seconda elementare) ma ciò nonostante si evince – grazie anche alla ripetizione di alcune frasi – quanta sofferenza e dolore ha patito che hanno segnato irrimediabilmente la sua esistenza.
Il ritratto che ne viene fuori è quello di una comunità contadina che viveva con poco e cercava di arrangiarsi meglio che poteva; infatti a distanza di anni Clelia, ormai anziana, s’interroga sul benessere che contraddistingue i giorni nostri. Lei è stata una ragazzina di 16 anni, cresciuta troppo in fretta, capace di reagire e affrontare qualunque difficoltà con coraggio, dando prova di una grande sensibilità.
Le brevi poesie a conclusione del libro sono di una delicatezza unica, a riprova del fatto che per dar voce ai propri sentimenti basta semplicemente essere dotati di un cuore buono e sincero.
Profile Image for Aivlis76.
155 reviews2 followers
December 9, 2025
“Care persone, fatene tesoro di questo lenzuolo ché c’è un po’ della vita mia.”

Clelia Marchi è una donna contadina mantovana che decide di scrivere la sua autobiografia su un lenzuolo. Racconta la sua vita in modo semplice: il lavoro nei campi, il rapporto con i figli (otto figli di cui alcuni persi), la povertà, l'amore e le perdite.
il titolo "Gnanca na busia" significa Neanche una bugia, infatti la scrittura è autentica Clelia non cerca di romanzare o abbellire la sua vita, la racconta con autentica umiltà.
Le poesie finali sono un sussurro dell'anima... semplici e toccanti.
Un'autentica, sincera e preziosa testimonianza della vita di Clelia Marchi.
Profile Image for Claudia.
13 reviews1 follower
December 16, 2024
Ci tengo a fare questa piccola recensione di “il tuo nome sulla neve” perché è un lavoro così particolare e sconosciuto al vasto pubblico che merita di avere qualcuno che ne parli.
Mi sono imbattuta in questo libro seguendo un corso di scrittura creativa all’università quando, incuriosita, ho deciso di acquistarlo.
In Italia esiste una fondazione nata come archivio diaristico nazionale (fondata nel 1984 è consultabile online) nata con l’obiettivo di raccogliere scritti di gente comune e ripercorrere la storia d’Italia. Sono accettati anche testi di persone semi-analfabete perché quello che conta è il significato dei ricordi. Gnanca na busia (Clelia Marchi) e terra matta( Vincenzo Rabito) sono esempi illuminanti in tal senso. Da testi di gente comune sono nate testimonianze preziose da custodire. Quello che stupisce di questa lettura è il modo in cui si può essere in grado di comunicare un’emozione anche senza usare una grammatica perfetta.
Clelia è una donna anziana, ormai rimasta sola dopo la morte del marito con cui ha condiviso una lunga e dolorosa vita. È così che nella disperazione di una notte inizia a trascrivere la sua storia su un lenzuolo perché le pagine non bastano più, perché non si perda nulla di quello che è stato.
Non potrete non commuovervi davanti a ricordi tanto semplici, drammatici e al tempo stesso pieni d’amore di Clelia Marchi e della sua famiglia.
Questa biografia ci ricorda l’importanza della narrazione come terapia e cura di se.
Inoltre questo libro è importante anche per il modo in cui si fa testimonianza di un mondo contadino sempre più remoto che non deve andar perduto.


