Facciamo così: non parliamo di una trentatreenne ma di una liceale, così la storia ha più senso, perché le reazioni della protagonista non sono dettate dalla timidezza, piuttosto dall'essere infantile. Sembra che sia vissuta in una bolla e che la sua mente sia ferma a diciassette anni.
Ci sono tante cose che non vanno, prima di tutto il collega di lavoro che pare sapere tutto su di lei, persino che Tanokura è il suo primo ragazzo. Ma quando gliel'ha detto? E, soprattutto, chi racconterebbe fatti così personali a una persona che non conosce? Poi, guarda caso, lui capisce tutto ciò che pensa. L'empatia esiste, ma non a questi livelli. È la palese intromissione dell'autrice, il personaggio non ha una vera caratterizzazione, serve solo a creare scompiglio.
Vogliamo parlare del fatto che viene fuori il discorso "matrimonio" dopo che loro si sono visti sì e no tre volte? E lei che lo presenta ai suoi genitori dopo che, sottolineo, si sono visti sì e no tre volte?
I disegni sono carini, ma la storia non riesco ad apprezzarla.