Profile Image for Chiara.
16 reviews
September 26, 2024
Quando i libri ti chiamano come le sirene di Ulisse si può solo assecondare il richiamo, con tutte le conseguenze del caso. Ho trovato questo piccolo libro nella libreria del Festival della Letteratura di Mantova tenutosi qualche settimana fa, volevo portare un libro con me che fosse un ricordo di questa esperienza, qualcosa di autoctono che non si trova in qualsiasi libreria.Mi dirigo verso le proposte con il cartellino "Letteratura di Mantova" e tra i vari libri sui Gonzaga, cattura la mia attenzione la copertina (la ricamatrice mi ricorda di mia madre) e la postfazione di Vinico Capossela a garanzia.
Quel che ci trovo dentro è sconvolgente per una coincidenza di analogie che mi riportano alla perdita abbastanza recente di mio padre. Il canto funebre di Clelia Marchi da voce al dolore (il suo e il mio) e sebbene la scrittura sia grammaticalmente difficile da leggere (in qualche tratto ho dovuto chiedere una traduzione ai miei amici mantovani per la parte dialettale) ho compreso ogni singola virgola del componimento.
Ho trovato le poesie finali molto toccanti e dirette.
Un libro vero e sincero , come lo stesso titolo preannuncia.
Profile Image for Betty.
106 reviews5 followers
March 20, 2025
La cultura va dispersa non solo con il patrimonio dei grandi, ma con quello dei piccoli, degli umili, dei molti.
Ecco allora che questo diario-lenzuolo è un vero e proprio museo a cielo aperto della vita di una famiglia come tante, preziosa testimonianza da conservare con cura.
Profile Image for Martina Sartor.
1,233 reviews41 followers
January 21, 2018
Il romanzo di una vita scritta su un lenzuolo.
"Chissà cosa si vorrebbe scrivere per dire tutto quello che c'è dentro al cuore: non ci riesi neanche se scrivi tutta là vita"
La storia di questo libro è singolare e unica. Una donna, Clelia, per tutta la vita ha fatto la contadina, ha lavorato nei campi e allevato i suoi figli, conducendo una vita dura e faticosa con più dolori che gioie. Ma, alle soglie di una vecchiaia che si preannunciava finalmente serena, il destino la colpisce ancor più crudelmente togliendole la sua vera ragione di vita: il marito tanto amato, il suo unico grande amore da quando aveva 14 anni. Clelia entra in una cupa disperazione che nemmeno la gioia di star vicino ai nipotini sa alleviare. Lacrime, tante lacrime, soprattutto la notte, finché Clelia non trova modo di sfogare questa sua pena: prima su quaderni messi assieme da lei con la carta che trova per casa e poi, quando non c'è più carta, su un lenzuolo della sua dote di sposa, si mette a scrivere e a raccontare.
Il "lenzuolo libro" è stato esposto prima all'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano e poi è diventato un libro, perché non serve scrivere ricordi e sentimenti "se nessuno li guarda, ò li legge".
Questa storia, in fondo semplice e simile a quella di molte delle nostre nonne, ha il sapore dolceamaro di quell'italiano sgrammaticato e dialettale, umile, ma che con poche lapidarie frasi ti comunica tutta l'anima di una persona. Mi hanno colpito al cuore le poesie finali di questa signora anziana che esprime ancora tutto il suo amore con il cuore di una ragazzina e che non aspetta altro che di ricongiungersi al suo bel ragazzo biondo dagli occhi azzurri.
Essere vicino
a te…
Che più di te
altro non c'è…
Più di Tè
Altro Non
8 reviews
October 28, 2018
Più che un libro un viaggio. Che inizia dal museo del diario, dove il lenzuolo-libro è esposto. Una testimonianza toccante, così sincera e schietta, nella sua prosa umile e semplice, che ti arriva dritto al cuore. Una contadina l'autrice, non una persona di cultura, eppure le vicende che ha vissuto hanno per lei un richiamo così forte, che la vita che racconta riesce a parlare a tutti, quasi in maniera disarmante. Mi ha ricordato per certi versi Primo Levi, un chimico che è diventato scrittore per urgenza, l'urgenza di raccontare una storia troppo grande per tacere. Una esperienza di arricchimento consigliatissima
Profile Image for LuisConval.
59 reviews
December 23, 2024
3,5

Di nuovo sei ritornata ò cara luna mia!! Che solo te di notte mi puoi fare compagnia
Le persone felici stanno a letto: dormire, russare, sognare, sognare!!
E io lacrimare...

En este valle de lágrimas me acuerdo de mi abuela pensando en si como esta señora habrá sido feliz en algún momento de su vida
Profile Image for Anto_s1977.
797 reviews36 followers
Read
December 28, 2024
“Gnanca na busia”, pubblicato dalla casa editrice Il Saggiatore nel 2024, è la fedele trascrizione della vita di Clelia Marchi, una contadina mantovana.
La donna, dopo la morte tragica del marito, afflitta da insonnia e da un senso di profonda solitudine, decise di mettere per iscritto gli eventi della propria vita familiare su un supporto inusuale: un lenzuolo bianco.

È un testo che descrive la vita quotidiana di persone umili e la continua lotta per la sopravvivenza in un contesto povero e patriarcale.
Clelia Marchi si sofferma soprattutto sulle sofferenze, sui lutti, ma in primo luogo racconta del sentimento che la legava al marito e del vuoto incolmabile che la sua assenza improvvisa ha lasciato nel suo cuore.

Il lenzuolo, arricchito anche da poesie dedicate all’amato coniuge, è oggi conservato presso l’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, Arezzo.

Una lettura breve, che mantiene gli errori ortografici e grammaticali del testo originario, ma che rappresenta per noi lettori del XXI secolo, abituati al benessere e alla realtà urbana, una testimonianza fondamentale e diretta sulla cultura contadina e sui valori su cui essa si fondava.
Profile Image for Cristiana Facchini.
220 reviews3 followers
April 16, 2024
Piccolo gioiello di narrativa.
Scritto da una che non era una scrittrice, anzi forse manco sapeva bene l'italiano.
Ma l'originalità del testo, scritto su un lenzuolo, e la semplicità con cui racconta
la sua vita, fatta di gioie piccolissime e dolori e fatica,
è innegabile.
Lo spaccato di società che ne esce è lontano mille miglia dalle narrazioni di
personaggi piccolo borghesi. Qua siamo fra i poveri, i tanti poveri che c'erano a cavallo
delle due guerre. Ci ho rivisto tanti racconti di mia nonna,
la fatica a sopravvivere eppure la tenacia, l'amore puro, il dono della vita.

Profile Image for Mariangela Chiarenza.
8 reviews
August 2, 2025
147 “ Pure sono Sacre Sante vere c’è ne sarebbe da dire che non ci sarebbe neanche il tempo di morire: Pure male in Cuore i ricardi, le tristezze, il soffrire non si scorda mai! Poi mai!! Ma se pensassimo cos’è la vita, é solo un ombra che passa sulla terra; e niente altro: lavorare: soffrire: Pure anche amare: chè se non avessi niente dà amare si può anche creppare: <é io che ò tanto amato!!!>
Profile Image for Alice Zanon.
134 reviews9 followers
November 14, 2024
Un bellissimo quanto malinconico squarcio nella difficile vita di Clelia Marchi, che ha sofferto quanto amato ognu giorno della sua vita.
Poche pagine ma che spezzano il cuore.

Poi, leggere di una donna mantovana con il diletto di lì avendo un nonno mantovano fa ancora più effetto.
Profile Image for giduso.
345 reviews26 followers
January 17, 2025
Difficile dare un voto ad uno scritto cosí personale (è la trascrizione di un diario scritto su un lenzuolo), ma quello che emerge con forza è il bisogno umano di lasciare una traccia, di dare un senso alla propria vita. Per questo è una lettura intensa.
Profile Image for valentina.
57 reviews
July 6, 2025
questo “librolenzuolo” riporta alla scrittura primordiale, privata di intellettualismi, quasi di qualsiasi tecnica. sembra il racconto di una nonna, e il fatto di essere stato trasmesso per iscritto gli garantisce una vita lunga e importante per conservare la cultura italiana.
2 reviews
January 5, 2026
La storia di Clelia Marchi e del suo GNANCA NA BUSIA è una delle tante storie conservate nel Piccolo Museo del Diario di Pieve Santo Stefano (AR) che vale assolutamente la pena di essere conosciuta e raccontata
Profile Image for Paola Meneghello.
4 reviews
January 28, 2019
La storia di un mondo che oggi non si conosce e ti porta a tenere i piedi per terra. Sa di vesciche ai piedi e di inverni freddi. Consigliatissimo.
Profile Image for Lorenzo Cracchiolo.
60 reviews1 follower
November 25, 2025
Capisco la premessa, la rilevanza sociologica eccetera.

Però mi sembra di aver letto qualcosa sentito e risentito. Le frasi parternalistiche e sull'aborto poi sono quantomeno fastidiose
Profile Image for Loscrittorucolo.
219 reviews6 followers
September 9, 2015
Un racconto toccante, sgrammaticato e vero. La vita dura - e spesso drammatica - di una contadina che da vecchia, morto il marito, ne piange la mancanza, e racconta tutta una vita di amore e sacrifici fatti insieme. Una storia semplice, una donna tra tante che però, grazie alle nottate passate a scrivere su un lenzuolo, resterà nel cuore a me e penso a tutti coloro che ne leggeranno la storia.
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